Il convegno "Comunicare con tutti" che si è tenuto a Roma il 12 e 13 dicembre 2004 è stata l'occasione per fare il punto sull'importanza della comunicazione nell'ambito dei programmi di screening, per favorire l'adesione e l'accettazione di queste procedure da parte degli utenti. Utenti che non sono tutti uguali e che obbligano quindi gli operatori della prevenzione a tenere conto di numerosi fattori (sociali, culturali, economici, etnici) per tessere una relazione feconda e costruttiva.
Da qui le necessità di una riflessione comune, anche
e soprattutto alla luce del lavoro del Gruppo inter-screening sulla
comunicazione, trasversale a tutti e tre i progetti. Da anni questo gruppo
di lavoro discute e propone le strategie per aumentare la qualità della
comunicazione negli screening, con il contributo delle esperienze pratiche
maturate nelle diverse realtà locali e con il supporto degli studi di tipo
teorico.
2 febbraio 2006
La comunicazione negli screening, un lusso irrinunciabile
Gianni Saguatti – Ausl Bologna
Adottare strategie comunicative differenziate a seconda delle
caratteristiche e delle esigenze degli utenti implica un investimento che fa
sembrare insufficienti i risultati che si possono ottenere nel breve
periodo. È allora necessario mobilitare risorse diverse e condividere lo
sforzo, aprirsi a un sociale sempre più multiculturale e multietnico, in
continua evoluzione. Non si tratta di allestire campagne, di utilizzare
competenze tecniche particolarmente sofisticate, quanto di allenare gli
operatori a un’azione di ascolto e di scambio che, unica, può dare una
connotazione bidirezionale al nostro sforzo comunicativo.
26 gennaio 2006
Focus group e qualità percepita dagli utenti nei programmi di screening
Carla Cogo - Centro di riferimento regionale, Registro tumori Veneto, Padova
Grazia Grazzini - Cspo Istituto scientifico Regione Toscana, Firenze
Anna Iossa - Cspo Istituto scientifico Regione Toscana, Firenze
Rispetto all’utilizzo dei più comuni strumenti di analisi quantitativa, il ricorso a focus group nell’indagine della qualità percepita degli screening si è dimostrata una risorsa interessante per ottenere un feedback più forte da parte degli utenti. Utenti che da questa indagine sembrano disporre di una buona capacità discriminativa nella valutazione dei materiali informativi.
19 gennaio 2006
La comunicazione e l’empowerment nei programmi di screening
Antonio Federici, Gabriele Calizzani, Piero Borgia,
Gabriella Guasticchi - Agenzia di Sanità Pubblica Regione Lazio
Le esperienze sui programmi di screening hanno permesso
di individuare alcuni elementi critici, in particolare rispetto al sistema
di governance e al ruolo e alle responsabilità degli attori
coinvolti. Il successo dei programmi di screening è condizionato dallo
sviluppo di una partnership tra i professionisti, e tra questi e la
cittadinanza. La comunicazione diviene allora strumento e opportunità per il
governo di un sistema così complesso quale è quello degli screening. Un
sistema in cui le attività di comunicazione trovano il loro asse portante
nella logica e nella cultura dell’empowerment.
12 gennaio 2005
La comunicazione negli screening oncologici
Marco Petrella - Gruppo di lavoro inter-screening sulla comunicazione
Dal
lavoro coordinato con i tre programmi nazionali sugli screening, sono emerse
tre grandi priorità della comunicazione in questo fondamentale ambito della
prevenzione. Innanzitutto ottenere la massima adesione a una pratica
efficace, per massimizzare l’impatto sulla salute e ottimizzare l’impiego
delle risorse. E poi, non promettere ciò che non si può dare, perché le
persone che aderiscono agli screening siano consapevoli dei limiti, delle
incertezze e degli effetti indesiderati. Infine, accogliere e ascoltare gli
utenti, per comprendere meglio le loro esigenze e rispondere ai loro dubbi e
alle loro paure.