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Allattamento: la nuova serie di The Lancet

10 marzo 2016 - Oltre 820 mila bambini e 20 mila madri potrebbero essere salvati, ogni anno, grazie all’allattamento al seno: sono i numeri che aprono lo speciale di The Lancet dedicato al tema. I quattro articoli della Serie “Breastfeeding”, pubblicata a gennaio 2016, approfondiscono i trend mondiali sull’allattamento, le conseguenze sulla salute materno-infantile a breve e lungo termine, l’impatto degli investimenti, i fattori determinanti per l’allattamento e l’efficacia degli interventi di promozione. L'allattamento è il primo presidio efficace di un bambino contro la morte e la malattia, ma è anche l’investimento più duraturo nel tempo dal punto di vista delle sue competenze fisiche, cognitive e sociali e, come descritto nell’articolo “Breastfeeding in the 21st century: epidemiology, mechanisms, and lifelong effect”, le donne e i bambini che non hanno vissuto l’allattamento incorrono in un maggiore rischio di mortalità e morbilità.

 

Qualche dato

Le indagini presentate negli articoli della Serie indicano che, nei bambini, l’allattamento protegge contro le infezioni infantili e le malocclusioni, ne aumenta l'intelligenza e riduce la probabilità che sviluppino sovrappeso e diabete. Inoltre, le donne che allattano, risultano essere più protette contro il rischio di sviluppare un tumore al seno (e potrebbero esserlo anche contro il cancro ovarico e il diabete di tipo 2). Risultati che dimostrano l’importanza di proteggere, promuovere e sostenere l'allattamento. Tuttavia, nei Paesi a basso e medio reddito solo il 37% dei bambini sotto i 6 mesi di vita riceve un allattamento esclusivo al seno mentre, nei Paesi ad alto reddito (tranne poche eccezioni) l’allattamento dura mediamente meno. L’articolo “Why invest, and what it will take to improve breastfeeding practices?” sottolinea infatti che i tassi di allattamento globali sono inferiori ai target internazionali e che l'impegno attuale, in termini politici ed economici, è inadeguato. Un esempio ne è la “Innocenti Declaration on the Protection, Promotion and Support of Breastfeeding” che, a distanza di 25 anni dalla sua adozione, è ancora un ideale da realizzare.

 

La situazione italiana

Nel nostro Paese non esiste un sistema di monitoraggio nazionale sulle prevalenze dell’allattamento secondo le definizioni Oms, nonostante il programma d’azione europeo “EU Project on Promotion of Breastfeeding in Europe. Protection, promotion and support of breastfeeding in Europe: a blueprint for action (revised)” (pdf 596 kb) solleciti la messa a punto di criteri standardizzati per il monitoraggio e la valutazione non solo della prevalenza dell’allattamento, ma anche per le pratiche dei servizi sanitari e sociali, la messa in atto di politiche, leggi e codici e la realizzazione di attività di informazione, educazione, comunicazione e formazione.

 

Le azioni necessarie per il futuro

Negli articoli vengono ricordati sei punti fondamentali da sviluppare nei singoli Paesi per promuovere l’allattamento:

  • diffonderne l’importanza per la salute materno-infantile a breve e lungo termine
  • promuovere comportamenti sociali positivi nei confronti dell’allattamento
  • riconoscerne l’importanza politicamente
  • regolamentare l’industria dei sostituti del latte materno
  • monitorare in modo standardizzato gli interventi realizzato e la diffusione dell’allattamento
  • rimuovere le barriere strutturali e sociali che impediscono o rendono difficoltoso l’allattamento.

Una prima risposta agli articoli di The Lancet è arrivata dalla World Breastfeeding Trends Initiative del Regno Unito (WBTi UK) che, con una lettera aperta rivolta ai quattro Governi del Regno Unito, invita alla salvaguardia dei bilanci della sanità pubblica e illustra le misure necessarie per implementare la diffusione dell'allattamento.

 

Bisogna infine ricordare che, nonostante l’allattamento al seno non sia esplicitamente menzionato tra gli Obiettivi di sviluppo sostenibile per il 2030 delle Nazioni Unite, gli articoli della Breastfeeding Series dimostrano che l’allattamento materno aiuterebbe a raggiungere alcuni tra i principali obiettivi sostenibili sulla salute, la sicurezza alimentare, l'istruzione, l'equità, lo sviluppo e l'ambiente.

 

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