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discussioni
vaccinazioni obbligatorie
Giusta la decisione del Veneto, ma ogni Regione ha i suoi tempi

Renato Pizzuti – Osservatorio epidemiologico Regione Campania

 

 

Il principio in base a cui la Regione Veneto ha sospeso l’obbligo vaccinale è secondo me legittimo come principio, e del resto l’autonomia regionale in campo sanitario lo consente.

Condividere in linea teorica le motivazioni che stanno dietro la scelta della Regione Veneto non implica approvare che lo stesso provvedimento si possa applicare tale e quale in altre realtà territoriali. Se infatti in alcune Regioni, come in Veneto, la copertura relativa alle vaccinazioni del ciclo primario raccomandate appare sufficientemente alta da suggerire una buona diffusione della cultura vaccinale, altrove l’abolizione dell’obbligo potrebbe in generale risultare piuttosto rischiosa. La non obbligatorietà potrebbe essere confusa con una scarsa utilità delle vaccinazioni: un principio giusto si potrebbe tradurre in un messaggio sbagliato. In generale, poi, non possiamo sapere quali sarebbero le ripercussioni di una decisione di questo tipo in termini di coperture, e questo vale soprattutto per le aree in cui la situazione è in fase di consolidamento.

 

La situazione della Campania

In Campania, per esempio, lo stato della copertura vaccinale è in via di miglioramento, e i progressi recenti sono significativi soprattutto facendo il confronto con il periodo problematico dell’epidemia di morbillo scoppiata cinque anni fa. Oggi la copertura è del 95% circa per le vaccinazioni obbligatorie e quella relativa al morbillo è dell’88%, dati cresciuti di più di 30 punti percentuali rispetto al 2002; non mi sembra quindi il momento giusto per mettere in discussione lo sforzo fatto, tanto più che a breve il sistema di offerta vaccinale sarà messo a dura prova dall’introduzione del vaccino anti Hpv nel calendario. In questa fase secondo me non è il caso di rischiare: è opportuno toccare il meno possibile la normativa. Questo discorso non vale solo per la Campania, né solo per le Regioni del Sud: sono molte le realtà in cui secondo me non è ancora giunto il momento di prendere una decisione come quella del Veneto.

 

L’esperienza veneta come base per le scelte future

In futuro si potrà prendere in esame l’idea di abolire l’obbligo vaccinale solo quando sarà sufficientemente consolidata e omogeneamente diffusa una cultura vaccinale nel Paese; fra qualche anno inoltre potremo valutare anche i risultati dell’esperienza veneta su cui fondare eventuali decisioni. Ovviamente ci auguriamo tutti che i risultati del Veneto saranno buoni, ma proprio per questo siamo molto interessati a vedere cosa succede.

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Ultimo aggiornamento martedi 20 settembre 2011
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