Spin o ricerca disperata di dati?
Alberto E. Tozzi - Ospedale Bambino Gesù, Roma
Una piccola precisazione sul documento (pdf 3,5 Mb) che riguarda l’influenza prodotto dal gruppo che personalmente coordino (Commissione vaccini della Società di immunologia e allergologia pediatrica). L’attribuzione della tecnica dello spin mi sembra impropria. Il documento infatti si articola molto nella discussione delle stime di efficacia del vaccino influenzale trivalente e inequivocabilmente descrive i risultati degli studi disponibili, compresi quelli negativi e le revisioni sistematiche pubblicate. Se l’avverbio “duramente” usato a proposito della revisione di Jefferson risulta offensivo me ne dispiace, ma questo certo non nasconde i numeri che sono riportati nel testo che indicano chiaramente la difficoltà di sapere quanto funziona il vaccino in età pediatrica.
D’altronde nello stesso documento, nella parte che riguarda le priorità, si esprime molto chiaramente e dettagliatamente la necessità di assumere un atteggiamento prudente nelle strategie, e di acquisire nuove informazioni, dai dati di sorveglianza a quelli di efficacia, per favorire la prevenzione dell’influenza.
Ci tengo a chiarire, infine, che ogni documento prodotto dalla Commissione include una dichiarazione dettagliata dei conflitti di interesse di ciascun autore, e che le spese di segreteria e di viaggio per le riunioni del gruppo sono sostenute da un finanziamento diviso in parti uguali tra tutte e sei le aziende che producono vaccini in Italia.
Non dimenticare gli studi primari
Mi sembra che la discussione possa comunque diventare proficua e che la lettura critica dei lavori pubblicati disponibili riporti i toni sulla necessità di riguadagnare terreno sulla qualità metodologica degli studi. Per quanto sia d’accordo che le revisioni sistematiche siano un essenziale strumento di valutazione, la mia preoccupazione riporta sempre alla qualità degli studi primari: se questi ultimi sono di cattiva qualità, sarà difficile ottenere buone revisioni.
Un’altra personale preoccupazione riguarda la disponibilità di dati che non raggiungono mai le pagine delle riviste scientifiche. Anche se il caso dell’influenza è del tutto particolare, molti studi sui vaccini (spesso buoni e spesso sperimentali) vengono eseguiti per necessità regolatorie e rimangono accessibili solo per questi fini. Da più parti si cerca di spingere perché i risultati di questi trial vengano resi pubblici, ma per il momento è solo una buona ipotesi e ci auguriamo che diventi presto una realtà.