Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Sorveglianza dei fattori di rischio: lezione della quinta conferenza internazionale

L’ingegnosità per risolvere i problemi della sorveglianza

Sandro Baldissera – coordinatore del Gruppo tecnico Passi

 

Quando i più importanti esperti di sorveglianza sulla salute si riuniscono in una conferenza internazionale, gli spunti per una riflessione di ampio respiro sono tanti. Così, lo svolgimento e la conclusione della quinta conferenza internazionale sulla sorveglianza dei fattori di rischio comportamentali, diventano occasione per una discussione e uno scambio ad alto livello.

 

In particolare per noi italiani, il convegno è stato utile per conoscere lo stato dell’arte dei diversi sistemi di sorveglianza a livello mondiale e per imparare dalle esperienze degli altri Paesi. Inoltre è stata occasione, tramite le comunicazioni orali e la sessione poster, per render note le caratteristiche e i risultati ottenuti dal nostro sistema di sorveglianza Passi e dagli studi che lo hanno preceduto. A questo proposito, è motivo di grande soddisfazione che il premio per il miglior gruppo di poster sia stato assegnato dalla giuria internazionale al gruppo allargato degli operatori Passi.

 

Gli spunti emersi sono tanti. Alcuni a livello operativo: in Australia si utilizza un sistema informativo flessibile, con un’architettura avanzata, che tra l’altro consente automaticamente la gestione di numerosi processi e la produzione di sintesi dei risultati facilmente consultabili. Altri invece a livello di metodo: penso alla logica di analisi e alle modalità di presentazione dei risultati utilizzata negli Stati Uniti dal Behavioral Risk Factor Surveillance System (Brfss) dei Centers for disease control and prevention (Cdc) di Atlanta.

 

Mantenere una rappresentatività della popolazione e delle specifiche realtà

Il sistema di sorveglianza italiano Passi, tra i vari esempi internazionali, si ispira in particolare al modello statunitense e a quello australiano, che hanno una lunga storia alle spalle e hanno avuto modo di accumulare una notevole esperienza e testare soluzioni all’avanguardia. Il Brfss americano per esempio, che (come Passi) raccoglie dati tramite interviste telefoniche, per venire incontro al progressivo abbandono del telefono fisso da parte delle famiglie, sta sperimentando modalità innovative per integrare la raccolta mediante cellulari e internet.

 

Uno degli aspetti più interessanti emersi dalla conferenza è stato constatare che ogni Paese, avendo a che fare con situazioni, obiettivi e risorse diverse, cerca soluzioni adatte alla propria realtà specifica. In Kenya, per esempio, l’ingegnosità umana mostra le sue grandi potenzialità: unita a un metodo rigoroso, si dimostra in grado di superare grandi difficoltà e di ovviare alla carenza di dati epidemiologici che per noi sono “scontati”, come per esempio quelli sulla mortalità e sulla diffusione delle più importanti malattie nella popolazione. Alla periferia di Nairobi gli operatori sanitari fanno una vera e propria indagine sul campo, girando di quartiere in quartiere, di famiglia in famiglia, con un lungo questionario, che spazia fra i più disparati argomenti di salute, compresi i comportamenti a rischio per le malattie croniche, a cui sono dedicati i sistemi di sorveglianza dei Paesi occidentali, come il nostro Passi.


 

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