Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica
a cura del Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute
salute globale
documentazione
iniziative e progetti
home > focus > salute globale > Ultimi aggiornamenti...
focus
salute globale
Ultimi aggiornamenti

(28 marzo 2013) La vecchia Europa fa il check-up

A 3 anni di distanza dal precedente, è stato pubblicato il rapporto 2012 dell’Oms Europa, The European health report 2012. Charting the way to well-being, un documento che rappresenta ormai un punto di riferimento sulla salute (e sul benessere, secondo l’accezione più ampia di salute auspicata dall’Oms) del vecchio continente. La peculiarità del rapporto 2012 sta nel fatto che, oltre a fare il punto sulla salute degli europei con una particolare attenzione alle situazioni di disuguaglianza, il documento guarda alle prospettive future ed è chiaramente orientato a disegnare uno scenario in grado di garantire a tutti i cittadini europei adeguati standard di salute. Leggi in proposito l’approfondimento  a cura della redazione di EpiCentro e anche l’approfondimento “Una nuova Europa” a cura di Silvia Declich e Flavia Riccardo (reparto Epidemiologia delle malattie infettive, Cnesps-Iss).

 

(14 marzo 2013) Global Burden of Disease Study 2010: promossa la sanità italiana

Già nello scorso mese di dicembre la rivista The Lancet ha dedicato un ampio spazio al Global burden of Disease Study 2010, l’indagine che valuta l’impatto delle patologie in termini di mortalità e disabilità. All’inizio di marzo 2013, poi, la rivista inglese ha pubblicato anche i risultati nazione per nazione, suscitando vivo interesse e anche qualche sorpresa. Tra i profili per Paese pubblicati da The Lancet all’inizio di marzo c’è, naturalmente, anche quello dell’Italia (pdf 217 kb), che si colloca in ottima posizione per risultati di salute. Il nostro Paese è ancora al secondo posto come aspettativa di vita. Ancora più importante il fatto che la longevità (circa 81,5 anni) si accompagna a condizioni di salute buone, ovvero a periodi limitati di disabilità. I maggiori fattori di rischio restano quelli legati alle abitudini alimentari, all’ipertensione arteriosa e al fumo di tabacco. Leggi l’approfondimento con il commento di Stefania Salmaso (direttore Cnesps-Iss).

 

(22 novembre 2012) Oms Europa: determinanti sociali di salute e ambiente

I determinanti sociali della salute legati al contesto urbano, come trasporti, inquinamento dell’aria, sicurezza stradale, pianificazione urbana, spazi verdi, ambiente urbano e cambiamenti climatici vengono analizzati all’interno del rapporto “Addressing the social determinants of health: the urban dimension and the role of local government” (pdf 9,5 Mb) pubblicato a novembre 2012 dall’Oms Europa. Il testo, che presenta i risultati di diversi studi chiave, sintetizza le evidenze scientifiche e le raccomandazioni internazionali pubblicate negli ultimi anni. Ampio spazio viene inoltre dato all'approccio delle diseguaglianze di salute da parte di sei Paesi europei (Inghilterra, Danimarca, Lettonia, Olanda, Spagna e Svezia). Per maggiori informazioni scarica il documento completo (pdf 9,5 Mb) e leggi l’approfondimento sul sito del Dors.

 

(22 novembre 2012) Ocse: il rapporto “Health at a Glance. Europe 2012”

Nel 2010, la speranza di vita alla nascita nei Paesi dell'Unione europea (Ue) ha raggiunto i 79 anni e, parallelamente, la mortalità prematura si è ridotta sensibilmente. Inoltre, campagne di sensibilizzazione e politiche fiscali hanno contribuito al cambiamento dei fattori di rischio per la popolazione europea. Infatti se da un lato la maggior parte dei Paesi europei ha ridotto i consumi di alcol e tabacco, oltre la metà della popolazione adulta (52%) è in sovrappeso. Sono alcune delle informazioni presenti nel rapporto “Health at Glance. Europe 2012” (pdf 2 Mb), pubblicato a novembre 2012 dall’Ocse. Per maggiori informazioni leggi l’approfondimento.

 

(8 novembre 2012) Migranti e salute: raccomandazioni Simm e Dossier Caritas/Migrantes

Sono circa 300 gli operatori sociosanitari provenienti da tutta Italia che, dal 10 al 12 ottobre scorso, si sono dati appuntamento a Viterbo per partecipare al XII Congresso della Società italiana di medicina delle migrazioni (Simm). L’evento è stata un’occasione interessante per confrontarsi sui temi della migrazione e della salute alla luce della crisi economica, sociale, politica e morale che sta caratterizzando questo periodo. Tra i materiali prodotti, le Raccomandazioni (pdf 130 kb) sintetizzano quanto affrontato e discusso durante la conferenza. Per approfondire il tema della presenza socio-statistica degli immigrati in Italia, la Caritas Italiana, la Fondazione Migrantes e la Caritas diocesana di Roma, hanno presentato a ottobre 2012 la pubblicazione del 22° Rapporto della Caritas/Migrantes. Leggi l’approfondimento a cura di Manila Bonciani (reparto Salute della donna e dell'età evolutiva, Cnesps-Iss), Silvia Declich e Maria Grazia Dente (reparto Epidemiologia delle malattie infettive, Cnesps-Iss).

 

(25 ottobre 2012) L’impatto dello tsunami sulla popolazione dello Sri Lanka

A distanza di qualche anno dall’emergenza tsunami che ha colpito lo Sri Lanka (dicembre 2004), un articolo (pdf 289 kb) uscito nel 2012 sugli Annali dell’Istituto superiore di sanità riporta i risultati di una ricerca qualitativa sull’impatto di questo disastro sulla qualità della vita nella popolazione locale, proponendo una chiave di lettura del fenomeno che può essere di interesse nell’analisi delle conseguenze di simili catastrofi. Lo studio fa parte di un progetto di ricerca più ampio, che ha incluso anche la conduzione di un’indagine campionaria sulle condizioni socio-economiche e sullo stato di salute degli abitanti di alcuni distretti colpiti dallo tsunami il cui principale obiettivo è stato quello di fornire informazioni approfondite per la programmazione delle attività di supporto e riabilitazione post-tsunami. In particolare lo studio qualitativo, condotto nel corso dell’anno successivo al disastro, è stato utile per identificare eventuali fattori che hanno contribuito ad accentuare la suscettibilità ai disastri di alcuni gruppi della popolazione locale e per mettere in evidenza allo stesso tempo le strategie e risorse attivate dagli stessi per farvi fronte. Leggi l’approfondimento a cura di Manila Bonciani - reparto Salute della donna e dell’età evolutiva, Cnesps-Iss.

 

(10 ottobre 2012) La salute della popolazione europea e dei migranti in Europa

Dieci interventi da adottare per aumentare la copertura vaccinale anche tra i gruppi di popolazione più vulnerabili tra cui: aumentare con la formazione le capacità comunicative degli operatori sanitari, , migliorare i sistemi di “promemoria vaccinale” per far ricordare le scadenze, includere le vaccinazioni nel quadro globale della salute infantile e valorizzare la figura materna nella gestione dei problemi sanitari dei figli, individuare i gruppi maggiormente a rischio e promuovere la cultura vaccinale tra i media e internet. È quanto emerso dall’incontro “Inform, protect, immunise: engaging underserved populations” (Dublino, 4-6 settembre 2012) organizzato dall’Ecdc per discutere strategie atte a contrastare l’aumento di casi di morbillo nell’Unione europea con esperti del settore sanitario e rappresentanti della società civile e di cui sono disponibili le presentazioni on line. Sempre sul tema di una maggiore inclusione si svolge a Viterbo, tra il 10 e il 13 ottobre, il convegno della Società italiana medicina delle migrazioni (Simm) “Migrazioni, salute e crisi. Coesione sociale, partecipazione e reti per una salute senza esclusioni” (pdf 160 kb), a cui partecipa anche il Cnesps per affrontare il tema della salute tra gli immigrati e proporre strategie per facilitare la sorveglianza delle malattie infettive e l’accesso ai servizi sanitari preventivi.

 

(12 luglio 2012) "Facts beyond figures": continua la pubblicazione dei materiali

Disponibile on line l’intervento di Patrizia Carletti (Ars Marche) “Right to health and access to services: between theory and practice” (pdf 830 kb), presentato durante il round table 1 all’interno di “Facts beyond figures” (Milano, 21-23 giugno 2012), il convegno su salute dei migranti e minoranze etniche ospitato dall’Università Bocconi. Per maggiori informazioni scarica anche le presentazioni delle sessioni plenarie disponibili sul sito dell’Università e quella di Antonio Chiarenza (Ausl Reggio Emilia) “I servizi sanitari pubblici di fronte all’utente straniero: quali sfide? L’approccio migrant-friendly nell’Ausl di Reggio Emilia” (pdf 386 kb) presentata durante il round table 3.

 

(5 luglio 2012) Eurosurveillance: infezioni tra viaggiatori e immigrati nel 2010

Tra il 2008 e il 2010, in Europa, tra i viaggiatori e la popolazione immigrata è stato registrato un aumento dei casi di malaria da Plasmodium falciparum, da P. vivax e febbre Dengue. I dati disponibili indicano inoltre l’aumento della percentuale di gastroenterite acuta causata da Campylobacter. Questi i principali risultati che emergono dalle 7408 diagnosi effettuate su pazienti al rientro da viaggi attraverso la rete di EuroTravNet e pubblicati all’interno dell’articolo “Infectious diseases among travellers and migrants in Europe, EuroTravNet 2010” pubblicato il 28 giugno 2012 su Eurosurveillance. I dati a disposizione sottolineano il ruolo potenziale dei viaggiatori nell’introduzione di nuove malattie infettive in Europa e la necessità di fornire consulenza medica prima e durante i viaggi per una corretta profilassi. Per maggiori informazioni leggi l’articolo.

 

(28 giugno 2012) Due convegni e un libro parlano di salute dei migranti

Nei giorni tra il 21 e il 23 giugno 2012, l’Università Bocconi di Milano ha ospitato il convegno “Facts beyond figures” focalizzato sulla salute dei migranti e delle minoranze etniche, di cui è possibile scaricare le presentazioni delle sessioni plenarie sul sito dell’Università. Scarica anche le diapositive di Antonio Chiarenza (Ausl Reggio Emilia) “I servizi sanitari pubblici di fronte all’utente straniero: quali sfide? L’approccio migrant-friendly nell’Ausl di Reggio Emilia” (pdf 386 kb) presentata durante il round table 3. Sullo stesso argomento, la Dg Sanco dell’Unione europea ha pubblicato il libro “Migration and health in nowhereland” (pdf 2,1 Mb) che traccia uno scenario sulla situazione dei migranti irregolari nel nostro continente e si rivolge ai decisori politici affinché affrontino il problema dell’assistenza sanitaria. Si svolge infine il prossimo autunno (10-13 ottobre 2012) il XII congresso nazionale della Società italiana di medicina delle migrazioni che, in 5 sessioni, affronta la salute dei lavoratori, dei detenuti e dei trattenuti nei Centri di identificazione ed espulsione (Cie), la salute mentale, i giovani immigrati di seconda generazione e le reti locali attive sul territorio. Per maggiori informazioni visita il sito della Bocconi, scarica il libro (pdf 2,1 Mb) della Dg Sanco e consulta la sezione appuntamenti di EpiCentro.

 

(14 giugno 2012) Le risoluzioni della 65esima Assemblea mondiale della sanità

Interventi di educazione sessuale e miglioramento dei quadri legislativi esistenti in materia di matrimoni e gravidanze precoci, sviluppo di una struttura di monitoraggio per la prevenzione e il controllo delle malattie croniche, interventi di promozione dell’invecchiamento attivo (implementando le occasioni di vita sociale a disposizione delle persone anziane), migliorare gli sforzi contro la poliomielite e agire con anticipo rispetto alla possibilità che si verifichino nuove pandemie: sono alcune delle risoluzioni di sanità pubblica approvate a conclusione dei lavori della 65esima edizione dell’Assemblea mondiale della sanità. Per maggiori informazioni visita il sito dell’Oms.

 

(24 maggio 2012) World health statistic 2012

Obiettivi di sviluppo del millennio, malattie croniche, copertura sanitaria globale e indicatori di salute: sono questi gli argomenti del “World health statistics 2012” pubblicato a maggio 2012 dall’Oms. Tra i dati disponibili ricordiamo la riduzione del numero di decessi materni (oltre 540 mila nel 1990 e circa 290 mila nel 2010), la riduzione dei decessi tra i bambini al di sotto dei 5 anni (circa 10 milioni nel 2000 e circa 7,6 milioni nel 2010), la riduzione del 74%, in dieci anni (2000-2010), del numero di decessi infantili causati dal morbillo e una riduzione annuale dell’incidenza della malaria dell’1,8%. Per maggiori informazioni visita il sito Oms, leggi l’editoriale “Who launches the World health statistics 2012” pubblicato su Eurosurveillance e scarica il documento completo.

 

(16 febbraio 2012) Report Passi 2007-2009 sulle diseguaglianze sociali

L’abitudine al fumo, più diffusa nelle Regioni centro-meridionali, coinvolge soprattutto la popolazione maschile, le persone di età compresa tra 18 e 34 anni, con scolarità media inferiore e quelle che riferiscono di avere molte difficoltà economiche. Al contrario, nel 20% della popolazione intervistata che ha riferito un consumo di alcol a rischio, si osserva prevalenza di giovani e residenti delle Regioni settentrionali. L’obesità, in entrambi i generi, cresce con l’età ed è più frequente nelle persone in difficoltà economiche e in quelle con bassa scolarità. Sono alcuni dei dati che emergono da un’indagine compiuta su quasi 95 mila persone di cittadinanza italiana di età compresa tra 18 e 69 anni, intervistate nel triennio 2007-2009, disponibili nel report “Diseguaglianze sociali e salute. Rapporto nazionale 2007-2009” (pdf 880 kb). Al tema delle disuguaglianze è dedicato anche il workshop Passi del 29 marzo 2012. Vista la disponibilità limitata di posti, per informazioni sull’iscrizione è possibile mandare una mail a Valentina Possenti (Gruppo tecnico - Passi).

 

(1 dicembre 2011) Oms Europa e salute delle popolazioni immigrate

Rispondere in maniera adeguata alla sempre maggiore eterogeneità della popolazione europea, sopratutto in seguito ai fenomeni migratori osservati negli ultimi anni. È questo il tema del nuovo libro dell’Oms Europa “Migration and health in the European Union”, un testo che affronta il diritto degli stranieri di accedere ai servizi sanitari e le sfide che gli addetti ai lavori si trovano a fronteggiare per monitorare la loro salute. La pubblicazione, rivolta ai decisori politici e agli addetti ai lavori mostra esempi di buone pratiche, illustra le implicazioni politiche dei provvedimenti attuati e suggerisce le strategie da adottare, a livello nazionale e regionale, per migliorare la salute delle popolazioni immigrate arrivate in Europa. Per maggiori informazioni consulta le pagine dedicate sul sito dell’Ufficio europeo dell’Oms.

 

(27 ottobre 2011) Dall’Oms una Dichiarazione sui determinanti sociali della salute

Adottare politiche sanitarie adeguate, in grado di agire in modo trasversale e sviluppare politiche mirate alla promozione della salute globale ma con un’attenzione particolare verso le fasce deboli della popolazione. Sono alcune delle indicazioni espresse nella “Dichiarazione sui determinanti sociali della salute” (pdf 640 kb) sottoscritta durante la conferenza di Rio de Janeiro del 19-21 ottobre 2011. All’evento hanno partecipato oltre mille invitati da 125 Paesi membri per discutere di disuguaglianze sociali e strategie di prevenzione. Per maggiori informazioni visita le pagine dedicate alla conferenza sul sito Oms e scarica la “Dichiarazione sui determinanti sociali della salute” (pdf 640 kb).

 

(6 ottobre 2011) La salute della popolazione immigrata a Reggio Emilia

Molte conferme e qualche novità nel secondo rapporto sulla salute della popolazione

immigrata a Reggio Emilia, pubblicato a maggio 2011. I dati demografici degli anni considerati (2005-2008) confermano il progressivo incremento della popolazione immigrata, a carico maggiormente delle donne (ormai quasi al 50%). Rimane evidente l’effetto “migrante sano”, che caratterizza tutta la prima fase dell’immigrazione, tipicamente a carico di giovani sani che portano con sé la capacità di lavoro manuale. Risultano dunque basse la mortalità, l’incidenza dei tumori e la frequenza dei ricoveri ospedalieri. Gli aspetti di salute più problematici continuano a essere quelli connessi alla gravidanza e ai nuovi nati, gli infortuni sul lavoro e le malattie infettive. Riguardo al ricorso alle strutture ospedaliere: pochi ricoveri ma molti accessi al Pronto soccorso. Il Centro famiglia straniera, che eroga prestazioni sanitarie di base a chi non ha diritto alle cure primarie e presso cui è sempre presente il servizio di mediazione culturale, si è affermato come struttura di riferimento per un numero elevato di immigrati, a cui negli ultimi anni garantisce non solo le prestazioni in urgenza ma anche, se occorre, continuità assistenziale. Per maggiori informazioni leggi il documento completo (pdf 23 Mb).

 

(29 settembre 2011) Dall’Ue un rapporto sulla valutazione delle diseguaglianze

Proporre metodi di misurazione adeguati a descrivere le diseguaglianze presenti all’interno della popolazione target e monitorarne la variazione in tutti i livelli dell’indagine: sono i due obiettivi principali presenti nel rapporto “Expert review and proposals for measurement of health inequalities in the European Union” (pdf 7,4 Mb). Il documento, realizzato dall’Unione europea, analizza le metodologie d’indagine, i dati disponibili e propone indicatori chiave utili nel monitoraggio della salute pubblica.

 

(26 maggio 2011) Tubercolosi, Hiv e salute dei migranti

Individuare i fattori di rischio, gli interventi preventivi risultati efficaci, e identificare gli elementi che favoriscono un’appropriata gestione assistenziale della tubercolosi e dell’infezione da Hiv, in particolare nella popolazione migrante: è questo l’obiettivo del convegno “Tubercolosi, Hiv e migrazione: una reale emergenza?” che si è svolto il 19 maggio 2011 all’Iss. Sebbene Tb ed Hiv non siano particolarmente frequenti nelle persone che arrivano nel nostro Paese, le problematiche relative al controllo, alla prevenzione, alla diagnosi e alla cura delle stesse rimangono prioritarie anche in considerazione delle situazioni di stigma ed emarginazione a cui possono essere associate. Fattori aggravanti che rendono particolarmente vulnerabili le popolazioni migranti sono il difficile accesso ai Servizi sanitari e la non sempre adeguata fruibilità delle prestazioni, causati da barriere linguistiche e culturali. L’evento scientifico rappresenta il decimo appuntamento dell’Italian National Focal Point - Infectious diseases and migrant, un network di esperti coordinato dall’Iss, che si occupa del fenomeno migratorio e delle esigenze sanitarie a esso collegate. Per approfondire leggi: sul sito dell’Iss, il Primo Piano dedicato all’evento e gli atti del convegno (pdf 310 kb); sul sito del ministero della Salute il documento Aggiornamento delle raccomandazioni per le attività di controllo della tubercolosi. Politiche efficaci a contrastare la tubercolosi nella popolazione immigrata (pdf 980 kb) pubblicato a maggio 2010.

 

(12 maggio 2011) Sorveglianza sindromica nella popolazione immigrata

A seguito dell’aumentato afflusso di migranti sulle coste italiane conseguente alla situazione di instabilità geopolitica del Mediterraneo meridionale, è stata attivata dal ministero della Salute e dall’Istituto superiore di sanità (Iss) una sorveglianza sindromica presso i centri di accoglienza distribuiti sul territorio nazionale. L’obiettivo principale è rilevare precocemente qualsiasi evento che possa rappresentare un’emergenza di salute pubblica e organizzare una risposta tempestiva e appropriata. I dati sono raccolti per 13 sindromi insieme con i denominatori (popolazione ospitata nei centri) stratificati per classe d’età da ciascun centro. Leggi i bollettini epidemiologici a cura del Cnesps-Iss sulla sorveglianza sindromica nella popolazione immigrata.

 

(21 aprile 2011) Immigrati: protocollo operativo per sorveglianza sindromica e profilassi immunitaria

Rilevare le emergenze di salute pubblica e intervenire in modo tempestivo: sono le indicazioni contenute nel protocollo operativo (pdf 320 kb) elaborato dal ministero della Salute e dal Cnesps-Iss, in collaborazione con le Regioni, per sorvegliare lo stato di salute della popolazione immigrata. Infatti, l’arrivo di un elevato numero di migranti in tempi relativamente brevi, rende necessario identificare e gestire tempestivamente l’insorgenza di sindromi tra la popolazione. Per questo motivo, il sistema di sorveglianza sindromica, verrà mantenuto per tutta la durata dell’emergenza immigrazione e prevede anche la valutazione delle necessità vaccinali dei minori, sia sulla base del nostro calendario vaccinale, sia della certificazione del Paese di provenienza. Per maggiori informazioni visita la pagina web del ministero della Salute, scarica il protocollo operativo (pdf 320 kb) e il libretto delle vaccinazioni (pdf 1 Mb).

 

(14 aprile 2011) Immigrazione e rischi di salute pubblica

L’attuale crisi del Mediterraneo e i flussi migratori verso l’Europa, portano in primo piano la necessità di identificare le potenziali minacce alla salute pubblica e di garantire risposte efficaci ai bisogni emergenti. Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) ha pubblicato una valutazione del rischio da cui emerge che il pericolo di importazione delle malattie infettive dal Nord Africa è basso. Nel documento si sottolinea anche che le condizioni di vita dei migranti nei centri di accoglienza, dove si registra sovraffollamento e scarsa igiene, sono la principale causa preoccupazione in quanto queste sono importanti fattori di rischio per il diffondersi di malattie infettive. La comunità scientifica internazionale si è poi riunita a Roma il 13 aprile 2011 nell’incontro “Circolazione delle popolazioni migranti nei Paesi mediterranei della Ue: le future sfide per i sistemi sanitari” organizzato dal ministero della Salute, in collaborazione con la Commissione europea e con il sostegno dell’Oms Europa. Leggi l’approfondimento.

 

(7 aprile 2011) Crisi nel Mediterraneo: coperture vaccinali nei Paesi coinvolti

Sono quasi 450 mila le persone fuggite dalla Libia, di cui circa 300 mila originari di altri Paesi, principalmente verso la Tunisia (con oltre 220 mila arrivi) e l’Egitto (con oltre 177 mila arrivi). Dall’inizio dell’anno oltre 20 mila immigrati sono arrivati sull'isola di Lampedusa e a Malta, prevalentemente provenienti dalla Tunisia. Tra il 26 e il 28 marzo si sono verificati inoltre i primi sbarchi in Italia di migranti provenienti direttamente dalla Libia. La documentazione fino ad ora disponibile, anche grazie alla rete EpiSouth che monitora i rischi sanitari nei Paesi che affacciano sul Mediterraneo, descrive la popolazione in movimento verso l’Italia, come composta da giovani adulti di sesso maschile in buona salute, vaccinati in accordo con il calendario vaccinale tunisino. In Tunisia sono riportate alte coperture vaccinali per patologie come morbillo, poliomielite, epatite B e bacillo di Calmette-Guérin (Bcg). Alte coperture vaccinali sono riportate anche in Egitto e in Libia. I dati sui calendari vaccinali dei Paesi di origine dei migranti consultabili da un database dell’Oms sono stati ritenuti attendibili dagli esperti dei Ministeri della Salute e Istituti di Salute pubblica dei Paesi coinvolti nell’attuale crisi del mediterraneo, partecipanti al progetto EpiSouth. Aggiornamenti sull’argomento sono disponibili sul sito dell’Oms dedicato alla situazione umanitaria in Libia e nei Paesi limitrofi, sul sito dell’Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli affari umanitari (Unocha) e su quello dell’Organizzazione internazionale per la migrazione (Iom). Leggi il documento “Calendario e coperture vaccinali nei Paesi del Nord Africa coinvolti nella attuale crisi del Mediterraneo” (pdf 180 kb) a cura del reparto di Epidemiologia delle malattie infettive del Cnesps-Iss. Leggi anche il resoconto della missione svolta dall’Ufficio europeo dell’Oms, a Lampedusa, per valutare le condizioni sanitarie degli immigrati arrivati sull’isola.

 

(3 febbraio 2011) Salute e disuguaglianze: cosa dice l’ufficio statistico dell’Ue?

Un’analisi estesa sui nuovi dati prodotti dal Labour Force Survey (Lfs) dell’Eurostat (ufficio statistico dell’Unione europea) volta a valutare le disuguaglianze socioeconomiche e di salute nella sanità di 25 Paesi europei nel periodo che va dal 1983 al 2004. È il rapporto “What does Eurostat's Labour Force Survey say about health and health inequalities in the European Union?” pubblicato a fine 2010 dall’Ufficio regionale europeo dell’Oms. L’analisi definisce diversi indicatori di salute, principalmente relativi al mercato del lavoro, più un indice ponderato complessivo di salute, documentando i limiti dell’uso di questi dati per misurare la condizione di salute media di un Paese e sostenendo invece l’utilità dell’impiego delle informazioni di salute per valutare le disuguaglianze socioeconomiche nei sistemi sanitari. Scarica il documento completo (pdf 1,3 Mb).

 

(13 gennaio 2011) Oms: report sul finanziamento dei sistemi sanitari

Una gestione più oculata delle spese sarebbe in grado di implementare l’assistenza sanitaria mondiale di circa il 20-40%. È quanto emerge dal rapporto Oms “Health systems financing: the path to universal coverage” (pdf 2,8 Mb), una guida pratica alla gestione dei finanziamenti per il settore sanitario in cui si delineano le iniziative che i Paesi possono intraprendere per modificare il sistema finanziario al fine di aumentare la copertura sanitaria. Visita la pagina dedicata sul sito dell’Oms.

 

(21 ottobre 2010) Vertice Onu su obiettivi di sviluppo del millennio

Eliminare la povertà entro il 2015: è questo l’impegno che 189 Paesi delle Nazioni Unite hanno rinnovato in occasione del vertice sugli obiettivi di sviluppo del millennio, riunitosi dal 20 al 22 settembre 2010 a New York. L’incontro ha portato all’adozione di un piano di azione globale e il segretario delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon ha annunciato lo stanziamento di 40 miliardi di dollari per migliorare la salute di donne e bambini di tutto il mondo. Presentata anche una risoluzione contro le mutilazioni genitali femminili. Sul sito del Governo italiano, consulta il dossier “Vertice Onu: obiettivi di sviluppo del millennio delle Nazioni Unite”.

 

(9 settembre 2010) Oms: gestione della migrazione degli operatori sanitari

I Paesi a medio reddito soffrono della migrazione dei propri operatori sanitari all’estero, dovuta alla ricerca di paghe più remunerative e di condizioni di lavoro migliori. Questo problema è stato affrontato dall’Oms con la stesura di un codice di pratiche per l’assunzione internazionale di operatori sanitari. Leggi l’approfondimento.

 

(29 luglio 2010) Conferenza Iuhpe 2010: promozione della salute sotto la lente

Promozione della salute, sviluppo sostenibile ed equità sociale. Sono state queste le parole chiave della 20° edizione della conferenza internazionale sulla promozione della salute, organizzata a Ginevra dall’11 al 15 luglio 2010 dall’International Union for Health Promotion and Education (Iuhpe). Per il Cnesps-Iss, il convegno è stato l’occasione per presentare il sistema di sorveglianza Passi e una serie di poster sulle iniziative di PinC e l’indagine OKkio alla Salute. Leggi l’approfondimento.

 

(22 luglio 2010) Determinanti sociali delle malattie infettive in Europa

La salute non è equamente distribuita tra i cittadini dell’Unione europea. Infatti, le disuguaglianze riconducibili a occupazione, reddito, istruzione e area di residenza (i cosiddetti “determinanti sociali”) hanno importanti ricadute sul benessere delle persone. Una delle priorità dell’Unione europea è raggiungere l’equità in termini di salute tra tutti i cittadini. Eurosurveillance dedica un numero ai determinanti sociali delle malattie infettive. Leggi l’approfondimento a cura di EpiCentro.

 

(22 luglio 2010) Mortalità per overdose tra gli ex-detenuti: il report dell’Oms Europa

L’alto tasso di diffusione delle droghe tra i detenuti aumenta l’esposizione di queste persone ai rischi sanitari legati alle sostanze stupefacenti e in particolare all’overdose, soprattutto nelle prime settimane dopo la scarcerazione. Per sottolineare il problema, l’Oms Europa pubblica il rapporto “Prisons and Health, Prevention of acute drug-related mortality in prison population during the immediate post-relaese period”, un documento in cui vengono analizzate le evidenze attualmente disponibili e messe in luce le possibili strategie da adottare. Leggi l’approfondimento.

 

(1 luglio 2010) Salute nell’Ue: il rapporto dell’Osservatorio europeo

Le disuguaglianze di reddito, educazione, ambiente di vita e condizioni di lavoro hanno effetti sul benessere dei cittadini sia diretti che indiretti. Per analizzare le discrepanze sanitarie all’interno dei singoli Paesi e tra di essi, l’Osservatorio europeo sui sistemi e sulle politiche sanitarie pubblica il rapporto “Health in the European Union, Trends and analysis”. Obiettivo dell’indagine è analizzare la relazione che intercorre tra le condizioni di vita, i fattori socio-economici e la salute, nell’intento di stimolare un dibattito e politiche di azione in grado di creare una società più sana e più equa. Leggi l’approfondimento.

 

(17 giugno) Determinanti sociali della salute e programmi sanitari: il rapporto Oms

Pubblicato dall’Oms il documento “Equity, social determinants and public health programmes”. Il rapporto analizza l’impatto dei fattori sociali sulla salute degli esseri umani, propone interventi per creare una maggiore equità e intende tradurre le proposte avanzate dalla Commissione sui determinanti sociali della salute dell’Oms nel 2008 in azioni concrete e praticabili. Il Ccm ha dedicato ai contenuti del nuovo rapporto uno speciale. La Commissione, istituita dall’Oms nel 2005, aveva infatti precedentemente pubblicato il rapporto “Closing the gap in a generation: Health equity through action on the social determinants of health”, in cui venivano documentate le variabili sociali, economiche, culturali e politiche connesse all’ingiustizia nel settore sanitario. Leggi l’approfondimento di EpiCentro.

 

(17 giugno 2010) Obiettivi del millennio: i progressi della Regione europea dell’Oms

A cinque anni dal termine del 2015 fissato per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo del millennio, l’Oms Europa descrive la situazione nella Regione europea. Malgrado alcuni importanti progressi siano stati raggiunti, servono più investimenti in molti settori: dalla lotta a malattie come la tubercolosi, agli sforzi per colmare le disuguaglianze di genere, dalla lotta alla povertà, agli investimenti per garantire un’istruzione primaria universale. Leggi l’approfondimento a cura di EpiCentro.

 

(27 maggio 2010) World Health Statistics 2010

La percentuale dei bambini sottopeso è scesa dal 25% del 1990 al 16% del 2010, dal 2001 al 2008 le infezioni da Hiv sono diminuite del 16% e, nello stesso periodo, a livello globale la percentuale di persone che ha accesso all’acqua potabile è passata dal 77% all’87%. Sono alcuni dei progressi incoraggianti riportati nel rapporto Oms World Health Statistics 2010. La pubblicazione fa il punto sugli obiettivi di sviluppo del millennio, a cinque anni dal termine fissato per il loro raggiungimento (2015).

 

(27 maggio 2010) Le risoluzioni dell’Assemblea mondiale della sanità 2010

Nel corso della sessantatreesima edizione dell’Assemblea mondiale della sanità, che ha avuto luogo a Ginevra nei giorni 17-21 maggio 2010, sono stati discussi una serie di questioni di salute pubblica, tra cui: attuazione del Regolamento sanitario internazionale (2005), monitoraggio della realizzazione degli obiettivi di sviluppo del millennio, strategie per ridurre l'uso rischioso di alcol, sicurezza alimentare, malattie non trasmissibili ed eradicazione globale del morbillo. Leggi l’approfondimento.

 

(8 aprile 2010) 2010: anno europeo della lotta alla povertà

L’Unione europea è una delle più ricche aree del pianeta, eppure il 17% dei cittadini dispone di risorse limitate e non riesce a soddisfare i propri bisogni primari. Per imprimere una svolta decisiva alla battaglia contro l’indigenza, come previsto dall’Agenda di Lisbona, il Parlamento europeo e il Consiglio d’Europa hanno designato il 2010 come l’anno europeo della lotta alla povertà e all’esclusione sociale. Leggi l’approfondimento.

 

(25 marzo 2010) La salute delle donne: il rapporto 2010 della Commissione europea

Le donne sono più numerose degli uomini (104,9 donne per 100 uomini), vivono più a lungo e si ammalano più frequentemente (la percentuale di anni di vita in buona salute è 75,4% per le donne e 80,7% per gli uomini). Nonostante questo, i dati sul solo genere femminile sono ancora pochi ed è necessaria una maggiore raccolta dati che permetta di fare analisi specifiche sulla condizione delle donne. È quanto emerge dal report “Data and Information on Women’s Health in the European Union”, il documento messo a punto dalla Commissione europea, che evidenzia le caratteristiche sanitarie della popolazione e le disparità di genere, relativamente all’incidenza di alcune patologie. Leggi l’approfondimento.

 

(18 marzo 2010) Accesso all’acqua, servizi igienico-sanitari e salute mondiale

Secondo l’edizione 2010 del rapporto “Progress on sanitation and drinking-water 2010 update”, realizzato nell’ambito del Programma congiunto Oms-Unicef per il monitoraggio dei progressi ottenuti nell’approvvigionamento e nell’igiene delle acque, rispetto all’obiettivo del millennio 7.3 (dimezzare, entro il 2015, la percentuale di popolazione senza accesso all'acqua potabile e a servizi igienico-sanitari di base), il mondo è sulla buona strada per raggiungere o addirittura superare il traguardo sulla disponibilità di acqua potabile, ma deve ancora fare molto per la diffusione di servizi igienico-sanitari adeguati. Attualmente, infatti, l'87% della popolazione mondiale (pari a circa 5,9 miliardi di persone) accede a fonti di acqua potabile, mentre quasi il 39% (pari a oltre 2,6 miliardi di persone) non dispone di servizi igienico-sanitari di base. “Acqua pulita per un mondo sano” è, inoltre, il tema della Giornata mondiale dell'acqua 2010 che si celebra il 22 marzo. L’obiettivo dell’evento, al quale partecipano oltre 100 Paesi, è ricordare che una delle sfide centrali del secolo è la gestione sostenibile, efficiente ed equa delle risorse idriche. L’approfondimento è a cura della redazione di EpiCentro.

 

(28 gennaio 2010) Donne e salute, il rapporto 2009 dell’Oms

La salute delle donne è da sempre stata una preoccupazione per l’Oms ma oggi è diventata un’urgente priorità. Le discriminazioni abbassano l’aspettativa di vita del sesso femminile e le disuguaglianze di genere, per esempio nell’educazione, nel profitto e nell’occupazione, limitano la possibilità delle ragazze e delle donne di proteggere la propria salute. L’Oms pubblica un rapporto che richiama l’attenzione sulla necessità di implementare i sistemi sanitari con riforme che rispondano al meglio alle necessità sanitarie di donne e ragazze “Women and health, today’s evidence, tomorrow’s agenda”. Leggi l’approfondimento.

 

(19 novembre 2009) Il piano di azione Oms-Unicef contro la polmonite

La polmonite è la prima causa di morte tra i bambini con meno di 5 anni d’età ed è responsabile di circa il 20% dei decessi infantili (1,8 milioni di bambini ogni anno). Malgrado i progressi compiuti, gli investimenti per il controllo di questa malattia sono piuttosto scarsi. Oms e Unicef hanno elaborato un Piano di azione per la prevenzione il controllo della polmonite (Gapp), ponendosi l’obiettivo di ridurre entro il 2015 la mortalità infantile per polmonite di almeno il 65% rispetto ai livelli del 2000. Leggi l’approfondimento a cura di EpiCentro.

 

(5 novembre 2009) Morti premature: il rapporto Oms 2009

I principali fattori di rischio, misurati intermini di Daly, sono il sottopeso (6% dei Daly a livello globale), il sesso non sicuro (5%), il consumo eccessivo di alcol (5%) e la mancanza di acqua pulita, di fogne e di igiene (4%). Dati Oms riferiscono che una riduzione dell’esposizione a questi fattori aumenterebbe l’aspettativa di vita a livello globale di circa 5 anni e lo stesso si verificherebbe riducendo altri determinanti per la salute come l’abuso di alcol, il fumo, l’ipertensione, l’alto indice di massa corporea, l’alto tasso di colesterolo, l’alta concentrazione di glucosio nel sangue, il basso consumo di frutta e verdura e l’inattività fisica. È quanto emerge dal rapporto Oms “Global health risks”, uno strumento utile alla programmazione delle politiche di intervento volte al miglioramento della salute a livello globale. Leggi l’approfondimento a cura della redazione di EpiCentro.

 

(29 ottobre 2009) La crisi economica e l’insicurezza alimentare globale

Nel 2009 sono ancora 1 miliardo e 200 milioni le persone che soffrono la fame e la crisi economica mondiale ha colpito duramente le già precarie condizioni delle popolazioni più povere dei Paesi in via di sviluppo. È quanto rivela il rapporto annuale “The State of Food Insecurity” pubblicato dall’organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao) e dal Programma alimentare mondiale (Pam), in occasione della prima Giornata mondiale dell'alimentazione, celebrata il 16 ottobre 2009. Quasi tutto il mondo denutrito vive nei Paesi in via di sviluppo: in Asia e nel Pacifico, sono circa 642 milioni le persone che soffrono di fame cronica, in Africa subsahariana 265 milioni, in America Latina e nei Caraibi 53 milioni, nel Vicino Oriente e in Nord Africa 42 milioni e nei Paesi sviluppati, 15 milioni. Scarica il rapporto originale (pdf 2,1 Mb).

 

(11 giugno 2009) Iniziativa e linee guida Oms per l’igiene delle mani

Ogni anno in Europa si verificano circa 5 milioni di infezioni nosocomiali, con un costo sanitario che va dai 13 ai 24 miliardi di euro. Per ridurre il rischio di infezioni all'interno degli ospedali, l'igiene delle mani rimane senza dubbio una delle principali misure preventive. In occasione della campagna “Save lives: clean your hands”, l’iniziativa globale che intende coinvolgere in un piano d’azione per promuovere l’igiene delle mani almeno 5 mila ospedali di 52 Paesi della regione europea entro il 2010, l’Oms pubblica le nuove linee guida per l’igiene delle mani nei luoghi di cura (pdf 4,4 Mb). Leggi l’approfondimento a cura della redazione di EpiCentro.

 

(4 giugno 2009) Statistiche Oms 2009: il punto sugli obiettivi del millennio

Il tasso di malnutrizione nel 2005 è del 20%, con un calo del 7% rispetto al 1990, l’uso della contraccezione è aumentata dal 59% del periodo 1990-1995 al 63% del periodo 2000-2006, mentre in 27 Paesi si sono ridotti del 50% i casi di malaria. Sono solo alcuni dei risultati più incoraggianti messi in evidenza dal rapporto dell’Oms “World health statistics 2009”. Molto tuttavia resta ancora da fare, soprattutto per quanto riguarda la mortalità materna e l’accesso ai farmaci. Leggi l’approfondimento a cura della redazione di EpiCentro.

 

(28 maggio) Le risoluzioni dell’Assemblea mondiale della sanità 2009

La definizione di standard per la prevenzione e il controllo della tubercolosi farmaco-resistente, la messa a punto di un piano per far fronte alle implicazioni dei cambiamenti climatici sulla salute e il potenziamento della preparazione all’influenza pandemica, sono solo alcune delle 16 risoluzioni di sanità pubblica approvate a conclusione dei lavori della 62esima edizione dell’Assemblea mondiale della sanità, cui hanno partecipato i ministri della Salute e i funzionari sanitari degli Stati membri dell’Oms. Leggi l’approfondimento.

 

(16 aprile 2009) Salute e crisi: il rapporto di Azione per la salute globale

La crisi economica è destinata ad allargare il divario sanitario tra Nord e Sud del mondo e provocherà tra i 200 e i 400 mila decessi infantili in più ogni anno. Il rapporto “La salute globale al tempo della crisi”, lanciato dall’Azione per la salute globale il 7 aprile 2009, in occasione del World Health Day, mostra come la crisi possa e debba essere un’opportunità per i Paesi donatori per rinnovare e potenziare le proprie promesse ed evitare che la già pesante crisi sanitaria globale si aggravi ulteriormente. Leggi l’approfondimento.

 

(2 aprile 2009) Salute globale e aiuti allo sviluppo: il terzo rapporto Oisg

Pubblicato il terzo rapporto dell’Osservatorio italiano sulla salute globale (Oisg): "Salute globale e aiuti allo sviluppo. Diritti, ideologie e inganni". Il volume, frutto del lavoro collettivo di 42 autori provenienti da diversi ambiti disciplinari, fa il punto sulla situazione della salute in Italia e nel mondo, ripercorre l’evoluzione delle politiche sanitarie dagli anni Settanta in poi e analizza gli aiuti rivolti ai Paesi in via di sviluppo. Maggiori informazioni sul sito dell’Osservatorio italiano sulla salute globale.

 

(19 marzo 2009) Salute dei giovani adulti negli Usa

Il 24% dei giovani americani tra i 18 e i 29 anni è obeso, quasi il 9% soffre di depressione o altri disordini come ansia o crisi di panico e il 17% nel 2008 non ha potuto sostenere spese sanitarie come quelle per le cure mediche, per i farmaci, per i problemi mentali o per l’acquisto di occhiali. Il nuovo rapporto sullo stato di salute degli americani ha incluso in questa edizione una sezione speciale sui giovani adulti: leggi l’approfondimento.

 

(23 dicembre 2008) Rapporto Istat 2005 sulla salute degli stranieri residenti in Italia

L'80,3% degli stranieri dichiara di stare bene o molto bene, ma il 39,1% degli uomini non controlla mai la pressione arteriosa e solo la metà delle immigrate si sottopone agli screening dei tumori femminili. Le patologie di cui soffrono più spesso gli immigrati sono quelle dell’apparato respiratorio (11,9%), del sistema osteomuscolare (2,8%), dell’apparato digerente e dei denti (2,7%), mentre obesità e abitudine al fumo sono meno diffuse che nella popolazione italiana. Le maggiori difficoltà di accesso ai servizi sanitari italiani si registrano negli ambiti della prevenzione, delle prestazioni di tipo specialistico e del percorso nascita. È quanto emerge dall’indagine Istat, relativa al 2005, sulle condizioni di salute e sull’accesso ai servizi sanitari degli stranieri residenti nel nostro Paese. Leggi l’approfondimento.

 

(20 novembre 2008) Il rapporto Onu 2008 sugli obiettivi del millennio

Dal 1990 al 2005 il numero dei poveri è calato notevolmente, passando da 1,8 a 1,4 miliardi. Ma il rallentamento della crescita economica globale, i cambiamenti climatici e l’incremento del prezzo del cibo, provocheranno gravi conseguenze destinate a colpire proprio i più deboli, e in particolare, le popolazioni africane e del sud est asiatico, rischiando di vanificare gli sforzi finora fatti per combattere la povertà. È quanto emerge dal rapporto 2008 sugli obiettivi del millennio, gli otto traguardi di sviluppo che gli Stati membri dell'Onu si sono impegnati a perseguire nel periodo 2000-2015. Leggi l’approfondimento a cura della redazione di EpiCentro.

 

(16 ottobre 2008) Il rapporto Oms 2008 invoca il ritorno alle cure primarie

Colmare il divario che separa ricchi e poveri per quanto riguarda accesso, esito e costi dell'assistenza sanitaria, e porre nuovamente le famiglie e le comunità al centro del sistema sanitario puntando sulle cure primarie. È questo il messaggio del rapporto Oms 2008 sulla salute globale “Servizi sanitari di base - ora più che mai”. Il documento evidenzia che i tassi ancora elevati di mortalità materna, infantile e di bambini sotto i cinque anni, indice di mancanza di accesso ai servizi di base come acqua potabile e servizi igienico-sanitari, vaccinazioni e corretta nutrizione, potrebbero essere evitati tornando alle origini, ovvero investendo maggiormente in cure primarie. Guarda l’approfondimento, a cura della redazione di EpiCentro.

 

(11 settembre 2008) Oms: le disuguaglianze uccidono su larga scala

L’ingiustizia sociale sta uccidendo su larga scala: lo afferma il rapporto (pdf 7,28 Mb) della commissione dell’Oms sui determinanti sociali della salute “Closing the Gap in a Generation: Health Equity through Action on the Social Determinants of Health”. La commissione formula anche alcune raccomandazioni per contrastare gli effetti delle disuguaglianze. Leggi l’approfondimento, a cura della redazione di EpiCentro.


(26 giugno 2008) Oms: le statistiche di salute del 2008

Il peso globale delle patologie va spostandosi sempre più da quelle infettive a quelle croniche, come le malattie cardiovascolari e l’ictus. Il World health statistics 2008 presenta le statistiche più recenti per i 193 Stati membri dell’Organizzazione mondiale della sanità. Questa quarta edizione include dieci approfondimenti tematici e presenta un quadro di 73 indicatori di salute.


(15 magio 2008) Campagna di orientamento alla salute per la popolazione nomade a Roma
I nomadi sono una popolazione particolarmente esposta al rischio di problemi sanitari. Per promuovere il diritto alla salute e alla fruibilità dell’assistenza sanitaria, il Gruppo immigrazione e salute della Regione Lazio ha condotto la campagna “Salute senza esclusione”, rivolta alla popolazione Rom e Sinti nella città di Roma. Leggi l’approfondimento.

 

(14 febbraio 2008) L’Epidemic intelligence nell’Unione europea: rafforzare i legami
Gli strumenti disponibili in Internet (Ibt) hanno portato a un miglioramento della sorveglianza tradizionale grazie alla possibilità di accesso a informazioni in tempo reale derivanti dai mass media, dalle mailing list e da altre risorse internet (come i blog e i forum). Due articoli di Eurosurveillance approfondiscono il tema dell’epidemic intelligence all’interno degli Stati membri dell’Unione europea. Leggi la traduzione in italiano dell’editoriale che li presenta.

 

(24 gennaio 2008) Le condizioni di salute degli immigrati in Europa

La maggior parte dei Paesi dell’Unione Europea dispone di scarse informazioni sulle condizioni di salute degli immigrati e sulla loro capacità di accesso ai servizi sanitari nazionali. Un articolo pubblicato su Euro Observer (pdf 252 Kb) fa il punto della situazione in Italia, Spagna e Paesi Bassi, e identifica i primi fondamentali passi verso l’adozione di politiche sanitarie realmente eque nei confronti degli immigrati: aumento dei fondi per lo sviluppo di tecniche di ricerca, collaborazione a livello europeo tra i centri di ricerca nazionali e una maggiore inclusione dei dati sull’immigrazione nelle indagini sanitarie di rilievo nazionale ed internazionale. Leggi l’approfondimento a cura della redazione di EpiCentro.

 

(17 gennaio 2008) Oms: oltre 150 mila le perdite irachene a causa della guerra

Si stimano tra i 104 mila e i 223 mila gli iracheni morti in media tra marzo 2003 e giugno 2006 per causa violenta. Lo riferisce uno studio condotto dal governo iracheno e dall’Oms e pubblicato sul New England Journal of Medicine. In assenza di un registro di mortalità completo e tenendo conto di tutte le incertezze del caso, i dati raccolti si riferiscono a interviste effettuate a circa 10 mila famiglie in tutto il Paese mediorientale. Un altro dato piuttosto preoccupate riguarda il virus Hiv: solo il 57% delle donne irachene, infatti, è a conoscenza dell’Aids. Leggi l’approfondimento su EpiCentro.

 

(6 dicembre 2007) Immigrati e nomadi: stato di salute e diseguaglianze

Un rapporto Istisan mette in luce diverse aree critiche della salute degli immigrati e della popolazione nomade. Tra queste: malattie infettive e a trasmissione sessuale, Hiv, tossicodipendenze, salute materno-infantile. Per i dettagli, leggi l’intero rapporto con i risultati di un’indagine clinico epidemiologica svolta a Roma nel 2003 da Caritas, Istituto superiore di sanità e Irccs San Gallicano.

 

(25 ottobre 2007) Oms e Atene 2004: le Olimpiadi della sorveglianza

Pubblicato dall’Organizzazione mondiale della sanità e dal ministero della Salute e della Solidarietà sociale greco il rapporto “Le masse e la salute pubblica. L’esperienza dei Giochi Olimpici di Atene 2004” che illustra le strategie e i risultati ottenuti dalla collaborazione avviata in occasione delle Olimpiadi di Atene 2004. L’Oms ha supportato il governo greco nella preparazione della manifestazione, dando il suo contributo a favore di: sorveglianza epidemiologica, preparazione a un potenziale attacco chimico-batteriologico o nucleare, coordinamento degli interventi per la prevenzione sanitaria. Eventi di questo tipo prevedono, infatti, una forte affluenza di persone, e rappresentano una grande sfida per il sistema sanitario del Paese che li ospita.

Leggi l’approfondimento su EpiCentro.

 

(10 settembre 2007) Dall’Oms, il rapporto 2007 sulla salute globale

Mai come oggi la salute e la sicurezza globale dipendono dalla cooperazione internazionale e dall’impegno di tutti i Paesi nell’affrontare le nuove malattie emergenti. È questo il messaggio principale del rapporto Oms 2007 sulla salute globale, “Un futuro più sicuro: la salute e la sicurezza globale nel 21° secolo”. Il rapporto ricostruisce la storia di tutti gli sforzi fatti sinora per controllare le malattie infettive e descrive l’evoluzione dei sistemi di sorveglianza e risposta alle epidemie da parte delle agenzie internazionali e delle istituzioni preposte. Particolare enfasi sulla pandemia influenzale, attualmente considerata la principale minaccia alla salute globale. Guarda l’approfondimento, a cura della redazione di EpiCentro.

 

(5 luglio 2007) Crescita demografica e urbanizzazione: uno sviluppo sostenibile?

Nel 2008, per la prima volta nella storia, più della metà della popolazione mondiale (3,3 miliardi di persone) vivrà in città. Un numero che è destinato a salire piuttosto rapidamente, fino a raggiungere i 5 miliardi entro il 2030. Tra il 2000 e il 2030, in Asia e in Africa, la popolazione residente in aree urbane raddoppierà. Un nuovo rapporto dello United Nations Population Fund (Unfpa) prende in esame le conseguenze e le implicazioni del processo globale di urbanizzazione in atto soprattutto nei Paesi in via di sviluppo: in discussione, le misure da prendere rispetto a sostenibilità e riduzione della povertà. Leggi il comunicato (pdf 109 kb) e scarica il documento completo (pdf 2,8 Mb).

 

(21 giugno 2007) Entra in vigore il nuovo regolamento sanitario internazionale

Il 15 giugno è entrata in vigore la versione aggiornata del regolamento sanitario internazionale, un insieme di regole e procedure già testate che possono rafforzare la capacità collettiva di difesa dai rischi per la salute pubblica che il mondo globalizzato si ritrova ad affrontare. Si tratta di una tappa cruciale verso la sicurezza sanitaria globale: stabilisce infatti l’accordo fra l’Oms e i Paesi membri a investire nel controllo della diffusione di epidemie e altre emergenze di salute pubblica a livello mondiale, salvaguardando i viaggi, il commercio e l’economia in generale. Leggi l’approfondimento, a cura della redazione di EpiCentro.

 

(7 giugno 2007) World Health Statistics 2007: differenze di salute anche tra i Paesi ricchi

L’Oms ha pubblicato il rapporto World Health Statistics 2007, che fotografa il quadro statistico della sanità in tutto il mondo. Le diseguaglianze tra Paesi sviluppati e Paesi in via di sviluppo sono enormi, ma anche all’interno del G7 la situazione varia molto: il Giappone, per esempio, è primo come performance e ultimo come spesa sanitaria, mentre per gli Stati Uniti vale esattamente il contrario. L’Italia fa registrare buoni risultati, soprattutto in rapporto alla spesa sanitaria pubblica, la più bassa del G7. Consulta l’approfondimento, a cura della redazione di EpiCentro. I dati si possono consultare facilmente anche sotto forma di database, nell’ambito del Who Statistical Information System (Whosis).

 

(24 maggio 2007) Diseguaglianze sanitarie in Europa: sociali e geografiche

Il nuovo rapporto “Taking Action on Health Equity”, finanziato dalla Commissione europea, ha lo scopo di esaminare e affrontare le diseguaglianze sanitarie in 20 Paesi europei, ma anche le differenze fra Stato e Stato. L’Italia ha l’aspettativa di vita più alta e un’ottima copertura sanitaria per tutta la popolazione, ma il rapporto nota che permangono significative differenze fra le singole Regioni. Inoltre la sensibilità verso il problema delle disuguaglianze cambia molto al variare del clima politico. Leggi l’approfondimento, a cura della redazione di EpiCentro.

 

(20 dicembre 2006) Oms: il rapporto sulla salute dell’Africa

Fra tutte le regioni dell’Organizzazione mondiale della sanità, quella africana presenta la situazione più drammatica. Un nuovo rapporto dell’Oms mostra i progressi compiuti attraverso l’adozione di soluzioni specifiche per il contesto africano e lascia sperare, pur se tra molti ostacoli, in un miglioramento della salute complessiva dell’Africa. Leggi l’approfondimento, a cura della redazione di EpiCentro.

 

(7 dicembre 2006) Pellegrinaggio alla Mecca: le vaccinazioni richieste, i consigli per i viaggiatori

Quest’anno il pellegrinaggio alla Mecca, evento in cui si ritrovano insieme per un breve periodo di tempo oltre due milioni di persone, avrà luogo tra il 29 dicembre 2006 e il 3 gennaio 2007. Per garantire un tranquillo svolgimento del pellegrinaggio sotto il profilo della salute pubblica, le autorità saudite richiedono una serie di vaccinazioni e offrono consigli utili ai viaggiatori. I dettagli su un articolo di Eurosurveillance, tradotto dal Niv.

 

(9 novembre 2006) Prevenzione, promozione della salute e integrazione dei popoli

Il ministro della salute Livia Turco, in occasione del congresso nazionale della Società italiana di igiene (Siti) "La prevenzione per la promozione della salute e l’integrazione dei popoli" che si è svolto a Catania il 27 ottobre 2006, fa il punto sull'assistenza sanitaria agli immigrati. Servono più umanità, mediazione culturale, informazione, prevenzione e soprattutto occorre considerare l'immigrato come una risorsa. Il ministro ha presentato anche i dati del fenomeno, i problemi reali di salute degli immigrati e i possibili scenari futuri. Importanti iniziative come il Piano nazionale di prevenzione, il Piano nazionale vaccini e il Piano guadagnare salute devono consentire strategie di offerta attiva dei servizi e dei messaggi di prevenzione anche, e soprattutto, alla popolazione più povera e agli immigrati.

Guarda, sul sito del ministero della Salute, lo speciale dedicato al convegno e leggi il discorso del ministro.

 

(2 marzo 2006) Rapporto 2006 sulla corruzione: nella salute e nella medicina
Pubblicato da Transparency International, una organizzazione non governativa che riunisce oltre 90 Paesi, il rapporto annuale sulla corruzione globale, dedicato quest'anno alla corruzione nel campo della medicina e delle politiche sanitarie, contiene dati e casi studio che rappresentano la dimensione del problema: tra il 5 e il 10% delle risorse destinate al settore della salute vanno perdute in pagamenti illeciti, truffe assicurative, spreco di risorse, strumenti e farmaci, fino a vere e proprie truffe che vedono coinvolte case farmaceutiche e rappresentanti dei sistemi sanitari. Con un danno enorme per la salute delle popolazioni che vedono sottratte preziose risorse che consentirebbero di curare molti più malati e di migliorare le strutture sanitarie. Leggi l'approfondimento sul rapporto.

 

(10 novembre 2005) Uno sguardo sulla salute dei Paesi Ocse
Nei Paesi Ocse l'aspettativa di vita nel 2003 è salita a 77,8 anni: un incrementato sostanziale grazie a standard più elevati, stili di vita più salutari, una migliore educazione e un incremento dell'accessibilità alle cure. Crescono i costi sanitari, in alcuni casi a un ritmo addirittura superiore alla crescita economica nazionale: nel 2003, i Paesi Ocse hanno infatti consumato in media l'8,8% del Pil in spese mediche. Solo il 3% delle spese sanitarie, però, è destinato alla prevenzione e ai programmi di sanità pubblica. L'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) presenta la terza edizione di “Uno sguardo alla sanità: indicatori Ocse 2005”. Il rapporto fornisce una serie di indicatori aggiornati, relativi a diversi aspetti di performance dei sistemi di sanità. Rispetto alle edizioni passate, quest'ultima comprende un maggior numero di indicatori relativi a prevenzione e promozione della salute.
Leggi la sintesi in italiano (pdf 160 Kb, copyright Ocse).

 

(3 novembre 2005) Rapporto 2005 sulla salute in Europa
Sebbene col tempo sia stato registrato un miglioramento generale dello stato di salute degli 879 milioni di persone che vivono nei 52 Paesi europei dell'Oms, sono aumentate le diseguaglianze tra un Paese e l'altro e tra diversi gruppi all'interno dei singoli Stati. Il rapporto Oms 2005 sulla salute in Europa indica che ridurre queste diseguaglianze non solo è un obiettivo irrinunciabile, ma anche fattibile nei prossimi anni. Il summary del documento mostra i principali problemi di salute che l'Oms Europa deve affrontare, descrivendo le effettive linee d'azione. In particolare, viene focalizzata l'attenzione sulla salute infantile: tra le principali minacce alla salute dei bambini, la povertà e le disuguaglianze socioeconomiche. Di qui, la necessità di attuare specifici programmi, sulla base di linee guida e informazioni condivise, indicate nel rapporto.
Il rapporto è diviso in tre sezioni: panoramica generale sullo stato di salute pubblica, la salute infantile e gli ingredienti per interventi e politiche sanitarie efficaci.
La versione completa del rapporto fornisce dettagli degli argomenti e dati statistici sullo stato di salute, le cause di morte e malattia di adulti e bambini in ciascun Paese dell'Oms Europa.
Consulta la sintesi dei risultati (tradotta dalla redazione di EpiCentro) e scarica l'intero documento.

 

(26 maggio 2005) Diseguaglianze e salute: un forum per discutere il rapporto di EP
Un supplemento speciale di EP dedicato alle diseguaglianze in tema di salute nel nostro paese sarà presentato e discusso il 31 maggio in un Forum che si terrà presso il Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro, a Roma. EpiCentro pubblica la prima parte del documento, un rapporto che propone i dati relativi alla situazione di accesso e qualità delle cure in Italia e li commenta in chiave sociale ed economica.

(21 aprile 2005) Prodotti della pesca e rischi sanitari integrati

A Cesenatico, il 27 maggio 2005, la Società operatori della prevenzione (Snop) organizza un seminario rivolto a operatori sanitari coinvolti nel controllo della filiera ittica. Un tema di grande attualità, che nasce dalla consapevolezza di nuovi rischi in materia di sicurezza alimentari generati dall'ampliamento dei commerci alimentari e dall'importazione di prodotti esotici.

(7 aprile 2005) Salute e accesso ai servizi sanitari nel villaggio globale

A Cesena un seminario sul tema della salute globale, organizzato dal dipartimento di salute pubblica in collaborazione con l'associazione nazionale degli operatori di prevenzione e all'associazione Salem. Interventi centrati sugli effetti delle scelte economiche e politiche sulla salute, sia nei Paesi più poveri del Sud del mondo che nelle nostre realtà locali.
Leggi il commento di Claudio Venturelli, moderatore dell'evento, entomologo dell'Ausl di Cesena.

 

Stampa
        Condividi:   Condividi su Facebook  Segnala su Twitter  Aggiungi su Google Bookmark  Segnala ad un collega

Ultimo aggiornamento giovedi 28 marzo 2013
Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute
Viale Regina Elena, 299 - 00161 Roma - Tel 0649901
© - Istituto Superiore di Sanità
EpiCentro è parzialmente sostenuto da risorse del CCM - Ministero della Salute

Istituto Superiore di Sanità
Cnesps