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discussioni
Sorveglianza dei fattori di rischio: lezione della quinta conferenza internazionale

La quinta conferenza internazionale sui fattori di rischio comportamentali (Istituto superiore di sanità, 24-26 ottobre 2007) è stata l’occasione per una riflessione a tutto tondo sulle potenzialità della sorveglianza degli stili di vita. Uno strumento sempre più utile in un momento in cui l’epidemia di malattie croniche va configurandosi come un problema sempre più diffuso e globale. Tanti i temi trattati e le esperienze raccolte. E il confronto sulle realtà internazionali diventa motivo e spunto anche per migliorare le strategie e gli strumenti messi a punto nel nostro Paese.

 

EpiCentro apre quindi il dibattito: chiunque abbia preso parte alla conferenza può inviarci un contributo per arricchire la discussione.

 

20 dicembre 2007
Come colmare il gap fra la sorveglianza e i decisori
Stefania Salmaso - direttore Cnesps

Con la conferenza di Roma l’Italia si è affiancata ai Paesi che hanno una tradizione di sorveglianza consolidata, dai quali in quest’occasione abbiamo imparato che la sorveglianza è solo il primo gradino, necessario ma non sufficiente per l’adozione di politiche sanitarie corrette. Servono quindi altri strumenti, che possano fare da ponti per colmare questo gap: in particolare la comunicazione orientata al target e l’uso mirato di tecnologie informatiche. Per il futuro la sfida è quella di consolidare la sorveglianza: una sfida particolarmente delicata per l’Italia, un Paese dove il contesto è sempre mutevole. Leggi l’intero intervento.

 

13 dicembre 2007

Per una sorveglianza più flessibile e attenta a livello locale

Paolo D’Argenio – Ministero della Salute, Direzione generale della prevenzione sanitaria

Per rendere più utile la sorveglianza ci sono varie strade, e alcune di queste sono emerse alla conferenza di Roma. Un aspetto che accomuna diverse idee è la flessibilità: la sorveglianza si deve adattare alla diversità delle fonti e dei target. Inoltre, nei Paesi come l’Italia in cui è forte la componente regionale, è importante distinguere le informazioni utili a livello locale a quelle utili a livello nazionale. Infine, per quanto riguarda Passi, si può migliorare affiancandogli altri tipi di dati. Leggi l’intero intervento.

 

6 dicembre 2007

Da Roma le basi per la creazione di una rete internazionale

Stefano Campostrini - Università di Venezia, Gruppo tecnico Passi

Un’esperienza confortante per quanto riguarda l’effettivo utilizzo dei sistemi di sorveglianza per supportare gli interventi di sanità pubblica, ma anche la conferma che la strada intrapresa con Passi è quella giusta. Sono moltissimi gli spunti di interesse emersi dal convegno. Tra le principali novità, l’apertura a nuove modalità di raccolta dei dati e strategie di comunicazione che fanno sempre più uso delle nuove tecnologie. Leggi l’intero intervento.

 

29 novembre 2007

L’ingegnosità per risolvere i problemi della sorveglianza

Sandro Baldissera - Gruppo tecnico Passi

Ogni Paese, avendo a che fare con situazioni, obiettivi e risorse diverse, cerca soluzioni adatte alla propria specifica realtà. In Kenya, per esempio, l’ingegnosità umana mostra le sue grandi potenzialità: unita a un metodo rigoroso, si dimostra in grado di superare grandi difficoltà e di ovviare alla carenza di dati epidemiologici che per noi sono invece “scontati”. Leggi l’intero intervento.

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Ultimo aggiornamento martedi 1 aprile 2014
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