Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

allattamento

Settimana per l’allattamento materno 2012

Revisione a cura di Angela Giusti – Centro nazionale di epidemiologia e sorveglianza e promozione della salute

 

10 ottobre 2012 - Fare il punto sui risultati ottenuti nel settore dell’alimentazione di neonati e bambini, valutare lo stato di attuazione della “Strategia globale per l’alimentazione dei neonati e dei bambini” (pdf 440 kb), adottata dieci anni fa da Oms e Unicef, celebrare i successi internazionali, promuovere le iniziative locali e favorire l’adozione di politiche in grado di colmare le lacune ancora presenti nei programmi nazionali: sono gli obiettivi principali della Settimana per l’allattamento materno (Sam) 2012, celebrata in Italia nei giorni 1-7 ottobre 2012.

 

La storia della Sam

L’evento, arrivato al ventesimo anno di celebrazioni, è stato ideato dalla World alliance for breastfeeding action (Waba) per promuovere, proteggere e sostenere l’allattamento al seno. Si tratta di un’iniziativa che affonda le sue radici negli anni Settanta, quando l’emergere del dibattito sugli effetti dell’alimentazione artificiale ha portato l’Assemblea mondiale della sanità ad adottare il “Codice internazionale sulla commercializzazione dei sostituti del latte materno” (pdf 295 kb) (1981), è proseguita negli anni Novanta con la “Dichiarazione degli innocenti”, voluta da Oms e Unicef e basata sull’adozione di “10 passi” da parte di tutti i reparti di maternità, e arriva al 2002 con l’istituzione della “Strategia globale per l’alimentazione dei neonati e dei bambini”. Quest’ultima iniziativa, fondata su cinque obiettivi, si proponeva di sviluppare politiche globali sull’alimentazione in questa fascia di età, garantire la promozione e il sostegno dell’allattamento al seno esclusivo per sei mesi e quello prolungato fino ai due anni di età, promuovere un’alimentazione complementare sicura, fornire indicazioni sull’alimentazione dei neonati e dei bambini in situazioni di disagio e valutare la necessità di migliorare l’impianto legislativo esistente.

 

La situazione attuale

I dati diffusi dalla Waba in occasione della Settimana 2012, e pubblicati in italiano (pdf 560 kb) sul sito del Movimento allattamento materno italiano (Mami), forniscono un quadro generale sull’allattamento al seno per gli oltre 130 milioni di bambini che nascono ogni anno. Se il dato generale sull’allattamento esclusivo al seno per i primi sei mesi di vita supera di poco il 40%, dati incoraggianti arrivano da singole realtà dove, a partire dal 1990, sono stati registrati notevoli miglioramenti. Tassi bassi si riscontrano anche per l’inizio dell’allattamento al seno entro un’ora dalla nascita (43%), per l’alimentazione complementare, adeguata e al momento opportuno (60%) e per la prosecuzione dell’allattamento al seno oltre i sei mesi (75% fino a un anno e 56% fino a 2 anni).

 

Guadagnare salute e allattamento materno

L’allattamento al seno è stato oggetto di discussione durante la seconda manifestazione del programma nazionale di Guadagnare Salute (Venezia, 21-22 giugno 2012). La sessione “Guadagnare Salute…cominciando da piccoli” si è infatti focalizzata sugli interventi precoci di promozione della salute di cui l’allattamento è uno dei quattro pilastri insieme a corretta alimentazione della madre durante la gravidanza, attività fisica e astensione da fumo e alcol. In particolare due presentazioni hanno affrontato il tema dell’allattamento al seno, si tratta di “Il Progetto per la promozione e il sostegno dell’allattamento materno nella Regione Veneto” (pdf 3,2 Mb) e “Un progetto centrato sulle famiglie: la Baby friendly community initiative a Milano” (pdf 1,2 Mb).

 

Allattamento al seno: prevalenze, durata e fattori associati” (pdf 1,9 Mb) è invece il titolo del poster, a cura del Gruppo di lavoro sul percorso nascita del Cnesps, realizzato sulla base dell’indagine compiuta all’interno del Progetto obiettivo materno infantile (Pomi) per valutare gli effetti sulle prevalenze di allattamento al seno in seguito all’implementazione di un percorso assistenziale. L’indagine, condotta tra il 2008 e il 2009 su 1918 donne e nel periodo 2010/11 su 1957, ha rivelato che la prevalenza di allattamento esclusivo al seno è passata dal 59,1% al 63,8% in reparto e dal 51,7% al 55,4% a 3 mesi dal parto. I dati a 6 mesi dal parto indicano che la prevalenza si riduce rispettivamente al 10,6% e al 7,4% mentre l’allattamento complementare passa dal 45,7% al 52,4%. A 12 mesi l’allattamento complementare aumenta al 37,3% e si riduce la prevalenza di donne che non allattano al seno, dal 66,5% al 62,3%. Tra le donne che hanno allattato in modo esclusivo al seno, il 24,2% nella prima indagine e il 18% nella seconda dichiarano di aver smesso entro il primo mese dal parto.

 

Uno dei grandi progressi fatti nel nostro Paese nell’applicazione della Strategia globale Oms è rappresentato dai progetti regionali del Piano nazionale della prevenzione (Pnp) sul tema dell’allattamento al seno e dell’alimentazione infantile.

 

La Sam in Europa

“Understanding the past-planning the future” è lo slogan scelto per la World breastfeeding week promossa dall’Oms Europa e celebrata nella settimana 1-7 agosto 2012. Ed è proprio dall’Ufficio europeo dell’Oms che arrivano i dati sulle implicazioni negative correlate a un allattamento al seno inadeguato: il 45% delle morti causate da infezioni neonatali, il 30% per dissenteria e il 18% per problemi respiratori si potrebbero evitare con un adeguato allattamento al seno.

 

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