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Un
ideale percorso per chi voglia tenersi aggiornato tramite la letteratura
scientifica, prevede una fase preliminare di apprendimento metodologico
su come leggere criticamente. Compito non banale data la grande quantità
di informazioni che si è costretti a selezionare.
Per chi non ha difficoltà con l'inglese, molti sono gli articoli
pubblicati sull'argomento. Ne segnaliamo alcuni, disponibili
gratuitamente in Internet, oppure reperibili in biblioteca.
Tra i più semplici e divulgativi quelli del
British Medical
Journal (BMJ)
che ospita periodicamente rubriche dedicate alla lettura e alla
scrittura scientifica. Ancora attuale l'articolo, qui riprodotto con il
permesso del BMJ Publishing Group:
Fowkes FGR, Fulton PM.
Critical appraisal
of published research: introductory guidelines. Br Med J
1991;302:1136-40.
Dedicata ai non-esperti come introduzione al reperimento di articoli e
alla valutazione del loro valore secondo i principi della Evidence-Based
Medicine (EBM), la
serie di 10 articoli
(pubblicata dal
BMJ
tra luglio e settembre 1997 e disponibile on-line) a cura di
Greenhalgh, su "How to read a paper":
Della
stessa autrice il libro: "How to read a paper: the basics of
evidence-based medicine" (2004, 2° edizione), ordinabile presso il
BMJ Publishing Group
e ora disponibile nella
versione elettronica.
Sempre
del BMJ Publishing Group, molto utili sono i testi "Epidemiology
for the Uninitiated", di cui è uscita la 5° edizione ed è ancora
disponibile on-line la
4° edizione, del 1997, e “Statistics
at square one” a cui ha fatto seguito “Statistics
at square two”.
Tra luglio e agosto del 1998 il BMJ ha pubblicato la serie "Getting
research findings into practice" comprendente 8 articoli che
analizzano il gap tra la ricerca e la pratica:
1)
Haines A, Donald A. Making better use of research findings. BMJ 1998;317:72-5.
2)
Sheldon TA, Guyatt
GH, Haines A. When to act on the evidence. BMJ 1998;317:139-42.
3)
Glanville J, Haines
M, Auston I. Finding information on clinical effectiveness. BMJ
1998;317:200-3.
4)
Haynes B, Haines A.
Barriers and bridges to evidence based clinical practice. BMJ
1998;317:273-6.
5)
Strauss SE, Sackett
DL. Using research findings in clinical practice. BMJ 1998;317:339-42.
6)
Lilford RJ, Pauker
SG, Braunholtz DA, Chard J. Decision analysis and the implementation of
research findings. BMJ 1998;317:405-9.
7)
Bero LA, Grilli R, Grimshaw
JM, Harvey E, Oxman AD, Thomson MA on behalf of the Cochrane Effective
Practice and Organisation of Care Review Group. Closing the gap between
research and practice: an overview of systematic reviews of
interventions to promote the implementation of research findings. BMJ
1998;317:465-8.
8)
Garner P, Kale R, Dickson R, Dans T, Salinas
R. Implementing research findings in developing countries. BMJ
1998;317:531-5.
La serie è stata riassunta in un
libro, ordinabile sempre presso il BMJ Publishing Group.
Dal 1999 il BMJ Publishing Group pubblica anche
Clinical Evidence, un compendio che fornisce un resoconto
conciso dello stato attuale delle conoscenze, degli aspetti ancora
controversi e delle incertezze sulla prevenzione e il trattamento di una
vasta gamma di condizioni cliniche. Clinical Evidence esce ogni 6
mesi ed è arrivato al numero 10. Esiste anche la versione per alcune
selezionate specialità cliniche e l’edizione Concise fornita di
CD-ROM. La versione on-line può essere venduta per un vario numero di
utenti in rete. Il Centro Cochrane Italiano per
conto del Ministero della Salute cura
l’edizione italiana di Clinical
Evidence. Su Clinical Evidence si basa pure
BestTreatments, un sito per i
pazienti lanciato dal BMJ Publishing Group e accessibile
gratuitamente per gli utenti del sistema sanitario britannico, che
include una serie di informazioni su patologie e interventi in
linguaggio semplice ma accurato.
Nel 2003 BMJ ha pubblicato un’altra serie di autoapprendimento
per medici chiamata ABC of learning and teaching in medicine.
Vedi anche l’editoriale
(BMJ 2003;326:176-7):
1.
Applying educational theory in practice (BMJ 2003;326:213-6);
2.
Curriculum design” (BMJ 2003;326:268-70);
3.
Problem based learning (BMJ 2003;326:328-30);
4.
Evaluation (BMJ 2003;326:385-7);
5.
Teaching large groups (BMJ 2003;326:437-40);
6.
Teaching small groups (BMJ 2003;326:492-4);
7.
One to one teaching and feedback (BMJ 2003;326:543-5);
8.
Learning and teaching in the clinical environment (BMJ
2003;326:591-4);
9.
Written assessment (BMJ 2003;326:643-5);
10.
Skill based assessment (BMJ 2003;326:703-6);
11.
Work based assessment (BMJ 2003;326:753-5);
12.
Educational environment ( BMJ 2003;236:810-2).
13.
Web based learning (BMJ 2003;236:870-3);
14.
Creating teaching materials (BMJ 2003;236:921-3).
La serie è stata riassunta in
un
libro del BMJ Publishing Group e fa parte di varie iniziative
complessivamente chiamate
BMJ Learning che vengono incontro alle nuove direttive del General Medical
Council britannico su appraisal and revalidation della
professione medica.
Una
sezione on-line della rivista è
appunto dedicata a questo.
Continueremo a segnalare altri
articoli del BMJ, in genere della sezione Education and debate,
dedicati alla valutazione della qualità della ricerca e delle
pubblicazioni.
Per esempio:
-
Glasziou P, Vandenbrouke J,
Chalmers I.
Assessing the quality of research.
BMJ 2004;328:39-41.
- Montori VM, Jaeschke R, Schünemann HJ, Bhandari M, Brozek JL,
Devereaux PJ, Guyatt GH.
User’s guide to detecting misleading claims in
clinical research reports. BMJ 2004;329:1093-6.
Pur essendo stata forse la rivista
che ha dato più spazio alla divulgazione dei principi della EBM, non
mancano sul BMJ stesso, per chi si vuole divertire, curiosi
spunti di riflessione, come la satira della “nuova religione”
dell’Evidence Based Medicine, vista da un gruppo “anonimo” di Clinicians
for the Restoration of the Autonomous Practice (CRAP) Writing Group (EBM:
unmasking the ugly truth).
Su Lancet è stata pubblicata
una serie di brevi saggi metodologici dedicati a "clinici occupati e
ricercatori attivi" come aiuto alla lettura critica. Gli articoli, di DA
Grimes e KF Schulz, sono disponibili on-line solo per gli abbonati. Gli
argomenti trattati sono: studi descrittivi, studi di coorte, studi
caso-controllo, bias, test di screening, trial controllati randomizzati.
Molto attivo nel campo della formazione in epidemiologia è stato il
gruppo di ricercatori, tra i quali DL Sackett, RB Haynes, P Tugwell, H Guyatt, del
Department of Clinical Epidemiology and Biostatistics della McMaster
University (Hamilton, Ontario, Canada). Nei primi anni '80
pubblicarono sul Canadian Medical Association Journal (CMAJ)
una
serie di 8 articoli rivolti ai clinici su come leggere la
letteratura medica. Nel 1985 DL Sackett, RB Haynes e P Tugwell
pubblicarono il fondamentale "Clinical epidemiology: a basic science for
clinical medicine" (2° edizione nel 1991), che riassumeva e ampliava il
contenuto di quegli articoli. Una nuova serie: "How to keep up with
the medical literature", a cura di B Haynes, GH Guyatt, DL Sackett
et al, fu pubblicata
nel 1986 sugli
Annals of Internal Medicine e comprendeva
sei articoli. Per una lista delle
biblioteche italiane che possiedono il periodico vedi il Catalogo
dei periodici del CIB, Centro Inter-Bibliotecario. Più recentemente il
CMAJ ha iniziato una serie di “Tips for learning and teaching
evidence-based medicine”.
Nel 1989 è stata pubblicata in italiano su Epidemiologia e
Prevenzione (n.
40-41:1-111) una guida all'apprendimento dell'epidemiologia clinica
che ricalca le pubblicazioni della McMaster e sintetizza le dispense
didattiche distribuite durante i corsi, destinati a clinici di varie
specialità, organizzati nella seconda metà degli anni '80 dall'Istituto
Superiore di Sanità. La guida è organizzata in unità didattiche
accompagnate da un articolo (in italiano) esemplificativo e da una
scheda di valutazione, per cui è adatta anche all'autoapprendimento,
anche se concepita per lavori di gruppo. Le unità riguardano:
1) Valutazione di efficacia di un intervento clinico.
2) Variabilità clinica.
3) Valutazione degli esami diagnostici e di screening.
4) Decorso clinico e prognosi di una malattia.
5) Relazione causa-effetto.
6) Valutazione della qualità dell'assistenza.
I testi non sono disponibili on-line. Per una lista delle
biblioteche italiane che possiedono il periodico vedi il Catalogo
dei periodici del CIB, Centro Inter-Bibliotecario.
Sempre alla McMaster, il gruppo "Evidence-Based Medicine Working
Group", nell'arco di tempo dal 1993 al 2000, ha pubblicato su
JAMA, section editor D Rennie, la serie "Users' guides to
the medical literature", comprendente
XXV capitoli. Per una lista delle
biblioteche italiane che possiedono il periodico vedi il Catalogo
dei periodici del CIB, Centro Inter-Bibliotecario. Attualmente si può
accedere on-line alla sezione dell’”Evidence-Based
Clinical Practice Working Group” (EBCP) che cita la serie sopra
menzionata.
Il full-text della versione precedente alla pubblicazione (working
papers) di questa serie di articoli apparsi su JAMA, può essere
scaricata anche attraverso il sito del
Centre for Health Evidence canadese sotto il titolo “Users’
Guides to Evidence-Based Practice”.
La
serie è stata parzialmente tradotta in italiano con il
supporto della Glaxo-Wellcome (supplemento edizione italiana di JAMA,
maggio 1998, vol. 10, n. 4: 1-135) fino al XIII articolo originale. Per
una lista delle
biblioteche italiane che possiedono il periodico vedi il Catalogo
dei periodici del CIB, Centro Inter-Bibliotecario.
I principi della Evidence-Based Medicine esposti nella su citata serie
di articoli sono stati raccolti e ampliati da G Guyatt e D Rennie in
due volumi: "Users' Guides to the Medical Literature: Essentials of
Evidence-Based Clinical Practice" e "Users' Guides to the Medical
Literature: A Manual for Evidence-Based Clinical Practice", entrambi
corredati di CD-ROM e pubblicati dall'American Medical Association Press
nel 2002. Per una recensione e link con
referenze correlate vedi JAMA;2002(11):1464-6.
E’ disponibile la versione integrale on-line solo agli abbonati alla
versione elettronica di JAMA, ma a
chi acquista i due volumi, viene fornito l'accesso gratuito a un trial
di prova di 60 giorni della
versione on-line interattiva della guida. E' possibile fare un
"tour" esplorativo di questa versione che rispetto alla versione a
stampa e su CD-ROM, offre il collegamento diretto con le referenze
citate, suggerimenti e note, fogli di lavoro interattivi ed esempi di
casi clinici in continuo aggiornamento.
Vedi anche la
recensione sul BMJ (2003;326:664).
Altre fonti di aiuto alla lettura
critica possono venire dalle biblioteche di istituzioni accademiche.
Vedi per esempio il sito della
biblioteca della Cornell University
che mette a disposizione on-line un tutorial di “Research strategy” che
contiene tra l’altro
Critically Analyzing Information Sources, una serie di domande
da porsi nel valutare una pubblicazione o un sito web.
L’Emergency Department of
Manchester Royal Infirmary ha sviluppato il sito
BestBets – Evidence-based
medicine at its best, che offre una serie di strumenti di revisione
della letteratura su diversi argomenti e
link a siti di EBM
(organizzazioni, database, giornali elettronici, ecc.).
Origina dalla Sheffield
University, ma è ora una organizzazione a sé, il sito
Netting the Evidence che offre
nel menu varie sezioni tra cui Library, Appraising, Journals, Databases,
Organisations, che a loro volta offrono molti link interessanti, alcuni
già menzionati in queste pagine.
Il Department of Primary Care and
Population Studies dell’University College di Londra ha prodotto con il
BMJ Publishing Group “APOLLO”,
una serie di moduli di apprendimento a distanza mirati al bisogno di
continuo aggiornamento di medici e altre professioni sanitarie. La serie
è a pagamento ma è possibile accedere gratis un
capitolo campione.
Per rifarsi direttamente alle revisioni sistematiche e alle
meta-analisi vedi:
Cochrane Collaboration, sito dal quale si accede a tutti i
Collaborative Review Groups, ai Methods Groups, ai Fields/Networks, ai
Cochrane Centres sparsi in tutto il mondo, al Consumer Network, a una
descrizione della Cochrane Library
che contiene: The Cochrane Database of Systematic Reviews,
The Database of Abstracts of Reviews of Effectiveness, The
Cochrane Controlled Trials Register, The Cochrane Methodology
Register, The NHS Economic Evaluation Database, Health
Technology Assessment Database, Cochrane Database of Methodology
Reviews (CDMR), e inoltre una dispensa metodologica sulla lettura
critica e le revisioni sistematiche, un glossario di termini
metodologici, informazioni sui vari Collaborative Review Groups e altre
entità della Cochrane Collaboration.
Centro Cochrane Italiano dal quale si accede ad una ampia lista
di unità e centri collaborativi con spiegazioni in italiano anche sulla
Cochrane Library
e una rubrica su corsi e convegni. Il Centro
pubblica anche, in collaborazione con Zadig, l’edizione italiana di
Effective Health Care.
Bandolier un bollettino mensile che copre una vasta serie di
argomenti sanitari trattati come "bullet points", da cui il nome, con un
approccio molto pratico e divulgativo.
CASP
(Critical Appraisal Skills Programme): creato nell’ambito del
servizio sanitario britannico, è un programma che ha lo scopo di mettere
in grado gli operatori socio-sanitari e gli utenti del sistema sanitario
di saper ritrovare l’evidenza scientifica, di saperla interpretare
criticamente per accertarne la affidabilità, la validità e la rilevanza,
e di saperla usare ai fini di un’azione destinata al cambiamento, con il
fine ultimo di migliorare la salute e l’assistenza sanitaria. A questo
scopo il CASP ha sviluppato una serie di
strumenti sulle revisioni
sistematiche, gli studi clinici controllati randomizzati, la ricerca
qualitativa e altri argomenti metodologici.
NICE (National Institute for Clinical Excellence) che da parte
del Servizio Sanitario britannico fornisce “raccomandazioni sui
trattamenti e l’assistenza usando la migliore evidenza disponibile”.
Tra i tanti libri sulla EBM, nel 2000 è uscita la seconda
edizione del volume di DL Sackett, SE Straus, WS
Richardson, W Rosenberg e RB Haynes "Evidence-based Medicine:
How to Practice and Teach EBM", pubblicato da Churchill Livingstone
(Philadelphia), recensito in JAMA 2000;284:2382-3.
Nel 2002 è uscita la quarta edizione di "Interpreting the Medical
Literature", di SH Gehlbach, pubblicato da McGraw-Hill (New York) e
recensito su JAMA 2002;288(24):3169-70.
In italiano è stato tradotto “Come leggere e capire uno
studio clinico” di D. Bowers, edito da Raffaello Cortina, 2004.
Per quanto riguarda guide alla diagnostica
vedi "The Evidence Base of Clinical Diagnosis: How to Do
Diagnostic Research", di A Knottnerus, pubblicato dalla BMJ
Books (London) nel 2002.
A proposito di test diagnostici vedi:
– Haynes RB, Wilczynski NL for the Hedges Team.
Optimal search strategies for retrieving scientifically strong studies
of diagnosis from Medline: analytical survey. BMJ
2004;328:1040-5.
– Bossuyt PM,
Reitsma JB, Bruns DE, Gatsonis CA, Glasziou PP, Irwig LM et al
for the STARD steering group. Towards complete and accurate reporting of
studies of diagnostic accurary: the
STARD initiative. BMJ
2003;326:41:4. Di STARD parla anche l'editoriale di D Rennie "Improving Reports of Studies of Diagnostic
Tests – The STARD Initiative", pubblicato su
JAMA 2003;289(1):89-90; l'articolo
riporta gli indirizzi elettronici di una serie di documenti gratuiti
(checklist, flow diagram e un documento esplicativo) che costituiscono
delle linee guida su come migliorare il resoconto su disegno, condotta e
analisi di rapporti di studi sull'accuratezza diagnostica. In
bibliografia si trovano anche referenze su
CONSORT, uno statement
formulato nel 1996 contenente raccomandazioni su come riportare gli
studi clinici randomizzati. Per ulteriori
commenti su CONSORT vedi anche:
- Altman DG.
Better reporting of randomised controlled
trials: the CONSORT statement. BMJ
1996;313:570-1 [Editorial].
- Moher D, Cook DJ, Eastwood S,
Olkin I, Rennie D, Stroup DF, for the QUORUM Group. Improving the
quality of reports of meta-analyses of randomised controlled trials: the
QUORUM statement. Lancet 1999;354:1896-900.
- Moher D, Schulz KF, Altman D for
the CONSORT Group. The CONSORT Statement: Revised Recommendations for
Improving the Quality of Reports of Parallel-Group Randomized Trials.
JAMA 2001;285(15):1987-91.
- Moher D, Jones A, Lepage L for
the CONSORT Group. Use of the CONSORT Statement and Quality of Reports
of Randomized Trials. A Comparative Before-and-After Evaluation. JAMA
2001;285(15):1992-5.
- Egger M, Jüni P, Bartlett C for
the CONSORT Group. Value of Flow Diagrams in Reports of Randomized
Controlled Trials. JAMA 2001;285(15):1996-9.
- Devereaux PJ, Manns BJ, Ghali WA,
Quan H, Lacchetti C, Montori VM et al. Physician Interpretations and
Textbook Definitions of Blinding Terminology in Randomized Controlled
Trials. JAMA 2001;285(15):2000-3.
- Rennie D. CONSORT Revised –
Improving the Reporting of Randomized Trials. JAMA
2001;285(15):2006-7 [Editorial].
- Campbell MK, Elbourne DR, Altman
DG for the CONSORT Group.
CONSORT statement: extension to cluster
randomised trials. BMJ 2004;328:702-8.
Per una lista delle
biblioteche italiane che possiedono JAMA
vedi il Catalogo dei periodici del CIB, Centro Inter-Bibliotecario.
Per una lista delle
biblioteche italiane che possiedono Lancet vedi come sopra.

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