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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

salute globale

World health statistics 2009: il punto sugli obiettivi sanitari del millennio

4 giugno 2009 - A metà strada tra il 2000 e il 2015, i segnali positivi per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo del millennio sono incoraggianti, soprattutto per quanto riguarda la salute infantile. Il “World Health Statistics 2009” (pdf 6 Mb) contiene dati relativi al 2008 provenienti da 193 Paesi e, oltre a riportare una sintesi dei progressi effettuati, contiene una nuova sezione sui casi di malattie infettive. Particolare attenzione è dedicata alle disuguaglianze tra e all’interno dei diversi Paesi.

 

Fame e malnutrizione

La percentuale di bambini sotto i cinque anni che soffre di malnutrizione è scesa dal 27% del 1990 al 20% del 2005. I progressi registrati sono diversi a seconda delle regioni considerate e si calcola che 112 milioni di bambini al mondo siano sottopeso. Nonostante i progressi, la malnutrizione rimane responsabile di circa un terzo delle morti infantili.

 

Mortalità infantile

La mortalità infantile è passata dai 12,5 milioni del 1990 ai 9 milioni del 2007, con una riduzione del 27% per quanto riguarda i decessi sotto i 5 anni d’età. Aumentare la riduzione della mortalità infantile dipende dalla riduzione della mortalità neonatale, dal momento che si stima che il 37% dei decessi tra bambini si verifichi nel primo mese di vita e, soprattutto, nella prima settimana. I Paesi che hanno fatto minori progressi sono generalmente quelli affetti da alti livelli di Hiv, instabilità economica o guerre. La maggior parte dei progressi legati alla riduzione della mortalità infantile sono attribuibili all’aumento dell’immunizzazione, all’uso di terapie per la reidratazione in caso di diarrea, all’uso di zanzariere, all’accesso alle terapie basate sull’artemisinina, agli sforzi per eliminare la malattia causata dall’infezione di tipo B di Haemophilus influenzae e agli interventi per migliorare la qualità dell’acqua e delle misure igieniche. Tuttavia, ogni anno, polmonite e diarrea uccidono ancora 3,8 milioni di bambini sotto i 5 anni d’età.

 

Mortalità materna

Ogni anno 536 mila donne muoiono per complicazioni legate alla gravidanza o al parto e il 99% dei decessi avviene in Paesi in via di sviluppo. Il tasso di mortalità materna del 2005 è di 400 ogni 100 mila nati vivi, un valore cambiato di poco rispetto al 1990. La maggior parte dei decessi avviene in Africa, dove il tasso di mortalità materna sale a 900 ogni 100 mila nati vivi e dove tra il 1990 e il 2005 non è stato possibile registrare alcun miglioramento.

 

La contraccezione

La diffusione dell’uso di contraccettivi è aumentata dal 59% del periodo 1990-1995 al 63% del periodo 2000-2006. Tuttavia, in alcune regioni, la pianificazione famigliare è molto difficile da realizzare. Nel 2006, le donne comprese tra i 15 e i 19 anni d’età che hanno partorito sono state 48 ogni 1000, un valore molto simile a quello di 51 ogni 1000 registrato nel 2000.

 

La malaria

Anche se ancora non è possibile registrare tutti i cambiamenti che sono avvenuti a livello mondiale in relazione alla malaria, è accertato che 27 Paesi (di cui 5 africani) hanno ridotto i casi e le morti di malaria di circa il 50% tra il 1990 e il 2006. Gli interventi per la prevenzione e la cura della malaria sono cresciuti, così come la produzione e l’uso di zanzariere e il ricorso a terapie basate sull’artemisinina.

 

La tubercolosi

Il tasso di prevalenza della tubercolosi è sceso dai 296 casi ogni 100 mila persone del 1990 ai 206 del 2007 e il tasso di mortalità è diminuito dai 28 decessi ogni 100 mila persone del 1990 ai 25 del 2006. Miglioramenti sono stati fatti anche nella diagnosi della malattia e nei successi di trattamento.

 

Aids

Nel 2007, i nuovi contagi da virus dell’Hiv sono stati 2,7 milioni e le morti per Aids sono state circa 2 milioni. Le persone che vivono con il virus dell’Hiv sono 33 milioni e la percentuale di adulti che vive con l’infezione da Hiv è stabile dal 2000. L’uso della terapia antiretrovirale è aumentato e nel 2007 circa un milione di persone ha ricevuto questo tipo di trattamento. Tuttavia, dei 9,7 milioni di persone dei Paesi in via di sviluppo che hanno bisogno del trattamento, solo 3 milioni ricevono le cure necessarie e solo il 33% delle donne affette da Hiv ha ricevuto i farmaci per ridurre il rischio di trasmissione madre-figlio.

 

Malattie tropicali

Circa 1 miliardo e 200 milioni di persone sono colpite da malattie tropicali, infezioni croniche disabilitanti che portano all’impoverimento all’indebolimento del sistema sanitario. Nel 2007, 546 milioni di persone sono state trattate per prevenire la trasmissione della filariasi linfatica. Solo 9.585 casi di dracunculiasi sono stati riportati nei Paesi in cui la malattia è endemica, molto meno rispetto ai 3,5 milioni riportati in 20 di questi Paesi nel 1985. Anche la lebbra si è ridotta sensibilmente dai 5,2 milioni di casi nel 1985 a poco più di 200 mila casi del 2008.

 

Acqua e condizioni igieniche

La mancanza di acqua e di condizioni igieniche adeguate è un fattore di rischio importante nel determinare la mortalità e la gravità di malattie come diarrea, colera ed epatite. Tra il 1990 e il 2006 la percentuale di persone che ha acceso all’acqua potabile è cresciuta dal 76% all’86%.

 

Accesso ai farmaci

La disponibilità di farmaci nei Paesi in via di sviluppo è spesso scarsa e, secondo un sondaggio nelle regioni più povere, solo il 35% dei farmaci e degli strumenti sanitari sono disponibili nel settore pubblico e solo il 63% nel settore privato.

 

Scarica il rapporto (pdf 6 Mb) e leggi il comunicato dell’Oms.