Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Toscana

Documetazione

Bollettino epidemiologico delle malattie infettive. Anno 2015

Con 923 casi di malattie infettive notificate in II classe, il 2015 è stato l’anno che ha riportato il minimo storico di notifiche e nessun caso segnalato di morbillo e di rosolia. Sono alcuni dei dati pubblicati nel “Bollettino epidemiologico delle malattie infettive – anno 2015” della Asl 10 di Firenze. Questo documento annuale, realizzato da oltre 20 anni, fornisce un’analisi dei casi di malattia infettiva afferenti al Simi e ad altri sistemi di sorveglianza speciali. Quest’anno una breve sintesi è dedicata all’andamento dei casi di Malattia invasiva da Meningococco C, segnalati in Toscana dal gennaio 2015. Per maggiori informazioni scarica il documento completo (pdf 2,4 kb).

 

La pertosse: un grande problema per i più piccoli!

Nella Asl 10 Firenze, dal 2007 in poi, il tasso di incidenza della pertosse è sempre rimasto al di sotto dei 3 casi per 100.000, concentrati tra i bambini con età inferiore a 1 anno. La copertura vaccinale che si era sempre mantenuta intorno al 93-94%, nel 2014 è stata valutata al 90,1%. I sintomi della pertosse negli adolescenti e negli adulti possono essere lievi e la malattia può non essere diagnosticata. Questo porta a un rischio di trasmissione ai neonati che non hanno ricevuto il ciclo completo di vaccini e che possono sviluppare, in caso di malattia, complicanze gravi, fino al decesso: due neonati deceduti (uno nel 2010 e uno nel 2012). Questi ed altri dati riguardanti le complicazioni della malattia, i ricoveri ospedalieri e le strategie di vaccinazioni si possono trovare nel report della Asl Firenze “La pertosse: un grande problema per i più piccoli!” (pdf 2 Mb).

 

Asl 10: Campagna di vaccinazione e sorveglianza dei casi gravi. Stagione influenzale 2014-2015

Nella campagna 2014-2015 la copertura vaccinale antinfluenzale nei soggetti con più di 65 anni di età nella Asl 10 Firenze è diminuita fortemente rispetto agli anni passati, raggiungendo solo il 52%, contro un obiettivo minimo di copertura del 75%. Questa tendenza è riscontrabile anche a livello regionale dove è stato raggiunto il 50,6% di soggetti vaccinabili. Risulta buona invece la copertura vaccinale degli operatori sanitari che, con il 41,1%, è risultata la più alta della Toscana. Nello stesso periodo (stagione 2014-2015) sono stati segnalati alla U.F.C. Igiene e sanità pubblica della Azienda sanitaria di Firenze, 59 casi di influenza con ricovero ospedaliero secondo le indicazioni della Circolare del ministero della Salute per il monitoraggio dell’andamento delle forme gravi e complicate di influenza confermata. Il decorso della malattia ha evidenziato l’insorgenza di complicanze, per lo più a livello respiratorio, nell’88,1% dei casi e l’exitus in 15 soggetti. Sono alcuni dei dati riportati nel report sull’influenza (pdf 1,4 Mb) dell’Azienda Sanitaria di Firenze.

 

La tubercolosi nella Asl 10. Report 2014

Nell’Azienda sanitaria Firenze, nel 2014 sono stati notificati complessivamente 99 casi di Tb: 79 sono risultati residenti nel territorio della Asl con un tasso di incidenza pari a 9,5 casi per 100.000 abitanti. Questo dato, che si colloca a livelli più alti di quello a livello nazionale (stimato per il 2013 pari a 5,3 casi per 100 000 ab), riflette la buona compliance alla notifica dovuta al sistema di recupero attivo dei dati, in atto nella Asl, che ha praticamente azzerato il fenomeno della sottonotifica. Nel documento (pdf 1,7 Mb) sono stati evidenziati alcuni aspetti tra i quali un tasso più alto di incidenza (14,3 casi per 100 000 ab) nella città di Firenze (fenomeno tipico dei grandi centri urbani con una più alta concentrazione dei fattori di rischio associati alla Tb) e il costante aumento del numero delle notifiche a carico dei soggetti italiani in età pediatrica, con un problema di attribuzione di cittadinanza (bambini che nell’archivio Simi risultano cittadini italiani ma in realtà appartengono e vivono in famiglie straniere).

 

Coperture vaccinali Azienda Sanitaria di Firenze. Anno 2014

Nell’anno 2014, nell’Azienda sanitaria di Firenze, le coperture vaccinali (pdf 1,2 Mb) per polio, morbillo, meningococco pneumococco e Hpv hanno mostrato un decremento rispetto agli anni precedenti, mantenendosi al di sotto degli obiettivi previsti dal Piano nazionale vaccini. Questo decremento riscontrato nell’Azienda sanitaria si inserisce nel quadro generale che ha visto un calo anche in Italia e nella Unione europea. Tra i principali motivi di mancata o non completata vaccinazione per la coorte dei nati nel 2012, risultano i “rintracciati ma non presentatisi”, i “non rintracciabili/contattabili” e i “dissensi definitivi”. Le azioni di miglioramento intraprese, descritte nel report, non hanno ottenuto i risultati attesi anche perché dovrebbero essere inserite in un contesto generale molto più ampio che va ben oltre i confini territoriali della Asl e che investe realtà quanto meno regionali se non appunto nazionali/europee.

 

L’utilizzo di antibiotici e l’antibiotico-resistenza in Toscana - Secondo report della rete di Sorveglianza dell’antibiotico resistenza in Toscana (Sart)

In Toscana, nel 2014, il consumo di antibiotici, sia negli ospedali che sul territorio, è stato minore della media italiana ed europea, tuttavia per alcuni batteri patogeni (Escherichia coliKlebsiella pneumoniae e Acinetobacter spp.) si registrano percentuali medie di resistenza superiori alla media nazionale ed europea. È quanto emerge dal rapporto “L’utilizzo di antibiotici e l’antibiotico-resistenza in Toscana - Secondo report della rete di Sorveglianza dell’antibiotico resistenza in Toscana (Sart)” (pdf 2,7 Mb), pubblicato in occasione della Giornata europea degli antibiotici dalla Regione Toscana. Il documento contiene i dati relativi ai Laboratori di microbiologia di tutte le Aziende sanitarie toscane, i dati di sorveglianza delle antibiotico-resistenze e i dati sul consumo di antibiotici nel 2014 per l'intera Regione. Le attività della rete Sart si inseriscono nel quadro di interventi necessari per gestire l'emergenza della resistenza agli antibiotici: prevenzione delle infezioni, uso appropriato degli antibiotici, sensibilizzazione e comunicazione, monitoraggio e sorveglianza. Per maggiori informazioni leggi la notizia sul sito dell’Ars Toscana.

 

Rete di sorveglianza dell’antibiotico resistenza in Toscana (Sart). Dati 2013

In Toscana, nel 2013, le specie più frequentemente isolate da batteriemie sono state E. coli(32,5%), seguita da S. aureus (19,7%), K. pneumoniae (13,7%) ed E. faecalis (12,6%). Le altre specie sono state isolate in misura inferiore al 10%. Sono alcuni dei dati pubblicati a dicembre 2014 nel rapporto “Rete di sorveglianza dell’antibiotico resistenza in Toscana (Sart) - Dati 2013” (pdf 1,1 Mb) a cura dell’Azienda regionale di sanità della Toscana (Ars). Il quadro che emerge dai dati disponibili sottolinea l’urgenza di mettere in campo alcuni degli interventi proposti a livello internazionale per gestire i fenomeni di antibiotico resistenza. Per maggiori informazioni leggi la notizia sul sito dell’Ars.

 

Epatiti virali acute nella Asl 10 Firenze. Gennaio 2000-settembre 2013

Tra gennaio 2000 e settembre 2013, la Asl 10 di Firenze ha notificato 426 casi di epatite A, 276 casi di epatite B e 90 di epatite C e, in generale, i soggetti interessati sono stati prevalentemente uomini italiani di età superiore ai 25 anni. Sono alcuni dei dati che emergono dal rapporto “Epatiti virali acute nella Asl 10 Firenze (gennaio 2000-settembre 2013)” (pdf 3,4 Mb), pubblicato dalla Asl di Firenze a febbraio 2014. Per l’epatite A si è registrato una progressiva diminuzione dell’incidenza (dovuta prevalentemente alle migliori condizioni igienico-sanitarie) fino ad arrivare, nel 2012, a 0,4 casi per 100.000 abitanti. Quaranta i casi di epatite A evitabili con la vaccinazione: 24 viaggiatori in aree ad alto rischio e 16 contatti di caso di epatite. Nei primi anni del periodo osservato, e fino al 2006, l’incidenza dei casi di epatite B notificati è stata stabile (circa 3/100.000 abitanti) mentre, dal 2007 al 2012, è progressivamente diminuita arrivando a 1,37 casi x 100.000. Questo calo ha interessato soprattutto i giovani-adulti (15-24 anni) come effetto dell’introduzione della vaccinazione obbligatoria (maggio 1991). Una corretta applicazione della pratica vaccinale avrebbe fatto evitare 20 casi di epatite B: 1 neonata, 3 ragazzi sfuggiti alla vaccinazione obbligatoria e 16 contatti di casi di epatite e/o conviventi con soggetti HbsAg positivi. Anche per l’epatite C si è osservato un trend in diminuzione dovuto agli stessi fattori che avevano influenzato l’andamento dell’epatite B prima dell’introduzione della vaccinazione obbligatoria (migliore conoscenza delle vie di trasmissione, adozione di misure preventive e la campagna contro l’Aids). Il tasso di incidenza è così passato dall’1-1,5/100.000 abitanti negli anni 2000-2005 allo 0,12 nel 2012. Per maggiori informazioni visita anche le pagine del sito dell’Asl 10 Firenze dedicata ai dati malattie infettive.

 

Asl 10: bollettino epidemiologico delle malattie infettive. Anno 2012 e anticipazioni 2013

Come ogni anno sono stati raccolti in un bollettino i dati relativi alle malattie infettive notificate nella Asl 10 Firenze. Oltre all’andamento di queste malattie nel territorio della Asl (e a specifici approfondimenti su alcune di loro), il rapporto contiene il confronto con i dati regionali e nazionali, i riferimenti alle coperture vaccinali, un focus sulle notifiche tra il personale scolastico e alcune note sui focolai epidemici. Della redazione di questo bollettino (pdf 2,4 Mb) annuale e di altri report monografici sulle malattie infettive rilevanti (come la tubercolosi e le malattie invasive batteriche) se ne occupano la SS Epidemiologia e la UF Igiene e sanità pubblica della zona Firenze della Asl 10.

 

Rapporto finale sulla stagione influenzale 2013-2014

L’Azienda sanitaria toscana (Ars) ha pubblicato il “Rapporto finale sulla stagione influenzale 2013-2014”, che descrive i dati della Rete Influnet. I dati evidenziano che in Regione è stata registrata un’intensità minore rispetto a quella italiana (il 6% dei toscani rispetto al 8% degli italiani ha manifestato una sindrome influenzale). Come di consueto le fasce di età più colpite sono quelle pediatriche e in particolare i più piccoli, ma i tassi di incidenza osservati sono stati notevolmente inferiori rispetto alle stagioni precedenti. Hanno circolato maggiormente i virus di tipo A (tra i campioni positivi l’82,6% era di tipo A e il 17,4% di tipo B) e tra i virus di tipo A hanno circolato nella stessa proporzione sia il sottotipo AH1N1pdm09 che il sottotipo A(H3N2). Per maggiori informazioni visita il sito Ars.

 

L’epidemiologia dell’Aids in Toscana. Aggiornamento al 31 dicembre 2006

Il documento, pubblicato ad aprile 2007 dall’Agenzia regionale di sanità della Toscana, fa il punto della situazione per quanto riguarda l’epidemia di Aids in Regione. Dai risultati emerge un quadro ambivalente: da un lato la diffusione del virus appare stabile, dall’altro il fenomeno riguarda ormai tutte le fasce della popolazione, e la consapevolezza delle possibilità di contagio è ancora scarsa. Consulta il documento (pdf 2,51 Mb).

MaCro: la banca dati sulle malattie croniche in Toscana. Popolazioni con malattie croniche e indicatori di processo assistenziale

L’Agenzia regionale di Sanità della Toscana ha pubblicato il rapporto di presentazione della banca dati MaCro sulle malattie croniche in Toscana. Si tratta di uno strumento per intercettare tutti i dati regionali che possono riferirsi a patologie come diabete, insufficienza cardiaca, ictus pregresso, broncopneumopatia cronica ostruttiva, ipertensione e trasformarli in informazioni utili per la programmazione, l’organizzazione, la gestione, il monitoraggio, la valutazione e il governo delle cure primarie per le malattie croniche. I principali destinatari delle informazioni offerte dal database sono le società della salute, i medici di comunità, i medici di medicina generale, il sistema di valutazione. La banca dati MaCro trova inoltre applicazioni nella ricerca epidemiologica. Per maggiori informazioni scarica il rapporto (pdf 3,9 Mb) dell’Ars Toscana.

Le interruzioni volontarie di gravidanza

In Toscana, nel 2013, sono state registrate 7344 dimissioni per Ivg, il tasso di abortività è stato pari a 8,5 per 1000 donne in età fertile, mentre ogni 1000 nati vivi si sono registrate 240 Ivg (i dati italiani sono, rispettivamente, 7,6 per 1000 e 204). Il 42,6% delle donne che hanno fatto ricorso all’Ivg era di cittadinanza straniera e il 2,7% minorenne. Sono alcuni dei dati che emergono dal rapporto “Le interruzioni volontarie di gravidanza” (pdf 3,4 Mb), pubblicato a febbraio 2016 dall’Agenzia regionale di sanità (Ars) Toscana. Inoltre, il rapporto evidenzia l’aumento negli anni della proporzione di donne che hanno già vissuto l’esperienza di almeno un’Ivg: erano il 21,6% nel 2000 e sono il 28,8% nel 2013, con valori più elevati tra le straniere rispetto alle italiane. Un’altra criticità è rappresentata dal tempo di attesa per l’esecuzione dell’Ivg: nel 39,7% dei casi è superiore a 2 settimane (era 24,3% nel 2000) e il 52,3% degli interventi si effettua dopo l’ottava settimana, con rischi maggiori per la salute delle donne. Sono le straniere a presentare tempi di attesa più lunghi, indicando possibili problemi nell’accessibilità ai servizi: l’intervallo tra la certificazione e l’intervento è inferiore a 15 giorni per il 52,4% vs il 66% delle italiane, mentre è superiore a 3 settimane rispettivamente nel 20,8% e nel 12,9% dei casi.

 

Nascere in Toscana. Anni 2005-2007

L’Osservatorio di epidemiologia dell’Agenzia regionale di Sanità della Toscana pubblica il rapporto “Nascere in Toscana” (pdf 2 Mb) relativo al triennio 2005-2007, un documento che, già pubblicato per il periodo 2002-2004 (pdf 1,7 Mb), fornisce informazioni sui parti avvenuti nella Regione. Dal rapporto è emerso che il numero medio di figli per donna è in crescita ed è pari a 1,32, contro l’1,38 della media nazionale. Contribuisce a questa tendenza la popolazione straniera: il 22,5% del totale dei nati in Toscana nel 2007 è figlio di almeno un genitore non italiano. Le madri straniere più numerose sono le cinesi (18,6%), seguite dalle albanesi (18,3%) e dalle rumene (14,5%). In progressiva crescita è l’età media delle madri: il 68,1% delle donne toscane che hanno partorito nel 2007 ha più di 30 anni e il 6% supera i 40. In aumento anche l’età dei padri, passata dai 34,7 anni del 2005 ai 34,9 anni del 2007, così come la percentuale di bambini nati al di fuori del matrimonio, passata dal 14,8% del 2001 al 25,3% del 2007. In diminuzione è invece il numero dei nati morti che nel 2007 è sceso a 2,7 ogni mille nati vivi rispetto ai 3,3 del 2005.

 

I ricoveri pediatrici in Toscana. Anno 2007

In questa pubblicazione, frutto della collaborazione tra Agenzia regionale di sanità della Toscana e Azienda ospedaliero-universitaria Meyer di Firenze, sono presentate alcune statistiche riguardanti l’ospedalizzazione pediatrica nella Regione Toscana. La fonte dei dati è la scheda di dimissione ospedaliera (Sdo), strumento consolidato di raccolta di tutte le principali informazioni che riguardano il ricovero dei pazienti nelle strutture ospedaliere. I dati della Sdo sono utilizzati anche per descrivere fenomeni di tipo qualitativo: tipologia dei Drg e quindi della casistica seguita in diversi presidi, con un confronto tra questi. Le analisi sono di tipo descrittivo e sono presentate sotto forma di tabelle e figure con brevi commenti. La pubblicazione è suddivisa in quattro capitoli: l’andamento temporale dei ricoveri negli anni 2001-2005, i ricoveri pediatrici nei diversi presidi, i ricoveri pediatrici fuori regione e le attrazioni, i ricoveri per “malattie e disturbi del periodo neonatale”. Scarica il documento originale (pdf 2,5 Mb).

 

Essere mamma informata: allattamento al seno e Sids

Il documento “Essere mamma informata: allattamento al seno e Sids” del gennaio 2007, riporta i risultati di un’indagine rivolta alle donne che hanno partorito nei punti nascita toscani, condotta nel 2005 dall’Agenzia regionale di sanità della Toscana e dall’Azienda ospedaliero-universitaria Meyer in collaborazione con l’Osservatorio regionale per l’allattamento al seno. Obiettivi principali dell’indagine sono stati: valutare, dal punto di vista delle donne, l’applicazione dei “10 Passi” Oms/Unicef per la promozione dell’allattamento al seno nei diversi punti nascita; conoscere il grado di soddisfazione delle donne riguardo alle informazioni ricevute sull’allattamento al seno durante la gravidanza e il ricovero in occasione del parto; rilevare la frequenza di allattamento al seno alla dimissione dall’ospedale. Si sono raccolte inoltre informazioni sui comportamenti a rischio per la Sudden Infants Death Syndrome (Sids), già rilevate in un’indagine condotta nel 2004 dall’Agenzia regionale di sanità. A quella prima rilevazione aveva fatto seguito una Campagna di riduzione del rischio di Sids estesa a tutta la Regione. Scarica il documento originale (pdf 1,6 Mb).

Dal consumo integrato alla marginalità sociale: lo stato delle dipendenze patologiche in Toscana

In Italia i consumi di sostanze psicotrope illegali sono al di sotto della media europea: la cannabis viene consumata dal 4% della popolazione generale e dal 12% di quella giovanile mentre la cocaina, rispettivamente, dallo 0,6% e dall'1,5%. Sono alcuni dei dati riportati nel documento dell’Azienda regionale di sanità della Toscana “Dal consumo integrato alla marginalità sociale: lo stato delle dipendenze patologiche in Toscana” (pdf 3,4 Mb), pubblicato a maggio 2014. Dai dati emerge che il 36,4% degli studenti toscani intervistati (14-19 anni), dichiara di aver consumato una o più sostanze illecite almeno una volta nella vita. Nel 2011, gli utenti dei 41 Servizi per le tossicodipendenze (SerT) toscani erano 4416, (82,5% maschi e 17,5% femmine), dei cui il 16,3% nuovi e il resto in trattamento da più tempo. Per maggiori informazioni visita il sito dell’Ars Toscana.

Relazione sanitaria regionale 2015

Con 3.744.398 persone residenti al principio del 2016 la popolazione toscana è una delle più longeve d'Italia. Il quadro generale che emerge è che le nascite sono in calo, anche fra gli stranieri (di cui 400.000 sono residenti), e il tasso di mortalità è tra i più bassi tra le Regioni italiane (i decessi in genere dipendono da tumori o malattie circolatorie). Lo riferisce la “Relazione sanitaria regionale annuale 2015” pubblicata dall’Ars Toscana a ottobre 2016. Il documento – che rappresenta la base su cui verrà redatto il nuovo Piano sanitario regionale della Toscana – passa in rassegna i diversi dati regionali paragonandoli, dove possibile, con il relativo valore medio nazionale. Dalla relazione emerge anche che lo stile di vita dei toscani ha fatto registrare una diminuzione dell'abitudine al fumo, mentre il consumo medio di alcol risulta il più alto d'Italia e quello degli stupefacenti è in crescita tra i giovani. Lo sport è praticato con maggiore regolarità rispetto al resto della penisola ma i sedentari (36%) sono in leggero aumento rispetto all’anno precedente. Gli ospedali, infine, non presentano criticità degne di nota. Per maggiori informazioni consulta il documento completo (pdf 2, 4 Mb) e la presentazione sul sito dell’Ars Toscana.

 

Sintesi della Relazione sanitaria regionale. Anni 2009-2013

La salute dei toscani è buona, spesso migliore di quella degli italiani e sempre in miglioramento. È quanto emerge dalla Relazione sanitaria regionale 2009-2013 (pdf 2 Mb), curata dall’Agenzia regionale di sanità e dall’assessorato alla Salute della Regione, di cui è stata pubblicata una sintesi a dicembre 2014 (che anticipa la versione completa prevista nei primi mesi del 2015). In generale si conferma la diminuzione della mortalità, in particolare infantile (3,1 per 1000), e un’elevata aspettativa di vita (85 anni le donne, 80 gli uomini). Inoltre, i dati indicano che, mediamente, i toscani hanno stili di vita un po’ più corretti rispetto agli italiani: sono più sportivi e meno obesi (anche se le donne fumano di più della media italiana).

 

La salute dei bambini e dei ragazzi in Toscana

Nel 2012, dei 31.234 parti registrati in Toscana, il 27,1% ha riguardato donne di cittadinanza straniera provenienti prevalentemente da Paesi a forte pressione migratoria. L’età media delle madri è in continuo aumento (33 anni per le donne italiane e 29 per le straniere) ed è uno dei fattori che giustifica una maggiore medicalizzazione del parto e maggiori complicanze per il bambino. Anche l’età dei padri è in aumento (36 anni per gli italiani e 33 per gli stranieri). È in crescita anche la nascita di bambini fuori dal matrimonio: nel 2012 le madri nubili erano il 38,4% tra le donne italiane e il 31,4 % tra le straniere. Sono alcuni dei dati contenuti nel documento “La salute dei bambini e dei ragazzi in Toscana” (pdf 3,2 Mb), pubblicato a maggio 2014 dall’Agenzia regionale di sanità della Toscana in collaborazione con l'Azienda ospedaliero-universitaria Meyer di Firenze. Dal rapporto emerge che rispetto agli stili di vita in gravidanza importanti per la salute dei futuri bambini, si osserva una consistente proporzione di donne in soprappeso (16,1 %) e obese (5,1 %). Inoltre, l’8,4% delle madri fuma durante la gravidanza. A partire dal 2006 sono aumentati i nati vivi da parto plurimo (sono 3,5% di tutti i nati vivi nel 2012), a causa sia dell’aumentata età materna ma soprattutto per il maggiore ricorso alla procreazione medicalmente assistita. Il documento, diviso in quattro parti, approfondisce i temi delle patologie, dei servizi sociali e sanitari a disposizione della popolazione e delle politiche di prevenzione. Per maggiori informazioni visita anche il sito dell’Ars Toscana.

 

La salute di genere in Toscana. Anno 2013

Le donne toscane vivono in media 5 anni in più rispetto agli uomini, che non superano gli 80 anni. Tuttavia, questa maggiore longevità si accompagna a un cattivo stato di salute: le over 75 sono più spesso portatrici di disabilità grave e di patologie come la demenza (67%). Sono alcuni dei dati raccolti nel della Ars Toscana “La salute di genere in Toscana”, pubblicato a febbraio 2014 e aggiornato con i dati epidemiologici del 2013. Dai dati emerge che, in entrambi i sessi, malattie cardiovascolari e tumori sono le due principali cause di morte. Tuttavia, negli uomini si registra un’incidenza più elevata per l’infarto del miocardio (il 63,5% dei ricoverati nel 2012 è di sesso maschile) e una prevalenza maggiore per lo scompenso cardiaco (50,8% vs 49,2%), l’ictus cerebrale (51,6% vs 48,4%) e l’elevata pressione arteriosa. Il cancro alla mammella è il tumore più diagnosticato tra le donne (29% dei tumori diagnosticati), mentre per gli uomini le incidenze maggiori riguardano i tumori a prostata (20%), polmone (15%) e colon retto (14%). Differenze di genere si riscontrano anche nelle malattie croniche: i diabetici sono principalmente maschi in tutte le fasce d’età, a eccezione degli under 45 con prevalenze sovrapponibili tra i due generi. Una donna toscana su tre soffre di osteoporosi (tra gli uomini 1 su 7). Importanti differenze di genere si riscontrano, inoltre, nello sviluppo di malattie professionali: nelle donne risultano più frequenti le patologie muscolo-scheletriche e le malattie della pelle; per gli uomini le ipoacusie da rumore, le malattie, muscolo-scheletriche, le malattie della pelle e i mesoteliomi, l’asbestosi e la sindrome di Raynaud. Per maggiori informazioni scarica il documento completo (pdf 6,4 Mb).

 

Crisi economica, stato di salute e ricorso ai servizi in Toscana

In Toscana, dal 2007 al 2013, la crisi economica ha provocato una diminuzione del reddito delle famiglie del 14%. Dal calo del potere d’acquisto possono scaturire alcune modificazioni nello stile di vita dei cittadini. L’Osservatorio dell’Ars Toscana su “Crisi e salute” ha identificato una serie di indicatori (fumo, alcol, sedentarietà e uso di droghe) per misurare il cambiamento del benessere della popolazione regionale. Dall’indagine, presentata a ottobre 2013 a Firenze, emerge un calo nella vendita di sigarette, a fronte dell’aumento della richiesta di tabacco sfuso, più economico (39,7% della vendita totale di tabacco nel 2011). In crescita, tra i giovani, anche il consumo di droghe (in particolare cannabis) e il fenomeno della poliassunzione di stupefacenti (+2,7% dal 2005), facilitati dalla riduzione dei costi sul mercato e dalla possibilità di reperimento via internet. Tuttavia, paradossalmente, alla crisi economica sono legati anche alcuni effetti “positivi”: migliora il dato ambientale e diminuiscono gli incidenti stradali, grazie a un uso minore di mezzi di trasporto privati. Inoltre, rallenta il trend in aumento del sovrappeso, con effetti positivi sulla salute dei toscani. In diminuzione anche il consumo di alcolici, sebbene si registri tra i disoccupati un aumento del fenomeno del binge drinking (11,5% nel 2011). In calo anche la richiesta di prestazioni sanitarie, possibile conseguenza della politica di deospedalizzazione. Per maggiori informazioni scarica il documento completo (pdf 4,13 Mb).

 

Stato di salute dei detenuti toscani: il rapporto 2010 dell'Ars Toscana

L’Osservatorio per la salute in carcere dell’Agenzia regionale di sanità (Ars) ha promosso una indagine sullo stato di salute dei detenuti toscani con l’intento di raccogliere informazioni in attesa che si attui il processo di informatizzazione della cartella clinica regionale. Su 2.985 detenuti sottoposti a una prima visita medica, presenta disturbi di natura psichica il 33,2%, il 25,4% disturbi dell’apparato digerente, e il 15,9% malattie di tipo infettivo e parassitario. Solo il 27% risulta sano. Il 12,7% dei detenuti presenta disturbi mentali imputabili alla dipendenza da sostanze e il 10,9% disturbi di tipo nevrotico associati alle difficoltà di inserimento nell’ambiente penitenziario. Leggi il rapporto (pdf 832 kb).

 

La salute degli stranieri a Prato

La salute degli stranieri nell’Ausl di Prato è mediamente buona: è il cosiddetto “effetto migrante sano”. È però scarsa l’attenzione verso la prevenzione. Le malattie più frequenti rispetto alla popolazione italiana sono riconducibili alle condizioni socioeconomiche e lavorative spesso precarie: malattie infettive e respiratorie, disturbi gastrointestinali, traumatismi, disturbi mentali. È significativa la differenza rispetto agli italiani per quanto riguarda la salute materno infantile: meno controlli durante la gravidanza, più interruzioni volontarie di gravidanza. Sono questi alcuni dei dati presentati il 15 novembre 2008 al convegno “Sanità pubblica in una società multietnica” organizzato dall’Ausl 4 di Prato e promosso dal Comitato etico locale della stessa Azienda sanitaria. Leggi il contributo di Claudio Sarti e Cristina Epifani (Ausl 4 di Prato) estratto dalla pubblicazione a cura di Sandro Spinsanti, “Sanità pubblica in una società multietnica”, in I quaderni di Janus, Zadig, 2008.

I programmi di screening oncologici in Toscana. Rapporto 2007

Nel 2007 in Toscana il numero complessivo di donne invitate a effettuare una mammografia di screening è pari a 216.868. Il valore medio regionale di adesione relativa a tutte le donne invitate è pari al 68,7%. Il programma di screening per il carcinoma della cervice uterina ha previsto l’invito di 319.444 donne di età compresa fra 25 e 64 anni: di queste 153.373 (pari al 51,3%) hanno risposto all’invito. Per quanto riguarda il programma di screening colorettale, hanno aderito all’invito 156.721 persone su 311.952, con una partecipazione aggiustata media regionale del 51,4% (superiore di circa il 3% rispetto al 2006). Per tutti e tre i programmi di screening, i punti di maggiore criticità sono i tempi di attesa tra l’esecuzione del test e l’invio dell’esito ai soggetti risultati negativi e dall’esecuzione del test risultato sospetto all’erogazione delle procedure diagnostiche di approfondimento. Per maggiori informazioni scarica il rapporto “I programmi di screening della Regione Toscana” (pdf 2,7 Mb).

Gli incidenti stradali in Toscana 2012

In Toscana, nel 2010, sono avvenuti 17.250 incidenti che hanno causato 23.317 feriti e 282 decessi. Numeri che si discostano dalla media nazionale per una maggiore frequenza di incidenti e un più elevato numero di feriti, concentrati, entrambi, nel mese di luglio e nella Provincia di Firenze (27%). Sono alcuni dei dati che emergono dal nuovo opuscolo dell’Agenzia regionale di sanità (Ars) della, pubblicato a novembre 2012. Il testo, che rappresenta il primo numero della serie “In cifre” si basa sui dati provenienti dal Sistema integrato sicurezza stradale toscano, dalle Forze dell'ordine, dai Pronto soccorso, dalle Schede di dimissione ospedaliera e dal Registro di mortalità regionale. L’obiettivo di questa opuscolo è la valutazione dei gradienti geografici, demografici, sociali e temporali dei danni alla salute conseguenti agli incidenti stradali. La lettura integrata dei dati evidenzia inoltre la necessità di migliorare il comportamento delle persone alla guida, fattore che nel 70% dei casi si dimostra determinante nella dinamica uomo-ambiente-veicolo con cui si sviluppa l'incidente. Per maggiori informazioni scarica il documento completo (pdf 3,5 Mb).

 

Ictus e frattura di femore tra gli anziani in Toscana. Anni 2003-2005 e 2007-2010

Nel 2008, in Toscana, tra la popolazione ultra 64enne, sono stati registrati 8262 ricoveri per ictus e 7027 ricoveri per frattura del femore. Di questi, rispettivamente il 30% e il 46% ha avuto accesso a percorsi di riabilitazione entro 28 giorni. Si tratta di percentuali relativamente vicine alle stime percentuali dei casi di frattura di femore e ictus con esiti che rendono appropriato il ricorso alla riabilitazione. Sono alcuni dei dati presenti nella nuova pubblicazione dell’Ars Toscana uscita ad aprile 2012. Il documento raccoglie gli ultimi dati epidemiologici disponibili su ictus, frattura di femore, ospedalizzazione degli anziani toscani colpiti da queste patologie e percorsi riabilitativi a loro destinati. Scarica la pubblicazione (pdf 2,8 Mb).

 

Comportamenti a rischio e stili di vita dei giovani toscani: i risultati delle indagini Edit 2005-2008-2011

Gli incidenti stradali e la loro relazione con stili di vita a rischio (uso di tabacco, alcol, marijuana e altre droghe) ma anche altri comportamenti a rischio che non hanno diretta connessione con l’infortunistica stradale (comportamento sessuale precoce e non protetto, disturbi alimentari, comportamenti devianti e antisociali) sono oggetto di indagini periodiche dell’Agenzia regionale di sanità (Ars). Nella pubblicazione sono riportati i risultati dell’ultima rilevazione che ha coinvolto un campione rappresentativo (per Asl e tipologia d'Istituto) di più di 5000 studenti delle scuole secondarie superiori toscane tra febbraio e maggio del 2011. I dati sono stati confrontati attraverso la loro variabilità geografica con quelli delle analoghe indagini già svolte nel 2005 e nel 2008, allo scopo di poter essere utilizzati per formulare politiche di prevenzione dei comportamenti a rischio, per la promozione della salute e del benessere in adolescenza. Scarica la pubblicazione (pdf 3,3 Mb).

 

Linee guida per la corretta gestione degli episodi di malattie veicolate da alimenti

Il documento è diviso in due parti: la prima descrive i processi di gestione dell’episodio di tossinfezione alimentare attraverso l’analisi procedurale delle fasi investigative e la seconda, fornisce gli strumenti investigativi e tecnici che supportano l’attività di indagine. Nella seconda parte sono inoltre presenti le schede tecniche sui patogeni, alcuni esempi di sistemi di procedure integrati, di indicatori della performance di gestione e controllo della malattie veicolate da alimenti, gli studi analitici in corso di indagine e i report riepilogativi degli episodi che le Aziende utilizzano per trasmettere gli esiti dell’inchiesta al Centro di riferimento regionale sulle tossinfezioni alimentari (Ce.R.R.T.A.). Per approfondire scarica il documento competo (pdf 1,2 Mb), leggi il commento di Costanza Pierozzi (Ce.R.R.T.A) e visita le pagine di EpiCentro dedicate alle tossinfezioni alimentari e gli strumenti operativi dal territorio.

 

L’epidemiologia degli incidenti stradali in Toscana. Rapporto 2009

Negli ultimi anni, in Toscana, è aumentato il numero degli incidenti stradali di cui, ma ne è diminuita la gravità: è quanto emerge dal rapporto pubblicato dal settore Epidemiologia dei servizi sociali integrati dell’Agenzia regionale della sanità della Toscana. Nel 2008 si sono verificati 18.800 incidenti stradali che hanno causato il ferimento di quasi 25 mila persone e il decesso di circa 300 individui. Dai dati raccolti emergono le caratteristiche dei soggetti coinvolti nei sinistri: una persona su tre appartiene alla fascia di età 14-29 anni, i maschi infortunati sono oltre il doppio delle ragazze, e le categorie più deboli sono rappresentate da ciclisti e pedoni, soprattutto anziani. La maggior parte degli incidenti avviene di giorno e in strade urbane, tuttavia, le conseguenze sanitarie più gravi si verificano in seguito a quelli che avvengono di notte in strade extraurbane. Le cause principali sono rappresentate dal mancato rispetto delle regole di precedenza, dalla guida distratta e dalla velocità troppo elevata. Uno studio condotto tra un campione di studenti toscani di età compresa tra 14 e 19 anni rivela che circa un terzo degli intervistati ha guidato almeno una volta, nell’ultimo anno, dopo aver consumato elevate quantità di alcol, e il 16,2% dopo aver assunto droghe. Leggi il rapporto (pdf 3,50 Mb).

 

Incidenti stradali: quaderno dell'Oer Toscana

Ogni anno in Toscana, dal 1991 al 2003, si sono verificati 17.503 sinistri con almeno un ferito, 23.487 feriti e 448 decessi. Gli incidenti sono aumentati del 14%, ma è diminuita la loro gravità. Quelli più gravi avvengono nelle ore notturne del fine settimana nei periodi estivi, con coinvolgimento soprattutto di maschi giovani. Uno studio dell’Osservatorio epidemiologico della regione Toscana fa il punto sull’infortunistica stradale nella propria regione.

Rapporto sull’uso di farmaci in Toscana

In Toscana, ogni assistito assume mediamente un po’ più di una dose di farmaco ogni giorno e, tra gli adulti giovani e maturi, le donne sono le utilizzatrici più frequenti mentre, tra le fasce anziane, dove la prevalenza d’uso coincide con quella dei maschi, le donne assumono mediamente un numero minore di dosi di farmaco. Inoltre, i farmaci più utilizzati in Toscana sono quelli per l’apparato cardiocircolatorio, seguiti dai farmaci dell’apparato gastrointestinale e metabolismo e dai farmaci utilizzati per il sangue e il sistema ematopoietico. Sono alcuni dei dati che emergono dal primo “Rapporto sull’uso di farmaci in Toscana” (pdf 2,6 Mb). Il documento fornisce anche informazioni sull’appropriatezza d’uso di quattro categorie di farmaci per malattie croniche (farmaci per l’ipertensione e lo scompenso cardiaco, farmaci per l’osteoporosi, antidepressivi e farmaci per le patologie respiratorie) e un approfondimento sull’utilizzo degli inibitori di pompa protonica, dei farmaci incretinici e dei biosimilari delle epoetine.

 


 

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