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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

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Allattamento e nutrizione dei bambini piccoli nelle emergenze

14 giugno 2018 - Si è tenuto il 12 e 13 giugno presso il Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute (Cnapps) dell’Istituto superiore di sanità (Iss) il corso “Emergenze umanitarie e catastrofi naturali: come proteggere, promuovere e sostenere l’allattamento e l’alimentazione dei bambini piccoli” organizzato in collaborazione con Save the Children e Unicef Italia. Obiettivi dell’evento sono stati la promozione di una competenza diffusa sull’alimentazione dei bambini di 0-2 anni, allattati e non, e l’attivazione di reti di preparedness tra gli attori che, a diverso titolo, si occupano di promozione della salute delle donne e dei bambini nelle situazioni di catastrofi naturali e di emergenza umanitaria.

 

L’evento era destinato a un massimo di 50 partecipanti ed erano presenti rappresentanze delle diverse realtà italiane che si occupano di emergenze (associazioni, enti locali, servizi sanitari).

 

Ha dato inizio ai lavori Angela Spinelli, direttrice del Cnapps, con i saluti ufficiali. Nell’intervento dal titolo “Perché è importante occuparsi di alimentazione infantile nelle emergenze”, Angela Giusti ha descritto l’importanza della protezione, promozione e sostegno dell’allattamento, con un focus specifico sulle emergenze. I bambini e le donne in gravidanza sono tra i gruppi più vulnerabili e, per questo, terremoti, conflitti, inondazioni, disastri nucleari, pandemie e l’attuale emergenza legata alle migrazioni sollevano il problema della preparedness alla gestione della salute materno-infantile e dell’alimentazione infantile. Si tratta di un ambito molto specifico e spesso poco conosciuto anche dagli stessi attori che sono coinvolti nella gestione delle emergenze. Esistono ancora falsi miti che riguardano l’allattamento e la rappresentazione sociale dell’alimentazione dei bambini di 0-2 anni. In un Paese a rischio idrogeologico come l’Italia è necessaria un’azione sinergica e di partnership nel sistema di gestione dell’emergenza per garantire la migliore assistenza alle madri, ai bambini piccoli, ai genitori e alle comunità.

 

La relazione di Claudia Ravaldi “La resilienza nelle emergenze” ha sottolineato quanto gli eventi di vita traumatici impattino sulla salute mentale e sul benessere della madre e del bambino. La resilienza nasce dalla capacità di integrare e validare le esperienze, anche traumatiche, nella propria storia di vita, senza nascondere le ferite, senza averne paura e senza negarle. La promozione della resilienza è favorita dalla tempestività di intervento (lavoro nel qui e ora), presenza di risorse interne ed esterne alla persona. Nelle emergenze, essere presenti tempestivamente e attivare interventi di sostegno è un elemento cruciale per innescare la resilienza. Se adeguatamente sostenuti, le madri e i padri possono trovare un loro adattamento all’evento anche se i tempi e i modi non sono prevedibili e uguali per tutti. La relazione d’aiuto e l’ascolto sono due strumenti necessari a questo scopo: tutti gli operatori delle emergenze possono mettere in atto alcune semplici azioni di sostegno relazionale che devono però essere apprese. La formazione dei diversi attori è uno degli aspetti cruciali nella costruzione della rete di sostegno e di promozione della salute, anche nelle emergenze.

 

Ha partecipato all’evento Alessandro Iellamo, in rappresentanza dell’Infant Feeding in Emergency (Ife) Core Group e di Save the Children UK, illustrando le indicazioni internazionali riportate nella nuova Guida Operativa per personale di Primo Soccorso nelle emergenze e per i Direttori di Progetto (2017) [1]. All’interno dell’Emergency Nutrition Network, l’Ife Core Group è un Gruppo di coordinamento interagenzia attivo dal 1998 per lo sviluppo di linee d’indirizzo, supporto e confronto su come proteggere, promuovere e sostenere l’alimentazione dei lattanti e dei bambini piccoli nelle emergenze. La Guida operativa è promossa dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) come politica di riferimento ed è stata recepita dall’Assemblea mondiale della salute (WHA 23.23, 2010) e ripresa durante l’ultima WHA tenutasi a Ginevra il 22 maggio 2018 [2]. Dell’edizione 2007 è disponibile la traduzione in italiano [3]. Sono descritti 6 Passi concreti, applicabili a qualsiasi emergenza, in qualsiasi contesto, che possono essere integrati e sviluppati nelle politiche e programmi nazionali e locali. La Guida operativa richiama la necessità di sviluppare o adottare strategie comuni, integrandole con i servizi esistenti pre-emergenza, formare il personale, coordinare le operazioni coinvolgendo tutti gli  chiave, attivare tempestivamente sistemi di monitoraggio e valutazione e interventi tecnici specifici destinati alla protezione, promozione e sostegno dell’allattamento, tra cui la gestione delle donazioni – con specifico riferimento alle formule sostitutive per lattanti e alimenti per la prima infanzia – e la comunicazione con i media.

 

Paola Tiberi, Irene Raparelli e Noemi Pavoni sono intervenute con una relazione dal titolo “Aderire o sviluppare strategie. L’esperienza del Piano di emergenza comunale di Marino” illustrando come sia possibile creare sinergie per la costruzione dei Piani di emergenza comunale (Pec). È stato presentato il processo che ha portato alla definizione della procedura per la gestione dell’alimentazione infantile nelle emergenze all’interno del Pec [4]. Paola Tiberi, vicesindaca di Marino, ha descritto il ruolo avuto dall’amministrazione comunale nel promuovere la definizione del Pec in un processo partecipato. Irene Raparelli, mamma peer counselor dell’Associazione La Goccia Magica, ha riassunto come le donne/mamme, le associazioni e i cittadini siano intervenuti e come abbiano sostenuto questo percorso. Infine, Noemi Pavoni ha parlato delle azioni previste dalla Asl Roma 6 nell’ambito del Pec e di quali siano le azioni di preparedness in tema di alimentazione infantile nelle emergenze, soprattutto in questa fase in cui la Asl ha avviato il percorso di adesione alle iniziative Unicef Baby Friendly.

 

Angela Giusti ha passato in rassegna gli interventi tecnici necessari per la protezione, sostegno e promozione della salute delle mamme e i bambini di 0-2 anni nelle emergenze, con un focus specifico sull’alimentazione. Nell’emergenza sono previsti spazi e percorsi dedicati ai gruppi di popolazione con bisogni speciali. Sono stati presentati gli spazi di riposo, ristoro e allattamento per mamme e bambini, i percorsi prioritari per l’approvvigionamento dei beni di prima necessità, l’uso di ausili come le fasce per portare i lattanti. L’analisi dei bisogni delle mamme, dei bambini e dei volontari del primo soccorso è stata fatta a partire dalle indagini condotte dall’Iss nel corso delle emergenze terremoto che si sono verificate nel nostro Paese. Sono poi stati discussi gli interventi specifici per i bambini allattati, in alimentazione complementare e non allattati: comunicazione e counseling per l’accompagnamento nei processi decisionali, percorsi per le donne in gravidanza, contatto pelle-a-pelle e avvio dell’allattamento esclusivo alla nascita, spremitura del latte per bisogni della madre o del bambino, conservazione e utilizzo in sicurezza del latte materno, come ristabilire l’allattamento esclusivo in un lattante con meno di 6 mesi parzialmente alimentato con “formula”, come ricostituire e somministrare in sicurezza la formula sostitutiva per lattanti secondo le indicazioni dell’Oms. Sono poi stati presentati alcuni studi di caso sull’uso inappropriato degli alimenti per l’infanzia distribuiti durante le emergenze a seguito di donazioni non richieste. Un ultimo aspetto ha riguardato la comunicazione attraverso i media e i social network.

 

Elise Chapin, referente nazionale per Unicef Italia per le iniziative “Insieme per l’Allattamento”, ha illustrato le raccomandazioni per la gestione delle donazioni alimentari destinate ai lattanti e ai bambini piccoli nelle emergenze. È stato affrontato il tema della gestione delle donazioni e di come sia possibile indirizzare l’opinione pubblica verso comportamenti virtuosi, che non influiscano negativamente sulla gestione dell’emergenza. Spesso l’opinione pubblica si attiva per aiutare le popolazioni colpite e questo sforzo deve essere orientato per evitare ripercussioni negative, anche sulla salute dei bambini. Le formule sostitutive per lattanti e gli alimenti per la prima infanzia dovrebbero essere acquisiti attraverso i normali canali di approvvigionamento del sistema di emergenza.

 

Sofia Colaceci ha condotto i gruppi di lavoro con la modalità del World Cafè, scelta in fase di progettazione formativa per il potenziale generativo di idee e la condivisione di esperienze. Otto gruppi hanno lavorato in tre turni distinti, analizzando le pratiche sull’alimentazione infantile attivabili a breve e medio termine nei rispettivi contesti di appartenenza. Sono emerse anche le possibili sinergie intersettoriali tra le associazioni, i comuni, i servizi sanitari, la scuola e gli enti deputati alla gestione delle emergenze (Protezione civile e Croce rossa italiana).

 

Immacolata Dall’Oglio ha illustrato i bisogni formativi del personale dell’emergenza, analizzandoli sulla base del livello di coinvolgimento e distinguendo tra attori dedicati, coinvolti e informati. Ha poi illustrato l’esperienza di formazione dei professionisti sanitari realizzata dall’Ospedale pediatrico Bambino Gesù e dall’Iss che è arrivata alla sua seconda edizione.

 

Julia Bomben ha presentato una relazione sui bisogni dei bambini, delle madri e dei padri durante le emergenze, basandosi su un’esperienza di campo. Sono stati analizzati gli aspetti delle esercitazioni all’emergenza che dovrebbero essere approfonditi e diffusi a tutti gli enti che lavorano sulla preparedness.

 

Angela Giusti ha affrontato il tema del monitoraggio e della valutazione. Il sistema di emergenza è dotato di strumenti per l’analisi rapida di contesto. Non sempre sono tenuti in considerazione alcuni aspetti dell’alimentazione dei bambini di 0-2 anni, in particolare la scomposizione in gruppi di età (0-5, 6-11, 11-23 mesi) e le modalità di alimentazione (allattamento esclusivo, complementare, non allattamento), che riflettono i diversi bisogni dei bambini e orientano l’azione immediata e nel post emergenza.

 

In tema di preparedness, Elise Chapin ha presentato il programma Unicef “Insieme per l’allattamento”, che prevede le iniziative “Ospedale amico dei bambini”, “Comunità amica dei bambini”, “Corso di laurea amico dell’allattamento” e “Baby Pit Stop” [5]. Laddove i contesti proteggono, promuovono e sostengono l’allattamento come buona pratica abituale, anche in situazione di emergenza gli interventi sono resi più semplici dalla cultura diffusa, tra i professionisti e nella popolazione generale.

 

Flaminia Cordani di Save the Children ha presentato le Linee d’indirizzo per la protezione dei minori in emergenza [6]. I bambini e gli adolescenti sono parte integrante della comunità ed è necessario che i Piani di Emergenza considerino la loro presenza e siano tarati sui loro bisogni. Le Linee d’indirizzo constano di 10 azioni prioritarie da inserire nei piani comunali o all’interno delle linee guida regionali per la realizzazione o l’aggiornamento dei Piani di protezione civile che integrino misure idonee alla protezione dei bambini e degli adolescenti in situazioni di emergenza.

 

I lavori sono terminati con le attività dei gruppi per individuare i bisogni formativi dei diversi attori dell’emergenza. Gli elaborati dei gruppi saranno utilizzati nelle attività future di progettazione di interventi dedicati a questo tema.

 

Riferimenti

 

[1] Ife Core Group. The Operational Guidance on Infant and Young Child Feeding in Emergencies, ottobre 2017 (pdf 836 kb)

[2] Who. Infant and young child feeding. 71st Who Assembly, maggio 2018 (pdf 87 kb)

[3] Ife Core Group. L’alimentazione di lattanti e bambini piccoli nelle emergenze, febbraio 2007 (pdf 850 kb)

[4] Comune di Marino. Piano di emergenza comunale, allegato G, novembre 2016 (pdf 161 kb)

[5] Unicef, Insieme per l'allattamento, Ospedali e comunità amici dei bambini

[6] Save the Children. Dalla parte dei bambini - Linee di indirizzo per i piani d’emergenza, novembre 2017 (pdf 2,5 Mb).