Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Osservatorio nazionale alcol

Alcohol prevention day 2010

29 aprile 2010 - Sono sempre più pervasive e seducenti le pressioni mediatiche, commerciali e sociali che sollecitano il consumatore al bere. Non cresce di pari passo la disponibilità di fattori di protezione capaci di contrastare con sufficiente intensità i nuovi modelli e le nuove culture dell’uso di alcol secondo modalità dannose o rischiose sia per la salute che per il benessere individuale e collettivo. In particolare, le nuove modalità dei consumi a rischio vedono nelle fasce nei giovanissimi e gli anziani i soggetti più esposti.

 

L’Alcohol Prevention Day 2010, momento cardine del mese di prevenzione alcologica (guarda anche le iniziative sul territorio), catalizza per il nono anno consecutivo il dibattito scientifico, sanitario e sociale, dissemina le evidenze scientifiche, fornisce nuovi strumenti e materiali di prevenzione, favorisce e supporta una cultura della prevenzione da consolidare a livello sociale e istituzionale. L’evento, realizzato dall’Osservatorio nazionale alcol del Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute (Cnesps-Iss) e dal Centro dell’Oms per la ricerca e la promozione della salute su alcol e problematiche alcol-correlate, in stretta collaborazione con la Società italiana di alcologia (Sia), l’Associazione italiana dei club degli alcolisti in trattamento (Aicat) ed Eurocare Italia, è sostenuto e finanziato dal ministero della Salute.

 

Il workshop all’Istituto superiore di sanità

L’impatto economico sanitario, sociale ed economico dell’alcol, le nuove modalità di consumo a rischio che si diffondono soprattutto nei giovani e negli anziani, il ruolo della scuola nella prevenzione e quello del mondo del lavoro. Questi alcuni dei temi affrontati nel corso del convegno organizzato a Roma, che ha focalizzato l’attenzione anche sugli strumenti a disposizione non soltanto per prevenire il consumo a rischio, ma anche per controllarlo e intercettarlo. Leggi il resoconto del workshop.

 

Consulta anche:

Gli altri approfondimenti:

Alcol, guida e sicurezza stradale

L’11% degli italiani che consumano alcolici si mette al volante dopo aver bevuto, mettendo a rischio la sicurezza propria e altrui. Anche se i controlli sulle strade da parte delle Forze dell’ordine sono abbastanza frequenti, l’etilotest è uno strumento ancora poco utilizzato. I nuovi dati sull’alcol del sistema di sorveglianza Passi, presentati all’Alcohol Prevention Day 2010, propongono un approfondimento su alcol e sicurezza stradale. Guarda anche:

Strumenti per intercettare il consumo a rischio

  • Audit - Alcohol Use Disorders Identification Test (pdf 140 kb). Tre semplici domande, testate e validate, essenziali per l’identificazione nell’ambito dell’assistenza primaria del consumo di alcol a rischio o dannoso. Il lato A rileva e identifica un uso che è suggestivo del bere a rischio, mentre il lato B dà le soluzioni e i consigli sui limiti da rispettare e soprattutto raccomanda di rivolgersi al proprio medico se si supera il punteggio considerato a rischio
  • Linee guida cliniche per l’identificazione e l’intervento breve. Il documento, basato sulla rassegna delle evidenze scientifiche e sull’esperienza di una task force costituita appositamente per la loro definizione, riassume l'evidenza del danno alcol-correlato e le modalità di gestione del consumo dannoso o rischioso negli ambiti di prevenzione primaria.

Il rapporto Istisan sul monitoraggio epidemiologico

Il workshop è stato anche l’occasione per presentare il rapporto Istisan 2010 “Epidemiologia e monitoraggio alcol-correlato in Italia”: una valutazione dell’Osservatorio nazionale alcol del Cnesps sull’impatto di uso e abuso di alcol, ai fini dell’implementazione delle attività del Piano nazionale alcol e salute.

 

Il progetto Ccm e la relazione al Parlamento 2007-2008

Il progetto Ccm “Monitoraggio dell’impatto dell’uso e abuso di alcol” ha permesso di mettere a punto un sistema di monitoraggio per il controllo delle patologie e dei problemi alcolcorrelati, grazie al quale l’Osservatorio nazionale alcol ha realizzato il rapporto 2010: leggi la presentazione di Emanuele Scafato (Cnesps-Iss).

 

A marzo 2010, il ministero della Salute ha trasmesso al Parlamento la relazione 2007-2008 sugli interventi realizzati da Regioni, Province autonome e ministero della Salute in materia di alcol e problemi alcol correlati. Il documento, che acquisisce e incorpora il report epidemiologico dell'Osservatorio nazionale alcol del Cnesps-Iss, presenta anche le attività internazionali svolte dal Centro dell’Oms per la ricerca e la promozione della salute su alcol e problematiche alcol-correlate. Consulta l’approfondimento sul sito del ministero della Salute, il dossier sul sito del Governo e la relazione integrale (pdf 1,8 Mb).

 

Alcol e invecchiamento: il report europeo

L’Osservatorio nazionale alcol del Cnesps è il coordinatore europeo del progetto Vintage, l’unico progetto europeo su alcol e invecchiamento. L’identificazione di buone prassi e la produzione del report “Alcohol consumption among elderly European Union citizens” (pdf 2,3 Mb), realizzato in collaborazione con lo Swedish National Institute for Health, ha già prodotto dei risultati. Nel dicembre 2009, infatti, il consiglio dei ministri europei della salute ha adottato le conclusioni in materia di alcol e salute con cui richiama gli Stati membri a “trattare la questione del benessere della popolazione anziana dell'Ue (inclusi gli effetti di un consumo nocivo di alcol su un invecchiamento sano e dignitoso) e contribuire a sensibilizzare sulle potenziali interazioni tra medicinali e alcol i professionisti della salute, coloro che forniscono un'assistenza informale e i cittadini anziani”. Sollecita inoltre la Commissione europea e i Paesi membri a “inserire negli attuali sistemi di informazione i dati sul consumo di alcol e sui danni causati dal consumo nocivo di alcol nella fascia di età dai 60 anni in poi” ed “elaborare e applicare procedure di identificazione precoce di intervento breve in materia di assistenza sanitaria primaria per gli anziani, nonché negli ambiti sanitari scolastici”.

 

L’Osservatorio nazionale alcol ha attivato la revisione sistematica della letteratura internazionale per l’identificazione delle evidenze scientifiche utili alla prevenzione alcol correlata e ha in corso una survey europea per l’identificazione delle best practices per proteggere e salvaguardare la salute degli anziani. A settembre 2010 l’Osservatorio riferirà alla Commissione europea, nella sede del Committe of National Alcohol Policy and Action on Alcohol, i risultati e le proposte da incorporare nelle future direttive europee.

 

Materiali per la comunicazione

In occasione dell’Alcohol Prevention Day 2010, il Centro servizi documentazione alcol dell’Iss offre una nuova serie di materiali per la prevenzione alcologica dedicata a minori, adolescenti, donne, famiglie, decisori e programmatori politici e sanitari. Tutti i materiali prodotti per la comunicazione sono di libero dominio ed è possibile richiedere l’autorizzazione per la ristampa in forma autonoma (o su siti web dedicati extraistituzionali) e/o l’invio di copie, al seguente indirizzo e-mail: alcol@iss.it. Per maggiori informazioni, consulta la pagina web del Centro Servizi documentazione alcol.

 

Scarica i materiali per la comunicazione: