Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

migranti e salute

I numeri

Nel mondo

 

19 novembre 2015 - Secondo le stime (pdf 450 kb) più recenti fornite dall’Organizzazione delle Nazioni Unite (Onu – Population Division), a metà 2013 c’erano nel mondo 232 milioni di migranti internazionali (pari al 3,2% del totale della popolazione mondiale), in progressivo aumento rispetto al 1990 (154 milioni) e al 2000 (175 milioni), sebbene negli ultimi 3 anni vi sia stata una decelerazione. Infatti, l’aumento medio annuo del numero di migranti internazionali è stato del 2,3% nel periodo 2000-2010, salvo poi ridursi al 1,6% nel triennio 2010-2013.

 

Dei 232 milioni migranti internazionali presenti nel 2013, 136 milioni (58,6%) erano residenti in Paesi sviluppati mentre i restanti 96 milioni (41,4%) erano residenti in Paesi in via di sviluppo. Nei primi, la percentuale di migranti sul totale della popolazione è cresciuta dal 1990 e, nel 2013, risultava più alta rispetto a quella dei Paesi in via di sviluppo in cui è rimasta sostanzialmente invariata (10,8% vs 1,6%).

 

Circa i due terzi dell’intera popolazione di migranti internazionali è concentrata in Europa ed Asia: nel 2013, 72 milioni di migranti internazionali vivevano in Europa (31,0%) e 71 milioni in Asia (30,6%). Il Nord America ospitava invece 53 milioni di migranti internazionali (22,8%), seguito da Africa, America Latina e Oceania che nell’insieme ne ospitavano 36 milioni (15,6%). Dopo il Nord America, l’Europa è il continente dove si è registrato il più elevato aumento assoluto di migranti internazionali dal 2009 (23 milioni, pari a un aumento di 1 milione per anno).

 

Le donne, con una presenza del 48%, costituiscono una realtà sempre più significativa all’interno del fenomeno. Nei Paesi sviluppati queste costituiscono il 52% del totale della popolazione migrante, mentre nei Paesi in via di sviluppo questa percentuale si riduce al 43%.

 

Negli ultimi anni i flussi migratori hanno subito variazioni, indirizzandosi verso le regioni in grado di offrire maggiori possibilità di lavoro. Infatti, nel 2013, oltre il 51% dei migranti internazionali era concentrato in 10 Paesi: Stati Uniti (19,8%), Federazione Russa (4,7%), Germania (4,3%), Arabia Saudita (3,9%), Emirati Arabi (3,4%), Regno Unito (3,4%), Francia (3,1%), Canada (3,1%), Australia (3,0%), Spagna (3,0%).

 

Nel 2013, in accordo alla stessa fonte, il numero di rifugiati era di 15,7 milioni, pari a circa il 7% del totale dei migranti internazionali, con un incremento rispetto ai 15,4 milioni stimati nel 2010. La maggior parte dei rifugiati è concentrata in Asia (10,4 milioni), Africa (2,9 milioni) ed Europa (1,5 milioni). Quasi 9 rifugiati su 10 nel mondo (87,2%) vivono in Paesi in via di sviluppo, tra i quali quelli con il maggior numero sono la Giordania (2,6 milioni), lo Stato Palestinese (2,2 milioni), il Pakistan (1,7 milioni), la Siria 81,2 milioni) e l’Iran (0,9 milioni).

 

Risorse utili