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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

migranti e salute

Salute dei migranti: le decisioni prese durante la 66ma riunione dell’Oms Europa

15 dicembre 2016 - Ogni anno, a settembre, si svolge il WHO Regional Committee for Europe, un momento di incontro di tutti i rappresentanti dei Paesi membri dell’Oms Europa che per quattro giorni lavorano alla formulazione di politiche regionali, supervisionano le attività dell’Ufficio regionale, ragionano sui programmi di spesa e, ogni 5 anni, eleggono il direttore regionale dell’Ufficio Oms.

 

Durante il meeting 2016 si è discusso anche di salute dei migranti, è stato presentato il documento “Strategy and action plan for refugee and migrant health in the WHO European Region” ed è stata approvata l’omonima risoluzione.

 

In particolare, l’action plan copre nove aree di intervento prioritario:

  • stabilire un framework di collaborazione entro il quale agire
  • fare azione di advocacy per il diritto alla salute di rifugiati, richiedenti asilo e migranti
  • valutare i determinanti sociali di salute
  • lavorare sulla preparedness in salute pubblica e assicurare una risposta efficace
  • migliorare il sistema sanitario e la sua resilienza
  • prevenire le malattie croniche
  • migliorare e ridurre i rischi rappresentati dalle malattie croniche
  • assicurare la prevenzione in modo etico e efficace
  • migliorare la comunicazione sulla salute.

Come sottolineato durante l’incontro, il processo consultativo alla base di questo action plan è il primo nel suo genere.

 

Durante la discussione plenaria i rappresentanti di 15 Paesi hanno espresso il loro supporto alla Strategia e all’action plan. In particolare, il delegato greco ha parlato della necessità di trasformare un momento di crisi in un’opportunità. Sono inoltre stati identificati argomenti specifici:

  • la necessità di migliorare i servizi dedicati alla salute mentale
  • l’importanza di formare operatori sanitari culturalmente competenti su esigenze di salute e barriere linguistiche e culturali
  • la vulnerabilità dei minori non accompagnati.

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