Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Provincia autonoma di Trento

Documetazione

Le vaccinazioni in Trentino. Anno 2015

Nel 2015, nella PA di Trento, le coperture vaccinali per polio, difterite, tetano ed epatite B registrano – per il terzo anno consecutivo - valori inferiori agli obiettivi fissati dal Piano nazionale vaccini (95%). La copertura vaccinale per il morbillo nella coorte di nascita del 2013 è dell’84,6%, in leggero aumento (+0,3%) rispetto all’anno precedente, ma ancora inferiore all’obiettivo di copertura del 95%. Inoltre il Distretto Ovest presenta valori di copertura vaccinale ai 24 mesi più elevati rispetto alla media provinciale (+1,3% per la vaccinazione antipolio; +3,4% per l’antimorbillo). Sono alcune delle informazioni che emergono dal rapporto “Le vaccinazioni in Trentino. Anno 2015” (pdf 1,3 Mb). Il documento fa il punto sui dati di copertura vaccinale, sul monitoraggio semestrale per le vaccinazioni obbligatorie e sul monitoraggio della vaccinazione antinfluenzale.

 

Monitoraggio delle coperture vaccinali in Provincia di Trento. Anno 2013

Nel 2013, la PA di Trento ha osservato una leggera tendenza al calo delle coperture vaccinali per le vaccinazioni obbligatorie (polio, difterite, tetano, epatite B). Trend in leggero calo anche per la copertura del vaccino contro il morbillo (-1,2 % rispetto all’anno precedente). Sono alcuni dei dati contenuti nel rapporto “Monitoraggio delle coperture vaccinali in Provincia di Trento. Anno 2013” (pdf 546 kb), pubblicato a marzo 2014 dall’Azienda provinciale per i servizi sanitari di Trento. Il rapporto segnala inoltre il progressivo aumento del tasso di copertura a 24 mesi di vita per le vaccinazioni pneumococco e meningococco C (rispettivamente +1,5% e +4,2% rispetto all’anno precedente). In aumento anche la vaccinazione anti papilloma virus (Hpv), che registra un +3,3% nel tasso di copertura vaccinale a 3 dosi per Hpv della coorte di nascita 2001 rispetto alla coorte 2000.

 

Monitoraggio delle coperture vaccinali in Provincia di Trento. Anno 2012

Nella Provincia di Trento si conferma il progressivo graduale aumento del tasso di copertura a 24 mesi di vita per le vaccinazioni pneumococco e meningococco: rispettivamente dell’86,1% (+1,5% rispetto all’anno precedente) e del 78,4% (+3,8% rispetto all’anno precedente). Invece, pur rimanendo a valori elevati (>95%), si registra un ridottissimo calo delle coperture vaccinali per le vaccinazioni obbligatorie (polio, difterite, tetano, epatite B), in linea con la tendenza nazionale. Anche per morbillo parotite e rosolia si registra un calo molto contenuto delle coperture vaccinali, in controtendenza rispetto al trend in ascesa registrato negli anni precedenti nella stessa Provincia. Sono questi alcuni dei dati principali del documento “Monitoraggio delle coperture vaccinali in Provincia di Trento. Anno 2012” (pdf 324 kb). La relazione presenta i risultati della Provincia di Trento relativi al monitoraggio delle coperture vaccinali elaborati dall’Unità operativa Igiene e sanità pubblica dell’Apss, aggiornati al 31 dicembre 2012. In questo monitoraggio, alla raccolta annuale delle coperture vaccinali (secondo gli indicatori di routine utilizzati a livello nazionale per le vaccinazioni dei primi due anni di vita e per le altre vaccinazioni del bambino e dell’adolescente), vengono affiancate una raccolta semestrale (per le vaccinazioni obbligatorie nei primi due anni di vita per sorvegliare attentamente l’andamento dell’adesione vaccinale a seguito dell’avvio del percorso del superamento dell’obbligo vaccinale) e una serie di monitoraggi per vaccinazioni in specifiche popolazioni (coperture vaccinali della vaccinazione antinfluenzale, antipneumococco negli ultra sessantacinquenni, antirosolia nelle puerpere non immuni).

 

Le malattie trasmesse da zecche in provincia di Trento

Dal 1997 al 2006 si sono registrati nella provincia di Trento 41 casi di encefalite da zecche. La media annuale dei casi è passata da 2,4 nel quinquennio 1997- 2001 a 5 casi all’anno nel 2002-2006. Recenti studi siero-epidemiologici condotti su persone professionalmente esposte e su animali hanno confermato una presenza diffusa del virus Tbe nel territorio provinciale, non più limitata alle sole aree-focolaio. Per quanto riguarda la malattia di Lyme, i casi segnalati nel periodo 1997-2006 sono 177. Nel febbraio 2008, l’Apss di Trento e la Società italiana di igiene (sezione Triveneto) hanno organizzato il seminario di studio “Malattie trasmesse da zecche. Esperienze a confronto nel Triveneto”, dove un gruppo di esperti ha illustrato la situazione epidemiologica. Alla fine del seminario, è stato elaborato un documento di consenso (pdf 67 kb). Leggi il punto della situazione a giugno 2008 (pdf 33 kb).

L’incidenza dei tumori in Provincia di Trento

Tra il 1999-2002 in provincia di Trento sono stati registrati 12.459 casi di tumore. Nello stesso periodo sono deceduti per tumore 3150 uomini e 2371 donne. I tumori più frequenti nel sesso maschile, con esclusione dei tumori cutanei non melanomi, sono quelli della prostata (15,3%), seguiti dai tumori colo-rettali (13,5%), dai tumori del polmone e dell’apparato urinario (12,7%). Per le donne, si conferma la predominanza dei tumori della mammella (29,2%), seguiti dal tumore del colon-retto (13,3%), dell’apparato genitale (8,9%) e dell’apparato urinario (5,7%). L’incidenza complessiva in provincia di Trento è minore rispetto alle regioni limitrofe e rispetto al valore medio nazionale. La mortalità complessiva è minore rispetto a quella del Friuli Venezia Giulia e del Veneto, mentre è maggiore rispetto all’Alto Adige e al valore medio nazionale. Sono alcuni dei dati contenuti nel rapporto “L’incidenza dei tumori in Provincia di Trento Anni 1999-2002” (pdf 3 Mb) curato dal team del Registro Tumori di Popolazione dell’Osservatorio epidemiologico dell'Apss di Trento.

Fenomeni autolesivi e suicidari in Provincia di Trento. Anni 2006-2008

Nel triennio 2006-2009 sono stati registrati 889 accessi per autolesionismi nelle strutture di pronto soccorso della Provincia di Trento, con una media di 296 accessi all’anno, andando a rappresentare l’1,4‰ del totale degli accessi. Lo riferisce il rapporto a cura dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari della Provincia Autonoma di Trento. Non si registrano particolari differenze tra i sessi e la proporzione maggiore all’interno della casistica si concentra nella fascia di età tra i 30 e i 39 anni. Gli accessi sono più frequenti in maggio, giugno e luglio e si concentrano nelle ore diurne. Le forme di autolesionismo principali avvengono per avvelenamento (75% dei casi, in cui sono compresi l’abuso di farmaci, l’ingestione di sostanze nocive, l’intossicazione), per ferite (20% dei casi, tra cui tagli, trauma cranici, ingestione di lamette) e altre cause (ingestione di corpi estranei, defenestrazione, annegamento). Leggi il documento completo (416 Kb).

 

Suicidi nei residenti in Provincia di Trento. Anni 2003-2007

Nel periodo dal 1990 al 2007 nella Provincia di Trento si registra una media di circa 42 suicidi all’anno. Il fenomeno è sostanzialmente costante, con un lieve aumento dei suicidi tra le donne ma comunque sempre in numero minore rispetto a quelli tra gli uomini che, al contrario, sono in lieve diminuzione. Secondo gli ultimi dati del 2003, la mortalità media per suicidio del Trentino resta comunque al di sopra della media nazionale. La classe di età più a rischio è quella compresa tra i 45 e i 54 anni (19,5% dei casi) e nei giovani tra i 15 e i 34 anni il suicidio rappresenta la seconda causa di morte dopo gli incidenti stradali. Il tasso di suicidio è più elevato nei divorziati/separati, nei celibi/nubili e nei vedovi. Anche il basso livello socio-economico è un fattore di rischio. La Valle di Sole è l’area più colpita dal fenomeno. Leggi il documento completo (975 Kb).

L’abortività spontanea in Trentino. Anno 2016

Nel 2016, in Provincia di Trento sono stati registrati 356 casi di aborto spontaneo sulla base del flusso Istat D11 (-34,5% rispetto all’anno precedente). L’età media all’aborto è stata di 34,8 anni. Il 27,3% delle donne aveva già vissuto una precedente esperienza di aborto spontaneo, mentre il 7,4% in passato si era sottoposta ad almeno un’interruzione volontaria di gravidanza. Il 66% degli aborti si è verificato entro la decima settimana di gestazione completa e, per quanto riguarda il concepimento, su 356 casi il 3,7% è avvenuto in seguito a una tecnica di riproduzione medico assistita. Ben 546 casi sono stati gestiti in modo esclusivo presso le strutture di Pronto Soccorso della provincia di Trento, sfuggendo così alla rilevazione che, ad oggi, è circoscritta ai casi ospedalizzati. Per maggiori informazioni scarica il “Rapporto annuale sull’abortività spontanea. Anno 2016” (pdf 142 kb), pubblicato a settembre 2017.

 

Natalità nella PA di Trento: i dati 2016

Nel 2016, nella Provincia di Trento sono nati 4416 neonati (-4,8% rispetto al 2015). Il tasso di natalità provinciale (complessivo di nati da donne residenti, ma partorienti fuori Provincia) è pari a 8,6‰ abitanti, mentre il tasso di fecondità totale è di 1,5 figli per donna, valore più elevato d’Italia assieme all’Alto Adige. Sono alcune delle informazioni pubblicate nel rapporto annuale sulla natalità in Provincia di Trento, a cura del Servizio Epidemiologia clinica e valutativa dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari, di Trento, che presenta i dati 2016. Dal documento emerge che l’età media al parto delle donne è di 31,9 anni, per le italiane 32,6 anni, per le straniere 29,8 anni. Anche l’età media al primo figlio differisce significativamente: 31,1 anni per le italiane e 27,6 anni per le straniere. Tra le partorienti del 2016, il 3,1% ha fatto ricorso alla procreazione medicalmente assistita. Per maggiori informazioni scarica il documento completo “Rapporto annuale sulla natalità in provincia di Trento. Assistenza in gravidanza, al parto ed al neonato (Anno 2016)” (pdf 751 kb).

 

Dalla PA di Trento i dati sulle anomalie congenite registrate nel 2015

Su un totale di 4572 parti registrati nel territorio della PA di Trento nel 2015 sono stati segnalati 112 casi di anomalie congenite, di cui 70 nati vivi e 42 interruzioni di gravidanza, con una prevalenza alla nascita pari a 24,6 per mille nati vivi (26,7‰ nel 2014, 25,7‰, nel 2013, 26,8‰ nel 2012 e 25,4‰ nel 2011). Il 75,9% delle donne che ha partorito un neonato con anomalia congenita, o che ha interrotto la gravidanza per diagnosi prenatale di difetto congenito, ha cittadinanza italiana e, tra le straniere, prevalgono le donne provenienti dai Paesi dell’Est Europa (51,9%), seguite da Asia (25,9%), Africa (14,8%) e America Latina (7,4%). Dei 112 casi, il 62,5% (70 casi) è stato classificato come isolato e il 37,5% (42 casi) come associato ad altre anomalie congenite. Nei 70 casi isolati gli apparati più frequentemente coinvolti sono: il cardiovascolare (22,9%), il muscolo-scheletrico (22,9%), l’urinario (18,6%), il sistema nervoso centrale (12,9%), il genitale (5,7%) e il gastrointestinale (4,3%). I casi associati sono stati ulteriormente suddivisi in casi con anomalie cromosomiche (28), con condizioni note (6) e condizioni malformative multiple non altrimenti classificabili (8). Per approfondire scaricai il “Rapporto annuale sintetico sui casi con anomalie congenite in Trentino. Anno 2015” (pdf 249 kb).

 

Natalità nella PA di Trento: i dati 2015

Nel 2015, nella Provincia di Trento sono nati 4640 bambini (-1,4% rispetto al 2014) con un tasso di natalità di 9‰, in decremento nell’ultimo quinquennio. Il tasso di fecondità totale del Trentino-Alto Adige è di 1,64 (la media nazionale è 1,35). Sono alcune delle informazioni pubblicate nel rapporto annuale sulla natalità in Provincia di Trento, che presenta i dati relativi al 2015. Dal documento emerge che l’età media al parto delle donne è sostanzialmente stabile rispetto agli anni precedenti (31,7 anni), mentre l’età media al primo figlio presenta un lieve calo rispetto al 2014: per le donne italiane passa da 31,2 a 31 anni, e per le straniere da 27,7 a 27,4 anni. Inoltre, con oscillazioni minime negli ultimi 4 anni, l’incremento costante di madri con cittadinanza extra Unione europea sembra essersi attestato sul 25%. Per maggiori informazioni scarica il documento completo (pdf 713 kb).

 

Assistenza ostetrico-neonatale nella Provincia di Trento. Anni 2000-2005

Nella Provincia di Trento i tassi di natalità e di fecondità risultano più elevati di quelli nazionali: nel 2005 il tasso di natalità è 9,7‰ e il numero medio di figli per donna è di 1,4. Il contributo alla natalità si deve soprattutto al costante incremento dei parti della donne immigrate (nel 2005 sono il 18% del totale). Il 99,5% dei parti avviene in istituti pubblici. Il 69,5% dei nati ha avuto un parto per via vaginale, il 2,8% un parto strumentale e il 27,6% un parto cesareo. La prevalenza delle malformazioni congenite alla nascita si è mantenuta stabile per il periodo 2000-2005 e nel 30% dei casi le malformazioni sono state individuate attraverso la diagnosi prenatale. Nel 2005 il tasso di mortalità neonatale è pari al 2,1‰, mentre quello di mortalità perinatale risulta essere il 4,2‰. Il tasso di natimortalità nel periodo 2000-2005 è mediamente pari a 3,1‰ senza grosse variazioni temporali e in linea con il dato nazionale; nel 33,7% dei casi si tratta di neonati prematuri. Per quanto riguarda l’handicap da cause perinatali, i neonati di peso inferiore ai 1500 grammi sono pari al 52‰ (18 casi in 8 anni). L’incremento rispetto ai periodi precedenti è dovuto al maggior numero di nati di peso inferiore ai 1000 grammi, quasi raddoppiati rispetto agli anni precedenti. Scarica il documento (pdf 968 kb).

 

Gravidanze e nascite nelle adolescenti in Provincia di Trento. Anni 2000-2005

È in aumento il tasso di concepimento delle adolescenti residenti in provincia di Trento. Sul totale delle interruzioni volontarie di gravidanza, è più della metà il contributo medio nella fascia 15-19 anni. Contributo che si riduce, come atteso, all’aumentare dell’età delle ragazze (76-88% verso i 15 anni, 49% a 19 anni). Per le adolescenti, è nel complesso stabile la proporzione rispetto ai parti totali, che resta inferiore al dato nazionale Cedap 2005. Dal profilo assistenziale emerge un minor accesso alle visite e ai controlli ecografici rispetto alle madri di 20 anni e oltre, confermando i dati di letteratura in merito. Il dato più problematico è quello sull’accesso ai corsi di preparazione alla nascita, dove i valori sono molto bassi, sia per le italiane che per le straniere. Sono alcuni dei dati presentati nel rapporto pubblicato dall’Osservatorio epidemiologico dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari di Trento. Lo studio, oltre a prendere in considerazione il fenomeno delle gravidanze nelle adolescenti, valuta anche le caratteristiche delle madri, i fattori che più si associano a una scelta verso l’interruzione di gravidanza oppure verso il parto, i criteri assistenziali, il tipo di parto e gli esiti precoci a carico di madri e neonati. Consulta il rapporto (pdf 304 kb).

 

PA di Trento: stato di salute orale in età evolutiva

Lo screening odontoiatrico provinciale ha coinvolto circa 5000 bambini delle seconde classi elementari ed è stato finalizzato alla valutazione dello stato di salute orale e all’invio al secondo livello per eventuali sigillature e cure. Dall’indagine condotta nell’anno scolastico 2013-2014 è emerso che la proporzione di esenti da carie è pari al 65,8% e che l’invio al secondo livello resta vicino al 90%, un valore molto elevato e verosimilmente influenzato dalla ragione principale dello screening (l’invio per sigillature). Per approfondire scarica il documento completo “Sorveglianza sullo stato di salute orale in età evolutiva. Rapporto sullo screening odontoiatrico scolare. Anno scolastico 2013-2014” (pdf 251 kb).

 

PA di Trento: stato di salute del bambino nel primo anno di vita

Una rilevazione tra le coorti di nascita trentine 2009-2011 ha permesso di analizzare 12.575 schede pediatriche sullo stato di salute al 12mo mese di vita (3820 per la coorte del 2009, 4470 per quella 2010 e 4285 per quella 2011). Le informazioni raccolte hanno permesso di trarre alcune considerazioni su due aspetti: l’organizzazione del flusso informativo e la copertura pediatrica; le indicazioni sugli interventi preventivo-assistenziali erogati nel loro complesso e nei singoli distretti. Per approfondire scarica la settima edizione del documento “Lo stato di salute del bambino nel primo anno di vita. Una rilevazione in pediatria di base. Coorti di nascita 2009-2011” (pdf 4,1 Mb).

 

L’abortività spontanea in Trentino. Anni 2002-2006

Tra il 2002 e il 2006, in Provincia di Trento sono stati registrati 3.957 casi di aborto spontaneo: un fenomeno che si mantiene su livelli più elevati rispetto alla media nazionale e che mostra un trend in calo. In particolare nel 2005 e nel 2006, però, sembra registrarsi una tendenza all’aumento. L’abortività colpisce maggiormente le classi d’età 30-39 anni, in un’età più alta rispetto ai decenni precedenti. Si tratta in buona parte di nullipare (45%), che non hanno praticamente mai vissuto l’esperienza dell’interruzione di gravidanza (93%). Circa il 25% di loro ha già avuto almeno un aborto spontaneo. Il 76% dei ricoveri per aborto spontaneo avviene nelle prime dieci settimane di gestazione e l’istituto di cura pubblico è il luogo privilegiato dalla maggior parte delle donne (82%). Per quanto riguarda le cause, sono rappresentate soprattutto dalla morte endouterina del feto e dalle patologie genitali tra le quali, in particolare, lo squilibrio ormonale. Per maggiori informazioni scarica lo studio completo (pdf 625 kb).

 

Rapporto 2000-2005 sui parti a domicilio

Nella provincia di Trento i parti a domicilio sono scesi dai 26 del 2000 (0,44% del totale) ai 15 del 2005 (0,29% del totale), forse a causa della migliore offerta ospedaliera. Lo riporta il documento “Il parto a domicilio in provincia di Trento. Trend e caratteristiche materno-infantili. Anni 2000-2005” (pdf 377 kb), realizzato dall’Osservatorio epidemiologico dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari di Trento. Risultano soddisfacenti gli outcome neonatali, ed è superiore alla media la percentuale di allattamento esclusivo al seno. Le donne che partoriscono a domicilio hanno in media un livello di istruzione più alto e abitano in zone meno “periferiche” della Provincia.

 

Rapporto 2003-2005 sull’interruzione volontaria di gravidanza

Le interruzioni volontarie di gravidanza nella Provincia di Trento sono state 1229 nel 2003, 1316 nel 2004 e 1243 nel 2005: l’andamento è in lieve calo rispetto al 2002 ma in leggero aumento rispetto al 200 e al 2001. I dati sono contenuti nel rapporto “Il fenomeno dell’interruzione volontaria di gravidanza in provincia di Trento. Trend e dati analitici 2003-05” (pdf 412 kb), realizzato dall’Osservatorio epidemiologico dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari di Trento. È rilevante l’aumento della percentuale di residenti straniere, salita dal 13,1% del 2002 al 30,6% del 2005. Il dato è comunque in linea con il valore nazionale, mentre il tasso di abortività della Provincia resta sempre sotto la media nazionale.

 

Lo stato di salute del bambino nel primo anno di vita. Coorti di nascita 2000-2002

Da oltre quindici anni è attiva in provincia di Trento una sorveglianza dello stato di salute del bambino, attivata dai pediatri di famiglia. Questi sono deputati alla compilazione di una scheda informativa, allegata al libretto personale del bambino, a 12 mesi di vita, a 6 e 13 anni. Le schede vengono inoltrate, via distretto sanitario, all'Osservatorio epidemiologico. La sorveglianza del primo anno di vita è finalizzata in particolare al monitoraggio di questi aspetti principali: sviluppo, aspetti nutrizionali (allattamento, svezzamento), esposizione ai fattori di rischio ambientali (fumo passivo), aderenza agli interventi di profilassi (vaccinazioni, fluoro, vitamina A e K). Questo rapporto, a cura dell’Azienda per i servizi sanitari della Provincia autonoma di Trento, si basa sulle coorti di nascita 2000-2002. Sono state analizzate 12.658 schede pediatriche sullo stato di salute al 12° mese di vita, di cui 4323 relative alla coorte di nascita del 2000, 4.214 relative alla coorte di nascita del 2001 e 4121 relative alla coorte di nascita del 2002. Il 98,7% dei lattanti risulta essere assistito nel primo anno di vita da un pediatra di libera scelta, dato coerente e perfino migliorativo rispetto alle coorti di nascita 1996-99. Il numero medio di visite pediatriche nel corso del primo anno di vita si è ridotto (4,9 in media nel periodo 2000-02), si conferma la buona disponibilità dei servizi pediatrici di base. Il 14,9% dei lattanti ha meno di quattro contatti con il pediatra di libera scelta nel corso del primo anno di vita. La proporzione di lattanti esposti a fumo passivo aumenta nelle coorti di nascita 2000-2002 rispetto alle generazioni 1996-99 (21,9% vs. 17,3%). La prevalenza degli esposti a fumo passivo nel primo anno di vita resta comunque tra i valori più bassi in Italia. La copertura con vitamina D è su livelli ottimali, mentre quella con vitamina K è su livelli soddisfacenti in tutti i comprensori (tranne che nel Primiero). Mediamente l’82,5% dei lattanti assume il fluoro: valore in riduzione rispetto alle coorti di nascita 1996- 99 (87,6%). Si consolida l’elevata percentuale di lattanti allattati al seno, con un aumento della prevalenza media (90,5%) rispetto a quelle 1996-99 (89,7%); cresce la proporzione di puerpere “lungo allattanti” (oltre 6 mesi). Gli indicatori di mortalità infantile restano su valori bassi, comunque ben al di sotto dei valori nazionali. Scarica lo studio (pdf 1,7 Mb).

 

La salute orale in età evolutiva. Report sul monitoraggio 2004-2005

Lo studio valuta il trend della salute orale a 6-9-12 anni, misurata sulla base di uno screening odontoiatrico attivato a livello provinciale dal 1998 e aggiornato al 2005. Gli indicatori sono molto soddisfacenti a livello provinciale, pari ai migliori dati europei. Buoni valori, tranne aree circoscritte, anche a livello dei distretti, con un miglioramento costante nel corso del tempo. È comunque necessario rafforzare gli interventi preventivi su igiene orale e fluoroprofilassi. La salute orale in età evolutiva non rappresenta una priorità assoluta, anche se è necessario agire sulla disponibilità e sull'accesso alle cure odontoiatriche. Si configura una vera e propria transizione epidemiologica sul fronte della patologia, con il superamento della prevalenza e degli invii per malocclusione rispetto alla carie. Scarica il documento (pdf 250 kb).

 

Diseguaglianze e salute orale in età evolutiva. Anno 2004-2005

Il rapporto valuta lo stato di salute orale in un campione di bambini di 6 anni, con l’obiettivo di verificare l’associazione tra stato di salute orale e classe sociale. Lo stato di salute orale varia molto con il titolo di studio dei genitori e con la loro posizione professionale, fattori collegati di per sé al reddito. Il singolo fattore che provoca l’effetto maggiore è la cittadinanza: l’appartenere a una classe a basso reddito o essere di cittadinanza straniera sono condizioni di maggior rischio per carie a causa, da una parte, della scarsa adozione di comportamenti preventivi e, dall’altra, di uno scarso accesso ai servizi odontoiatrici preventivi. Scarica il documento (pdf 140 kb).

La salute dei detenuti nel carcere di Trento

La depressione è molto diffusa tra la popolazione carceraria e i più a rischio sono i detenuti più giovani, gli stranieri, chi riporta difficoltà economiche e chi ha difficoltà di mantenere i rapporti familiari e amicali con il mondo esterno. È quanto emerge da un’indagine condotta a maggio 2016 dall’Azienda sanitaria per i servizi sanitari della PA di Trento. Per approfondire leggi il commento di Pirous Fateh-Moghadam e Laura Battisti (Provincia Autonoma di Trento).

 

Relazione 2004 sullo stato del Servizio sanitario provinciale

Il documento, a cura dell'Osservatorio epidemiologico dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari di Trento, presenta il dettaglio quantitativo dei livelli di assistenza sanitaria erogati: l’assistenza collettiva in ambienti di vita e lavoro, l’assistenza distrettuale e quella ospedaliera. Oltre ad adempiere a un impegno istituzionale, la relazione si pone come uno utile strumento di conoscenza del Servizio sanitario provinciale e, più in generale, del profilo sanitario della realtà trentina. Può così aiutare anche a supportare le decisioni di programmazione sanitaria. Scarica la relazione (pdf 2,8 Mb).

Lo screening ortottico prescolare in Provincia di Trento. Report attività 2004-2005

Il report presenta le prevalenze dell'ambliopia (in parte sottostimata) e degli altri problemi visivi a 4 anni e propone una riflessione tra le evidence cliniche e i problemi organizzativi del territorio. Lo screening è stato proposto in 10 degli 11 distretti provinciali. L’intervento ha raggiunto quasi la totalità dei bambini iscritti al secondo anno della scuola materna. Il 13,9% è “positivo” allo screening. Sono stati quindi inviati all’oculista 444 bambini (11,8% degli screenati). È stato identificato dall'oculista come "vero positivo" il 67,3% dei bambini. Le condizioni patologiche diagnosticate più spesso sono l’astigmatismo (44,3%) e l’ipermetropia (31,8%), mentre lo strabismo manifesto e latente sono stati rilevati rispettivamente in 11 soggetti (3,9%) e in 22 soggetti (7,9%). I nuovi casi di ambliopia identificati dall'oculista sono 17 e rappresentano il 6,1% di tutte le diagnosi dell’oculista. Lo studio presenta aspetti molto soddisfacenti (basso numero dei non collaboranti), aspetti migliorabili (copertura della popolazione bersaglio) e aspetti da riportare nella routine operativa (recupero dei casi assenti allo screening scolare e loro valutazione ambulatoriale). Scarica l’intero documento (pdf 860 kb).

 


 

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