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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

salute globale

World Health Statistics 2010: il punto sugli obiettivi di sviluppo del millennio

27 maggio 2010 - A cinque anni dal raggiungimento del termine del 2015 fissato per gli obiettivi di sviluppo del millennio (millennium development goals), il rapporto World Health Statistics 2010 (pdf 4,8 Mb) dell’Oms registra alcuni progressi incoraggianti: la percentuale dei bambini sottopeso è scesa dal 25% del 1990 al 16% del 2010, dal 2001 al 2008 le infezioni da Hiv sono diminuite del 16% e, nello stesso periodo, a livello globale la percentuale di persone che ha accesso all’acqua potabile è passata dal 77% all’87%.

 

La malnutrizione

La malnutrizione è la causa responsabile di circa un terzo di tutti i decessi infantili. La percentuale di bambini sottopeso sotto i cinque anni è scesa complessivamente dal 25% del 1990 al 18% del 2005. Tuttavia, in alcuni Paesi, la malnutrizione è in aumento e a livello globale sono ancora 186 milioni i bambini sotto i cinque anni che sono sottonutriti.

 

La mortalità infantile

La mortalità infantile è in continua diminuzione e dal 1990 al 2008 è scesa di circa il 30%, passando da 12,4 milioni a 8,8 milioni. I trend dal 2000 a oggi sono piuttosto incoraggianti e indicano un’accelerazione nel tasso di declino in tutte le regioni anche se, a livello nazionale e regionale, rimangono comunque delle grosse disuguaglianze. Per ridurre la mortalità infantile è particolarmente importante intervenire sulla mortalità neonatale: circa il 40% dei decessi sotto i cinque anni avviene infatti nel primo mese di vita, e perlopiù nella prima settimana.

 

La mortalità materna

Le stime relative al 2005 riferiscono che ogni anno circa mezzo milione di donne, perlopiù residenti nei Paesi in via di sviluppo, muore per complicazioni legate alla gravidanza o al parto. Il rischio più alto è stato registrato in Africa, dove ogni 100 mila nati vivi muoiono circa 900 donne. Gli interventi più efficaci per ridurre la mortalità materna comprendono una maggiore accessibilità ai servizi di pianificazione famigliare e una maggiore disponibilità delle cure durante la gravidanza, il parto e periodo post-parto.

 

La contraccezione

La prevalenza della contraccezione dei Paesi in via di sviluppo è salita dal 50% del 1990 al 62% del 2005. Tuttavia, i dati relativi al periodo 2000-2008 rivelano che nella Regione africana il 24% delle donne intenzionate a ritardare o interrompere la gravidanza non hanno avuto accesso a metodi di pianificazione famigliare. A livello globale, la fertilità delle adolescenti tra i 15 e i 19 anni nel periodo 2000-2007 era mediamente pari a 47 parti ogni mille donne, con un picco nella Regione africana di 118 parti ogni mille donne.

 

La malaria

Nel 2008 si calcola che i casi di malaria siano stati circa 243 milioni, di cui circa 863 mila mortali. Malgrado l’aumento della diffusione di zanzariere trattate con insetticidi, la disponibilità di questi dispositivi nel 2008 è stata di gran lunga al di sotto del livello necessario. L’acquisto di farmaci antimalarici da parte dei servizi sanitari pubblici è aumentato, ma l’accesso al trattamento, soprattutto alla terapia combinata con artemisina, nel 2007 e nel 2008 è risultato inadeguato in tutti i Paesi coinvolti nel sondaggio.

 

La tubercolosi

L’incidenza della tubercolosi è in lento ma continuo declino e nel 2008 ha raggiunto circa 140 casi ogni 100 mila abitanti. La prevalenza dei casi di Tb è in diminuzione e così pure il tasso di mortalità dei casi Hiv-negativi. Secondo le indagini, il trattamento e la diagnosi della tubercolosi sono molto migliorati, ma le forme farmaco-resistenti di questa malattia pongono nuove importanti sfide.

 

L’Hiv/Aids

Le nuove infezioni da Hiv si sono ridotte a livello globale dal 2000 al 2008 di 16 punti percentuali. Nel 2008 le nuove infezioni sono state circa 2,7 milioni e i decessi per Hiv/Aids circa 2 milioni. La disponibilità di una copertura per la prevenzione, il trattamento e la cura di questa malattia è in continua espansione e nel 2008 circa 628 mila mamme sieropositive hanno prevenuto grazie alle terapie antiretrovirali la trasmissione dell’infezione ai propri bambini. Le disparità tra le varie Regioni nell’accesso alla prevenzione, al trattamento e alla cura rimangono tuttavia molto ampie.

 

Malattie tropicali

Più di 1000 milioni di persone sono colpite ogni anno da malattie tropicali. Nel 2008, 496 milioni di persone hanno ricevuto il trattamento per la prevenzione della trasmissione della filariasi linfatica. I casi di dracunculiasi riportati nel 2008 sono stati solo 4619, una cifra di gran lunga più bassa dei 3,5 milioni degli anni Ottanta. In aumento invece i casi di colera, passati da circa 177 mila nel 2007 a 190 mila nel 2008. In netta diminuzione i casi di lebbra, a quota 213 mila all’inizio del 2009.

 

Acqua e condizioni igieniche

La percentuale di persone che ha accesso all’acqua potabile è aumentata dal 77% del 1990 all’87% del 2008. Questo tasso di miglioramento sarebbe sufficiente a raggiungere l’obiettivo di sviluppo del nuovo millennio, ma nella Regione del Mediterraneo orientale la situazione sembra essere in una fase di stallo. Nel 2008 oltre 2600 milioni di persone non hanno avuto accesso ai servizi sanitari, con conseguente rischio di esposizione a malattie come l’epatite e il colera. La situazione in questo senso è particolarmente grave in Africa e in Asia sud-orientale.

 

Accesso ai farmaci

Tutti i Paesi hanno pubblicato una lista di farmaci essenziali, ma in alcune Regioni la scarsa disponibilità di farmaci nel settore pubblico costringe i pazienti a cercare di procurarseli privatamente. I medicinali nel settore privato hanno mediamente un costo aggiuntivo del 630%, cosa che li rende spesso inaccessibili.

 

Malattie croniche e incidenti

Nel 2004, nei Paesi in via di sviluppo, le malattie croniche e gli incidenti sono stati responsabili di circa 33 milioni di decessi e per il futuro ci si aspetta che questo numero cresca ancora. Per prevenire le malattie croniche è necessario intervenire su fattori di rischio come il consumo di tabacco, le diete poco equilibrate, l’inattività fisica e il consumo eccessivo di alcol. Per la lotta a questo tipo di malattie i Paesi devono aumentare i loro sforzi nella prevenzione e nella sorveglianza.

 

Scarica il rapporto World Health Statistics (pdf 4,8 Mb) e leggi la presentazione sul sito dell’Oms.