Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

migranti e salute

Archivio 2016

22/12/2016 - Il 2016 dell’Oms Europa per la salute dei migranti

Il 18 dicembre scorso, in occasione dell’International Migrants Day, l’Ufficio europeo dell’Oms ha pubblicato una panoramica sulle attività intraprese per la tutela della salute tra le popolazioni migranti. I materiali messi a disposizione comprendono interviste agli operatori sanitari impegnati sul campo, il rilancio dei documenti pubblicati nei mesi passati e alcuni approfondimenti sui nuovi report realizzati dall’Health Evidence Network (Hen). Per approfondire leggi l' approfondimento.

 

15/12/2016 - 66ma riunione dell’Oms Europa e salute dei migranti

Ogni anno, a settembre, si svolge il WHO Regional Committee for Europe, un momento di incontro di tutti i rappresentanti dei Paesi membri dell’Oms Europa che per quattro giorni lavorano alla formulazione di politiche regionali, supervisionano le attività dell’Ufficio regionale, ragionano sui programmi di spesa e, ogni 5 anni, eleggono il direttore regionale dell’Ufficio Oms. Durante il meeting 2016 si è discusso anche di salute dei migranti, è stato presentato il documento “Strategy and action plan for refugee and migrant health in the WHO European Region” ed è stata approvata l’omonima risoluzione. Per maggiori informazioni leggi l’approfondimento dedicato.

 

7/12/2016 - Prevenzione dell’influenza tra gli immigrati residenti in Italia: un articolo su Plos One

La copertura della vaccinazione antinfluenzale tra gli immigrati adulti a rischio di complicanze è minore rispetto a quella tra i cittadini italiani (16,9% vs 40,2%), seppure in misura diversa a seconda dell’area di provenienza e della durata di permanenza nel nostro Paese. Le differenze nelle caratteristiche demografiche, nelle condizioni socio-economiche e nel livello di utilizzo dei servizi sanitari spiegano la minore copertura per la maggior parte degli immigrati di lunga permanenza mentre, anche al netto dell’effetto indotto da questi fattori, la differenza di copertura rispetto ai cittadini italiani, seppure ridotta, continua ad apparire significativa per gli immigrati recenti e gli immigrati africani di lunga permanenza. Essendo l’accesso alla vaccinazione gratuito per tutti i residenti, inclusi gli immigrati, questi risultati suggeriscono che la copertura vaccinale antinfluenzale in questi due sottogruppi sia influenzata anche da barriere di tipo culturale e linguistico. Barriere sulle quali è necessario un maggior approfondimento per promuovere efficaci strategie di accesso alla vaccinazione. Questo è quanto emerge da uno studio pubblicato a novembre 2016 sulla rivista internazionale Plos One da ricercatori del Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianze e promozione della salute (Cnesps) dell’Iss, in collaborazione con colleghi dell’Istituto nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti e per il contrasto delle malattie della povertà (Inmp) e dell’Istituto nazionale di statistica (Istat). La ricerca è stata svolta nell’ambito dell’indagine Istat 2012-2013 su un sotto-campione di oltre 40 mila residenti in Italia considerati a rischio di complicanze per influenza (tra i quali circa 1000 erano cittadini stranieri). Per approfondire consulta l’articolo completo “Differences in Influenza Vaccination Coverage between Adult Immigrants and Italian Citizens at Risk for Influenza-Related Complications: A Cross-Sectional Study” su Plos One e il Primo Piano sul sito dell’Iss.

 

7/12/2016 - Accesso ai servizi per i migranti irregolari: le raccomandazioni Iom

Un nuovo documento pubblicato dallo Iom (International Organization for Migration) ha lo scopo di chiarire perché occorre migliorare l’accesso ai servizi sanitari da parte dei migranti irregolari in Europa. Prodotto nell’ambito del progetto Equi-Health, in collaborazione con l’iniziativa Cost, il documento riflette il consenso raggiunto da una vasta gamma di esperti internazionali del settore nel corso di una serie di incontri condotti tra il 2012 e il 2016. Inoltre identifica 12 raccomandazioni, seguite ognuna da una sintesi dell’evidence su cui è basata. Per maggiori informazioni consulta il documento completo “Recommendations on access to health services for migrants in an irregular situation: an expert consensus”.

 

17/11/2016 - Al via il primo Hub europeo della conoscenza su salute e migrazione

Grazie alla collaborazione tra Oms Europa e Consiglio sanitario regionale siciliano (che ha fornito anche supporto finanziario), nasce il primo European Knowledge Hub on Health and Migration (Hub europeo della conoscenza su salute e migrazione). Pensato per supportare il lavoro di coloro che si occupano direttamente degli aspetti sanitari legati ai fenomeni migratori, il Knowledge Hub mira ad essere un vero e proprio repository delle evidenze scientifiche sul tema e una piattaforma di formazione per tutti gli stakeholder nel campo della migrazione e salute, con un approccio intersettoriale. Fondamentale in tal senso l’esperienza della Regione Sicilia – porta d’accesso per l’Europa di centinaia di migranti – che ha messo a disposizione competenze specifiche per migliorare la preparedness sui fenomeni migratori e per promuovere sistemi sanitari incentrati sui bisogni dei pazienti e sulla riduzione delle diseguaglianze di salute nella popolazione migrante. Tra i compiti del Knowledge Hub: offrire formazione on line e una summer school annuale; dare accesso a un ampio network intersettoriale di esperti, ai professionisti sul campo che possono viceversa portare la loro esperienza diretta; far “incontrare” settori diversi (come quello dell’educazione e quello sociale) che hanno un grande impatto sulla salute dei migranti; dissipare i falsi miti e i pregiudizi su salute e migrazione attraverso la creazione di una piattaforma di interventi evidence based. Per maggiori informazioni consulta la pagina dedicata sul sito dell’Oms Europa.

 

3/11/2016 - Preparedness e sorveglianza sindromica nei centri di accoglienza: nuovi documenti dall’Ecdc

Per supportare gli Stati membri Ue/Eea nelle attività di preparedness e di sorveglianza sindromica nei centri di accoglienza per migranti, l’European Centre for Disease Control and Prevention (Ecdc) pubblica due manuali e i relativi tool. I documenti sono stati sviluppati per l’Ecdc da alcuni ricercatori dell’Istituto superiore di sanità (Iss) grazie all’esperienza e la competenza maturate su queste tematiche negli ultimi anni. Il manuale “Handbook on using the Ecdc preparedness checklist tool to strengthen preparedness against communicable disease outbreaks at migrant reception/detention centres” e il correlato “Preparedness checklist tool” (xls 399 kb) sono stati realizzati per le autorità sanitarie europee che vogliono valutare la capacità di prevenzione e controllo delle malattie trasmissibili all’interno dei centri di immigrazione presenti nei loro Paesi, al fine di poter definire priorità di intervento. Il manuale “Handbook on implementing syndromic surveillance in migrant reception/detention centres and other refugee settings” e il “Thresholds calculation tool” (xls 81 kb) mirano invece a facilitare le autorità sanitarie europee a realizzare, con procedure adattate al proprio contesto nazionale, sistemi di sorveglianza sindromica nei centri di immigrazione o in altri contesti di accoglienza dei propri Paesi. Per approfondire consulta la pagina dedicata sul sito dell’Ecdc e il Primo Piano sul sito dell’Iss con il commento di Silvia Declich, Flavia Riccardo e Antonino Bella (Reparto Epidemiologia delle malattie infettive, Cnesps-Iss).

 

27/10/2016 - Dossier statistico immigrazione 2016

L’immigrazione non è una questione superata, né una ”invasione”, ma un fenomeno sociale importante di cui tenere conto: è questa la tesi di fondo che emerge dalla nuova edizione del Rapporto statistico immigrazione 2016 realizzato dal Centro studi Idos in partnerariato con la rivista Confronti. Dal 1 gennaio al 30 agosto 2016 sono state 107.089 le persone giunte via mare in Italia, a cui si aggiungono i 153.842 sbarcati nel 2015 e i 170.100 nel 2014, per un totale di 431.031 persone approdate negli ultimi 30 mesi. Dei nuovi arrivati, a fine agosto 2016, solo 145.900 risultano ospiti del sistema nazionale di accoglienza (e di questi 111.061 presso i centri straordinari delle diverse Regioni e gli altri presso lo Sprar). Alla fine del 2015 la popolazione straniera in Italia era di 5.026.153, pressoché invariata rispetto all’anno precedente, ma si tratta però di una immobilità apparente: da un lato sono stati registrati 250 mila cittadini stranieri in arrivo dall’estero (un livello equiparabile ai grandi flussi degli emigrati che lasciavano l’Italia negli anni ’60) e 72 mila i nuovi nati da genitori entrambi stranieri (circa un settimo di tutte le nascite registrate nel paese), mentre dall’altro 178 mila stranieri sono diventati cittadini italiani, portando il numero complessivo degli italiani di origine straniera a circa 1 milione e 150 mila. Da sottolineare che per la prima volta nel 2015 la popolazione complessiva residente nel paese è in calo di 150 mila unità e questa tendenza peggiorerà, trovando un parziale temperamento nei flussi dall’estero e nelle nascite che ne conseguono. Per maggiori informazioni consulta la pagina dedicata sul sito Idos.

 

20/10/2016 - Speim: salute pubblica ed emergenza immigrazione

Sono on line i rapporti della sorveglianza sindromica condotta nei Centri per migranti della Regione Sicilia al fine di fornire allerte precoci per potenziali emergenze di sanità pubblica. Il presente lavoro, basandosi su una analisi di contesto dei Centri della Regione Sicilia con particolare riguardo alle modalità di assistenza sanitaria fornita ai migranti presenti nei centri, riporta i risultati dell’esperienza italiana condotta nel corso del 2015. Leggi l’approfondimento a cura di Antonino Bella e Silvia Declich (Iss) e scarica i report: “Sorveglianza sindromica per le malattie infettive rivolto alle popolazioni migranti ospitate nei Centri per immigrati. Rapporto finale Periodo: 01/03/2015 – 31/08/2015” (pdf 521 kb) e “La survey sulle caratteristiche dei centri di accoglienza per immigrati nella Regione Sicilia” (pdf 106 kb).

 

6/10/2016 - Dall’Oms Europa un report sull’accessibilità e la qualità dei servizi dedicati alla salute materna per le popolazioni migranti nei Paesi della Regione

Il numero di donne migranti in età fertile presenti nei Paesi appartenenti alla Regione europea dell’Oms è in rapido aumento. In tutta la Regione, gli esiti di salute materna della maggior parte delle donne migranti sono peggiori rispetto alle altre donne. I fattori di rischio identificati non sono legati solo alla gravidanza, al parto e al periodo post-partum, ma anche a eventi del periodo pre-concepimento. Questa situazione aumenta l’esigenza di servizi dedicati alla salute materna accessibili a queste popolazioni e culturalmente appropriati. Per questo motivo, l’Oms Europa ha pubblicato il documento “What is the evidence on the reduction of inequalities in accessibility and quality of maternal health care delivery for migrants? A review of the existing evidence in the WHO European Region”. Questa mirata revisione sistematica della letteratura fornisce una sintesi critica e interpretativa delle esistenti politiche sanitarie per valutare gli interventi e le strategie in grado di migliorare l’accessibilità e la qualità di servizi dedicati alla salute materna per le donne migranti. Barriere formali quali i limiti nel diritto di usufruire dei servizi sanitari e ostacoli informali legati alla familiarità, conoscenza, accettabilità, disponibilità e costo dei servizi stessi, ne minacciano l’accesso. L’Oms raccomanda quindi di assicurare l’accesso universale alle cure e di fornire servizi culturalmente competenti per favorire l’accesso ai servizi dedicati alla salute materna, la loro qualità per quindi migliorare la salute materna delle donne migranti.

 

1/9/2016 - Qualità e l’accessibilità ai servizi sanitari per i migranti: la formazione degli operatori sanitari

Migliorare l’accessibilità e la qualità dei servizi sanitari per migranti e minoranze etniche, e ridurre le disuguaglianze di salute: sono gli obiettivi principali del progetto europeo Migrant and Ethnic Minorities Training Packages (Mem-Tp), nato dal bisogno crescente di formare i professionisti sanitari affinché siano in grado di conoscere, comprendere e rispondere in maniera adeguata ai cambiamenti che le migrazioni producono nel contesto sociale e nei luoghi di cura. Per raggiungere questi risultati, il progetto ha lavorato su più fronti: ha tracciato una panoramica della situazione dei migranti e minoranze etniche in Europa allo scopo di individuare le principali sfide e le migliori pratiche; ha identificato e valutato i programmi di formazione su accesso e qualità dell’assistenza sanitaria per migranti e minoranze etniche; ha sviluppato contenuti e materiali educativi da inserire in un nuovo pacchetto formativo; ha sviluppato e applicato un processo strutturato che permetta la formazione continua degli operatori sanitari in ogni Paese, attraverso l’adattamento dei materiali didattici alle situazioni ed esigenze locali. Infatti, il materiale realizzato è stato tradotto e adattato alle diverse lingue europee. Consulta i testi, in italiano, dei materiali di formazione realizzati nell’ambito del progetto e scarica il final report (pdf 586 kb) per maggiori informazioni sul progetto.

 

(9 giugno 2016) XIV Congresso della Società italiana di medicina delle migrazioni

Mario Affronti e Maurizio Marceca (Simm) presentano le Raccomandazioni pubblicate in seguito al XIV congresso della Simm (11-14 maggio). L’evento, dal titolo “Persone e popoli in movimento. Promuovere dignità, diritti e salute” si è svolto a Torino e ha visto la partecipazione di circa 300 operatori sociosanitari provenienti da tutta Italia. Per maggiori informazioni leggi l’approfondimento.

 

(19 maggio 2016) Due incontri per parlare di salute dei migranti in Europa

Tra l’11 e il 13 maggio si sono svolte due conferenze sul tema migranti e salute. L’11 maggio a Lisbona, durante la “Final Joint Conference Equi-Health & Adapt projects” (pdf 122 kb), sono stati presentati i due outcome della collaborazione tra l’Organizzazione internazionale migranti (Oim), RO Brussels e il network interdisciplinare scientifico Adapt. Il primo risultato è l’inserimento di una sezione sulla salute nella quarta edizione del Migrant Integration Policy Index (Mipex), che sarà resa disponibile a breve. In questa sezione vengono presentate le politiche sanitarie in relazione ai migranti in 38 Paesi europei e integra le altre 7 aree del Mipex rilevanti per l’integrazione dei migranti (come educazione, lavoro, partecipazione politica, ecc.). Il secondo risultato congiunto è lo sviluppo di linee guida sull’accesso ai servizi sanitari per i migranti in situazione irregolare. Nei giorni 12 e 13 maggio, sempre a Lisbona, si è svolta la “Conference on Migrants and Health actions funded under the Health Programme” (pdf 705 kb) organizzata dalla Agenzia Chafea, dalla Commissione europea e dalla Direzione generale per la Salute del Portogallo che è stata l’occasione per fare un ex cursus di tutti i progetti sui migranti finanziati dalla Commissione nell’ambito del Health Programme 2008-20013 e 2014-2020. Per maggiori informazioni, scaricare le presentazioni e i materiali, consulta il sito dedicato.

 

(19 maggio 2016) Il profilo di salute degli stranieri immigrati nelle indagini Istat

Quali sono le principali sfide che i fenomeni migratori impongono all’agenda delle politiche di salute italiane? Questa domanda è stata il punto centrale della tavola rotonda che si è svolta durante il convegno “Epidemiologia della salute della popolazione immigrata in Italia. Evidenze delle indagini multiscopo Istat” (Roma, 5 maggio 2016) organizzato dall’Istituto nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti e per il contrasto delle malattie della povertà (Inmp) in collaborazione con l’istituto nazionale di statistica (Istat). La discussione, che ha coinvolto numerosi esperti e decisori italiani, è partita dall’analisi dei risultati delle indagini condotte da Inmp, Istat e Iss, per arrivare a discutere sia delle implicazioni di carattere politico e sia delle azioni a carico dei centri di responsabilità del Servizio sanitario e del volontariato, della ricerca e del monitoraggio. Per maggiori informazioni leggi il commento di Giuseppe Costa (Università di Torino).

 

(7 aprile 2016) Screening prenatali in Europa: una survey Ecdc

Nei Paesi dell’Unione europea (Ue) e dello Spazio economico europeo (See) è ancora presente la trasmissione materna (mother-to-child transmission) di Hiv, epatite B, sifilide e rosolia, soprattutto in alcuni gruppi a rischio. È quanto emerge dal rapporto tecnico “ Antenatal screening for HIV, hepatitis B, syphilis and rubella susceptibility in the EU/EEA - A Member State Survey”, pubblicato dall’Ecdc ad aprile 2016. Il documento presenta i risultati di una survey condotta tra 26 Paesi Ue/See per raccogliere informazioni sugli screening prenatali nei singoli Paesi. Lo screening prenatale per l’Hiv, l’epatite B e la sifilide viene offerto da un’alta percentuale di Stati membri dell’Ue/See, mentre quello per la rosolia da 14/26 Paesi. Nella maggior parte dei Paesi che offre lo screening prenatale, la copertura è maggiore del 90-95%. Tuttavia, pochi Paesi raccolgono dati utili a valutare l’efficacia di tali programmi. Pertanto, sarebbe auspicabile rafforzare la sorveglianza dei casi di trasmissione materna di Hiv, epatite B, sifilide e rosolia, per potere migliorare le valutazioni di incidenza dei casi e identificare i fattori di rischio. Inoltre, visto che la trasmissione materna di Hiv, epatite B, sifilide e rosolia colpisce in particolare alcuni gruppi vulnerabili che hanno un accesso limitato sia alle cure prenatali che ai test di screening, si raccomanda agli Stati membri di considerare la messa in atto di interventi mirati per le popolazioni a rischio, sulla base di una valutazione dell’epidemiologia della malattia e dei suoi fattori di rischio. Per maggiori informazioni scarica il documento completo (pdf 1,8 Mb) e leggi la notizia sul sito Ecdc.

 

(24 marzo 2016) Accesso alle cure della persona straniera: aggiornata la guida operativa Iss

Promuovere una maggiore conoscenza dei diritti alla salute delle persone straniere, fornendo agli operatori socio-sanitari un utile strumento operativo per la comprensione del quadro normativo vigente e delle procedure da attivare al fine di consentire un più agevole accesso alle cure. Questo l’obiettivo della guida “L’accesso alle cure della persona straniera: indicazioni operative”, giunta alla sua seconda edizione. Il documento, prodotto dal Dipartimento di Malattie infettive, parassitarie ed immunomediate (Mipi) dell’Istituto superiore di sanità, con il contributo di esperti e ricercatori del settore, aggiorna quanto contenuto nella precedente versione (pubblicata nel 2013) e presenta le principali disposizioni vigenti in materia, necessarie al personale sanitario che interagisce con la persona straniera, ma anche agli stessi migranti. L’edizione 2016 si è arricchita, nella sezione dedicata ai cittadini dell’Unione europea e dello Spazio economico europeo (Eea, European Economic Area), di una trattazione sulle nuove disposizioni vigenti in materia di assistenza transfrontaliera. Sono stati inoltre inseriti i riferimenti ai principali centri per l’immigrazione, distinguendoli per tipologia e funzioni. Per approfondire consulta il documento completo “L’accesso alle cure della persona straniera: indicazioni operative” (pdf 1,6 Mb), la presentazione sul sito uniticontrolaids.it, il Primo Piano sul sito dell’Iss.

 

(17 marzo 2016) Migrazioni e accoglienza in Italia

Nel 2014, i migranti hanno rappresentato oltre il 3% della popolazione mondiale. Di queste 240 milioni di persone in movimento, 20 milioni sono rifugiati e 1,8 milioni richiedenti asilo. Nel nostro Paese sono presenti oltre 5 milioni di stranieri regolarmente residenti e oltre 5.400.000 regolarmente presenti. Secondo i dati del ministero dell’Interno, nel 2015 sono sbarcati 153.842 migranti e sono state presentate 83.970 richieste di protezione internazionale (+32% rispetto 2014) il cui esito è stato: status di rifugiato 5%, status di protezione sussidiaria 14%, protezione di umanitaria 22%, non riconosciuti 53%, irreperibili 6%. Leggi la riflessione di Salvatore Geraci (Area sanitaria della Caritas di Roma) sul sistema di accoglienza in Italia.

 

(28 gennaio 2016) Migranti e salute in Europa: il documento Oms

Rafforzare la collaborazione tra Paesi delle Regioni Oms europea, africana e del Mediterraneo orientale e tra istituzioni nazionali, internazionali e intersettoriali allo scopo di prevenire la morte di migranti e rifugiati (soprattutto nelle rotte di navigazione ad alto rischio) e rispondere in modo più efficace ai loro bisogni di salute: sono tra le dichiarazioni contenute nel documento “Stepping up action on refugee and migrant health Towards a Who European framework for collaborative action” (pdf 179 kb), pubblicato a seguito dell’high level meeting sulla salute dei migranti (Roma, 23-24 novembre 2015). Il documento contiene le azioni a medio e lungo termine che verranno discusse nella sessione del 2016 del Comitato regionale per l’Europa dell’Oms.

 

 


 

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