Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Sorveglianza dei fattori di rischio: lezione della quinta conferenza internazionale

Da Roma le basi per la creazione di una rete internazionale

Stefano Campostrini - Università di Venezia, Gruppo tecnico Passi

 

 

Sono numerosi e stimolanti i messaggi che ci ha lanciato la conferenza che si è svolta a Roma il 24-26 ottobre 2007. Da un lato, si è trattato di un’esperienza confortante per quanto riguarda l’effettivo utilizzo dei sistemi di sorveglianza per supportare e indirizzare gli interventi di sanità pubblica. Dall’altro, ci viene proposta una sfida: è necessario comprendere al meglio le complessità evocate da questi sistemi, per tentare possibili soluzioni in grado di governarle sia sul fronte statistico-metodologico, sia in vista di un efficace collegamento con gli interventi concreti. Per realizzare questo, occorre ascoltare i bisogni di chi effettivamente utilizzerà le informazioni prodotte dai sistemi di sorveglianza, ma anche saper comunicare con linguaggi e modalità opportune con ciascuno dei diversi interlocutori.

 

Un altro segnale rincuorante riguarda proprio Passi: c’è la conferma che la strada intrapresa è quella giusta. In particolare, è molto importante aver verificato come il sistema sia coerente e in qualche modo collegato con una rete più vasta, di livello internazionale. E, oltre ai collegamenti esterni, dalla conferenza è venuto anche un messaggio forte sull’importanza dei collegamenti all’interno del sistema salute dei diversi Paesi. Per l’Italia, infatti, Passi è solo un tassello del mosaico complessivo dell’informazione disponibile sulla salute pubblica: più saprà integrarsi con gli altri - in primis con i dati dell’Istat, ma anche con le informazioni prodotte a livello più locale (le raccolte dati regionali su vaccinazioni, ricoveri ecc) - più Passi risulterà davvero un sistema efficace.

 

Le novità: modalità di raccolta e comunicazione

Un elemento di novità rispetto alle edizioni precedenti della conferenza è poi l’apertura a nuove modalità di indagine non standard. L’indagine telefonica, considerata ovvia almeno nei Paesi industrializzati, può essere affiancata da altri strumenti per la raccolta dei dati (si stanno orientando in questo senso gli stessi Stati Uniti), oppure sostituita da approcci diversi, come insegna l’esperienza creativa del Kenya (pdf 161 kb).

 

Un altro tema nuovo affrontato nel corso della conferenza è stato quello della comunicazione e della necessità di innovare anche in questo campo. Un esempio di alcuni progressi viene dall’utilizzo degli strumenti informatici a supporto delle strategie comunicative. Gli Stati Uniti hanno confermato di essere all’avanguardia, ma anche altri Paesi, come per esempio l’Australia, hanno presentato utilizzi della tecnologia di comunicazione, in forma differenziata a seconda dei target, decisamente interessanti.

 

Inoltre, è apparsa sempre più evidente la necessità di creare una rete che congiunga i vari sistemi di sorveglianza. Si stanno muovendo i primi passi in questa direzione, e bisogna trovare delle modalità condivise per procedere nel modo più efficace. La speranza è che alla prossima conferenza (che si terrà fra due anni probabilmente negli Stati Uniti o in Canada) questa rete si rafforzi e si consolidi anche a livello formale. Per il futuro su questo fronte si profila poi un’altra scommessa: una rete che unisca chi pratica la sorveglianza, cioè i governi e i ministeri, con chi fa ricerca sulla sorveglianza. Se la sorveglianza dei fattori di rischio comportamentali per la salute non è attività di ricerca, è però vero che non può fare a meno della ricerca, soprattutto in questo momento in cui sta movendo, in molti Paesi, i primi passi.

 

Un’occasione di crescita per tutti

Infine, una nota personale. A nome di tutti gli organizzatori, devo dire che ospitare la conferenza in Italia è stato un grande impegno ma anche un grande privilegio: il nostro Paese

si conferma così in prima linea nel campo delle innovazioni nella sorveglianza. L’importanza della conferenza è del resto dimostrata anche dall’interesse manifestato dall’International Union for Health Promotion and Education (Iuhpe), il cui presidente David McQueen è stato presente a Roma e ha dichiarato la disponibilità dell’associazione a collaborazioni future.

 

L’Oms Europa, co-sponsor della conferenza, ha contribuito sostanzialmente alla buona riuscita con un’attiva presenza di suoi rappresentanti e attraverso il supporto dato alla partecipazione di vari Paesi. Mi auguro che la collaborazione con il ministero della Salute possa continuare a crescere anche nel prossimo futuro e che il nostro Paese possa confermarsi come esperienza di riferimento a livello internazionale.

 

Siamo quindi molto soddisfatti dell’esito del convegno: i commenti dei partecipanti sono stati positivi da tutti i punti di vista, per il livello dei contributi invitati e per l’organizzazione della conferenza e degli eventi sociali. Tutto sembra aver contribuito all’aspetto maggiormente apprezzato: il clima positivo di confronto, discussione e approfondimento che si è creato.

 


 

trova dati