Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

approfondimenti

Condividere i dati: ecco Videof@r

A cura del reparto di Farmacoepidemiologia, Cnesps-Iss

 

4 luglio 2013 - Lo scorso 18 giugno, durante il G8 che si è svolto nel Nord dell’Irlanda, i leader mondiali hanno sottoscritto la “G8 Open Data Charter”, grazie a cui gli Stati membri si impegnano ad adottare politiche di apertura del patrimonio informativo delle pubbliche amministrazioni in una logica di Open Data.

 

La Carta dei Dati Aperti del G8 definisce, infatti, alcuni principi strategici per incrementare la qualità e la quantità dei dati pubblicati, nonché le possibilità di riuso dei dati stessi. Il documento rappresenta una prima risposta alla richiesta, sempre più diffusa, di poter accedere elettronicamente e liberamente alle informazioni e ai servizi realizzati con i soldi pubblici. E questo anche per i dati a disposizione dei governi e degli istituti centrali. Questi i presupposti: gli Open Data possono aumentare la trasparenza su ciò che fanno i governi e la trasparenza accresce la consapevolezza dei modi in cui vengono usate le risorse degli Stati. Tutto ciò promuove la responsabilità e la good governance, e aumenta il dibattito pubblico. Fornire l’accesso ai dati può permettere agli individui, ai media, alla società civile di contribuire a risultati migliori nei servizi pubblici come, per esempio, nella sanità.

 

“Dati Aperti” e farmaci

Il convegno “L’uso dei farmaci in Italia dal 2000 ad oggi: tra sostenibilità e innovazione possibile” (organizzato a Roma per il 4 luglio 2013) ha proposto una riflessione complessiva sulla prescrizione farmaceutica in Italia a partire dalle analisi condotte negli ultimi 12 anni. L’analisi dei dati di prescrizione, estesa su un periodo di oltre un decennio, consente di mettere in evidenza fenomeni che invece, anno dopo anno, passerebbero inosservati. Diventa più chiaro, per esempio, in che modo si sta evolvendo il consumo di farmaci nel nostro Paese e come si colloca nel panorama internazionale; se il Servizio sanitario nazionale (Ssn) mantiene e rafforza la quota di copertura, oppure se aumenta la spesa a carico dei cittadini, sia per l’acquisto diretto di farmaci che per i ticket; come si modifica il peso della farmaceutica territoriale rispetto ai consumi ospedalieri; quali siano i trend nelle principali categorie terapeutiche e quali le ragioni alla base sia degli incrementi sia delle riduzioni evidenziate nel periodo. Confrontare l’uso dei farmaci nel tempo, tra realtà diverse o rispetto a obiettivi da raggiungere, insieme all’analisi dei possibili determinanti della variabilità del consumo, può fornire validi elementi per una migliore comprensione delle dinamiche del mercato farmaceutico, e può far emergere possibili problemi all’interno dei processi assistenziali.

 

I dati di prescrizione farmaceutica sono, infatti, un patrimonio dell’intero Ssn. Nella logica della condivisione e dell’Open Data, quindi, questi dati devono poter essere utilizzati per tutti gli approfondimenti che, attraverso un migliore inquadramento del fenomeno prescrittivo, possono promuovere iniziative di informazione e di audit per migliorare l’appropriatezza dell’uso dei farmaci. Come a livello internazionale, anche in Italia il libero accesso ai dati rientra nella visione che sempre più si sta affermando nella Pubblica Amministrazione (guarda in proposito anche il sito dedicato ai “dati aperti” della PA). Questa filosofia di approccio alle informazioni implica che alcune tipologie di dati siano liberamente accessibili, senza restrizioni se non quelle legate all’obbligo di citare la fonte. L’obiettivo generale è quello di promuovere la “liberazione” e la valorizzazione di dati pubblici.

 

La banca dati sui farmaci: VideoF@r

L’applicazione VideoFar, consultabile su Epicentro e presentata durante il convegno, rende quindi disponibili i dati di consumo dei farmaci in Italia, nel periodo 2000-2011 consentendone, inoltre, la libera elaborazione. La banca dati sui farmaci offre la possibilità di analizzare i volumi di diverse classi di farmaci nel tempo e per Regione, consentendo di avere una visione rapida delle dinamiche prescrittive nell’arco di oltre un decennio. Videofar, non è un nome scelto a caso ma vuole richiamare un progetto del Cnesps-Iss che presentava, oltre venti anni fa, un sistema innovativo per l’Italia e nel contesto internazionale, per condurre studi descrittivi e analitici sui farmaci utilizzando i sistemi di monitoraggio delle prescrizioni.

 

Questa prima versione dell’applicazione si configura come un esperimento di condivisione nella prospettiva di rendere disponibili i dati con un livello di dettaglio maggiore e analisi più fruibili, anche con l’aiuto di tutti gli operatori che utilizzeranno il sistema e vorranno contribuire al suo miglioramento.