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Rapporto Oms 2008 sulla salute globale: tornare alle cure sanitarie primarie

(traduzione e adattamento a cura della redazione di EpiCentro)

 

 

Il rapporto Oms 2008 sulla salute globale, valuta criticamente le scelte organizzative, finanziarie e assistenziali dei Paesi ricchi e poveri di tutto il mondo. Il documento riporta una serie di carenze e lacune che hanno determinato una situazione di profondo squilibrio per ciò che riguarda lo stato di salute di numerose popolazioni, nei Paesi e tra i Paesi.

 

“Il rapporto sulla salute globale indica un modo per affrontare le disuguaglianze e le inefficienze nel settore dell'assistenza sanitaria, e le sue raccomandazioni devono essere ascoltate”, ha dichiarato il direttore generale Margaret Chan in occasione del lancio della relazione ad Almaty, in Kazakistan. “Un mondo molto squilibrato in materia di salute non è né stabile né sicuro”.

 

Il rapporto “Servizi sanitari di base - ora più che mai” (pdf 3,2 Mb) commemora il trentesimo anniversario della conferenza internazionale Alma-Ata per le cure primarie del 1978. Si tratta del primo evento ad aver posto il tema dell’equità sanitaria nell’agenda politica internazionale.

 

Sconfiggere le disuguaglianze

In un’ampia disamina, la nuova relazione ha rilevato disuguaglianze nei risultati di salute, nell’accesso alle cure e nei costi dell'assistenza. La differenza nella speranza di vita tra i Paesi più ricchi e quelli più poveri supera attualmente i 40 anni. Di 136 milioni di donne che partoriranno quest'anno, circa 58 milioni non riceveranno alcun tipo di assistenza medica né durante il parto e né nel periodo post-parto, mettendo in pericolo la loro vita e quella dei loro bambini.

 

Globalmente, la spesa pubblica annuale per la salute varia da meno di 20 dollari a persona a oltre 6 mila dollari. Inoltre, 5,6 miliardi di persone che abitano nei Paesi a basso e medio reddito pagano di tasca propria più della metà di tutte le spese sanitarie.

 

Con i costi delle cure sanitarie che aumentano e i meccanismi di protezione finanziaria nel caos, le spese sanitarie personali spingono ogni anno più di 100 milioni di persone al di sotto della soglia di povertà.

 

Grandi differenze in ambito sanitario si registrano all'interno dei Paesi e talvolta anche all'interno delle singole città. A Nairobi, per esempio, il tasso di mortalità sotto i 5 anni è al di sotto del 15 per mille in zone ad alto reddito. Mentre in una baraccopoli della stessa città, il tasso può arrivare al 254 per mille.

 

Ann M. Veneman, direttore esecutivo dell'Unicef, afferma: “Alti tassi di mortalità materna, infantile e di bambini sotto i cinque anni, indicano spesso la mancanza di accesso ai servizi di base come acqua potabile e servizi igienico-sanitari, vaccinazioni e corretta nutrizione”. “Servizi sanitari di base, compresi i servizi integrati a livello comunitario, possono aiutare a migliorare la salute e a salvare vite umane”.

 

Il sistema sanitario che ha smarrito la strada

I dati esposti nel documento indicano che molti sistemi sanitari hanno smesso di concentrarsi sulla realizzazione di un accesso equo alle cure, di investire saggiamente sulle risorse e di soddisfare le esigenze e le aspettative delle persone, in particolare dei gruppi più poveri ed emarginati.

 

Come rileva il rapporto, le condizioni di “accesso equo, impoverimento ed erosione di fiducia nel settore sanitario costituiscono una minaccia per la stabilità sociale”.

 

Per indirizzare i sistemi sanitari verso una performance migliore, il rapporto chiede un ritorno all’assistenza sanitaria primaria, un approccio olistico alle cure sanitarie formalmente lanciato 30 anni fa. Quando vengono confrontati Paesi al medesimo livello di sviluppo economico, quelli in cui l'assistenza sanitaria è organizzata attorno ai principi delle cure sanitarie primarie risultano produrre un livello superiore di sanità a fronte del medesimo investimento.

 

Queste lezioni assumono importanza cruciale in un momento di crisi finanziaria mondiale.

 

“Rispetto alle tendenze attuali, l'assistenza sanitaria primaria appare ancor più un modo intelligente per riportare la salute sul giusto binario”, ha affermato il direttore generale Margaret Chan.

 

Le cure primarie hanno rivoluzionato l’interpretazione della salute e hanno modificato radicalmente i modelli prevalenti per l'organizzazione e l’erogazione delle cure. Si tratta di un tentativo ragionato per il contrasto delle tendenze responsabili delle "gravi disparità" nello stato di salute delle popolazioni.

 

L’importanza crescente delle cure primarie

Nel suffragare il ritorno alle cure primarie, l'Oms afferma che i suoi valori, principi e approcci siano oggi più importanti che mai. Diversi risultati supportano questa conclusione. Come fa notare il rapporto, le disuguaglianze nella salute e nell’accesso alle cure sono oggi molto maggiori di quello che erano nel 1978.

 

In troppi casi, hanno un migliore accesso alle migliori cure le persone che stanno bene, e in generale quelle più in salute, mentre i poveri, se debbono curarsi, sono lasciati a se stessi. Le cure sanitarie sono spesso erogate in base a un modello che concentra l’attenzione su malattie trasmissibili, alte tecnologie e cure specialistiche, che considera la salute un prodotto di interventi biomedici e ignora l’importanza della prevenzione.

 

Accade che gli specialisti possano svolgere compiti meglio gestiti da medici generici, medici di famiglia o infermieri contribuendo a creare inefficienza, limitando ulteriormente l'accesso e privando i pazienti dell’opportunità di essere curati in modo completo. Quando la salute è indirizzata verso le cure specialistiche, un ampio spettro di interventi di protezione e prevenzione finiscono per perdersi.

 

L’Oms stima che un uso migliore delle attuali misure di prevenzione potrebbe ridurre l’impatto globale delle malattie del 70%.

 

Le ingiustizie nell'accesso alle cure e nei risultati sanitari sono solitamente maggiori nei casi in cui la salute è trattata come una merce e le cure sono orientate dalla redditività. I risultati sono prevedibili: esami e procedure inutili, ricoveri più frequenti e di durata maggiore, aumento generale dei costi ed esclusione delle persone che non possono pagare.

 

Cure sanitarie frammentate

Nelle zone rurali del mondo in via di sviluppo, l’assistenza sanitaria tende a essere frammentata in iniziative distinte incentrate su singole malattie o progetti, con poca attenzione alla coerenza e scarsi investimenti in infrastrutture di base, servizi e personale. Come osserva il rapporto, queste situazioni riducono le persone a "obiettivi di programma".

 

Soprattutto, l'assistenza sanitaria non riesce a rispondere alle crescenti aspettative sociali per un’assistenza sanitaria incentrata sulle persone, equa, efficiente e conveniente.

 

Un approccio focalizzato sulle cure primarie, se correttamente attuato, protegge da molti di questi problemi. Si tratta di un approccio olistico alla salute che mette sullo stesso piano prevenzione e assistenza in un continuum di cure che si estende per tutta la vita. Come parte di questo approccio, un sistema fondato sulle cure primarie è in grado di regolare le determinanti principali della salute che sorgono in numerosi settori extra sanitari, e che rappresentano una minaccia per la salute.

 

Le cure primarie ridanno equilibrio alle cure sanitarie e pongono le famiglie e le comunità al centro del sistema sanitario. Con un particolare accento sul diritto locale, l’assistenza primaria onora la resistenza e l'ingegnosità dello spirito umano e lascia spazio per le soluzioni create dalle comunità, di loro proprietà e da loro sostenute.

 

Lavorare per l’uguaglianza e l’efficienza

Il nucleo strategico della lotta contro le disuguaglianze è favorire la transizione verso una copertura universale, in uno spirito di equità, giustizia sociale e solidarietà. Equità ed efficienza nella fornitura di servizi sono gli obiettivi generali.

 

L'assistenza sanitaria primaria offre anche il modo migliore di far fronte ai mali del Ventunesimo secolo, come la globalizzazione di stili di vita non salutari, la rapida urbanizzazione non pianificata e l'invecchiamento della popolazione. Queste tendenze contribuiscono all’aumento di malattie croniche, come malattie cardiache, ictus, cancro, diabete e asma, che creano nuove esigenze di assistenza a lungo termine e un forte sostegno da parte della comunità. Un approccio multisettoriale è fondamentale per la prevenzione, perché i principali fattori di rischio per queste malattie non fanno parte dell’ambito sanitario.

 

Il rapporto afferma che i sistemi sanitari non si dirigono naturalmente verso una maggiore equità ed efficienza. Decisioni politiche ponderate sono necessarie. Le evidenze e le argomentazioni esposte nel documento dovrebbero contribuire a realizzare quest’obiettivo.

 

“In effetti, stiamo incoraggiando i Paesi a tornare alle fondamenta” ha affermato il direttore generale Margaret Chan. “Trenta anni di esperienza ben monitorata ci dicono cosa funziona e verso quale direzione dobbiamo dirigerci, indipendentemente si tratti di Paesi ricchi o poveri”.

 

Leggi il comunicato originale sul sito dell’Oms. Scarica il rapporto completo (pdf 3,2 Mb) e leggi la sintesi. Guarda una selezione di tabelle e grafici dal rapporto Oms. Consulta anche le attività di implementazione delle cure primarie intraprese dai seguenti Paesi:

 

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Ultimo aggiornamento lunedi 11 maggio 2015