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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

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Alcol, Joint Action Rarha: dall'Iss i principi e le linee guida europee di informazione e prevenzione per i decisori politici

Emanuele Scafato – Osservatorio nazionale alcol, Cnesps-Iss

 

30 marzo 2017 - Il 13 e il 14 ottobre 2016, a Lisbona, si è svolta la conferenza finale di JA Rarha (Joint Action on Reducing Alcohol Related HArm), la Joint Action europea mirata a implementare la strategia europea sulla prevenzione alcologica attraverso la produzione di strumenti per la pianificazione e l’attuazione di politiche sanitarie sull’alcol. La JA, coordinata dal Portogallo, ha coinvolto dal 2014 al 2016, 30 Paesi europei (27 Stati Membri + Islanda, Norvegia e Svizzera), rappresentati da enti e istituzioni pubbliche, Ong e università, affiancati da organizzazioni internazionali (come lo European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction, l’Oms, il Gruppo Pompidou e l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico-Ocse), per un totale di 32 Associated Partner e 28 Collaborating Partner.

 

Nell’ambito del progetto, l’Osservatorio nazionale alcol (Ona) dell’Istituto superiore di sanità (Iss) è stato designato dal ministero della Salute come partner formale di riferimento nazionale e ha accettato la proposta dei rappresentanti governativi degli Stati Membri a collaborare nel coordinamento della produzione dell’evidenza scientifica e dei principali elementi di orientamento per la definizione e implementazione di Linee guida europee basate su definizioni comuni di “consumo a più basso rischio”, delle indicazioni degli elementi nutrizionali (e non) da porre in etichetta, dei contenuti e delle modalità relative ai possibili messaggi per la tutela della salute e in particolare per i minori, dei “warning messages” sul rischio di patologie (come il cancro) causato dall’alcol, e sui contenuti e le modalità di comunicazione e prevenzione basate sull’evidenza scientifica.

 

In proposito è possibile consultare:

Durante il convegno a Lisbona, sono stati anche presentati i risultati della valutazione condotta nell’ambito del work package 3 per la valutazione della rispondenza delle attività e dei prodotti della Joint Action alle modalità di esecuzione e agli obiettivi previsti in fase progettuale, utilizzando specifici indicatori di processo, di risultato e di esito. La valutazione della Joint Action ha seguito un approccio integrato che ha combinato valutazione interna ed esterna entrambe sotto la supervisione e la gestione dell’Iss, coadiuvato da un Evaluation Steering Group composto dai rappresentanti Cnapa di 5 Stati membri. Per garantire la massima autonomia e imparzialità, l’esercizio valutativo e la stesura dei rapporti viene affidato ad un’organizzazione indipendente dalla Joint Action ed esperta nel campo della valutazione di progetto.

 

In proposito è possibile consultare:

La conferenza finale Rarha è stata l’occasione per presentare i risultati della survey condotta dal’Iss nell’ambito della JA e relativa alle Linee guida per il supporto dell’Identificazione precoce e intervento breve nel trattamento dei disordini alcol-correlati (Ipib, in inglese early identification and brief interventions). Questi aspetti, infatti, rappresentano un tema che da anni ricorre nelle attività della prevenzione alcologica e che l’Ona ha seguito nel corso di diversi progetti europei. Per esempio, secondo le stime dell’Ona, in Italia, solo il 10% dei 720.000 consumatori che bevono quantità dannose di alcol è identificato e avviato ai servizi alcologici del Ssn. Il 90% dei consumatori dannosi, in necessità di trattamento, resta sommerso, non è intercettato, non fa ricorso ai servizi di diagnosi, cura e riabilitazione e non riceve alcuna forma di trattamento in grado di arrestare progressione del danno, prevenzione delle complicanze e evoluzione verso forme più complesse di dipendenza. Per approfondire sono rese di pubblico dominio e consultabili:

La Joint Action ha dimostrato di essere la casa comune, l’esempio di good practice per eccellenza e di sussidiarietà in cui lo sforzo dei singoli Stati membri e quello congiunto dell’Ue hanno consentito di raggiungere risultati altrimenti non conseguibili sulla base del singolo impegno. Una buona pratica da sostenere e rinnovare , come auspicato da tutti gli Stati membri, con la prosecuzione delle attività in una seconda azione congiunta sull’alcol di cui sono state già predisposti, e in corso di presentazione, i contenuti.

 

Il 30 marzo 2017 è stato presentato il report finale del Working Group 4 (Wp4) di Rarha dal titolo “Comparative monitoring of alcohol epidemiology across the EU”. Dal documento emerge che le differenze nelle abitudini di consumo alcolico tra i Paesi dell’Europa nordorientale e quelli dell’Europa meridionale persistono in termini di frequenza e quantità di alcol bevuto. Per approfondire consulta il documento completo “Comparative monitoring of alcohol epidemiology across the EU” (pdf 10 Mb), il comunicato stampa (pdf 178 kb).

 

Per ulteriori informazioni: emanuele.scafato@iss.it

 

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