Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

approfondimenti

Il Progetto Minisal-Girsci

Chiara Donfrancesco1, Pasquale Strazzullo2, Ferruccio Galletti2, Daniela Galeone3 e Simona Giampaoli1

1 - reparto di Epidemiologia delle malattie cerebro e cardiovascolari, Cnesps-Iss

2 - dipartimento di Medicina clinica e sperimentale, Università di Napoli Federico II

3 - ministero della Salute

 

4 aprile 2013 - Il progetto Minisal è un progetto Ccm affidato al dipartimento di Medicina clinica e sperimentale della Facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università di Napoli Federico II, in collaborazione con l’Istituto superiore di sanità (Iss), l’Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione (Inran), l’Università Cattolica di Campobasso, la Fondazione per l’ipertensione arteriosa, la Clinica pediatrica dell’Università di Foggia e con il Gircsi (Gruppo di lavoro intersocietario per la riduzione del consumo di sale in Italia). Obiettivo del progetto è ottenere informazioni attendibili sul consumo medio pro-capite di sodio, potassio nella popolazione italiana su base regionale, per classi di età e in relazione alla presenza di ipertensione arteriosa. L’attività del gruppo di lavoro è volta anche a valutare la fattibilità di una progressiva riduzione del consumo di sale nel pane, poiché questo alimento è quotidianamente presente sulla tavola degli italiani. L’iniziativa coinvolge anche le principali Associazioni della panificazione artigianale e industriale.

 

Quattro gli obiettivi specifici del progetto:

  • valutare il consumo medio giornaliero di sodio e potassio pro-capite in un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta su base regionale e per classi di età (obiettivo affidato all’Iss)
  • valutare il consumo medio giornaliero di sodio e potassio pro-capite in un campione rappresentativo della popolazione italiana affetta da ipertensione arteriosa su base regionale e per classi di età (in collaborazione con la Società italiana dell’ipertensione arteriosa)
  • valutare il consumo medio giornaliero di sodio pro-capite in un campione rappresentativo della popolazione italiana di età pediatrica (6-18 anni), in collaborazione con la Società italiana di gastroenterologia, epatologia e nutrizione pediatrica
  • valutare il contenuto medio di sodio in campioni di pane e prodotti da forno su base regionale, in collaborazione con l’Inran.

Primi risultati

Sono disponibili alcuni dati raccolti in 15 Regioni italiane su campioni di popolazione generale di età compresa tra i 35 e i 79 anni, nell’ambito dell’Osservatorio epidemiologico cardiovascolare/European Health Examination Survey. I dati mostrano un consumo medio giornaliero di sale maggiore tra gli uomini (11 g/24h) che tra le donne (9 g/24h), valori entrambi maggiori rispetto ai livelli raccomandati dall’Oms. Si sottolinea anche un gradiente geografico, con valori maggiori al Sud nel consumo giornaliero di sale. Questo consumo è praticamente sovrapponibile con quello riscontrato negli ipertesi. È stata osservata anche una tendenza a un insufficiente apporto alimentare di potassio, ascrivibile verosimilmente a un inadeguato consumo di frutta e verdura. I dati ottenuti nel campione di popolazione pediatrica mostrano che l’abitudine all’abuso di sale viene acquisita a partire dall’infanzia e va di pari passo con l’inadeguata assunzione di potassio (e quindi di frutta e verdura) e con lo sviluppo di sovrappeso e obesità. I dati disponibili sul contenuto di sale in campioni di pane raccolti in varie Regioni italiane confermano che il contenuto medio di sale del pane consumato ad oggi in Italia è troppo alto in relazione all’esigenza di ridurre il consumo di sale della popolazione.