Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Umbria

Documetazione

Ausl 2 dell’Umbria: il Piano di controllo della zanzara tigre 2010

L’Ausl 2 dell’Umbria nel maggio 2010 ha elaborato un Piano di controllo per la zanzara tigre, vettore che si sviluppa prevalentemente nelle proprietà private (70% dei focolai) in contenitori pieni di acqua come secchi, vasche e sottovasi. Scarica il Piano di controllo per la zanzara tigre (pdf 69 kb).

 

Piano di controllo 2008 contro la zanzara tigre

Con la rilevazione in Italia dei primi casi di chikungunya trasmessa all’uomo dalla zanzara tigre, la Asl 2 dell’Umbria ha predisposto un sistema di controllo integrato costituito da quattro azioni: comunicazione e informazione; distribuzione di prodotti larvicidi negli asili nido, nelle scuole elementari e nei centri di aggregazione; emissione di ordinanze con sanzioni per le inadempienze e controlli sulle attività a rischio; esecuzione di trattamenti larvicidi e adulticidi. Per maggiori informazioni leggi il comunicato (pdf 68 kb) della Asl 2 dell’Umbria sul piano di controllo 2008.

Statistiche di sopravvivenza del Registro tumori umbro di popolazione

L’Umbria integra le statistiche del Registro tumori di popolazione aggiungendo, ai dati già disponibili sulla frequenza di malattia e sulla mortalità, una nuova sezione dedicata agli indicatori di sopravvivenza sui tumori maligni più frequenti in Regione (bronchi e polmoni, colon retto, stomaco, mammella, prostata, corpo dell’utero, collo dell’utero, melanoma cutaneo e tiroide). I dati, che coprono il periodo 1994-2014, forniscono informazioni precise su ciascuna sede tumorale e le percentuali di sopravvivenza, sino a 10 anni, differenziate per sesso, fasce di età e periodo di diagnosi. Sono inoltre disponibili i trend di sopravvivenza e gli indicatori di qualità. Per maggiori informazioni consulta il sito.

Attività fisica in Umbria: il bollettino epidemiologico. Numero 1 anno 2016

È on line il numero 1/2016 del “Bollettino aziendale di epidemiologia sorveglianza e promozione della salute” (pdf 1,8 Mb) della Uls Umbria 2. Il numero fornisce una panoramica sull’attività fisica e i suoi benefici per la salute, illustra i dati raccolti dalle sorveglianze di popolazione (OKkio alla Salute, Hbsc, Passi, Passi d’Argento) e presenta i progetti inseriti nel Piano regionale della prevenzione 2014-2018. Tra questi uno è mirato a migliorare lo stile di vita dei bambini umbri, uno alla promozione dell’attività fisica tra la popolazione adulta e uno è specifico per gli anziani.

 

Sovrappeso e obesità nella Asl 4 di Terni

Rapporto a cura dell’Asl 4 di Terni, fa il punto sulla situazione nutrizionale, mettendolo anche a confronto con quella regionale e nazionale. Vengono quindi riportati diversi studi effettuati sul territorio, in modo da avere il quadro più ampio possibile. Nel documento si trovano una serie di rilevazioni puntuali sulle abitudini alimentari della popolazione, e una revisione della letteratura internazionale sugli interventi efficaci. La struttura del rapporto è divisa in due parti: dati epidemiologici ed evidence in letteratura. Per quanto riguarda i dati epidemiologici, sono stati utilizzati i dati dello studio Passi 2006, dello studio Vetus 2006 e dello studio nutrizionale Api 2007. Leggi il documento completo (pdf 399 kb).

Sorveglianza delle gravidanze in Umbria: i dati 2014 su Cedap e Ivg

Nonostante l'apporto degli immigrati stranieri (che rappresentano l’11,2% della popolazione regionale), nel 2014 la popolazione umbra è scesa, in base ai dati elaborati dall'Istat, dell'1,3%. Nel corso dello stesso anno sono stati censiti 7310 parti, per un totale di 7441 nati mentre il tasso di natimortalità regionale risulta del 3,5 ogni 1000 nati. Inoltre 4162 bambini, ossia il 56,9% del totale, sono stati nati in strutture con volume di attività superiore a 1000 e il 33,3% dei parti sono stati effettuatati in Unità Operative (U.O.) di piccole dimensioni (manca in Regione un Punto nascita che assista oltre 2000 parti all'anno). L'età media delle madri al momento del parto è pari a 31,8 anni; le straniere sono di media più giovani rispetto alle italiane (l'Umbria è la terza Regione italiana, dopo Emilia-Romagna e Lombardia, per presenza di stranieri; le nazioni più rappresentate sono Romania, Albania e Marocco). Nel 2014 il 2,4% di donne incinta ha fatto ricorso a pratiche di procreazione assistita (Pma); il 2,3% non è ricorso all'ecografia a differenza del 75,3% che ne ha effettuate più di 4. Le donne che si sono sottoposte ad almeno un'indagine prenatale invasiva sono il 22,5% dei casi. Le nascite vaginali operative sono pari al 2,5%, mentre i parti spontanei corrispondono al 65,8%. Il 92,2% dei neonati è stato partorito tra la 37esima e la 42esima settimana di gestazione. Alcune differenze socio-economiche (cittadinanza, età, titolo di studio) determinano il ricorso o meno alle tecniche di Pma. Il documento riporta inoltre i dati sulle Ivg negli anni 2012, 2013 e 2014. Per approfondire consulta il documento completo “La sorveglianza delle gravidanze in Umbria: analisi dei certificati di assistenza al parto e delle interruzioni volontarie di gravidanza – 2014” (pdf 10 Mb).

 

La nascita in Umbria: analisi dei certificati di assistenza al parto nel 2012 

Il 100% delle nascite registrate in Umbria nel 2012, è avvenuto negli 11 Punti nascita attivi in Regione e l’87,8% dei parti è stato relativo a donne residenti in Regione mentre l’11,5% a donne residenti in altre Regioni italiane o all’estero. È quanto emerge dal rapporto “La nascita in Umbria: analisi dei certificati di assistenza al parto nel 2012” (pdf 1,9 Mb). Da questo rapporto emerge che l’età media delle madri al momento del parto è di 31,5 anni e la frequenza di madri coniugate è del 69%; il 28,4% sono nubili, il 2,1% risulta non coniugata (separate, divorziate, vedove). Il 56,2% delle madri ha avuto precedenti concepimenti e il 43,8% è alla prima gestazione. Tra le donne che hanno partorito in Umbria nel 2012, il 2,1% ha fatto ricorso a tecniche di procreazione medicalmente assistita, una metodica associata a frequenza di parto plurimo nel 27,4% (37 donne su 166 hanno avuto un parto multiplo in seguito a Pma) e ad una frequenza di parto cesareo del 8,1%.

 

Priorità e profilo di salute nella Asl 4 di Terni. Anno 2007

L’Asl 4 di Terni ha una popolazione piuttosto “vecchia” rispetto al resto della Regione e al resto del Paese in generale. In particolare, Orvieto ha una crescita demografica molto rallentata: è il distretto con la percentuale di ultrasessantacinquenni più alta di tutta l’Umbria. Nella provincia di Terni, le persone con più di 65 anni sono rappresentano il 21,8% degli uomini e il 27,6% delle donne. La speranza di vita alla nascita è di 84,6 anni per le femmine e di 78,8 per i maschi: dopo le Marche, è la più alta d’Italia. Sono alcuni dei dati presentati nel rapporto “Priorità e profilo di salute nella Asl 4 - edizione 2007”. Tra le priorità di salute considerate: salute percepita, principali patologie, morbosità, infortuni sul lavoro, stradali e domestici, malattie infettive, salute mentale e materno infantile, sicurezza alimentare, uso dei farmaci. Per informazioni più approfondite, leggi l’intero rapporto (pdf 2,5 Mb).

 

Infortuni sul lavoro in Umbria per gli anni 2004-2005

Rispetto al triennio 2000-2003, in cui si era evidenziata una diminuzione complessiva degli incidenti sul lavoro, il 2004 mostra un incremento passando dai 43,3 infortuni ogni 1000 addetti, riscontrati del 2003, ai 44,7. Nel 2005 si registra invece una diminuzione degli incidenti: la frequenza di infortunio ogni 1000 addetti è di 40,5. Questi sono i dati presentati a giugno 2007 nel rapporto “Gli infortuni sul lavoro in Umbria. Anni 2004-2005” (pdf 4,07 Mb), pubblicato dall’Ufficio dirigenziale prevenzione della Regione Umbria. Gli obiettivi principali del documento: aggiornare i dati, delineare una proiezione per l’anno 2006 e cercare di fornire un’interpretazione del fenomeno descritto dai dati stessi. Il rapporto pone particolare attenzione al settore delle costruzioni, agli infortuni legati agli incidenti stradali (poco meno del 50% degli incidenti mortali sul lavoro avvengono sulla strada), ai lavoratori anziani nel settore agricolo e ai lavoratori stranieri. Dai risultati emerge come i settori a maggior rischio infortunistico siano il settore metalmeccanico, edile, del legno e dei trasporti. Le proiezioni per l’anno 2006 evidenziano una diminuzione del 3,6% delle denunce di infortunio, soprattutto nel settore delle costruzioni e del trasporto, ma il tasso di incidenti mortali rimane stabile.

 

Prescrizione farmaceutica in Umbria. Analisi dei dati relativi al 2015

Nel 2015, con una spesa farmaceutica totale di 411 milioni di euro, in Umbria si è osservato un aumento del 6% rispetto all’anno precedente. Il 75% di tale spesa è sostenuto dal Servizio sanitario regionale, mentre il restante 25% viene acquistato direttamente dal cittadino e riguarda principalmente i farmaci di classe C con ricetta (12%) e quelli di automedicazione (8%). È quanto emerge dal rapporto Istisan 16/23 “Prescrizione farmaceutica in Umbria. Analisi dei dati relativi al 2015” (pdf 1,4 Mb) pubblicato a ottobre 2016. Dai dati emerge inoltre che i farmaci dell’apparato cardiovascolare sono la principale categoria terapeutica rimborsata dal Ssn (49% delle dosi), seguiti da quelli per l’apparato gastrointestinale e il metabolismo. Nel complesso della popolazione sette persone su dieci hanno ricevuto, nel corso del 2015, almeno una prescrizione farmaceutica; i maggiori livelli di prescrizione riguardano la popolazione con più di 65 anni, che assorbe il 59% della spesa e il 69% delle dosi.

 

Prescrizione farmaceutica in Umbria. Analisi dei dati relativi al 2014 

Nel 2014, con una spesa farmaceutica totale di 388 milioni di euro, in Umbria si è osservato un incremento del 3% rispetto all’anno precedente. Al contrario la spesa convenzionata di classe A carico del Ssn si è ridotta del 5,4%; in termini di DDD/1000 abitanti die l’Umbria ha fatto rilevare un dato superiore a quello italiano (1095 vs 1039). È quanto emerge dal rapporto Istisan 15/45 “Prescrizione farmaceutica in Umbria. Analisi dei dati relativi al 2014” (pdf 1,1 Mb) pubblicato a dicembre 2015. Dai dati emerge inoltre che i farmaci dell’apparato cardiovascolare sono la principale categoria terapeutica rimborsata dal Ssn (49% delle DDD), seguiti da quelli per l’apparato gastrointestinale e il metabolismo. Quasi sette persone su dieci hanno ricevuto, nel corso del 2014, almeno un farmaco; i maggiori livelli di prescrizione riguardano la popolazione con più di 65 anni, che assorbe il 64% della spesa e il 68% delle DDD.

 

La mortalità nella Ausl 2 (2006)

Uno studio dell’Ausl 2 dell’Umbria sulla mortalità rivela che la popolazione residente gode di un complessivo vantaggio sia rispetto al resto della Regione, sia rispetto alla media italiana. In base ai dati dell’Istat, dell’Iss e del Registro tumori umbro di popolazione, i curatori della ricerca hanno rilevato in particolare una diminuzione della mortalità per tumore alla mammella, ma hanno anche evidenziato alcuni punti critici su cui intervenire: la mortalità per tumore al polmone, per esempio, è aumentata per le donne e, in contrasto con il trend nazionale, non è diminuita negli uomini. Alta l’attenzione anche per il tumore dello stomaco, anche se il trend di mortalità continua a essere in discesa. L’Ausl 2 condivide con l’Umbria la rilevanza delle malattie circolatorie dell’encefalo, in particolare per le donne. Inoltre si assiste a una perdita del vantaggio iniziale, rispetto all’Italia, sulle malattie ischemiche del cuore. Sul fronte delle donne: cresce il tumore del polmone e il peso dell’Aids, tassi di mortalità superiori alla media per il tumore del fegato. Merita ulteriore approfondimento la mortalità per tumore dell’utero e per i traumatismi. Infine, l’analisi della mortalità della popolazione straniera mette in evidenza alcune criticità, come la consistente quota di decessi per traumatismi e per malattie infettive e, più in generale, un eccesso di mortalità nelle fasce d’età più giovani. Scarica il documento (pdf 360 kb).

 


 

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