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procreazione medicalmente assistita

Attuazione della legge sulla Pma: i dati per il 2016

Giulia Scaravelli - Registro nazionale Procreazione medicalmente assistita, Iss

 

19 luglio 2018 - La Relazione annuale sullo stato di attuazione della Legge 40/2004 in materia di Procreazione medicalmente assistita (Pma), trasmessa al Parlamento lo scorso 28 giugno, mostra per il 2016 un numero maggiore di cicli di Pma dovuto sia all’aumento delle tecniche di crioconservazione che ai cicli con donazione di gameti.

 

Nel 2016 sono state trattate 72.072 coppie sia con tecniche di I livello (inseminazione semplice) sia di II e III livello (fecondazione in vitro), i cicli iniziati sono stati 91.409 e i bambini nati vivi sono stati 12.125, rappresentando il 2,5% di tutti i nati vivi in Italia nel 2016 (dato che sale al 2,9% se a queste tecniche aggiungiamo quelle con donazione di gameti). I numeri sono sostanzialmente invariati rispetto al 2015. Dato positivo quello del calo delle gravidanze gemellari e trigemine, mentre resta stabile l’età media delle donne che si rivolgono alle tecniche di Pma a fresco senza donazione di gameti: 36,8 anni, mentre la percentuale di donne con 40 anni o più che afferiscono a queste tecniche è in constante aumento e nel 2016 rappresenta il 35,2%.

 

Al miglioramento dell’efficienza delle tecniche di crioconservazione si associa la necessità di usare come indicatore di efficacia dei trattamenti la “percentuale cumulativa di gravidanza su ciclo iniziato” che meglio esprime la probabilità di ottenere una gravidanza per una donna che si sottopone ai trattamenti di Procreazione medicalmente assistita. Questo indicatore, che considera non soltanto l’esito del ciclo a fresco, ma anche i cicli successivi eseguiti tramite l’utilizzo di gameti o embrioni precedentemente crioconservati, è in costante aumento e ha raggiunto il 25,4% contro il 24,8% del 2015. Diversa invece la situazione per le tecniche con donazione di gameti in cui si registrano significativi aumenti sia nel numero di coppie trattate (che passano complessivamente dalle 2462 del 2015 alle 5450 nel 2016) sia nei cicli che salgono a (6247 contro i 2800 del 2015), rappresentando il 6,4% di tutte le tecniche di Pma eseguite, ma anche nel numero di bambini nati vivi (1457 a fronte dei 601 nati nel 2015). La maggior parte dei gameti utilizzati nell’applicazione di queste tecniche anche per il 2016 provengono da banche estere. In particolare il 97,4% degli ovociti e il 79,7% del liquido seminale.

 

All’interno della Relazione sono stati presentati anche i dati dei cicli di Pma di II e III livello in cui sono state effettuate indagini genetiche preimpianto (PGD PGS). I cicli in cui sono state effettuate questo tipo di indagini sono stati 2242 svolti in 35 centri di Pma. Il 94,6% delle indagini genetiche è stata effettuata in cicli a fresco.

 

Inoltre, sono stati presentati i dati emersi da un progetto finanziato dal ministero della Salute che ha avuto e ha come scopo principale, quello di implementare l’attuale sistema di sorveglianza del Registro nazionale della Pma istituito dalla legge 40/2004 e dal Decreto ministeriale DM di dicembre 2005, con una raccolta dati, basata sui singoli cicli di Pma, per fornire dati che consentano al Ministro della Salute di valutare approfonditamente la dimensione del fenomeno Pma in tutte le sue applicazioni, la sua rilevanza, le eventuali problematiche correlate all’efficacia dei trattamenti e alla loro sicurezza.

 

Il progetto ha chiaramente dimostrato come il passaggio dalla raccolta dal dato aggregato al dato di ogni singolo ciclo di trattamento consenta di aumentare notevolmente l’accuratezza epidemiologica delle analisi statistiche eseguite. La raccolta dei dati su ciclo singolo infatti, rispetto a una raccolta aggregata, ha permesso di individuare e monitorare per ogni singolo ciclo tutto il percorso che viene compiuto in un trattamento di procreazione assistita.

 

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