Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

discussioni
vaccinazioni obbligatorie

Sospendere l’obbligo di vaccinazione non significa necessariamente smantellare il sistema vaccinale, ma iniziare ad affrontare il problema del divario tra vaccinazioni obbligatorie, facoltative e raccomandate nell’ambito di un nuovo tipo di percorso.

 

Ma è davvero possibile affrontare la questione dell’obbligo attuando per tutti i vaccini raccomandati a livello nazionale un percorso che permetta di giungere a una scelta consapevole e condivisa tra servizio sanitario e genitori? Una serie di interventi degli operatori coinvolti mette in evidenza i diversi punti di vista, le criticità e alcune interessanti iniziative dal territorio.

 

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24 gennaio 2008

Giusta la decisione del Veneto, ma ogni Regione ha i suoi tempi

Renato Pizzuti – Osservatorio epidemiologico Regione Campania

Il principio in base a cui la Regione Veneto ha sospeso l’obbligo vaccinale è legittimo e l’autonomia regionale in campo sanitario lo consente. Questo non vuol dire che lo stesso provvedimento si possa applicare tale e quale nelle altre Regioni: dove la situazione vaccinale è meno consolidata si corre il rischio di ingenerare confusione fra la non obbligatorietà e una scarsa efficacia. Fra qualche anno, se il quadro complessivo delle vaccinazioni lo consentirà, l’eventualità della sospensione dell’obbligo potrà essere valutata nelle altre Regioni, anche in base ai risultati che nel frattempo saranno arrivati dal Veneto.

 

17 gennaio 2008

Sospensione dell’obbligo vaccinale: un po’ di storia, il contesto generale e i provvedimenti in atto

Antonio Ferro - dirigente servizio Igiene pubblica e screening, direzione per la Prevenzione Regione Veneto
Massimo Valsecchi - presidente Collegio dei direttori dei dipartimenti di Prevenzione, Regione Veneto

L’obbligo vaccinale, nato nell’Ottocento per il vaiolo, è stato poi adottato in vari Paesi per altre malattie. Ora però il panorama scientifico, culturale e sociale è cambiato, ed è in questo nuovo contesto che la Regione Veneto ha deciso di abolire l’obbligo. È una scelta che comunque impone cautela, ed è quindi accompagnata da una serie di iniziative per migliorare la copertura vaccinale e stabilire una buona comunicazione con la popolazione. Leggi l’intero intervento.

 

10 gennaio 2008

Dal 1 gennaio 2008 la Regione Veneto ha sospeso l’obbligatorietà delle vaccinazioni, a fronte di un’offerta attiva erogata attraverso i servizi pubblici e l’intesa con i pediatri di libera scelta. Si tratta di una novità resa possibile dal Piano nazionale vaccini 2005-2007, che appunto prevede un percorso per il superamento dell’obbligo vaccinale da attuarsi in sintonia con il ministero della Salute. Il senatore Ignazio Marino e il direttore del Ccm Donato Greco discutono delle conseguenze, dei principi e del futuro di questa scelta di sanità pubblica. Leggi gli interventi:

19 ottobre 2006

Vaccini e amministratori

Luigi Sudano - responsabile Servizi attività vaccinali Ausl Valle d’Aosta

È proprio vero che, se vi fossero i fondi, tutti i problemi legati all’abolizione dell’obbligo vaccinale sarebbero risolti? In realtà, il Piano vaccini sta sortendo un effetto insperato: mettere in discussione la nostra cultura vaccinale. Le vaccinazioni hanno sempre avuto scarso peso contrattuale nell’ambito della prevenzione, considerate quasi come un fastidioso impegno economico. In realtà, servirebbe più chiarezza nelle valutazioni di bilancio di Asl e Regioni, altrimenti i Servizi finiranno per non offrire più il servizio e l’Italia inevitabilmente assumerà le sembianze, sempre più disomogenee, della pelle del leopardo.

 

5 ottobre 2006

Vaccinazioni: diritto o dovere?

Michele Gangemi, Patrizia Elli - pediatri di famiglia, formatori al counselling sistemico Istituto Change

Nonostante si parli sempre più di condivisione di obiettivi e di alleanza terapeutica, il superamento del paternalismo è un obiettivo ancora lontano: si continua a prendere decisioni al posto degli altri, senza preoccuparci di stabilire un dialogo coi genitori. Il counselling sistemico può essere una buona soluzione, mobilitando le risorse e le capacità di risposta del paziente, senza prendere decisioni al suo posto. Solo se saremo capaci di passare a una comunicazione consapevole riusciremo ad attuare un intervento di counselling efficace. È evidente che porsi nell’ottica del paziente e costruire una comunicazione consapevole esigono una formazione specifica da parte dell’operatore sanitario.

 

21 settembre 2006 

Abolizione dell’obbligo: i tempi sono maturi?

Filippo Curtale – Agenzia di sanità pubblica, Regione Lazio

L’abolizione dell’obbligo pone una serie di problemi, in particolare sottolinea la necessità di conseguire alcuni requisiti organizzativi: un’anagrafe vaccinale regolata da una legge nazionale e servizi di qualità in tutte le Regioni; norme che prevedano la collaborazione di tutte le strutture pubbliche per mantenere alte coperture; risorse per creare una domanda da parte della popolazione. Fino a quando questi presupposti non saranno realizzati, la scelta dell’abolizione dell’obbligo rimane condivisibile sul piano etico, ma potrebbe essere prematura in termini pratici, rischiando di compromettere i livelli di salute finora raggiunti.

 

Un protocollo vaccinale come patto di alleanza

Annarita Citarella - direttore Servizio di epidemiologia e prevenzione, Dipartimento di prevenzione Asl BN1

La stesura del protocollo vaccinale per la Asl BN1 è stata l'occasione per convocare un tavolo di lavoro in cui fossero presenti tutti i soggetti coinvolti: il servizio di epidemiologia, gli operatori dei centri vaccinali e i pediatri di libera scelta. Un approccio che nasconde tra le righe lo sforzo di far prevalere un’opinione che non sia quella dei singoli soggetti, ma una sintesi ragionata dei diversi punti di vista. Il servizio di epidemiologia rappresenta così un punto di incontro, un'area extraterritoriale dove cercare la via della conciliazione e della condivisione degli obiettivi.

 

14 settembre 2006

Calendari e obbligo vaccinale: questione di organizzazione

Luigi Sudano - responsabile Servizi attività vaccinali Ausl Valle d’Aosta

Negli ultimi anni, in Italia la posizione nei confronti della prevenzione è cambiata, grazie anche alle attività di counselling realizzate dagli operatori. Sulle questioni relative ai calendari vaccinali e all’obbligo, però, ci sono Regioni che rimangono ancora su posizioni intransigenti. Dovremmo prevedere la possibilità di offrire gratuitamente ogni vaccino per incentivare l’offerta: il risparmio che si ottiene è sempre superiore alla spesa che si investe.

 

27 luglio 2006

Coperture adeguate per una strategia unitaria

Luigi Moscara - pediatria di comunità, Ausl Reggio Emilia, Distretto di Correggio
Le coperture non sono ancora ottimali su tutto il territorio e questo richiede un maggiore sforzo da parte dei servizi. Una strategia unitaria per sanare le disomogeneità non può provocare nuove diseguaglianze e deve evitare eventuali problemi, come lo spostamento della patologia in età adulta. Il percorso avviato per il superamento dell'obbligo deve andare avanti in modo rapido e consapevole: siamo protagonisti di un cambiamento epocale.

 

13 luglio 2006

Per superare l'obbligo vaccinale più consapevolezza, informazione e organizzazione

Luisella Grandori – Servizio epidemiologia, Dipartimento di sanità pubblica - Ausl di Modena

L’obbligatorietà delle vaccinazioni è nata in Italia in un contesto molto lontano e diverso da quello attuale: un cambiamento è ormai necessario. Tuttavia il superamento dell'obbligo richiede una serie di prerequisiti da garantire su tutto il territorio nazionale, per evitare un collasso delle coperture nelle aree più fragili o la perdita di “governo” di un’attività così complessa e delicata.

Obbligo o qualità?
Alberto Tozzi - Ospedale Bambin Gesù, Roma
Il punto non è tanto l’abolizione dell’obbligo vaccinale, quanto il cambiamento del modo di gestire le vaccinazioni: servono investimenti sulle competenze, sul tempo da dedicare ai pazienti e sulla formazione dei professionisti in tema di comunicazione. Bisogna mettere a disposizione del pubblico servizi vaccinali di qualità: è con la qualità che si può garantire il mantenimento delle coperture necessarie.

 

6 luglio 2006

La scelta vaccinale e il sostegno dell’ostetrica
Angela Giusti - ostetrica, Reparto salute della donna e dell’età evolutiva, Cnesps – Iss
Il percorso nascita rappresenta un grande laboratorio di scelte, dove diventa determinante il livello di informazione dei genitori per poter decidere in modo consapevole. L’ostetrica può offrire informazioni o proporre fonti informative accreditate, può aiutare i genitori a individuare le proprie alternative, discutere insieme quali passi intraprendere e offrire occasioni di confronto con altri genitori.

 

15 giugno 2006

Dal modello biomedico a quello bio-psico-sociale

Raffaele Arigliani - pediatra di famiglia e docente di Counselling in pediatria, II Università di Medicina, Napoli
Parlare di counselling vaccinale ha poco senso se non si sottolinea il significato del modello di interazione tra medico e paziente cui puntiamo: quello che evolve da una cultura medica disease-centered a una person-centered. È questa la differenza sostanziale tra il modello biomedico, che si focalizza su precisi parametri clinici, e quello bio-psico-sociale, in cui invece si recupera la centralità del paziente, attraverso l’ausilio di specifiche abilità di counselling.

 

8 giugno 2006

Vaccinare: un diritto, non un’imposizione

Franco Giovanetti – Asl Alba e Bra, Regione Piemonte
La sospensione dell’obbligo vaccinale deve passare per una riorganizzazione dei servizi, affinché tutte le vaccinazioni previste dal calendario siano garantite a ogni bambino e siano percepite dalle famiglie come un diritto, non un’imposizione. Per limitare il rifiuto e giungere a un rapporto diverso tra genitori e istituzioni, a partire dal 2000 è stato costruito in Piemonte un approccio basato sull’informazione e sul counselling. Questa esperienza rappresenta il modello su cui sono state formulate le raccomandazioni per la gestione del rifiuto vaccinale, riportate nel nuovo Piano regionale vaccini del Piemonte.

 

23 febbraio 2006

Vaccinazioni: tra obbligo e scelta consapevole

Stefania Salmaso – direttrice del Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute (Cnesps), Istituto superiore di sanità

In Italia quattro vaccinazioni sono obbligatorie per legge, cinque sono raccomandate da tempo, mentre altre tre sono state introdotte dal Piano nazionale vaccini con offerta differenziata per Regione. Il fatto che il nostro sistema sanitario preveda la coesistenza di vaccinazioni obbligatorie e non obbligatorie non comporta che le prime siano più “importanti” delle seconde. È giusto iniziare a discutere dell’opportunità di rivedere l’obbligo di legge per le vaccinazioni. Prima, però, dobbiamo raggiungere gli stessi obiettivi di salute a cui siamo arrivati grazie a decenni di vaccinazione obbligatoria.

 

Etica delle vaccinazioni, consenso informato e superamento dell’obbligo vaccinale
Franco Barghini, Osservatorio epidemiologico Asl 12 Viareggio, Regione Toscana
Passare dall’obbligatorietà a un sistema di condivisione delle finalità di salute pubblica rappresentato da una volontaria adesione alla pratica vaccinale costituisce un obiettivo decisivo per il servizio sanitario italiano. Pur riconoscendo il valore che ha avuto in passato e ha tuttora, l’obbligo vaccinale può essere superato perché si è ormai modificato sia il rapporto medico-paziente che la percezione del rischio. In questo processo di cambiamento, la comunicazione riveste un ruolo fondamentale. Il saper comunicare deve fare parte del bagaglio culturale del medico: il genitore ha diritto di sapere e deve poter scegliere.


Ultimo aggiornamento lunedi 11 maggio 2015

 

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