Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

alcol

Alcol, guida, sicurezza e salute: analisi e proposte per una strategia di prevenzione basata sull'evidenza scientifica

Emanuele Scafato - Centro Oms per la promozione della salute e la ricerca sull'alcol - Osservatorio nazionale alcol - reparto Salute della popolazione e suoi determinanti (Cnesps, Iss)

Rosaria Russo – Centro di collaborazione Oms per la ricerca e la promozione della salute su alcol e problemi alcol-correlati

 

La comunicazione della Commissione Europea COM(2001)370, “Politiche europee di trasporto per il 2010: tempo di decidere”, propone come obiettivo prioritario il dimezzamento del numero di persone uccise sulle strade europee, da 50.000 del 2000 a 25.000 entro il 2010. Nel documento si sottolinea che gli sforzi per diminuire gli episodi di guida in stato di ebbrezza possono dare un contributo sostanziale alla realizzazione di questo obiettivo.

L’analisi delle cause che determinano gli incidenti stradali mostra che, a livello europeo, un incidente su quattro (25%) è attribuibile all’alcol, e che negli incidenti causati da guida in stato di ubriachezza la stragrande maggioranza delle persone coinvolte (96%) è rappresentata da individui di sesso maschile, di cui il 33% giovani o giovani adulti di età compresa tra i 15 e i 34 anni.

Le stime prodotte dalla Commissione Europea, molto conservative in funzione della difficoltà anche legale di rilevazione dello stato di ebbrezza, rilevano tuttavia come ogni anno almeno 10.000 persone nell’Unione Europea muoiono in incidenti stradali provocati dall’alcol. Sono morti assolutamente evitabili con un comportamento corretto: astenersi dal bere prima di porsi alla guida.

I decessi da incidente stradale rappresentano la causa più frequente di morte per i giovani in Europa; le statistiche rilevano come i giovani di età compresa tra i 18 e i 24 anni siano quelli per i quali è più elevato il rischio di determinare o subire un incidente. Le stime più recenti riportano che fra il 35% e il 45% dei decessi in questo gruppo di età sono dovuti a incidenti stradali; di questi, oltre il 25% sono attribuibili all’alcol.

Le quantità consumate di alcol e i livelli di alcol nel sangue giocano un ruolo determinante sulle condizioni di idoneità psicofisica alla guida, e quindi sul livello del rischio a cui ci si espone mettendosi alla guida dopo aver bevuto quantità anche moderate di alcol. Il rischio connesso alla guida in stato di ebbrezza aumenta sia con la quantità di alcol assunta sia con la frequenza delle occasioni di consumo eccessivo (Midanik et al. 1996). Il confronto tra i tassi alcolemici (Bac) dei guidatori coinvolti in incidenti stradali e di quelli non coinvolti mostra un rischio di incidente maggiore del 38% alla concentrazione di 0,5 g/litro e quasi cinque volte maggiore alla concentrazione di 1,0 g/litro (Blomberg et al. 2002). La curva grafica del rischio si fa più ripida per le collisioni gravi e fatali, per gli incidenti in cui è coinvolto un solo veicolo, e per i più giovani. Il consumo di alcol, a qualunque livello, aumenta sia la probabilità di essere ricoverati in ospedale per lesioni da guida in stato di ebbrezza, sia la gravità delle lesioni subite in conseguenza dell’incidente alcol correlato (Borges et al. 1998).

Queste evidenze scientifiche, spesso poco conosciute, forniscono la base razionale per l’attuazione di iniziative di prevenzione volte alla riduzione di comportamenti a rischio le cui conseguenze travalicano i limiti personali coinvolgendo spesso, passivamente, chi di quel rischio non è responsabile.

Una rassegna internazionale di 112 studi ha fornito una forte evidenza scientifica del fatto che la diminuzione delle abilità di guida comincia con un avvio da un livello di concentrazione di alcol nel sangue di zero (Moskowitz e Fiorentino 2000). Uno studio che ha confrontato le concentrazioni di alcol nel sangue (Bac) di conducenti coinvolti in incidenti con quelle di conducenti non coinvolti in incidenti ha riscontrato che i maschi e le femmine di tutte le età con Bac tra 0,2 g/l e 0,49 g/l presentano un rischio almeno tre volte maggiore di morire in un singolo incidente d’auto. Il rischio aumenta ad almeno 6 volte con un Bac tra 0,5 g/l e 0,79 g/l, e a 11 volte con un Bac tra 0,8 g/l e 0,99 g/l (Zador et al 2000).

 

l’Italia ha modificato alcune importanti norme relative ai livelli di alcolemia consentiti alla guida in base a vari documenti di orientamento e sollecitazione europei, fra cui la Raccomandazione della Commissione 2004/345/EC del 6 aprile 2004 sul rafforzamento nel campo della sicurezza su strada, OJ L 111, 17/04/2004, la Raccomandazione della Commissione 2001/116/EC del 17 gennaio 2001 sul livello massimo consentito di alcol nel sangue (Bac) per i conducenti di veicoli a motore, OJ L 43, 14/02/2001, e la Comunicazione della Commissione OJ C 48, 14/02/2004. Alla luce delle tendenze registrate, però, sembrano inevitabili ulteriori misure allo scopo di garantire maggiori livelli di sicurezza e salute pubblica.

 

La recente comunicazione dalla Commissione al Consiglio, al Parlamento Europeo, al Comitato economico e sociale e al Comitato delle Regioni “Una strategia dell’UE per sostenere gli Stati membri nel ridurre i danni alcol correlati” identifica come priorità da perseguire la riduzione degli infortuni e delle morti da incidenti stradali alcol correlati. È stato stimato dalla stessa Commissione Europea che l’applicazione efficace di misure contro la guida in stato di ebbrezza potrebbe ridurre sostanzialmente le morti per incidenti (fino al 25% nel caso di uomini, e fino al 10% nel caso di donne), le lesioni e l'invalidità. Esempi di politiche nazionali efficienti si basano sul rafforzamento di misure di controllo (random breath tests) frequenti e sistematiche, sostenute da campagne educative e di consapevolezza che coinvolgano tutte le parti in causa. La Francia ha dimezzato la mortalità da incidente stradale grazie a un sostanziale impiego dei controlli (oltre 1 milione all’anno rispetto ai circa 210.000 in Italia). La combinazione di controlli rigorosi e di un aumento della consapevolezza è giudicata, alla luce delle evidenze scientifiche disponibili, la chiave del successo. I giovani e i conducenti neopatentati sono più coinvolti in incidenti stradali alcol correlati: un esempio di politica efficace basata sull’evidenza scientifica è l’introduzione di un limite di concentrazione alcolica del sangue (Bac) più basso o uguale a zero per queste categorie e, per ragioni di sicurezza, anche per i conducenti di mezzi pubblici e di veicoli commerciali, come, peraltro, è già assicurato dal Decreto del marzo 2006 attraverso un atto di intesa Stato-Regioni.

 

L’alcol influisce sempre negativamente sulle prestazioni psicomotorie e sul giudizio alla guida. Non esistono limiti di basso consumo da considerarsi più sicuri: le abilità alla guida risultano compromesse anche a livelli di consumo molto bassi. La ricerca mondiale ha dimostrato una forte riduzione negli incidenti stradali anche mortali quando i livelli di alcolemia consentiti sono stati abbassati. L’efficacia della legislazione sui livelli di alcolemia dipende in larga parte dall’attività di controllo e, in particolare, dai controlli randomizzati. Tutti gli studi disponibili confermano che l’effetto positivo di una nuova legislazione per abbassare i limiti di Bac è maggiore se è accompagnato da dibattiti pubblici, da campagne dei media e dall’applicazione delle nuove leggi.

 

Per questo il ministero della Salute, in collaborazione con l’Iss, ha lanciato nel 2005 la campagna “Se guidi, non bere”, che si è intergrata strategicamente nel 2006 con un’attenzione particolare ai luoghi dedicati al divertimento, per rendere più sicure le serate dei giovani e più serene quelle dei genitori.

 

Il progetto “Il Pilota”, proposto dall’Osservatorio nazionale alcol del Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute (Cnesps) dell’Iss si è posto come modalità innovativa di sensibilizzazione, informazione, ricerca e promozione della salute che si spera possa aver contribuito a convincere i giovani ad avere maggiore attenzione ai propri consumi alcolici e, soprattutto, a prevenire gli effetti evitabili connessi all’abuso. L’informazione fornita attraverso il libretto “il Pilota”, i materiali sviluppati dalla campagna del ministero della Salute, la proiezione degli spot realizzati e la rilevazione volontaria delle abitudini dei giovani nelle discoteche hanno mostrato un buon grado di accoglienza e stimolato la curiosità costruttiva dei giovani. I dati relativi a un identikit del bere in discoteca verranno resi disponibili nel corso dell’Alcol Prevention Day 2007, il 12 aprile a Roma.

L’iniziativa del “guidatore designato” è una delle esperienze che a livello europeo ha dimostrato di poter contribuire a ridurre il rischio di disabilità, morbilità e mortalità prematura a causa di un incidente alcol correlato. È peraltro un’iniziativa richiamata dalla recente Comunicazione della Commissione Europea riguardante l’adozione della “Community Strategy on Alcohol”, e identificata come una delle buone pratiche da incoraggiare per la prevenzione dell’incidentalità stradale e dei preoccupanti livelli connessi di mortalità e disabilità giovanile in tutta Europa: «Le campagne mediatiche, come la campagna contro l’assunzione di alcol al volante, “Euro-Bob”, finanziata dalla Comunità, possono servire ad informare e sensibilizzare i nonché ad integrare gli interventi pubblici ».

 

Si stima che il 30-40% dei 224.000 incidenti avvenuti in Italia nel 2004, dei 316.000 feriti e dei quasi 6000 morti a causa di incidente stradale sia alcol correlato. Sono pertanto evitabili con interventi mirati che ridurrebbero significativamente il costo economico, sanitario e sociale, costo stimato nel 2004 in oltre 33 miliardi di euro, il 2,5% del Pil (fonte: Aci - direzione studi e ricerche - area statistica novembre 2006).

 

Tenuto conto di tutto ciò appare quindi opportuno che vengano adottate rinnovate strategie per la riduzione dell’incidentalità stradale (mortalità, morbilità, invalidità), rivolte in particolare agli eventi fatali che riconoscono nell’alcol e nello stato di ebbrezza uno dei principali fattori causali completamente evitabili. Dalla revisione della letteratura e dalle esperienze in atto a livello europeo e internazionale è possibile estrapolare dieci iniziative e misure che possono contribuire a innalzare efficacemente i livelli di sicurezza stradale:

 

  • riconsiderare i livelli attuali di alcolemia consentiti alla guida (Bac) e valutare l’opportunità di introdurre livelli più bassi (introduzione di livelli progressivamente decrescenti in maniera progressiva nel tempo)
  • valutare l’opportunità di introdurre livelli di alcolemia consentiti alla guida pari a zero per i più giovani guidatori (sino a 20 anni per esempio) e per quelli con meno di 5 anni di patente
  • valutare l’opportunità vietare l’assunzione di alcol nel corso di attività lavorative che comportano la guida di autoveicoli, in particolare per quelli adibiti al trasporto di terzi (come già prefigurato in parte attraverso il Provvedimento di intesa Stato- Regioni del 16 marzo 2006
  • consolidare la tutela della salute e della sicurezza dei giovani fino a 18 anni, in particolare quelli che comunque si pongono alla guida di veicoli, incrementando da 16 a 18 anni l’età minima legale per la somministrazione delle bevande alcoliche e introducendo il divieto alla vendita e non solo di somministrazione attualmente vigente (come da proposta di legge già avanzata in questo senso)
  • promuovere il divieto di vendita di tutte le bevande alcoliche sulle autostrade per 24 ore al giorno, modificando in via permanente l’attuale Decreto legge che prevede il divieto di vendita di soli superalcolici tra le 20 e le 6 del mattino
  • incrementare la numerosità dei controlli dell’alcolemia (aria espirata) da attuare in maniera randomizzata e secondo protocolli prestabiliti come, per esempio, quelli già prodotti dall’Iss
  • favorire le iniziative volte all’autocontrollo dell’alcolemia prima di porsi alla guida all’uscita di locali pubblici e quelle che contemplino la possibilità di trasporto attraverso mezzi pubblici di persone non idonee alla guida
  • favorire l’attuazione di campagne di sensibilizzazione che incrementino la consapevolezza nella popolazione del rischio connesso all’alcol alla guida, coinvolgendo l’ambito scolastico in stretta connessione con quello familiare
  • favorire l’attuazione di iniziative rivolte ai giovani come quella del “guidatore designato” arricchita di una componente di ricerca conoscitiva e di valutazione dell'intervento
  • finanziare la ricerca sui fattori che possono contribuire a diminuire l'impatto sulla salute e sulla sicurezza di comportamenti di abuso alcolico o di modelli che possono favorire l'adozione di stili di vita sani e di guida più sicura.