Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

fitosorveglianza

Ultimi aggiornamenti

22/6/2017 - Funzioni cognitive e integratori alimentari

Preoccuparsi del fatto che dimenticare di fare qualcosa possa essere tra i primi segnali di demenza o della malattia di Alzheimer è frequente soprattutto tra le persone anziane. Per questo motivo, spesso, agli operatori sanitari viene chiesto un consiglio sull’uso di integratori alimentari (come il Ginko biloba, gli Omega-3 e la vitamina E) che vengono venduti come utili rimedi per migliorare la memoria e le funzioni cerebrali. L’ultimo numero della newsletter Clinical Digest, curata dal National Center for Complementary and Integrative Health (Nccih) americano, sintetizza lo stato dell’arte su queste tematiche. Ciò che emerge è che, attualmente, nonostante qualche studio abbia mostrato gli effetti positivi di questi prodotti sulla prevenzione del declino delle funzioni cognitive, non c’è ancora sufficiente evidenza a sostegno di questa tesi. Per approfondire consulta la newsletter “Dietary Supplements and Cognitive Function, Dementia, and Alzheimer’s Disease”.

 

25/5/2017 - Bambini e terapie complementari

I dati dell’indagine nazionale “2012 National Health Interview Survey (Nhis)” mostrano che, negli Stati Uniti, quasi il 12% dei bambini di età compresa tra 4 e 17 anni usa terapie alternative (come lo yoga, la melatonina e l’olio di pesce). Tuttavia, anche se esistono diversi studi sul tema, l’evidenza scientifica non è ancora sufficiente per dire cosa funziona e cosa no. Si parla di terapie complementari tra i bambini nel nuovo numero della newsletter Clinical Digest, curata dal National Center for Complementary and Integrative Health (Nccih) americano. Per approfondire consulta la newsletter “Children’s Use of Complementary Health Approaches”.

 

4/5/2017 - Integratori alimentari e patologie oculari

Gli integratori alimentari sono frequentemente utilizzati per prevenire o rallentare la progressione di alcune patologie oculari come la cataratta, la degenerazione maculare senile, il glaucoma e la retinopatia diabetica. Esiste, infatti, una qualche evidenza scientifica che una combinazione di vitamine E, C, beta carotene e zinco possa ridurre il rischio di sviluppare la degenerazione maculare. Inoltre c’è evidenza – seppur limitata – che per alcuni gruppi di popolazione con problemi di mal nutrizione carotenoidi, luteina/zeaxantina possano essere associati a una riduzione della necessità di interventi chirurgici per cataratta. Sono, comunque, necessari ulteriori studi che supportino il beneficio nell’utilizzo di integratori. Inoltre, i dati attualmente disponibili non supportano l’utilizzo di integratori alimentari contenenti vitamine A, C ed E per il trattamento del glaucoma. Si parla di integratori alimentari e patologie oculari nella newsletter di aprile 2017 Clinical Digest, curata dal National Center for Complementary and Integrative Health (Nccih). Per approfondire consulta la newsletter: “Dietary Supplements for Eye Conditions”.

 

30/3/2017 - Terapie alternative alle allergie stagionali

È risaputo che l’irrigazione nasale con soluzione salina può essere utile per alleviare i sintomi delle allergie stagionali, così come altre terapie complementari utilizzate a questo scopo (agopuntura, probiotici, farfaraccio). Tuttavia, l’evidenza scientifica relativa a queste pratiche è ancora limitata e contrastante ed è necessario che la ricerca faccia luce sulla reale efficacia di queste terapie alternative. La nuova newsletter Clinical Digest, curata dal National Center for Complementary and Integrative Health (Nccih) “Seasonal Allergies and Complementary Health Approaches”, fa il punto sugli approcci alternativi alle allergie stagionali.

 

2/2/2017 - Integratori a base di riso rosso fermentato: un’analisi delle sospette reazioni avverse

Gli integratori alimentari a base di riso rosso fermentato (Red yeast rice, RYR) sono spesso utilizzati da persone con elevati livelli di colesterolo. Il riso rosso fermentato contiene monacolina K, una molecola con una struttura chimica identica alla lovastatina. Per tale motivo, nonostante in letteratura siano stati pubblicati pochi studi che ne hanno valutato il profilo di sicurezza rispetto alle statine, il riso rosso fermentato viene spesso consigliato e usato da persone con elevati livelli di colesterolo e/o intolleranti alle statine. Nell’articolo “Adverse reactions to dietary supplements containing red yeast rice: assessment of cases from the Italian surveillance system”, pubblicato a gennaio 2017 sul British Journal of Clinical Pharmacology, vengono riportati i risultati di uno studio che ha approfondito il profilo di rischio degli integratori contenenti riso rosso fermentato attraverso l’analisi delle segnalazioni spontanee di sospette reazioni avverse pervenute al sistema di fitosorveglianza coordinato dall’Iss. Leggi l’approfondimento a cura di Francesca Menniti-Ippolito e di Roberto Da Cas (Istituto superiore di sanità).

 


 

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