Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Piemonte

Documetazione

Vaccinazioni pediatriche: le domande difficili 

Il dipartimento di Prevenzione della Asl CN2 Alba Bra della Regione Piemonte ha pubblicato, a giugno 2017, il secondo aggiornamento del documento “Vaccinazioni pediatriche: le domande difficili” (pdf 999 kb) per aiutare i genitori che desiderano affrontare il tema delle vaccinazioni pediatriche.

 

Hiv e Aids in Piemonte. Aggiornamento 2014

Nel 2014, in Piemonte, 281 persone hanno scoperto di aver contratto l’Hiv, pari a un tasso di incidenza di 6,3 casi ogni 100.000 abitanti. Le nuove diagnosi di Hiv si osservano con maggiore frequenza tra gli uomini (75%) e tra i giovani. Il tasso di incidenza più elevato (16,3 casi per 100.000) si registra tra i piemontesi di età compresa tra i 25 e i 34 anni. I rapporti sessuali non protetti sono la principale via di trasmissione (in più di 9 casi su 10) e, negli ultimi 15 anni, si osserva una crescita delle diagnosi attribuibili ai rapporti omosessuali non protetti tra gli uomini. I casi di nuova diagnosi di Hiv tra gli stranieri rappresentano il 27% del totale. È ancora molto alto il numero di persone che arrivano tardi alla diagnosi (32% dei casi totali), quando il loro sistema immunitario è già compromesso o addirittura quando si è già sviluppata la malattia (Aids). Sono alcuni dei dati che emergono dal rapporto “Hiv e Aids in Piemonte. Aggiornamento 2014” (pdf 552 kb), pubblicato dal Servizio di riferimento regionale di Epidemiologia per la sorveglianza, la prevenzione e il controllo delle malattie infettive (Seremi).

 

Vaccinazioni: i dubbi degli operatori 

A dicembre 2015 la Regione Piemonte ha pubblicato una breve guida per il personale sanitario impiegato nel campo delle vaccinazioni. Il testo, basato su una serie di domande e risposte, vuole essere un supporto di rapida consultazione durante il lavoro quotidiano e, per questo, si basa sulle migliori evidenze attualmente disponibili (la fonte principale è la Immunization Action Coalition, un’istituzione che opera in partnership con i Centers for Disease Control di Atlanta negli Stati Uniti). Il documento (pdf 736 kb) presenta alcune domande relative alle vaccinazioni in generale (la loro somministrazione, le schedule, precauzioni/controindicazioni della vaccinazione e problematiche varie legate ai vaccini), e dedica un focus specifico per ognuna delle malattie prevenibili da vaccino (difterite, tetano, pertosse, pneumococco, papilloma virus, epatite A e B, morbillo, parotite, rosolia, varicella e rotavirus).

 

Le vaccinazioni in Piemonte. Anno 2014 

I dati delle coperture vaccinali (CV) registrati nel 2014 mostrano che le medie piemontesi sono tutte superiori alle medie nazionali. Lo riferisce il rapporto regionale “Le vaccinazioni in Piemonte. Anno 2014” (pdf 1 Mb), pubblicato a novembre 2015 dal Servizio di riferimento regionale di Epidemiologia per la sorveglianza la prevenzione e il controllo delle malattie infettive (Seremi), che riporta le analisi e le valutazioni sull’attività vaccinale condotta in Piemonte nel 2014 da parte dei servizi vaccinali.

 

La tubercolosi in Piemonte. Rapporto 2015 

In Piemonte, nel 2014 sono stati segnalati 317 casi pari a un’incidenza di 7,1 casi ogni 100.000 abitanti, il valore più basso a partire dal 2000. Con 13,2 casi/100 mila abitanti, Torino è la città piemontese con la maggiore incidenza di Tb. È quanto emerge dal rapporto “La tubercolosi in Piemonte. Rapporto 2015” (pdf 1,1 Mb), pubblicato dalla Asl di Alessandria, Servizio di riferimento regionale di Epidemiologia per la sorveglianza la prevenzione e il controllo delle malattie infettive (Seremi). Il 90% circa delle diagnosi nel 2014 (284 casi) sono nuovi casi di malattia mentre 33 casi sono recidive in pazienti guariti o ritrattamenti di fallimenti terapeutici o di trattamenti interrotti per diversi motivi. Il 70% delle diagnosi sono a interessamento respiratorio. I casi di coinfezione Hiv-TB sono il 3,5% circa dei casi segnalati. Il 39% dei casi totali ha meno di 35 anni e il 12% più di 65 anni. I casi tra i bambini di età inferiore ai 15 anni sono 13 (il 4% dei casi totali), pari a un tasso di incidenza nella popolazione pediatrica piemontese di 2,3 casi su 100.000 abitanti. I casi di Tb tra persone nate all’estero rappresentano il 58% del totale. Nel 2014, il numero di casi con esame colturale positivo per cui è disponibile l’esito del test di sensibilità ad almeno due farmaci antitubercolari di prima linea, è stato pari al 93%. La resistenza all’Isoniazide si riscontra in circa l’11% dei campioni testati nell’ultimo biennio (2013 – 2014) e in poco più della metà dei casi si tratta di una resistenza isolata, mentre i casi di Tb Mdr rappresentano il 2,8% dei casi testati nel 2014. Nel 75,5% circa dei 265 casi di Tb respiratoria segnalati nel 2014, è stato registrato un esito favorevole (guarigione o trattamento completato), il 2,6% è ancora in trattamento, il 9,4% ha interrotto il trattamento, il 6,1% è deceduto, il 5,3% è trasferito fuori Regione mentre per il rimanente 1,1% l’esito non è noto. Oltre a fornire dati aggiornati sull’epidemiologia della Tb in Piemonte, il documento elenca delle raccomandazioni basate sulle evidenze per le attività di controllo della malattia.

 

Sorveglianza delle malattie infettive. Anno 2014

Con 5233 casi, la varicella rappresenta la malattia infettiva maggiormente notificata nel 2014 in Piemonte, seguita dalla scarlattina (1080), dal morbillo (573), dalle salmonellosi non tifoidee (406) e dalla Tb polmonare (234). Sono alcuni dei dati pubblicati, a settembre 2015, dal Servizio di riferimento regionale di Epidemiologia per la sorveglianza, la prevenzione e il controllo delle malattie infettive (Seremi) della Asl di Alessandria, nel documento “Sorveglianza delle malattie infettive. Anno 2014”. La pubblicazione fornisce una sintesi dei casi confermati di malattia infettiva notificati al sistema di sorveglianza passivo delle malattie infettive che raccoglie le notifiche obbligatorie previste dal Decreto ministeriale del 15/12/90 ed è affiancato da altri sistemi di sorveglianza speciali. Per maggiori informazioni consulta il documento completo (pdf 495 kb).

 

Le malattie batteriche invasive in Piemonte. Anno 2014 

Nel 2008, la Regione Piemonte ha aderito alla Sorveglianza nazionale delle malattie invasive da meningococco, pneumococco ed emofilo che prevede la segnalazione di tutte le meningiti batteriche diagnosticate, la segnalazione delle altre malattie invasive ad eziologia batterica prevenibili da vaccino. Dai dati emerge che in Regione, tra il 2008 e il 2014, le infezioni da pneumococco sono state il 75% del totale, quelle da meningococco il 6% e quelle da Haemophilus influenzae il 5%. Lo riferisce il Servizio di riferimento regionale di Epidemiologia per la sorveglianza, la prevenzione e il controllo delle malattie infettive (Seremi) della Asl di Alessandria, nel documento “Sorveglianza delle malattie infettive. Anno 2014”. Per maggiori informazioni consulta il documento completo (pdf 1,5 Mb).

 

Sorveglianza delle paralisi flaccide acute in Piemonte. Dati 2014 

Nel periodo che va dal 2011 al 2014, in Piemonte sono stati registrati 23 casi di paralisi flaccide acute (Afp), con un’incidenza media annua di 0,8 casi per 100.000 soggetti tra 0 e 14 anni. Il 65% di queste diagnosi corrisponde al quadro clinico di sindrome di Guillain-Barrè. Circa il 60% dei casi è segnalato nella provincia di Torino e quasi il 60% del totale riguarda maschi. In un solo caso di AFP lo stato vaccinale non è noto, per un residente fuori Regione. Riguardo ai livelli di copertura, la Regione mostra da oltre 10 anni valori superiori alla media nazionale (97% vs 96%). È quanto emerge dal bollettino (pdf 541 kb) della sorveglianza attiva delle Afp in Piemonte (dati 2014), coordinata dal SeREMI a partire dalla primavera del 2011.

 

Ist in Piemonte. Rapporto 2013 edizione 2015

Il rapporto, realizzato dal Servizio di riferimento regionale di Epidemiologia per la sorveglianza la prevenzione e il controllo delle malattie infettive della Asl di Alessandria, analizza l’epidemiologia delle Infezioni sessualmente trasmesse (Ist) tra la popolazione che accede ai Centri Ist del Piemonte. Dai dati raccolti emerge che il numero di persone con Ist si è mantenuto costante nell’ultimo periodo, con circa 2500 pazienti l’anno. Rimangono stabili anche le caratteristiche di genere (i 2/3 sono uomini), età (in prevalenza sono giovani sotto i 35 anni) e la frequenza di comportamenti a rischio. L’Ist più diagnosticata è risultata la condilomatosi anogenitale (35% del totale) e, tra le infezioni batteriche, quella da Chlamydia trachomatis (18% del totale). Per maggiori informazioni scarica il documento completo (pdf 1,2 Mb).

 

Le malattie batteriche invasive in Piemonte. Anno 2013 

Nel 2008, la Regione Piemonte ha aderito alla Sorveglianza nazionale delle malattie invasive da meningococco, pneumococco ed emofilo che prevede la segnalazione di tutte le meningiti batteriche diagnosticate, la segnalazione delle altre malattie invasive ad eziologia batterica prevenibili da vaccino. Dai dati (pdf 1,5 Mb) emerge che in Regione, tra il 2008 e il 2013, le infezioni da pneumococco sono state il 75% del totale, quelle da meningococco il 7% (di cui il B rappresenta il sierogruppo più frequente) e quelle da Haemophilus influenzae il 5%.

 

Sorveglianza delle malattie infettive. Anno 2013

Con 5280 casi, la varicella rappresenta la malattia infettiva maggiormente notificata nel 2013 in Piemonte, seguita dalla scarlattina (1253), dalle salmonellosi non tifoidee (485) e dalla meningo-encefalite virale (362). Sono alcuni dei dati pubblicati, a settembre 2014, dal Servizio di riferimento regionale di Epidemiologia per la sorveglianza, la prevenzione e il controllo delle malattie infettive (Seremi) della Asl di Alessandria, nel documento “Sorveglianza delle malattie infettive. Anno 2013” (pdf 153 kb).

 

La tubercolosi in Piemonte. Rapporto 2013 

Nel 2012, in Piemonte, sono stati segnalati 366 casi di tubercolosi (45 in meno rispetto all’anno precedente) con un’incidenza di 8,4 casi ogni 100.000 abitanti, valore al di sotto della soglia definita dall’Ecdc per i Paesi a bassa endemia tubercolare. È quanto emerge dal rapporto “La tubercolosi in Piemonte. Rapporto 2013” (pdf 846 kb), pubblicato dalla Asl di Alessandria, Servizio di riferimento regionale di Epidemiologia per la sorveglianza la prevenzione e il controllo delle malattie infettive (Seremi). In linea con i dati europei, la fascia di età più colpita in Piemonte è quella dei giovani tra i 25 e i 34 anni (16 casi/100.000 abitanti) e la quota di bambini ≤14 anni di età è pari al 5% circa. I casi di Tb tra persone nate all’estero rappresentano il 58% delle segnalazioni, per un totale di 212 casi. Con 17 casi/100 mila abitanti, Torino è la città piemontese con la maggiore incidenza di Tb. Resta elevata la quota di casi di Tb con esame colturale positivo per le quali non sono disponibili informazioni sulla sensibilità ai farmaci antitubercolari. Rispetto al trattamento antitubercolare e ai risultati delle cure dei nuovi casi di Tb respiratoria si sono registrati esiti favorevoli nel 72% dei casi, valore inferiore a quello fissato dall’Oms come standard, ma paragonabile alla media europea.

 

Sorveglianza delle paralisi flaccide acute in Piemonte. Dati 2011-2013

Nel triennio 2011-2013, in Piemonte sono stati registrati 15 casi di paralisi flaccide acute (Afp) corrispondenti alle definizioni del sistema di sorveglianza. Il 50% di queste diagnosi corrisponde al quadro clinico di sindrome di Guillain-Barrè. Circa il 60% dei casi è segnalato nella provincia di Torino e quasi il 60% del totale riguarda femmine. L’informazione su quando sono state somministrate le dosi di vaccino antipolio è nota nel 70% delle segnalazioni, percentuale tuttavia ancora migliorabile. Il follow-up è realizzato sempre correttamente a 60-90 giorni dalla segnalazione del caso e tutti i casi segnalati sono stati trasmessi al ministero della Salute e all’Iss, a cui sono stati inviati campioni di feci per eseguire le indagini Virologiche per l’isolamento di poliovirus e altri enterovirus, con risultati sempre negativi. Riguardo ai livelli di copertura, la Regione mostra da oltre 10 anni valori superiori alla media nazionale. Solo nel 2011, per difficoltà organizzative di due aree territoriali specifiche, il livello è sceso leggermente rimanendo comunque sopra al target previsto. È quanto emerge dal bollettino della sorveglianza attiva delle Afp in Piemonte (pdf 180 kb), coordinata dal SeREMI a partire dalla primavera del 2011, pubblicato a gennaio 2014.

 

Asl di Biella: XI bollettino epidemiologico delle malattie infettive. Anno 2012

Nella Asl di Biella, durante il 2012, sono pervenute 1048 notifiche di malattie infettive e 205 segnalazioni di morsi di animali. Tra le malattie esantematiche, il 2012 è stato un anno epidemico per la varicella, con un tasso d’incidenza in aumento rispetto agli anni precedenti (265,6/100.000 persone/anno). Per la scarlattina è stato registrato un tasso d’incidenza di notifica del 156,8/100.000, il più alto dal 1995. Non sono stati notificati casi di rosolia e pertosse mentre è pervenuto solo un caso di morbillo. Sono alcuni dei dati che emergono dal rapporto “Asl di Biella: undicesimo bollettino epidemiologico delle malattie infettive anno 2012 e riepilogo 1995-2012” (pdf 760 kb). Dai dati emerge inoltre che ci sono stati 8 focolai epidemici, di cui 5 di scabbia, 1 di epatite A, 1 di tossinfezione alimentare e 1 da Crostridium difficile.

 

Hiv/Aids in Piemonte. Aggiornamento 2013 

Con 261 nuove diagnosi di Hiv registrate nel 2012, prosegue il trend in diminuzione osservato in Regione negli ultimi quattro anni. Rimane invece in crescita il numero di persone che vivono con l’infezione da Hiv (circa 2 ogni 1.000 abitanti all’inizio del 2013). Nel 2012 in 8 casi su 10 le nuove diagnosi di infezione da Hiv sono state effettuate nella popolazione maschile (valore in crescita rispetto al 2011). Nell’ultimo anno la fascia di età più rappresentata è quella 35-44 anni, ma il tasso di incidenza più elevato si registra nella popolazione piemontese tra i 25 e i 34 anni di età (17 casi per 100.000). Inoltre, gli stranieri che provengono da Paesi ad alta endemia di infezione da Hiv rappresentano un gruppo a più alto rischio con un tasso di incidenza 4 volte superiore a quello registrato tra gli italiani. Nel 2012 quasi la totalità (9 casi su 10) delle nuove diagnosi di Hiv sono attribuibili a rapporti sessuali non protetti. In particolare, negli ultimi anni le modalità di trasmissione dell’infezione si sono modificate e, nel 2012, i rapporti omo/bisessuali non protetti risultano la prima modalità di trasmissione (49%) con una frequenza di nuove diagnosi più che raddoppiata dal 1999 al 2012. Per maggiori informazioni scarica anche il rapporto con i dati 2011 “Bollettino Hiv – Aids Piemonte” (pdf 2,1 Mb) realizzato dal Servizio di riferimento regionale di Epidemiologia per la sorveglianza la prevenzione e il controllo delle malattie infettive della Asl di Alessandria.

 

Le Ist in Piemonte. Dati 2013 

Il rapporto “Le infezioni sessualmente trasmesse in Piemonte: i dati del 2013”, realizzato dal Servizio di riferimento regionale di Epidemiologia per la sorveglianza la prevenzione e il controllo delle malattie infettive della Asl di Alessandria, analizza l’epidemiologia delle Ist tra la popolazione residente in Piemonte. Dai dati raccolti emerge la prevalenza di diagnosi tra gli uomini italiani che hanno, nei due terzi dei casi, rapporti eterosessuali e donne molto giovani, nella metà dei casi italiane. Inoltre, negli anni sono aumentate le diagnosi tra uomini che hanno rapporti omo/bisessuali. L’utilizzo del preservativo risulta complessivamente molto basso (10%), in particolare tra gli ultra 55enni e chi ha un basso livello di istruzione. Tra i giovani, che riferiscono un utilizzo del preservativo maggiore di quello registrato complessivamente, si osserva una riduzione nell’uso se associato al consumo di droghe o alcool durante i rapporti sessuali. Per maggiori informazioni scarica il documento completo (pdf 2 Mb).

 

Le vaccinazioni in Piemonte. Anno 2012

Nonostante nell’ultimo quinquennio sia stata osservata una leggera flessione tra le vaccinazioni in Regione, la copertura generale rimane elevata e il Piemonte si colloca in una buona posizione nel panorama nazionale. Il rifiuto vaccinale è un fenomeno abbastanza limitato e si mantiene a livelli inferiori alla media nazionale mentre risulta ancora problematica la copertura vaccinale per morbillo parotite e rosolia (Mpr), complessivamente sotto soglia sia per la prima che per la seconda dose e con differenze territoriali significative. Anche l’offerta vaccinale anti Hpv mostra risultati ancora sotto gli standard ma, rispetto al periodo 2011/2012, presenta segnali di miglioramento in molte aree. Infine, la campagna vaccinale antinfluenzale 2012/2013, pur confermando la tendenza alla diminuzione delle coperture vaccinali, ha conseguito lo scorso anno risultati soddisfacenti se confrontati con quelli delle altre Regioni. Per maggiori informazioni consulta il documento “Le vaccinazioni in Piemonte. Anno 2012” (pdf 341 kb) pubblicato a ottobre 2013 dal Servizio di riferimento regionale di epidemiologia per la sorveglianza, la prevenzione e il controllo delle malattie infettive (Seremi) della Asl di Alessandria.

 

Notifiche delle malattie infettive nella Regione Piemonte. Dati 2012 edizione 2013

Con 6280 casi, la varicella rappresenta la malattia infettiva maggiormente notificata nel 2012 in Piemonte, seguita dalla scarlattina (1479), dalle salmonellosi non tifoidee (474) e dalla tubercolosi polmonare (259). Sono alcuni dei dati che emergono dal servizio di riferimento regionale di Epidemiologia per la sorveglianza, la prevenzione e il controllo delle malattie infettive (Seremi) della Asl di Alessandria. Dai dati disponibili emerge inoltre che la maggioranza dei casi di malaria è stata notificata dalle Asl TO1 e TO2. Per ulteriori informazioni scarica il bollettino completo (pdf 153 kb).

 

Meningiti batteriche e malattie invasive da meningococco, pneumococco ed emofilo in Piemonte. Anni 2003-2012

Report pubblicato a giugno 2013 dalla Regione Piemonte. Dal documento emerge che nei 10 anni analizzati si è ridotta drasticamente l’incidenza delle malattie invasive da meningococco prevenibili da vaccino mentre è aumentato il numero dei casi di malattia invasiva da pneumococco ed emofilo non prevenibili da vaccino. Inoltre, si osserva che il meningococco causa più frequentemente meningiti che sepsi e, al contrario, per pneumocco ed emofilo sono sempre maggiori i casi di sepsi e altre malattie invasive diverse dalla meningite. Neisseria meningitidis, Haemophilus influenzaedi tipo b e Streptococcus pneumoniae sostengono la maggior parte dei casi, interessano differenti fasce d’età e presentano differenze per frequenza e gravità. Per maggiori informazioni scarica il documento completo (pdf 166 kb).

 

Asl di Biella: X bollettino epidemiologico delle malattie infettive. Anno 2011 

Nella Asl di Biella, durante il 2011, sono pervenute 782 notifiche di malattie infettive. La varicella, dopo l’epidemia del 2008, ha mostrato nel 2011, un tasso di incidenza in aumento rispetto all’anno precedente colpendo 209,1 persone ogni 100 mila abitanti, con un’elevata incidenza nella fascia di età 3-5 anni. Nel 2011 non sono state effettuate segnalazioni di casi di rosolia e, per la prima volta nella storia della Asl di Biella, di pertosse. Nel corso dell’anno sono invece stati notificati 10 casi di morbillo, di cui 9 in residenti della Asl. Per maggiori informazioni scarica il documento completo (pdf 1,4 Mb).

 

Bollettino delle notifiche delle malattie infettive nella Regione Piemonte. Anno 2012 

Con 5430 casi, la varicella rappresenta la malattia infettiva maggiormente notificata nel 2011 in Piemonte, seguita dalla scarlattina (1164), dalle salmonellosi non tifoidee (496) e dalla tubercolosi polmonare (287). Sono alcuni dei dati che emergono dal servizio di riferimento regionale di Epidemiologia per la sorveglianza, la prevenzione e il controllo delle malattie infettive (Seremi) della Asl di Alessandria pubblicati nel “Bollettino delle notifiche delle malattie infettive nella Regione Piemonte – Anno 2012” (pdf 830 kb). Dai dati disponibili emerge inoltre che la maggioranza dei casi di malaria è stata diagnosticata, come negli anni precedenti, nella Asl di Torino città. Inoltre, i 40 focolai di varicella notificati in Piemonte, si concentrano soprattutto nella provincia di Novara (37). Si registrano, infine, focolai di scabbia ad Alessandria, Biella, Cuneo, Novara, Torino e Verbania.

 

Tubercolosi in Piemonte. Bollettino 2012

Nel 2011, in Piemonte, sono stati notificati 419 casi di Tb che corrisponde a un tasso di incidenza di 9,4 casi su 100.000 abitanti. Lo riferisce il report 2012 a cura del Seremi Asl di Alessandria, che riporta i dati provenienti dal sistema regionale di sorveglianza speciale della tubercolosi. Sono stati analizzati, a partire dal 2000, l’andamento della Tb nella Regione, le principali caratteristiche della popolazione colpita, gli esiti del trattamento dell’infezione e le resistenze farmacologiche, e i casi di coinfezione Tb-Hiv. I dati evidenziano che i tassi di incidenza annuali in Piemonte sono pressoché costanti dal 2000, attestandosi a valori di poco superiori a quelli registrati a livello nazionale. Stesso andamento si registra per l’incidenza delle forme di tubercolosi respiratoria (cioè delle forme contagiose), con valori annuali pari a circa 7 casi su 100 mila abitanti. Negli ultimi dieci anni è cambiata l’età delle persone che sviluppano la Tb: si registra una significativa riduzione del tasso di incidenza tra gli ultra 65enni e aumentano i casi in età pediatrica (nel 2011, il 6% del totale). Più della metà dei casi pediatrici del 2011 sono stati bambini di età inferiore ai 5 anni. Nello stesso anno si sono verificati 25 focolai di Tb respiratoria, prevalentemente famigliari, e in 9 di questi sono stati coinvolti bambini di età inferiore a 14 anni. Dal 2000 si osserva inoltre un aumento costante di casi notificati in soggetti con cittadinanza straniera (nel 2011 superano il 50% dei casi totali), specie provenienti dall’Europa centrale e dall’Africa del Nord. Torino presenta un tasso d’incidenza più elevato (20 casi su 100 mila), di circa 3 volte superiore alla media regionale, dato paragonabile a quello di Milano e di altre città del nord Italia. La frequenza di ceppi multiresistenti è del 2,8% dei testati, sotto quella italiana (3,4%) ed europea (4,2%). La coinfezione Tb-Hiv sembra avere un impatto limitato in Piemonte, con una quota media annuale di pazienti del 3% negli ultimi 10 anni. Il documento sottolinea la necessità di: formare gli operatori sanitari, migliorare il sistema di sorveglianza, promuovere l’accessibilità alle cure e il “case holding”, adottare politiche efficaci a contrastare la Tb negli immigrati da Paesi ad alta endemia e creare collaborazione tra i diversi enti coinvolti nella prevenzione e nel controllo della Tb. Per maggiori informazioni scarica il documento completo (pdf 1,3 Mb).

 

Vaccinazioni: le risposte alle domande più frequenti dei genitori 

I vaccini sono sicuri? Sono efficaci? Come arrivare a una scelta consapevole, quali strumenti abbiamo a disposizione per scegliere tra vaccinare o non vaccinare? Perché si vaccina contro malattie ormai scomparse in Italia? Per affrontare questi problemi con razionalità è necessario porre sul piatto della bilancia tutte e due le possibilità, confrontando serenamente e senza preconcetti i rischi ed i benefici di entrambe le scelte. I Dipartimenti di prevenzione dell’Asl 12 Biella e dell’Asl Alba Bra della Regione Piemonte aggiornano il documento dedicato alle risposte alle domande più frequenti dei genitori, in particolare sulla sicurezza dei vaccini, per fornire informazioni attendibili e sfatare alcuni luoghi comuni. Per maggiori informazioni scarica il documento completo (pdf 571 kb).

 

Notifiche delle malattie infettive 2010

Il servizio di riferimento regionale di Epidemiologia per la sorveglianza, la prevenzione e il controllo delle malattie infettive (Seremi) della Asl di Alessandria ha pubblicato il bollettino delle notifiche delle malattie infettive nella Regione Piemonte relativo all’anno 2010. Nel corso dell’anno, la malattia infettiva maggiormente notificata è stata la varicella (6286 casi). Seguono la scarlattina (908), la diarrea infettiva (541) e il morbillo (390). La maggioranza dei casi di malaria è stata diagnosticata, come negli anni precedenti, nella Asl di Torino città. I focolai di varicella (29) sono i maggiormente notificati in Piemonte, soprattutto in Provincia di Novara. Si registrano, inoltre, focolai di scabbia ad Alessandria, Asti, Biella, Cuneo, Novara, Torino, Verbania e Vercelli. Scarica il documento completo (pdf 401 kb).

 

Sorveglianza delle malattie batteriche invasive in Piemonte. Anni 2003-2010 

Isolare e tipizzare i batteri responsabili delle infezioni per attivare tempestivamente misure di controllo della malattia efficaci: è questo lo scopo principale della sorveglianza alle malattie invasive condotta in Piemonte per otto anni e i cui risultati sono stati presentati a dicembre 2011. Neisseria meningitidisHaemophilus influenzae di tipo b e Streptococcus pneumoniae sostengono la maggior parte dei casi, interessano differenti fasce d’età e presentano differenze per frequenza e gravità. In particolare, in Piemonte, nel periodo 2003-2010, sono stati riscontrati 123 casi di meningite da meningococco, 325 casi di meningite da pneumococco e 19 casi di meningite da emofilo. Per maggiori informazioni scarica il rapporto breve (pdf 151 kb).

 

Sindromi influenzali in Piemonte. Stagione 2010-2011

Sebbene l’incidenza settimanale di ILI (influenza-like illness) in Piemonte non abbia mai superato i valori delle stagioni con incidenza elevata (come il 1999-2000 e 2002-2003) l’incidenza cumulativa tra ottobre 2010 e aprile 2011 risulta superiore a quella di tutte le altre stagioni. Lo riferisce il documento Le sindromi influenzali in Piemonte. Stagione 2010-2011 (pdf 146 kb) pubblicato da Ssepi-Seremi Asl AL e Regione Piemonte da cui emerge che la stagione influenzale 2010-2011, ha mostrato nella Regione caratteristiche particolari rispetto alle quelle precedenti. Il numero totale di casi è stato elevato e ha interessato soprattutto la fascia d’età pediatrica (0-14 anni) mentre tra gli individui con più di 65 anni si è registrato un andamento analogo alle ultime stagioni. Anche il periodo di insorgenza dell’epidemia e stato anticipato a dicembre, mentre nelle stagioni precedenti gli esordi si sono verificati solitamente da inizio gennaio a febbraio. Inoltre, la curva epidemica ha rilevato due picchi di incidenza, dovuti principalmente alle classi d’età pediatrica e giovanile. I virus circolanti sono stati di tipo A(H1N1)v e di tipo B, simili ai ceppi presenti nel il vaccino stagionale raccomandato. I passaggi in Pronto Soccorso sono rimasti in linea con le stagioni precedenti e le caratteristiche dei casi gravi ricoverati sono comparabili con i casi riscontrati nelle altre Regioni. La vaccinazione antinfluenzale ha registrato un calo delle dosi somministrate soprattutto negli individui appartenenti alle categorie a rischio.

 

Asl Biella: bollettino epidemiologico delle malattie infettive. Anno 2010

Nella Asl di Biella, durante il 2010, sono pervenute 730 notifiche di malattie infettive e 164 segnalazioni di morsi di cani e altri animali. La varicella, dopo l’epidemia del 2008, ha colpito 148,6 persone ogni 100 mila abitanti, con un’elevata incidenza nella fascia di età 3-5 anni mentre, nel 2010, non sono state effettuate segnalazioni di casi di rosolia e morbillo. Nel corso dell’anno sono stati notificati 4 casi di parotite, riscontrati in bambini di età compresa tra 3 e 6 anni, e 25 casi di salmonellosi, di cui 23 tra residenti della Asl. Sono alcuni dei dati presenti nel “Nono bollettino epidemiologico delle malattie infettive anno 2010 e riepilogo 1995-2010” (pdf 2,1 Mb), documento da cui emerge, inoltre, il ruolo svolto dai medici di medicina generale e dai pediatri, responsabili di oltre il 90% delle notifiche.

 

Malaria in Piemonte. Anni 1989-2010

Ogni anno in Europa, vengono importati dai 12 mila ai 15 mila casi di malaria, di cui circa 800 si verificano in viaggiatori internazionali italiani e un’ottantina provengono dal Piemonte. Nel database regionale delle notifiche di malattia infettiva, tra il 1989 e il 2010 ne sono stati registrati circa 1500, e il trend annuale è in continua diminuzione (si è passati da un centinaio di notifiche nel 2000 a una settantina nel 2010). La maggior parte dei casi di malaria proviene da Paesi dell’Africa occidentale ed è dovuta alle visite al Paese d’origine da parte dei cittadini stranieri, infine, quasi tutti i casi registrati sono dovuti al plasmodio Falciparum mentre le forme più rare, causate dal plasmodio Vivax, prevalgono nei casi provenienti dai Paesi asiatici. Sono alcuni dei dati presenti nella scheda “La malaria in Piemonte 1989-2010” (pdf 105 kb).

 

Sorveglianza attiva di laboratorio delle infezioni invasive con accertata eziologia batterica

Nel 2009, S. pneumoniae è stato responsabile di 205 casi di infezione batterica, di cui 32 casi di meningite e 173 di sepsi. In particolare, dalle indagini condotte è risultato l’agente eziologico responsabile del 45% dei casi di meningite confermati e del 92% dei casi di sepsi e batteriemie confermati, mostrando un’elevata letalità tra la popolazione ultra 65enne. Sono alcuni dei risultati della “Sorveglianza attiva di laboratorio delle infezioni invasive con accertata eziologia batterica” (pdf 220 kb), un’indagine avviata in Piemonte nel gennaio 2003, che ha coinvolto tutti i laboratori microbiologici pubblici della Regione. Uno studio implementato, nel 2008, dall’adesione del Piemonte alla “Sorveglianza nazionale delle malattie invasive da meningococco, pneumococco ed emofilo in Italia”.

 

Campagna straordinaria di vaccinazione in corso di pandemia influenzale

La campagna straordinaria di vaccinazione contro il virus influenzale pandemico A/H1N1v avviata in Piemonte il 19 ottobre 2009 e conclusasi il 28 febbraio 2010 ha richiesto un notevole impegno di risorse umane e organizzative, ma non ha ottenuto i risultati previsti in termini di adesione. Delle 74.493 dosi di vaccino pandemico assegnate e consegnate dal ministero della Salute al Piemonte, solo 27.188 (3,6%) sono state somministrate. È quanto emerge dal documento “Campagna straordinaria di vaccinazione in corso di pandemia influenzale in Piemonte” (pdf 1,1 Mb), a cura del Servizio di riferimento regionale di epidemiologia per la sorveglianza, la prevenzione e il controllo delle malattie infettive (Seremi) – Asl 20. Considerando le stime di copertura vaccinale ottenute in Piemonte, si sono rilevate coperture vaccinali maggiori, nelle Asl AL, CN2 e CN1, per la fascia di età da 6 mesi a 9 anni; nelle Asl AL, BI, CN2 e AT per i ragazzi da 10 a 17 anni, infine nelle Asl AL, BI e NO per i soggetti di età compresa tra 18 e 64 anni, con una considerevole variabilità tra le aziende sanitarie e rispetto alla media regionale. Seppur con i limiti descritti, questa esperienza ha confermato e rafforzato le potenzialità dei servizi vaccinali piemontesi in cui l’emergenza è stata affrontata, nel rispetto delle indicazioni ministeriali e regionali.

 

Asl di Biella: bollettino epidemiologico delle malattie infettive. Anno 2009

Sono 773 le notifiche di malattie infettive pervenute nel corso del 2009 al Servizio di igiene e sanità pubblica della Asl di Biella e oltre 172 le segnalazioni di morsi di cani e altri animali. Si registrano anche 79 segnalazioni relative al nuovo virus influenzale A/H1N1v (casi sospetti, esecuzione di tamponi nasofaringei per la ricerca del virus). Un totale di 196 indagini epidemiologiche eseguite complessivamente a seguito di queste notifiche di malattie infettive. Nessuna segnalazione per le malattie di classe 1 mentre, per quanto riguarda quelle di classe 2, le infezioni più frequentemente pervenute alla Asl sono state: varicella (325 casi), scarlattina (99), diarrea infettiva (26). Tra le malattie di classe 5, il maggior numero di notifiche si è avuto per i casi d’infezione da streptococco (143), scabbia (33), mononucleosi (17). Per maggiori dettagli leggi documento completo (pdf 573 kb).

 

Piano nazionale di eliminazione del morbillo e della rosolia congenita in Piemonte (2004-2006)

Il percorso definito dal protocollo PNEMRc (Piano nazionale di eliminazione del morbillo e della rosolia congenita) è stato applicato e rispettato nella totalità delle Asl piemontesi ed è stato motivo di crescita per tutti gli operatori dei servizi vaccinali, sia perché ha rafforzato la consapevolezza nei confronti dell’attività vaccinale e la capacità di gestione delle emergenze, sia perché ha migliorato la qualità della comunicazione fra operatori sanitari e ha fatto emergere la difficoltà nella comunicazione del rischio. È quanto emerge dalla relazione sugli esiti dell'attività di eliminazione del morbillo e della rosolia congenita nella Regione Piemonte nel triennio 2004-2006. Il documento, pubblicato dal Seremi, il Servizio di riferimento regionale di epidemiologia per la sorveglianza, la prevenzione e il controllo delle malattie infettive di Alessandria, evidenzia che l’esito dell’offerta attiva di vaccino MPR ai nuovi nati entro il 15° mese di vita, pur mostrando un incremento nel valore medio regionale (dal 70% al 76%), è ancora molto lontano dall’obiettivo del 95% fissato dall’Oms per l’eradicazione del morbillo e della rosolia congenita. Per maggiori informazioni, scarica il documento completo (pdf 432 kb).

 

Bollettino epidemiologico delle malattie infettive della Asl di Biella. Anni 2005-2008

Nel corso del quadriennio 2005-2008 sono pervenute al servizio Igiene e sanità pubblica 3.590 notifiche di malattie infettive e 739 segnalazioni di morsi di cani e altri animali. Nel 2008, si sono verificate due epidemie prevenibili con la vaccinazione, una di morbillo e una di rosolia. Varicella e scarlattina hanno avuto un andamento simile a quello del quadriennio precedente, con 265 e 75 casi, rispettivamente, ogni 100.000 persone all’anno. Sono decedute per meningite 8 persone, soprattutto nella popolazione anziana. L’epatite A ha costituito la maggioranza dei casi di epatite, con una incidenza media di 2,25 casi/100.000 persone all’anno. Le notifiche di tubercolosi sono state 61 (58 nuovi casi e 3 recidive/reinfezioni in pazienti già curati), di cui il 70% in cittadini italiani: tra gli italiani l’età media dei casi diagnosticati è 60 anni, mentre tra gli stranieri scende a 30 anni. Per maggiori informazioni, scarica il bollettino (pdf 547 kb).

 

Sorveglianza di laboratorio delle infezioni batteriche invasive in Piemonte. Anni 2003-06

La relazione, a cura del Servizio di riferimento regionale di epidemiologia per la sorveglianza, la prevenzione e il controllo delle malattie infettive (Seremi, Asl Alessandria), presenta i risultati dell’attività di sorveglianza di laboratorio nel periodo 2003-2006 per valutare il trend temporale della frequenza delle infezioni batteriche invasive in Piemonte. Consulta lo studio (pdf 121 kb).

 

Bollettino notifiche delle malattie infettive. Anno 2006

L’andamento delle malattie infettive in Piemonte nel 2006 non si discosta da quello degli anni precedenti. Escludendo varicella e scarlattina, la salmonellosi non tifoidea è la malattia infettiva più diffusa; seguono diarrea infettiva, tubercolosi polmonare ed extrapolmonare, epatite virale A, parotite e pertosse. A differenza dell’anno precedente, nel 2006 il maggior numero di casi di salmonellosi non tifoidea è stato riscontrato nei mesi compresi tra agosto, ottobre e novembre. Per quanto riguarda le malattie a trasmissione rapida (classe I), nel 2006 sono stati notificati in Piemonte 11 casi di tetano: di questi, 8 in donne ultra-sessantacinquenni, 1 in una donna di 51 anni, e 2 in uomini di età inferiore ai 65 anni. La Salmonella gruppo D è il batterio più spesso riscontrato tra le tossinfezioni alimentari. Per la classe V, infine, le patologie più frequenti sono la pediculosi, la scabbia, le malattie streptococciche, l’acariasi e la mononucleosi. Scarica il documento (pdf 1,1 Mb).

 

Sorveglianza di laboratorio delle infezioni batteriche invasive in Piemonte. Anni 2003-2005

La relazione, a cura del Servizio di riferimento regionale di epidemiologia per la sorveglianza, la prevenzione e il controllo delle malattie infettive (Seremi, Asl 20 Alessandria), presenta i risultati dell’attività di sorveglianza di laboratorio negli anni 2003, 2004 e 2005 per valutare il trend temporale della frequenza delle infezioni batteriche invasive in Piemonte.

 

Malaria in Piemonte. Anno 2005

Tra le malattie da importazione, la malaria è la più monitorata in Piemonte e in Italia, per timore di riemergenza di un patogeno da tempo eradicato e per la piuttosto facile individuazione dei casi. Dai dati della sorveglianza piemontese, risulta che non sempre il viaggiatore internazionale entra nell’ottica giusta rispetto alla concreta possibilità di contrarre la malaria. È necessario identificare i casi che sfuggono (stranieri che organizzano viaggi da sé, senza agenzie di viaggio), sforzandosi di individuare i percorsi seguiti e cercando la cooperazione con le associazioni che appoggiano gli stranieri e con i rappresentanti delle varie comunità che esistono in Regione. Va promossa la profilassi tra i lavoratori all’estero (tramite le associazioni di categoria e per i volontari: cooperanti, missionari religiosi e laici) e tra i figli di immigrati che tornano al Paese di origine in visita ai parenti. Il target è rappresentato soprattutto da maschi, lavoratori all’estero, turisti e stranieri che tornano al loro Paese di origine per visitare i parenti, della fascia di età attiva della popolazione (20-39 anni), sia italiana che straniera, che più spesso viaggia. Leggi il bollettino (pdf 430 kb).

 

Bollettino delle malattie infettive. Anno 2005

L’andamento delle malattie infettive nel 2005 non si discosta da quello degli anni precedenti. Escludendo varicella e scarlattina, la salmonellosi non tifoidea è la malattia infettiva a maggior prevalenza. Seguono diarrea infettiva, tubercolosi polmonare, sifilide ed epatite virale B. L’andamento delle forme di tubercolosi con coinvolgimento polmonare ha subito lievi variazioni durante il corso dell’anno, registrando in aprile un incremento dei casi rispetto agli altri mesi. Per quanto riguarda le malattie a trasmissione rapida, nel 2005 si sono verificati 10 casi di tetano in pazienti ultrasessantacinquenni. Tra i focolai di malattie infettive, i più notificati sono quelli di scabbia. Disaggregando le tossinfezioni alimentari per tipo di agente eziologico, la Salmonella gruppo B è il batterio più spesso identificato in queste infezioni. Per la classe V, infine, le patologie più frequenti sono la pediculosi, l’acariasi, la scabbia e la mononucleosi. Scarica il bollettino delle notifiche delle malattie infettive 2005 (pdf 1,2 Mb).

 

Vent’anni di Aids in Piemonte. Anni 1984-2003

Al 31 dicembre 2003 sono stati notificati in Italia 3567 casi di Aids in residenti in Piemonte, per un tasso d’incidenza di 84,63 casi ogni 100 mila abitanti. Un dato in costante crescita fino al 1995, cui fa seguito una lieve diminuzione nel 1996 e, successivamente, una netta e progressiva riduzione sino a 2,04 casi per 100 mila abitanti nel 2003. Il numero di persone straniere affette da Aids è stabile: il peso relativo della componente straniera appare quindi in aumento, a causa della netta diminuzione dei casi tra i cittadini italiani. La distribuzione dei casi in base al sesso e all’anno di diagnosi mostra una maggior diffusione dell’Aids nella popolazione maschile rispetto a quella femminile. L’età media alla diagnosi dei casi adulti di Aids aumenta nel tempo: nel 1985 l’età media era di 35 anni per i maschi e di 28 per le femmine, mentre nel 2003 le età medie sono salite rispettivamente a 44 e 38. Scarica l’intero bollettino “Vent’anni di Aids in Piemonte” (pdf 145 kb).

 

Infezione invasiva da Neisseria meningitidis B in Piemonte. Anno 2006

Uno studio condotto dal Servizio di riferimento regionale di epidemiologia per la sorveglianza, la prevenzione e il controllo delle malattie infettive (Seremi) della Asl 20 di Alessandria descrive un piccolo cluster di infezione meningococcica che si è verificato in Piemonte a giugno-luglio 2006.

Fatti e cifre sull’alcol in Piemonte. Bollettino 2015 

In Piemonte l’abitudine a consumare bevande alcoliche, seppure in diminuzione, continua ad essere ben radicata, interessando più di un adulto su due. Circa un quinto della popolazione adulta presenta abitudini di consumo di alcol a rischio per quantità o modalità di assunzione. Il numero di soggetti che si rivolgono ai Dipartimenti per le Dipendenze per richiedere un trattamento per problematiche alcol correlate è rimasto sostanzialmente invariato. Persiste la dispersione dei ricoveri per dipendenza e abuso di alcol in reparti delle più diverse specialità a seconda dell’area geografica di riferimento. Sono alcuni dei dati del rapporto “Fatti e cifre sull’alcol in Piemonte. Bollettino 2015” (pdf 653 kb) in cui vengono presentati i dati di attività dei servizi di alcologia dei dipartimenti di Patologia delle dipendenze relativi agli anni 2014, i dati dei ricoveri relativi al 2013 e i dati sulla mortalità alcol attribuibile aggiornati al 2010. Il documento propone anche la sezione delle indagini di popolazione che riporta i dati aggiornati al 2014 della sorveglianza Passi (sul consumo di alcol nella popolazione adulta) e i dati, aggiornati al 2014, dello studio Espad (relativi alla diffusione del consumo di sostanze e di alcol nella popolazione studentesca).

 

Fatti e cifre sulle dipendenze da sostanze e comportamenti in Piemonte. Anno 2015

In Regione, nel 2014, i dipartimenti per le dipendenze hanno trattato oltre ventimila utenti e, in linea con le precedenti rilevazioni, continua, la progressiva diminuzione del numero d’utenti trattati per dipendenza da eroina e altri oppiacei (8572 nel 2014, in calo del 2,1% rispetto al 2013). Sono in diminuzione, rispetto al 2013, gli utenti in trattamento per cocaina o crack (1417 vs 1489) e in aumento gli utenti trattati per alcol (6436 vs 6295), quelli trattati per cannabinoidi (1468 vs 1372), quelli trattati per gioco d’azzardo (1283 vs 1228) e gli utenti in trattamento per tabacco (1264 vs 1192). Si osserva, nel periodo 2006-2014, una diminuzione della proporzione di studenti delle scuole superiori che utilizzano alcune sostanze illegali, mentre altre si mantengono stabili o aumentano. Se il consumo di cannabis durante l’anno mostra dal 2011 una tendenza all’aumento, a livello sia regionale che nazionale, è per la cocaina che dal 2007 si evidenzia un andamento decrescente, mentre andamenti altalenanti si registrano per stimolanti e allucinogeni. Per quanto riguarda il consumo di eroina, è dal 2011 che le prevalenze rimangono sostanzialmente stabili intorno all’1,1-1,2%, come registrato a livello nazionale. Per maggiori informazioni scarica il documento completo (pdf 794 kb).

 

Fatti e cifre sul fumo di tabacco in Piemonte. Bollettino 2015 

In Piemonte, nel 2013, i fumatori costituivano il 24% della popolazione, con una diversa proporzione tra uomini e donne (29% vs 18%). In base ai dati dell’indagine Passi, nel periodo 2011-2014 il 38% dei fumatori piemontesi tra i 18 e i 69 anni ha dichiarato di aver tentato di smettere di fumare nell’ultimo anno. Sono alcuni dei dati che emergono dal “Bollettino 2015 “Fatti e cifre sul fumo di tabacco in Piemonte”, pubblicato dall’Osservatorio epidemiologico delle dipendenze della Regione (Oed) a febbraio 2015. Il documento raccoglie e integra i dati di più sorveglianze (come Istat, Passi e lo studio European School Survey Project on Alcohol and other Drugs, Espad). In base ai dati dell’indagine Espad, la prevalenza di studenti (15-19 anni) che hanno provato a fumare almeno una volta nella vita è del 61% e la percentuale dei fumatori abituali del 23%. Nel 2013 tra gli adulti sopra i 34 anni ci sono stati 19.262 ricoveri attribuibili al fumo (pari al 4% del totale dei ricoveri effettuati nell’anno in questa fascia di età). Infine, nel 2012, tra i piemontesi di età superiore ai 34 anni sono stati registrati 5.350 decessi correlabili al fumo di sigaretta. Per maggiori informazioni scarica il documento completo (pdf 461 Kb).

 

Fatti e cifre sulle dipendenze da sostanze e comportamenti in Piemonte. Anno 2014

In Piemonte, nel 2013, 20.649 persone sono state trattate nei Dipartimenti per le dipendenze (Dpd), con un aumento del 3% rispetto all’anno precedente. Tuttavia, scomponendo questo numero emerge che l’incremento ha interessato solo gli utenti già in carico (+6,5%, 996 soggetti), mentre tra i nuovi utenti si è registrata una diminuzione (-3%, -143 soggetti). È quanto emerge dal documento “Fatti e cifre sulle dipendenze da sostanze e comportamenti in Piemonte. Bollettino 2014”, pubblicato dall’Osservatorio epidemiologico delle dipendenze della Regione Piemonte. Dai dati emerge la progressiva diminuzione del numero di utenti trattati per dipendenza da eroina e altri oppiacei (8755 del 2013 vs gli 8835 del 2012). Sono stabili rispetto al 2012 gli utenti in trattamento per cocaina o crack (1489 nel 2013 e 1505 nel 2012) e in aumento gli utenti trattati per alcol (6295 nel 2013 e 5978 nel 2012) e per gioco d’azzardo (1228 nel 2013). Per maggiori informazioni scarica il documento completo (pdf 719 kb).

 

Fatti e cifre sul fumo di tabacco in Piemonte. Bollettino 2013

In Regione, nel 2011, i fumatori erano il 24% della popolazione, con una diversa proporzione tra uomini e donne (30% vs 20%). Nello stesso anno, il 19% dei piemontesi tra i 18 e i 69 anni ha dichiarato di aver smesso di fumare da oltre sei mesi e il 36% di aver provato a smettere. Sono alcuni dei dati che emergono dal “Bollettino 2013 “Fatti e cifre sul fumo di tabacco in Piemonte”, pubblicato dall’Osservatorio epidemiologico delle dipendenze della Regione (Oed) a ottobre 2013. Il documento raccoglie e integra i dati di più sorveglianze (come Istat, Passi e lo studio European School Survey Project on Alcohol and other Drugs, Espad). Tra il 2009 e il 2012 si assiste a un graduale decremento dei livelli di tabagismo tra gli adolescenti: la prevalenza di coloro che hanno fumato almeno una sigaretta è passata dal 64% al 60% e la percentuale dei fumatori abituali è scesa dal 28% al 23%. Diminuiscono, inoltre, i ricoveri attribuibili al fumo passando da 39.923 nel 1996 (7% del totale) a 21.307 nel 2011 (4% del totale, tra gli adulti sopra i 34 anni). Infine, nel 2010, sono stati registrati 5554 decessi correlabili al fumo di sigaretta (tra persone di età superiore ai 34 anni). Per maggiori informazioni scarica il documento completo (pdf 594 Kb).

 

Indagine sull’atteggiamento verso il fumo e sull’abitudine al fumo fra gli operatori dell’Asl “VC” di Vercelli. Anni 2012-13

Il 20% degli operatori della Asl di Vercelli non percepisce il rischio della dipendenza da fumo di sigaretta come causa principale di mortalità e morbosità. Inoltre, rispetto alla propria abitudine quasi la metà degli operatori (46,5%) è stato fumatore nel corso della vita (oggi ex fumatore o fumatore); mentre coloro che fumano attualmente sono il 22,8%. L’abitudine al fumo fra gli operatori della Asl disaggregati per ruolo professionale evidenzia però una frequenza più ridotta di fumatori fra i medici (16%), fra cui risultano più ex fumatori rispetto alle altre professioni (29%). È quanto emerso dall’indagine sull’atteggiamento verso il fumo e sull’abitudine al fumo condotta, fra maggio 2012 e maggio 2013, dalla stessa Asl sui propri dipendenti e pubblicata a novembre 2013. All’attività ha preso parte il 77% del personale (1886 operatori tra sanitari, tecnici e amministrativi), compilando un questionario somministrato dai caposala e dai responsabili delle strutture. Dai dati emerge anche che l’8% dei medici non raccoglie sistematicamente i dati sull’abitudine al fumo dei pazienti, o lo fa in maniera generica (30%), mentre le raccomandazioni sulla cessazione del fumo non sono impartite dal 7% dei professionisti. La situazione non migliora se si pensa che quasi il 70% degli operatori non sa dell’esistenza del centro anti-fumo della Asl, attivo fin dal 2011. Evidente dunque la necessità di interventi di sensibilizzazione e aggiornamento per tutti gli operatori dell’Asl vercellese, orientati ai vari ruoli professionali.

 

Fatti e cifre sul fumo di tabacco in Piemonte. Bollettino 2013

Nonostante la riduzione del numero di fumatori, osservata dal 1980 al 2005 (con un passaggio dal 36% al 24%), nel 2011 i fumatori sono il 25% della popolazione regionale con una diversa prevalenza tra uomini (30%) e donne (20%). In relazione al titolo di studio la riduzione del tabagismo ha interessato nel tempo tutti i livelli di istruzione, con un decremento meno importante al diminuire del titolo di studio. Inoltre, dai dati del sistema di sorveglianza Passi emerge che, nel 2011, il 19% dei piemontesi di età compresa tra 18 e 69 anni dichiarava di aver smesso di fumare da più di 6 mesi e l’1% aveva smesso da meno di sei mesi. Dallo studio Espad, condotto tra gli studenti di 15-19 anni, emerge che il 60% degli studenti ha provato a fumare almeno una volta nella vita e il 23% ha fumato quotidianamente almeno una sigaretta per tutto l’ultimo anno. A causa del fumo di tabacco nel 2010 in Piemonte sono morte 5554 persone, di età superiore ai 34 anni. Infine, sia il numero assoluto sia la proporzione dei ricoveri attribuibili al fumo di tabacco diminuiscono negli anni: nel 1996 i ricoveri erano 39.923 (7% del totale) e nel 2011 21.307 (4%). Sono alcuni dei dati presenti nel documento “Fatti e cifre sul fumo di tabacco in Piemonte. Bollettino 2013” (pdf 594 kb) pubblicato a novembre 2013 dall’Osservatorio epidemiologico delle dipendenze della Regione Piemonte.

 

Fatti e cifre sulle dipendenze e sull’alcol in Piemonte. Bollettino 2012

In Piemonte l’abitudine a consumare bevande alcoliche continua a essere ben radicata, interessando circa due adulti su tre e circa un quinto di essi presenta abitudini di consumo di alcol a rischio per quantità o modalità di assunzione. Nel 2011 si registra un lieve aumento della proporzione di soggetti bevitori nella popolazione generale e una riduzione in quella studentesca. Continuano a diminuire i ricoveri per patologie alcol correlate. Nell’ultima rilevazione si è registrata una flessione del numero di soggetti che si rivolgono ai Dipartimenti per le Dipendenze per richiedere un trattamento per problematiche alcol correlate. Persiste la dispersione dei ricoveri per dipendenza e abuso di alcol in reparti diversi a seconda dell’area geografica di riferimento. L’edizione 2012 del bollettino annuale su alcol e dipendenze dell’Osservatorio epidemiologico delle dipendenze regionale contiene i dati di attività dei Dipartimenti per le Dipendenze sull’alcol, sul gambling patologico e sul personale, i dati degli enti accreditati, i ricoveri ospedalieri per tossicodipendenza, per dipendenza da alcol e per patologie alcol correlate. Viene proposta inoltre una sezione delle indagini di popolazione che presenta i dati aggiornati al 2011 della sorveglianza Passi sul consumo di alcol nella popolazione generale e i dati dello studio Espad relativi alla diffusione del consumo di sostanze e di alcol nella popolazione studentesca. Scarica il documento completo (pdf 676 kb).

 

Indagine sull’atteggiamento verso il fumo e sull’abitudine al fumo tra i medici di medicina generale dell’Asl di Vercelli. Anno 2011

Il 94% dei medici di medicina generale (Mmg) della Asl di Vercelli ha partecipato a una “Indagine sull’atteggiamento verso il fumo e sull’abitudine al fumo” in occasione di due eventi formativi, tenuti nella primavera del 2011 e dedicati al tabagismo e all’attivazione di ambulatori per la disassuefazione al fumo. Dai 127 questionari pervenuti emerge che la maggioranza dei Mmg, per il 77% di età superiore ai 50 anni, non ha studiato con sistematicità il tabagismo come causa di malattia, una parte consistente non raccoglie abitualmente dati sull’abitudine al fumo dei pazienti, non ne raccomanda la cessazione se non in presenza di malattie strettamente legate al fumo e non ritiene opportuno il trattamento dei fumatori. Sono alcuni dei dati che emergono dal rapporto “Indagine sull’atteggiamento verso il fumo e sull’abitudine al fumo” (pdf 136 kb) pubblicato a giugno 2012. Dai dati disponibili emerge che il 54% dei medici è stato fumatore, il 21% fuma tuttora e 2 medici lo fanno anche in sala visite. Nonostante ciò, l’80% dei medici ritiene che il fumo di tabacco sia la principale causa di morbosità e mortalità nei Paesi ricchi.

 

Fatti e cifre sul fumo di tabacco in Piemonte. Bollettino 2011

Il quadro complessivo relativo alle conseguenze sulla salute collegate al fumo evidenzia come il problema rimanga rilevante in Piemonte pur in presenza di una diminuzione della proporzione dei fumatori e delle conseguenze del fumo in termini di morbosità e mortalità. È quanto emerge dal bollettino 2011 “Fatti e cifre sul fumo di tabacco in Piemonte” (pdf 648 kb) pubblicato dall'Osservatorio Epidemiologico delle Dipendenze della Regione Piemonte. Il documento presenta i dati rilevati attraverso diverse fonti informative: indagini Multiscopo Istat, schede di dimissione ospedaliera (Sdo), schede ministeriali tossicodipendenze, Espad (The European School Survey Project on Alcohol and Other Drugs), Eu-Dap (European Drug Addiction Prevention trial), Hbsc (Health Behaviour in School-aged Children - Comportamenti collegati alla salute in ragazzi di età scolare), Passi (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia).

 

Play o change. Anno scolastico 2010-11

Su un campione di 360 studenti piemontesi intervistati (37,8% maschi e 61,3%

femmine) il 72,5% dichiara di praticare sport, il 24,6%, dichiara di fumare sigarette e 236 studenti di entrambi i sessi dichiarano di bere almeno una bevanda alcolica (73,8%) negli ultimi due mesi precedenti all’intervista. Sono alcuni dei dati che emergono dal rapporto del progetto “Play to change” (pdf 1,9 Mb), pubblicato dalla Asl di Alessandria e dalla Regione Piemonte e realizzato durante l’anno scolastico 2010-2011. L’obiettivo generale del progetto è stata la misurazione delle conoscenze, degli atteggiamenti e dei comportamenti degli studenti delle prime e delle quarte classi del Liceo Amaldi di Novi Ligure sull’uso di sostanze psicoattive e, tra le classi prime, verificare l’interesse per il proseguimento di un progetto di “educazione tra pari”.

 

Fatti e cifre sulle dipendenze da sostanze e comportamenti in Piemonte. Anno 2011

L’uso della cannabis tra gli studenti della Regione Piemonte mostra un trend in diminuzione, passando dal 28% del 2006 al 23% degli ultimi due anni mentre il 4% degli studenti e il 2% delle studentesse piemontesi, ha fatto uso di cocaina almeno una volta negli ultimi dodici mesi. Inoltre, negli ultimi anni si è assistito a un incremento, tra gli adolescenti, dell’uso di farmaci senza prescrizione medica. Sono alcuni dei dati che emergono dal bollettino 2011 della Regione Piemonte “Fatti e cifre sulle dipendenze da sostanze e comportamenti in Piemonte” (pdf 875 kb), pubblicato a dicembre 2011. Dai dati disponibili emerge inoltre che i Dipartimenti per le dipendenze (Dpd), nel 2010, hanno trattato complessivamente 15.849 utenti, con un incremento del 2,1% rispetto all’anno precedente.

 

Fatti e cifre sull’alcol in Piemonte. Bollettino 2011

In Piemonte, nel 2010, i Dipartimenti per le dipendenze (Dpd) hanno trattato oltre 7 mila pazienti alcol dipendenti, con un incremento del 5% rispetto al 2009 dovuto soprattutto agli utenti già in carico (aumentati del 7%), mentre i nuovi utenti sono rimasti quasi invariati (+1%). Inoltre i dati sul ricovero di soggetti per cui l’alcol è una sostanza di abuso secondaria indicano un trend in calo con il trattamento di 1467 utenti nel 2009 e 1330 nel 2010. Sono alcuni dei dati che emergono dal documento “Fatti e cifre sull’alcol in Piemonte - bollettino 2011” (pdf 635 kb), pubblicato a dicembre 2011.

 

Asl TO2: fenomeno alcol in crescita in Piemonte. Convegno Sia 2011

Secondo gli ultimi dati disponibili dell’Osservatorio epidemiologico per le dipendenze della Regione Piemonte, il 64% dei piemontesi riferisce di aver bevuto almeno 1 unità alcolica nell’ultimo mese e i bevitori considerabili a rischio sono il 16%. Sia l’assunzione di alcol sia il suo consumo a rischio sono comportamenti prevalentemente maschili interessando circa 4 maschi su 5 e sono costanti in tutte le fasce d’età. Tra le donne, invece, la percentuale di consumatrici decresce all’aumentare dell’età, passando dal 57,9% a 18-24 anni al 44,8% a 50-69 anni. In entrambi i sessi, i giovani adulti si caratterizzano per una percentuale maggiore di bevitori a rischio, comportamento evidenziabile in poco meno della metà dei 18-24enni e in circa due terzi dei 25-34enni. Il numero di utenti alcol-dipendenti in carico ai Servizi è progressivamente aumentato nel corso degli anni: nel 2008 gli utenti trattati in Piemonte sono stati oltre 6000 con un aumento del 6% rispetto l’anno precedente. Sono alcuni dei dati presentati al convegno Sia del 9-10 novembre 2011. Per maggiori informazioni leggi il comunicato stampa (pdf 31 kb).

 

Obesità e luoghi di lavoro: un report sulle prove di efficacia

Il Dors della Regione Piemonte ha curato e pubblicato un rapporto (pdf 276 kb) in cui si presentano prove di efficacia e buone pratiche sulla prevenzione dell’obesità nei luoghi di lavoro. Il progetto rientra nelle attività previste dal Piano nazionale della prevenzione 2005-2007. Le raccomandazioni riportate sono tratte dalla prima guida nazionale sulla prevenzione e valutazione del sovrappeso, pubblicata nel Regno Unito a dicembre 2006 dal Nice (National Institute for Health and Clinical Excellence). Per la stesura del documento è stato utilizzato anche il lavoro fatto dal network “Workplace Health Promotion”, promosso dalla Commissione europea, e quello fatto dall’iniziativa “Move Europe”. Nel breve periodo si sono dimostrati efficaci gli interventi che mirano a modificare il comportamento dei lavoratori, come per esempio gli “screening” con azioni educative e di counselling individuale.

Relazione su alcuni aspetti dello stato di salute della popolazione dell’Asl CN2 Alba-Bra. Bollettino epidemiologico 2015

Al 31 dicembre 2015, il territorio della Asl CN2 conta 171.630 abitanti, pari al 3,9% della popolazione residente in Piemonte, di cui 19.642 stranieri residenti. L’analisi per età rivela che il 23,2% della popolazione ha oltre 65 anni (43,9% maschi e 56,1% femmine) e il 13,5% meno di 15 anni. Sono alcuni dei dati che emergono dal rapporto “Bollettino epidemiologico anno 2015. Relazione su alcuni aspetti dello stato di salute della popolazione dell’Asl CN2 Alba-Bra” (pdf 3,4 Mb), pubblicato a gennaio 2017, in cui viene descritto lo stato di salute della popolazione dei 76 Comuni presenti nel territorio dell’Asl.

 

Relazione su alcuni aspetti dello stato di salute della popolazione dell’Asl CN2 Alba-Bra. Bollettino epidemiologico 2014

Al 31 dicembre 2014, il territorio della Asl CN2 conta 171.865 abitanti, pari al 3,9% della popolazione residente in Piemonte, di cui 19.821 stranieri residenti. L’analisi per età rivela che il 23% della popolazione ha oltre 65 anni (43,9% maschi e 56,1% femmine) e il 13,5% meno di 15 anni. Sono alcuni dei dati che emergono dal rapporto “Bollettino epidemiologico anno 2014. Relazione su alcuni aspetti dello stato di salute della popolazione dell’Asl CN2 Alba-Bra”, pubblicato a gennaio 2016, in cui viene descritto lo stato di salute della popolazione dei 76 Comuni presenti nel territorio dell’Asl.

 

Relazione su alcuni aspetti dello stato di salute della popolazione dell’Asl CN2 Alba-Bra. Bollettino epidemiologico 2013

Al 31 dicembre 2013, il territorio della Asl CN2 conta 171.808 abitanti, pari al 3,9% della popolazione residente in Piemonte, di cui 19.795 stranieri residenti. L’analisi per età rivela che il 22,6% della popolazione ha oltre 65 anni e il 13,5% meno di 15 anni. Sono alcuni dei dati che emergono dal rapporto “Bollettino epidemiologico anno 2013. Relazione su alcuni aspetti dello stato di salute della popolazione dell’Asl CN2 Alba-Bra” (pdf 3 Mb) pubblicato a gennaio 2015. Dal documento emerge che nel 2011, si sono verificati 1820 decessi, causati soprattutto da malattie dell’apparato cardiocircolatorio (36,6%), neoplasie (30,5%) e malattie dell’apparato respiratorio (10,5%).

 

Profili demografici 2012 della Asl VC di Vercelli e dei Distretti di Vercelli e della Valsesia

Al 31 dicembre 2012, nel territorio della Asl di Vercelli risiedevano 173.618 abitanti, con una predominanza di sesso femminile (51,9%). La popolazione straniera, che è aumentata nel periodo 2002-2010, sembra essersi stabilizzata nel 2012. Sono alcuni dei dati presenti nel rapporto “Profili demografici 2012 della Asl VC di Vercelli e dei Distretti di Vercelli e della Valsesia” (pdf 515 kb), pubblicato dalla Asl di VC a ottobre 2014. Dal documento emerge inoltre che nel 2012 sono nati 1372 bambini, con un tasso di natalità del 7,90‰ e che il tasso di mortalità nell’Asl è risultato pari a 12,78‰, superiore al tasso di mortalità regionale (11,55‰). Infine, la popolazione della Asl di Vercelli è caratterizzata da un progressivo invecchiamento superiore a quello regionale, come risulta dagli indicatori strutturali; gli ultrasessantacinquenni risultano 44.511 (25,6% della popolazione totale).

 

Relazione su alcuni aspetti dello stato di salute della popolazione dell'Asl CN2 Alba-Br. Bollettino epidemiologico 2012

Disponibile on line l’edizione 2013 del bollettino epidemiologico dell’Asl CN2 Alba-Bra, relativo al 2012, contenente una relazione su alcuni aspetti dello stato di salute della popolazione residente. Tra queste la dinamica demografica, la mortalità, l’epidemiologia delle malattie infettive, i dati sullo screening mammografico e l’andamento degli infortuni sul lavoro nel territorio della Asl. Per maggiori informazioni scarica il documento completo (pdf 5 Mb).

 

Relazione su alcuni aspetti dello stato di salute della popolazione dell'Asl CN2 Alba-Br. Bollettino epidemiologico 2011

Disponibile on line la tredicesima edizione del bollettino epidemiologico dell’Asl CN2 Alba-Bra, relativo al 2011, contenente una relazione su alcuni aspetti dello stato di salute della popolazione residente. Questo report, a cura della Ssd di epidemiologia, rappresenta il tentativo di fornire alcune conoscenze e, dove possibile, determinate evidenze scientifiche utili allo sviluppo della programmazione sociosanitaria locale, nonché della pratica clinica e assistenziale. Per maggiori informazioni scarica il documento completo (pdf 3 Mb).

 

Relazione su alcuni aspetti dello stato di salute della popolazione dell'Asl CN2 Alba-Br. Bollettino epidemiologico 2010

La popolazione residente nel territorio dell’Asl CN2, al 31 dicembre 2010, è di 171.457 persone (51,1% donne e 48,9% uomini), pari al 3,9% della popolazione residente nella Regione Piemonte. L’età media della popolazione nel 2010 risulta pari a 43,9 anni, con un incremento di 0,8 anni rispetto al 2001. Gli stranieri residenti sono oltre 18 mila. Il saldo naturale (cioè la differenza tra nascite e decessi) conferma il dato negativo degli anni precedenti (- 290), ma poiché il saldo migratorio (cioè la differenza tra iscritti e cancellati) è positivo, la variazione demografica complessiva è positiva (1299). Tra informazioni fornite nel bollettino, oltre a quelle su dinamiche demografiche e malattie infettive, anche aggiornamenti su diabete, risposta infiammatoria, malattie professionali e infortuni sul lavoro. Leggi il documento completo (pdf 2,8 Mb).

 

Profili demografici 2009 della Asl VC di Vercelli e dei distretti di Vercelli e della Valsesia

Secondo i dati del 2009, su una popolazione regionale di oltre 4 milioni di residenti e una popolazione straniera di circa 377 mila unità, il Piemonte ha una presenza di stranieri al di sopra della media nazionale (8,48% rispetto a 7,02%). Nel 2009 in Piemonte sono nati 38.872 bambini, e il tasso grezzo di mortalità, stabile rispetto al 2008, è stato di 11 decessi ogni mille abitanti. La popolazione residente dell’Asl VC di Vercelli, al 31 dicembre 2009, era oltre 177 mila abitanti, con una prevalenza di femmine rispetto ai maschi, e una presenza di stranieri al di sotto della media regionale. Sono alcuni dei dati presenti nel rapporto “Profili demografici 2009 della Asl VC di Vercelli e dei distretti di Vercelli e della Valsesia” (pdf 1,9 Mb) realizzato dalla Asl VC di Vercelli.

 

Relazione su alcuni aspetti dello stato di salute della popolazione dell'Asl CN2 Alba-Br. Bollettino epidemiologico 2009

La popolazione residente nel territorio dell’Asl CN2, al 31 dicembre 2009, è di oltre 170 mila persone, pari al 3,83% della popolazione residente nella Regione Piemonte. Per il triennio 2001-2003, la speranza di vita alla nascita, a 35 e a 65 anni si attesta a 77,7, a 43,8 e a 17,1 anni per gli uomini e a 83, a 48,8 e a 20,7 anni per le donne. L’età media della popolazione nel 2009 risulta pari a 43,7 anni, con un incremento di 0,88 anni rispetto al 2000. Gli stranieri residenti sono oltre 17 mila. Il saldo naturale (cioè la differenza tra nascite e decessi) conferma il dato negativo degli anni precedenti (-257), ma poiché il saldo migratorio (cioè la differenza tra iscritti e cancellati) è positivo, la variazione demografica complessiva è positiva (1409). Tra informazioni fornite nel bollettino, oltre a quelle sulle dinamiche demografiche e sulle malattie infettive, anche aggiornamenti sulla qualità dell’aria e gli effetti che questa ha sulla salute, approfondimenti sulla diagnosi e il trattamento del diabete, la descrizione di progetti di pet-therapy e studi sulle ispezioni e la vigilanza degli alimenti. Leggi il documento completo (pdf 3,3 Mb).

 

Profili demografici 2008 della Asl di Vercelli e distretti di Vercelli e della Valsesia

L’arrivo degli immigrati in Piemonte negli ultimi anni ha portato a un incremento della popolazione regionale: al 31 dicembre 2008 i residenti ammontavano a 4.432.571, 31.305 in più rispetto all’anno precedente con un aumento pari al 7,1‰. È quanto emerge dai profili demografici 2008 di Asl di Vercelli e distretti di Vercelli e della Valsesia, pubblicati dalla direzione integrata della Prevenzione. Il documento evidenzia, inoltre, che la mortalità è in lieve diminuzione, mentre l’incremento della natalità (da 8 nati ogni mille abitanti nel 1998 a 9 nel 2008) è dovuto soprattutto al contributo delle donne straniere. Consulta il documento originale (pdf 2,8 Mb).

 

I ricoveri ospedalieri nel 2007: l’atlante del Piemonte

La Regione Piemonte ha pubblicato on line la versione elettronica dell’atlante dei ricoveri ospedalieri relativo all’anno 2007. In Piemonte nel 2007 sono stati registrati circa 820 mila ricoveri, di cui quasi 60 mila hanno riguardato cittadini residenti in altre Regioni. La distribuzione dei ricoveri non è omogenea sul territorio regionale: nel Piemonte orientale il rischio di ospedalizzazione è più elevato, sia per gli uomini, sia per le donne. Anche sul piano socio-economico sono state riscontrate delle differenze nel numero di ricoveri: ad esempio, il rischio di ospedalizzazione per patologie dell’apparato respiratorio nei soggetti con titolo di studio più elevato è inferiore del 22% rispetto alla media regionale. Leggi la presentazione sul sito del Centro di documentazione per la promozione della salute (Dors).

 

Relazione su alcuni aspetti dello stato di salute della popolazione dell'Asl CN2 Alba-Bra. Bollettino epidemiologico 2008

È disponibile la decima edizione del bollettino epidemiologico della Asl Cn2 Alba-Bra, con una relazione su alcuni aspetti dello stato di salute della popolazione residente relativi al 2008. Questo report, a cura della Ssd di epidemiologia dell’Asl Cn2 Alba-Bra, vuole rappresentare per tutto il suo territorio il tentativo di fornire alcune conoscenze e, ove possibile, determinate evidenze utili allo sviluppo dei processi decisionali nell’ambito della politica sociosanitaria e della pratica clinica e assistenziale. Scarica il documento (pdf 5 Mb).

 

Lo stato di salute della popolazione della Asl Cn 2 Alba-Bra. Anno 2007

È disponibile il 9° bollettino epidemiologico della Asl Cn 2 Alba-Bra, curato dalla struttura semplice a valenza dipartimentale di Epidemiologia del Dipartimento di prevenzione. Il documento contiene una relazione su alcuni aspetti dello stato di salute della popolazione residente, relativi al 2007. Questo report è un mezzo di diffusione di conoscenze epidemiologiche descrittive, di risultati di studi, di confronto tra esperienze locali e regionali, ma anche uno strumento che può contribuire al miglioramento della lettura delle dinamiche della domanda di salute e dell’offerta dei servizi sociosanitari. Scarica il bollettino (pdf 3,38 Mb).

 

Alcuni aspetti dello stato di salute della popolazione dell’Asl 18 Alba-Bra. Anno 2006

Con la pubblicazione dell’ottavo numero del Bollettino epidemiologico, l’Asl 18 Alba-Bra rende disponibili alcuni dati relativi allo stato di salute della popolazione residente e analizza alcuni

aspetti dell’assistenza sanitaria. Il Bollettino si rivolge a diversi destinatari tra cui le autorità sanitarie regionali e locali, i medici di medicina generale e clinici ospedalieri e gli altri operatori sanitari. Tra gli argomenti principali della pubblicazione: la dinamica demografica, l’immigrazione straniera, la mortalità evitabile, le malattie infettive, la medicina dei viaggi, l’analisi della popolazione in età sportiva, la spesa farmaceutica. Per quanto riguarda la dinamica demografica, secondo stime dell’Istituto ricerche economico sociali (Ires), la popolazione piemontese nel 2006 è in crescita per il quinto anno consecutivo (+2,6%). L’aumento dei residenti si deve principalmente al saldo migratorio positivo che compensa il saldo naturale negativo: i nuovi residenti sono soprattutto stranieri. Altra caratteristica demografica è l’invecchiamento della popolazione: il Piemonte è una delle Regioni europee più interessate da questo fenomeno. Le cause sono legate sia a bassi tassi di fecondità sia al prolungamento della vita. Leggi il Bollettino epidemiologico (pdf 2,8 Mb).

 

Alcuni aspetti dello stato di salute della popolazione della Asl 18 Alba-Bra. Anno 2005

È disponibile il bollettino epidemiologico della Asl 18 relativo ad alcuni aspetti dello stato di salute della popolazione nel 2005. La relazione affronta diversi temi legati all’epidemiologia e presenta i risultati di studi e analisi. Sul problema della dinamica demografica, si sottolinea l’aumento della popolazione anziana e degli immigrati e relative problematiche. Mortalità, assistenza a pazienti oncologici, malattie infettive, adolescenti e sessualità alcuni degli altri temi trattati. Interessanti la sezione sull’interazione tra farmaci (il 44% dei pazienti è esposto a questo tipo di rischio) e quella sulle dialisi (la maggior parte dei pazienti perde i reni non tanto per patologie gravi, ma per l’intempestività di intervento di malattie comuni). Leggi e scarica l’intero bollettino (pdf 2,20 Mb).

 

La salute della popolazione nella Asl 8

Basato su dati di mortalità, il documento contiene le informazioni essenziali sulla situazione epidemiologica dello stato di salute della popolazione della Asl 8. L’obiettivo è rendere disponibili agli amministratori locali dati e analisi sullo stato di salute della popolazione. La conoscenza epidemiologica dello stato di salute della comunità locale è infatti un primo passo per la programmazione sanitaria del territorio e per definire le priorità di intervento. Per quanto riguarda la metodologia, sono stati presi in considerazione alcuni indicatori convenzionali basati sulla mortalità osservata nella Asl 8. Scarica l’intero documento (pdf 180 kb).

 

Bollettino epidemiologico 2004 della Asl 18 Alba-Bra

Pubblicato annualmente dalla struttura organizzativa semplice di epidemiologia del Dipartimento di prevenzione, il bollettino (pdf 2,5 Mb) contiene una relazione sui diversi aspetti dello stato di salute della popolazione residente, relativi al 2004. Il bollettino si rivolge a diversi destinatari sia a livello locale che regionale: dalle autorità sanitarie agli operatori di sanità pubblica dei dipartimenti di prevenzione. Il documento contiene un'analisi di alcuni aspetti dello stato di salute della popolazione: l’obiettivo è definire le priorità e fornire sostegno tecnico alle politiche e ai programmi efficaci nel prevenire e controllare i problemi di salute. Bollettino epidemiologico della Asl 12 Biella È disponibile il sesto bollettino epidemiologico preparato dal Dipartimento prevenzione della Asl 12 di Biella, con tutti i dati sulla copertura vaccinale e sulle notifiche delle malattie infettive tra il 2001 e il 2004.

 

Bollettino epidemiologico della Asl 18 Alba-Bra

Pubblicato annualmente dalla Struttura organizzativa semplice di epidemiologia del Dipartimento di prevenzione, il bollettino contiene una relazione su alcuni aspetti dello stato di salute della popolazione residente, relativi all'anno 2003.

 

Prevenzione Serena. Risultati, ricerca, qualità. Report 2013 

In Piemonte, nel 2012, il programma regionale per gli screening Prevenzione Serena ha inviato 215.689 inviti per la mammografia (74% della popolazione bersaglio), 363.703 inviti per lo screening cervicale (su una popolazione bersaglio di 1.206.933 donne) e 44.946 inviti per lo screening cervicale (88,8% della popolazione bersaglio considerata nei soli distretti attivi). È quanto emerge dal rapporto “Prevenzione Serena. Risultati, ricerca, qualità. Report annuale 2013” (pdf 803 kb), pubblicato a maggio 2014 dal Centro di riferimento per l'Epidemiologia e la prevenzione oncologica (Cpo) in Piemonte. Nel 2012, l’adesione allo screening mammografico ha superato lo standard accettabile attestandosi su valori superiori al 60% e avvicinandosi molto allo standard desiderabile (l’adesione risulta aumentata nei dipartimenti di Torino e Rivoli, mentre è diminuita per quasi tutti gli altri dipartimenti, tranne per il dipartimento di Ivrea dove rimane stabile). L’adesione allo screening cervicale si è attestata complessivamente intorno al 50% con un lieve calo nel 2012 (l’adesione risulta diminuita o stabile per quasi tutti i dipartimenti, con l’eccezione di quelli di Torino e Rivoli, dove si rileva un aumento, rispettivamente, del 2,2% e del 7%). Infine, solo il 35% della popolazione invitata allo screening colorettale ha aderito (dato al di sotto dello standard accettabile Giscor).

 

Rapporto 2010 sull’incidentalità in Piemonte

Secondo il rapporto sull’incidentalità elaborato dal Centro di monitoraggio regionale della sicurezza stradale, il 2008 in Piemonte è stato un anno positivo in termini di riduzione del fenomeno degli incidenti: la mortalità sulle strade extraurbane, dopo l’aumento del 2007, è tornata ad abbassarsi. Infatti, il numero di decessi, nel periodo 2001-2008, si è ridotto del 41%, quello dei feriti del 23% e gli incidenti sono diminuiti del 22%. Importante anche il miglioramento sulle strade ex-statali dove l’indice di mortalità è passato da 4,3 nel 2007 a 1,9 nel 2008. In sensibile riduzione anche gli incidenti nelle ore di punta, mentre rimangono negativi i dati relativi ai giovani di sesso maschile: a morire per incidenti sono infatti soprattutto i maschi adulti di età compresa tra i 31 e i 45 anni e i giovani di età compresa tra i 18 e i 30 anni. Scarica il rapporto dalla pagina dedicata sul sito dei Dors.

 

Incidenti in Piemonte. Rapporto regionale 2009

Il Centro di monitoraggio regionale della sicurezza stradale ha pubblicato il rapporto 2009 sulla situazione dell’incidentalità stradale in Piemonte. Secondo lo studio, dal 2006 al 2007, i morti per incidente stradale nella Regione sono passati da 9,3 a 9 ogni mille abitanti con una riduzione degli incidenti pari a circa il 3%, percentuale inferiore rispetto a quella dell’anno precedente (-11%). La riduzione del fenomeno incidentale è stata apprezzabile sulle strade comunali (-20%) e sulle autostrade (-2% per gli incidenti e -17% per i morti), mentre un peggioramento è stato rilevato sulle strade provinciali e statali (con aumento degli incidenti pari al 50% e al 30% rispettivamente). In diminuzione risultano i decessi tra i pedoni (-18%) e tra i ciclisti (-12%), mentre in aumento sono i morti tra i motociclisti (+10%). Il maggior numero di incidenti si verifica a maggio, giugno e luglio, ma è ad agosto che si registrano i più alti indici di gravità e mortalità. Più preoccupante la situazione nel Cuneese e nel Vercellese. Leggi il documento completo (pdf 1,2 Mb).

 

Incidenti in Piemonte: uno studio sull’uso di cinture, caschi e seggiolini

Il Piemonte è una delle Regioni dell’Italia settentrionale con il più elevato indice di mortalità per incidenti che nel 2004 è risultato pari 3,28, un valore inferiore rispetto a quello dell’anno precedente (3,66) ma superiore rispetto al dato nazionale (2,50). Più gravi gli incidenti nel Cuneese (indice di mortalità 5,43) rispetto a quelli del Torinese (2,54). Per far fronte a questa situazione, come previsto dal progetto regionale “Attività di sorveglianza incidenti stradali 2006-2008”, è stato effettuato uno studio sulla prevalenza dell’uso delle cinture di sicurezza, del casco e dei seggiolini per il trasporto dei bambini. Dal rapporto è emerso che il 76,4% dei conducenti degli automezzi usa la cintura di sicurezza (74,6% per gli uomini, 79,5% per le donne) e che l’uso delle cinture è più diffuso sulle aree extraurbane (80,7%). Molto più basse le percentuali relative all’uso delle cinture di sicurezza da parte dei passeggeri dei sedili posteriori (24,5%). Per quanto riguarda l’uso del casco, è utilizzato dal 98,8% dei motociclisti e dal 97,2% dei passeggeri di motocicli. Brutte notizie, invece, per quanto riguarda il trasporto dei bambini: l’uso dei seggiolini è stato registrato soltanto nel 53,22% dei casi. Leggi il documento completo (pdf 1,9 Mb).

 

Rapporto sulla ricostruzione degli infortuni mortali in Regione Piemonte. Anni 2007-2008

I casi di decesso sul lavoro registrati tra il 2007 e il 2008, ricostruiti dai Servizi di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro (Presal) e inseriti nel database nazionale sono 82 e un terzo degli eventi riguarda il settore delle costruzioni. Le province più colpite sono quelle di Cuneo (34% dei casi), Torino (27%) e Asti (15%). Sono alcuni dei dati presentati nel rapporto pubblicato dal Sistema di sorveglianza sugli infortuni mortali della Regione Piemonte e relativo al biennio 2007-2008. I lavoratori coinvolti in incidenti con esiti letali indagati dai Servizi sono 92, tutti uomini. Tra questi: 31 impiegati nel settore costruzioni, 25 nel settore agricolo, 10 nel settore legato alla produzione di metalli. Sono diminuiti gli incidenti mortali nelle piccole o piccolissime aziende (sotto i 10 dipendenti) e sono saliti quelli nelle imprese di media grandezza. I lavoratori italiani coinvolti sono stati 82, i rumeni 4, i marocchini 3 e gli albanesi, polacchi e indiani 1. Il 40% delle lesioni mortali sono avvenute per schiacciamento, il 28% per frattura, il 16% per ustione termica, il 7% per lesione da elettricità e per amputazione, il 2% per asfissia. Di questi incidenti il 25% è stato individuato come “probabilmente prevenibile”, il 60% come “probabilmente non prevenibile” e il 18% come “dubbio”. Leggi il documento completo (pdf, 1,6 Mb).

 

Efficacia delle attività di vigilanza nei cantieri e sulle grandi opere in Piemonte. Anni 2000-2008

Valutare l’efficacia delle attività di vigilanza dei servizi di prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro delle Asl e delle direzioni provinciali del ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali della Regione Piemonte, nel comparto delle costruzioni. È l’obiettivo dell’indagine “Valutazione dell'efficacia delle attività di vigilanza”, realizzata nell’ambito del “Piano regionale di prevenzione: infortuni da lavoro, 2006-2008”. Lo studio è una valutazione a posteriori, che riassume gli obiettivi e gli effetti attesi dai progetti “Sicurezza nei cantieri edili” e “Prevenzione per le grandi opere”, avviati in Piemonte nel 2000 a seguito degli infortuni rilevati nel settore delle costruzioni nel triennio 1997-99. I risultati hanno evidenziato che, nel complesso, i singoli enti hanno realizzato quanto previsto dai progetti regionali di prevenzione e che la frequenza degli infortuni in Piemonte nel comparto costruzioni è sistematicamente inferiore del 20% rispetto alla media italiana, con un trend complessivamente in calo. Per quanto riguarda gli infortuni mortali, le cadute dall’alto sono una priorità assoluta, sulla quale occorre mantenere alta l’attenzione in futuro. Per maggiori informazioni scarica il documento completo (zip 5,7 Mb).

 

Formazione e rischi sul lavoro: l’esperienza dei cantieri della av Torino-Novara

Il Centro regionale di documentazione per la promozione della salute (Dors) del Piemonte ha gestito un corso di formazione rivolto agli operai che lavorano al tratto piemontese della linea ferroviaria ad alta capacità Torino-Milano. La formazione base ha riguardato 2284 lavoratori, e il corso specifico 1212. Grazie a quest’iniziativa, la frequenza infortunistica ha avuto una riduzione compresa tra il 12% e il 14%. L’esperienza del corso è descritta nel documento “Valutare l’efficacia della formazione sui rischi da lavoro. L’esperienza dei cantieri della linea ferroviaria ad alta capacità Torino-Novara”. Scarica il documento completo (pdf 896 kb).

 

Le malattie professionali nella Asl 11 di Vercelli. Anni 2000-2004

È l’ipoacusia la malattia professionale più diffusa sul territorio della Asl 11 di Vercelli. Lo mette in evidenza uno studio realizzato nel periodo 2000-2004 dal Servizio prevenzione sicurezza ambienti di lavoro (Spresal) dell’azienda piemontese. Scopo dell’indagine è valutare la diffusione delle malattie professionali nella provincia di Vercelli e rilevare i comparti in cui i lavoratori sono più esposti alle patologie legate alla propria professione. Le ipoacusie da trauma acustico cronico sono le malattie segnalate più spesso (78,4%) rispetto alle allergopatie (8%), alle pneumopatie (5,3%) e alle patologie osteoarticolari (5,8%). Nota positiva giunge dai tumori, che rappresentano solo il 2% delle patologie segnalate: i casi di cancro di origine professionale, dunque, non concorrono all’aumento della malattia neoplastica rilevata nella popolazione della provincia. Fanalino di coda, infine, le malattie infettive con lo 0,5%. Il maggior numero di segnalazioni giungono dalle ex Usl 45 e 49. In quest’ultima, meglio nota come Alta Valsesia, vi sono concentrate un gran numero d’aziende del comparto tessile e metallurgiche (rubinetterie). Il comparto lavorativo più a rischio per il rumore è quello edile. Seguono il metallurgico, il tessile e i servizi. Scarica lo studio (pdf 135 kb).

 

Analisi retrospettiva dei costi sanitari sostenuti dalla Asl 8 nel 2002-2006 per le intossicazioni da funghi

È nettamente a favore delle attività di prevenzione il bilancio tra i costi dell’ispettorato micologico e quelli dei ricoveri evitati. Lo studio, effettuato dalla Asl 8, mette a confronto i costi sanitari per i ricoveri da intossicazione da funghi con quelli sostenuti per l’attività preventiva dell’ispettorato micologico. Dall’analisi delle specie fungine pericolose identificate dai giudizi di commestibilità rilasciati tra il 2002-2006 è stato possibile quantificare il numero di intossicazioni da funghi evitate. Di conseguenza, si sono potuti quantificare (e tradurre in costi) i probabili casi evitati di morbosità e mortalità, che avrebbero potuto comportare ricoveri o passaggi in pronto soccorso. Consulta lo studio (pdf 190 kb).

 

Autocontrollo nella produzione primaria: sperimentazione di indicatori di rischio per prevenire l’immissione in commercio di alimenti non sicuri

Monitorare gli indicatori di rischio scelti per implementare il controllo quali-quantitativo sulla produzione primaria. È l’obiettivo dello studio realizzato dalla Asl 8 per prevenire il rischio chimico, biologico e ambientale. In tutte le aziende agricole esaminate, l'esito dei campioni è risultato conforme alla norma per quanto riguarda il rischio chimico. Sul fronte dell’igiene, i locali si presentano puliti nella quasi totalità dei casi. Infine, per quanto riguarda il rischio biologico, l'acqua irrigua proveniente da pozzo viene sottoposta ad analisi soltanto nel 18,2% dei casi. Consulta lo studio (pdf 220 kb).

Analisi della mortalità generale e per cause nell’Asl VC di Vercelli e nei Distretti. Anno 2011 

Nel 2011, nella Asl di Vercelli sono stati segnalati 2140 decessi (di cui 1049 uomini e 1092 donne), pari al 4,39% del totale regionale. È quanto emerge dal rapporto “Analisi della mortalità generale e per cause nell’Asl VC di Vercelli e nei Distretti Anno 2011” (pdf 2,2 Mb), pubblicato ad agosto 2014. Dai dati emerge che la principale causa di morte è rappresentata dalle malattie dell’apparato cardiocircolatorio, seguite dalle patologie neoplastiche e dalle malattie dell’apparato respiratorio.

 

Sorveglianza della mortalità infantile in Piemonte: nel 2013 un corso di formazione per operatori

Sono 4 le edizioni formative (l'ultima si è svolta il 23 ottobre a Torino) – per un totale di circa 1200 partecipanti – organizzate nel 2013 in Piemonte nell'ambito della sorveglianza della mortalità infantile tra 0 e 2 anni. Il corso di formazione “La morte improvvisa del bambino nei primi 2 anni di vita presupposti teorici e approccio pratico” (pdf 222 kb), obbligatorio, affronta in tutte le sue edizioni la tematica della sindrome della morte in culla (Sids) nelle sue complessità, approfondendo in particolare gli aspetti clinico-epidemiologici, medico legali e psicologici. Il corso è organizzato dal Servizio di riferimento regionale di Epidemiologia per la sorveglianza, la prevenzione e il controllo delle malattie infettive (Seremi) dell’Asl Al di Alessandria in collaborazione con la S.C. Igiene e sanità pubblica (Sisp) dell’Asl To1 di Torino e il Centro di riferimento regionale per la Sids dell’Azienda ospedaliera Oirm, Città della salute e della scienza di Torino, Università degli studi di Torino. Vengono inoltre illustrate e commentate le risultanze dal 2004 al 2011 di lavoro di sorveglianza epidemiologica su tutto il territorio piemontese. Leggi l’approfondimento e scarica gli interventi dei relatori.

 

Sorveglianza delle morti improvvise 0-2 anni. Aggiornamento 2004-2011

In Piemonte, nella fascia di età 0-2 anni, la mortalità (2,99 casi per mille nati vivi) è complessivamente inferiore rispetto al dato nazionale (5 casi per mille nati vivi), con una diversa distribuzione di decessi tra italiani e stranieri (rispettivamente 631 e 283). Sono alcuni dei dati che emergono dal rapporto regionale pubblicato a giugno 2013. Si tratta di un aggiornamento della precedente edizione (dicembre 2010) con i dati derivanti dalla sorveglianza epidemiologica attiva sulle morti improvvise in Piemonte negli anni 2009-2011 e da una consistente novità sui relativi aspetti metodologici. Dal rapporto emerge inoltre che le morti improvvise rappresentano il 6,9% dei decessi di questa fascia di età e che oltre i due terzi dei decessi sono causati da prematuranza e patologie congenite. Per maggiori informazioni scarica il documento completo (pdf 4 Mb).

 

Sorveglianza delle morti improvvise 0-2 anni. Metodologia e risultati. Anni 2004-2008

In Piemonte, il tasso di incidenza delle morti infantili improvvise è di 0,17 per mille nati vivi, dato sovrapponibile a quelli registrati negli altri Paesi industrializzati. In particolare la sindrome della morte in culla, o sudden infant death syndrome (Sids) ha un’incidenza dello 0,07 per mille nati vivi e, sebbene non frequente, rappresenta la principale causa di morte nel primo anno di vita, escluso il periodo neonatale (0-29 giorni). Fra le morti improvvise sono incluse quelle per causa certa, che rappresentano lo 0,07 per mille, e le morti non classificabili per assenza di esame autoptico, che rappresentano lo 0,03 per mille. Per maggiori informazioni scarica il documento completo (pdf 6,8 Mb), utile per approfondire consentire l’approfondimento da parte degli addetti ai lavori, e la versione sintetica (pdf 2,5 Mb) pensata per una maggiore e più capillare diffusione.

 

Analisi della mortalità generale e per cause nell’Asl di Vercelli e nei Distretti. Triennio 2001-2003 e anno 2006

In Piemonte, nel triennio 2001-2003, si sono registrati 145.652 decessi e nella Asl VC di Vercelli 7159 morti, pari al 4,91% del totale regionale. Lo riferisce il rapporto pubblicato a giugno 2010 dalla Direzione integrata della prevenzione della Asl di Vercelli che presenta i dati epidemiologici relativi alla mortalità generale e alle principali cause di morte nella Asl VC e nei suoi Distretti: Vercelli e Valsesia. I dati si riferiscono al triennio 2001-2003 e all’anno 2006, per il quale sono disponibili solo dati di Asl aggregati. Per maggiori informazioni leggi il documento completo (pdf 1,7 Mb).

 

Studio preliminare per mortalità non tumorale 2004 nell’Asl 11 di Vercelli

Obiettivo dell’analisi, a cura del dipartimento di Prevenzione dell’Asl 11 di Vercelli, è fornire un quadro epidemiologico che prenda in considerazione i decessi per cause non tumorali. Lo studio ha preso in esame i 176 mila residenti dell’Asl 11 di Vercelli e ha analizzato i 1487 decessi per patologia non neoplastica, relativi al 2004, suddivisi per cause principali e specifici sottogruppi. Le principali fonti dei dati sono state le schede di decesso Istat, contenute nei registri cartacei depositati presso il Servizio igiene e sanità pubblica. Dall’analisi dei risultati emerge che il dato relativo alle patologie dell’apparato cardiocircolatorio tra gli uomini deve essere oggetto di futura osservazione. Per quanto riguarda gli stati morbosi mal definiti, si nota una percentuale maggiore rispetto al valore regionale. Per informazioni più dettagliate leggi lo studio (pdf 32 kb).


 

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