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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

allattamento

L’alimentazione dei bambini durante le emergenze: l’appello per le Filippine

Revisione a cura di Angela Giusti - Centro nazionale di epidemiologia e sorveglianza e promozione della salute

 

28 novembre 2013 – Il tifone Iolanda che ha colpito le Filippine nelle scorse settimane ha influito negativamente su una situazione alimentare e sanitaria già precaria. A seguito del disastro l’Ufficio filippino dell’Unicef ha pubblicato un comunicato che ricorda e puntualizza le necessità alimentari della popolazione più giovane. Infatti l’inquinamento delle falde acquifere dovuto al disastro naturale ha aumentato il rischio di patologie legate all’alimentazione.

 

Durante le situazioni di emergenza, sia antropiche che naturali, il tasso di mortalità tra i bambini sotto i 5 anni di vita è molto superiore a quello delle altre fasce d’età. Questa elevata incidenza è dovuta principalmente alla diffusione di malattie infettive e fenomeni dissenterici e alla concomitante malnutrizione in cui potrebbero incorrere neonati e bambini. È dunque necessario riuscire, da subito, ad assicurare un ambiente in grado di incoraggiare l’allattamento almeno sino ai due anni di vita dei bambini e, in casi estremi ridurre al minimo i rischi legati all’uso di latte artificiale.

 

Il Global Nutrition Cluster ricorda che l’allattamento al seno andrebbe cominciato  entro un’ora dalla nascita e proseguito in modo esclusivo per i primi sei mesi di vita del bambino. Da quel momento è possibile introdurre alimenti complementari proseguendo l’allattamento al seno per due anni e oltre, secondo il desiderio della mamma e del bambino. I neonati non allattati al seno sono 5 volte più esposti al rischio di morire per polmonite e 14 volte più esposti al rischio di decesso per diarrea rispetto a quelli allattati in modo esclusivo al seno per i primi sei mesi di vita. Assicurare un ambiente idoneo all’allattamento e supportare le madri in questo processo è tra gli interventi prioritari durante le emergenze.

 

La posizione sui sostituti del latte materno

Secondo quanto pubblicato dall’Unicef delle Filippine bisognerebbe quindi evitare donazioni di preparati alimentari. Non dovrebbero essere effettuate donazioni di sostituti del latte materno (Slm) per i bambini sotto i due anni, come latte artificiale, prodotti lattiero-caseari, alimenti complementari per biberon e neanche alimenti complementari, succhi di frutta e the per i bambini sotto i sei mesi. Sarebbe inoltre da evitare l’invio di biberon e tettarelle. Eventuali donazioni non richieste, soprattutto di sostituti del latte materno devono essere segnalate al Department of Health-Nutrition Cluster Coordinator (Doh-Nnc).

 

L’utilizzo di questi prodotti dovrebbe avvenire solo a seguito di un’attenta valutazione delle necessità. Infatti, i Slm devono essere usati solo sotto stretto controllo, in condizioni igieniche controllate e in conformità con le normative internazionali come il Codice internazionale sulla commercializzazione dei sostituti del latte materno, il Milk Code delle Filippine, la Policy on the Acceptance of Processed Local and Foreign Donations e la risoluzione dell’Assemblea mondiale della Sanità.

 

In situazioni di estrema difficoltà è necessario creare le condizioni per facilitare l’allattamento, creare angoli dedicati alle madri e ai bambini, avviare il counselling individuale e una rete di supporto tra le madri. Le donne che hanno subito un trauma oppure che si trovano in condizioni di stress potrebbero avere difficoltà a rispondere in modo adeguato alle richieste dei loro bambini per cui è necessario garantire loro supporto adeguato. È inoltre necessario aiutare i bambini che sono stati separati dalle madri a ricevere il latte materno, ad esempio con l’utilizzo di balie laddove appropriato.

 

I bambini, dai sei mesi in poi hanno necessità di integrare la dieta a base di latte materno con alimenti nutrienti, per questo motivo l’invio di cibi altamente nutrienti o integratori (soprattutto vitamina A e zinco) sarebbe da preferire ai prodotti latteari.

 

Il comunicato dell’Ufficio filippino dell’Unicef chiude con un appello, rivolto a governi e partner internazionali, a includere l'allattamento al seno e l’alimentazione di neonati e bambini come parte integrante della pianificazione e della gestione delle emergenze, e di destinare risorse, sia finanziarie sia umane, per la gestione dell'allattamento al seno durante le emergenze.

 

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