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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Infezione da virus Zika

virus Zika: le specie vettrici e il rischio di diffusione in Europa

Marco Di Luca - Dipartimento di Malattie infettive parassitarie immunomediate, Mipi-Iss

 

24 marzo 2016 - Un invito dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), rivolto ai Paesi europei, a implementare le attività di sorveglianza e controllo delle zanzare vettrici per prevenire la diffusione dell’infezione da virus Zika (Zikv) e proteggere la popolazione durante la prossima stagione estiva. Questo il messaggio principale del documento “virus Zika vectors and risk of spread in the WHO European Region” pubblicato dall’Oms Europa il 18 marzo 2016.

 

In Europa, infatti, in presenza di casi umani, il rischio di trasmissione del virus Zika risulta molto basso durante la stagione invernale, perché le zanzare sono inattive, ma potrebbe aumentare con l’arrivo della primavera e dell’estate, periodo di maggiore attività e densità delle zanzare del genere Aedes.

 

Il documento sottolinea però che è importante distinguere tra Aedes aegypti, vettore principale di virus Zika e responsabile delle recenti epidemie in America latina, ed Aedes albopictus, specie suscettibile al virus, ma finora considerato vettore secondario. Ae. aegypti, specie originaria dell’Africa occidentale e attualmente presente in molte aree della fascia tropicale e subtropicale del globo, è stata identificata recentemente anche in aree alcune zone dell’Europa, come l’isola di Madeira (Portogallo) e la costa nord-orientale del Mar Nero (Georgia e alcune zone meridionali della Federazione russa). Ae. albopictus, originaria del sud-est asiatico ma ormai diffusa in molti aree temperate, è oggi presente, ad alte densità, nella Regione europea, in particolare in molti Paesi del bacino del Mediterraneo (Albania, Bosnia ed Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Francia, Germania, Georgia, Grecia, Israele, Italia, Malta, Monaco, Montenegro, Romania, Serbia, San Marino, Slovenia, Spagna, Svizzera, Turchia e Città del Vaticano).

 

Dunque, continua l’Oms, è necessario intensificare le attività di preparedness, seguendo quattro direttive principali, soprattutto in quei Paesi in cui si registra la presenza di entrambi i vettori o dove è alto il rischio di introduzione di Ae. aegypti:

  • sorveglianza entomologica e strategie di controllo mirate alla diminuzione della densità dei vettori
  • sorveglianza dei casi umani da virus Zika attraverso sistemi di allerta precoce
  • rapida conferma di laboratorio relativa a eventuali eventi di trasmissione locale di Zikv ed eventuali complicanze (episodi di micorcefalia e sindrome di Guillan-Barrè)
  • attenzione alle attività di comunicazione, con particolare riguardo per i gruppi a maggior rischio (come le donne incinte).

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