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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

salute globale

L’impatto dello tsunami sulla popolazione dello Sri Lanka

Manila Bonciani - reparto Salute della donna e dell’età evolutiva, Cnesps-Iss

 

25 ottobre 2012 - A distanza di qualche anno dall’emergenza tsunami che ha colpito lo Sri Lanka (dicembre 2004), un articolo (pdf 289 kb) uscito nel 2012 sugli Annali dell’Istituto superiore di sanità riporta i risultati di una ricerca qualitativa sull’impatto di questo disastro sulla qualità della vita nella popolazione locale, proponendo una chiave di lettura del fenomeno che può essere di interesse nell’analisi delle conseguenze di simili catastrofi.

 

Lo studio fa parte di un progetto di ricerca più ampio, che ha incluso anche la conduzione di un’indagine campionaria sulle condizioni socio-economiche e sullo stato di salute degli abitanti di alcuni distretti colpiti dallo tsunami, finanziato dal Dipartimento della Protezione civile italiana grazie ai fondi raccolti per rispondere a questa emergenza, e realizzato dall’Istituto superiore di sanità in collaborazione con il ministero della Sanità srilankese, il cui principale obiettivo è stato quello di fornire informazioni approfondite per la programmazione delle attività di supporto e riabilitazione post-tsunami. In particolare lo studio qualitativo, condotto nel corso dell’anno successivo al disastro, è stato utile per identificare eventuali fattori che hanno contribuito ad accentuare la suscettibilità ai disastri di alcuni gruppi della popolazione locale e per mettere in evidenza allo stesso tempo le strategie e risorse attivate dagli stessi per farvi fronte.

 

Questa duplice attenzione ai fattori di vulnerabilità e di resilienza è uno degli aspetti di interesse dello studio: tra i risultati emersi, infatti, è stato osservato che i soggetti già in condizione di svantaggio socio-economico sono stati i più colpiti dal disastro, ma la loro capacità di ripresa è stata condizionata anche dal tipo di supporto della rete sociale di riferimento cui hanno potuto attingere. Nelle varie situazioni di emergenza è quindi necessario tenere in considerazione contemporaneamente le condizioni di svantaggio pregresso degli individui e dei gruppi e le strategie di coping (cioè di adattamento alle situazioni stressanti) che sono in grado di attivare, perché è principalmente l’interazione di queste due forze contrapposte e l’effettiva possibilità di un loro bilanciamento a determinare l’impatto dei disastri sulla qualità di vita delle persone.

 

Un ulteriore aspetto di interesse è la scelta di analizzare i cambiamenti sulla qualità della vita delle persone coinvolte nel disastro non solo in riferimento alla salute psico-fisica, ma anche rispetto al loro senso di appartenenza alla comunità e di partecipazione alla vita socio-economica e alle loro aspettative e proiezioni per il futuro, secondo un’accezione di questo concetto in linea con i recenti modelli teorici di riferimento per la promozione della salute. Dallo studio è infatti emerso che, nonostante le popolazioni colpite non siano state ulteriormente afflitte da emergenze sanitarie in conseguenza dello tsunami, la loro sensazione di aver subito un danno totale, in termini di perdita di capitale umano, sociale, economico, politico e naturale, ha indicato come necessari interventi di riabilitazione differenziati e integrati.

 

L’articolazione dell’analisi secondo una visione multidimensionale della qualità della vita ha permesso anche di cogliere meglio le percezioni delle persone intervistate non solo in relazione alle conseguenze dirette dello tsunami, ma anche all’esperienza degli interventi per favorire il recupero e la ripresa, facendo emergere come non sia stata unicamente l’onda anomala del maremoto ad impattare le loro vite, quanto anche quella degli aiuti arrivati in seguito al disastro, in maniera altrettanto dirompente. I risultati hanno messo in luce, infatti, che con gli interventi post-emergenza sono emersi o sono stati riaccesi fenomeni di conflittualità sociale in Sri Lanka, richiamando l’attenzione sull’influenza (e quindi anche sul ruolo ambivalente) che l’azione stessa delle agenzie e degli operatori che intervengono nei contesti colpiti da disastri ha sulle relazioni e dinamiche sociali e di conseguenza sulla qualità di vita delle popolazioni che ne sono interessati.

 

Per maggiori informazioni leggi l’articolo completo “Quality of life, vulnerability and resilience:a qualitative study of the tsunami impact on the affected population of Sri Lanka” (pdf 289 kb) sugli Annali dell’Iss.