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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

salute globale

Salute globale e crisi economica: il rapporto di “Azione per la salute globale”

16 aprile 2009 - La crisi economica è destinata ad allargare il già ampio divario sanitario tra Nord e Sud del mondo e a peggiorare la situazione dei gruppi più svantaggiati, come poveri, giovani, donne ed emarginati. Oggi, un bambino nato in un Paese in via di sviluppo ha una probabilità di morire prima di compiere 5 anni 13 volte più elevata di un bambino nato in un Paese industrializzato e si calcola che la crisi provocherà tra i 200 e i 400 mila decessi infantili in più all’anno. I dati emergono dal rapporto “La salute globale al tempo della crisi”, lanciato il 7 aprile 2009, in occasione del World Health Day, dall’Azione per la salute globale, una partnership di 15 organizzazioni non governative europee.

 

Cosa è successo nel 2008

Il 2008 è stato l’anno di tre grandi occasioni internazionali legate alla salute pubblica e allo sviluppo: la Conferenza di Accra, i Millennium development goals (Mdg) e la Dichiarazione di Doha. Considerati singolarmente questi tre eventi hanno avuto un esito insoddisfacente, eppure, nel loro insieme, sono riusciti a catturare l’attenzione dell’Unione europea e dei suoi Stati membri sui problemi legati alla salute globale.

 

Il 2008 è stato anche l’anno della crisi economica, il cui prezzo è destinato ad avere un maggiore impatto sui Paesi del Sud del mondo. Solo nell’Africa subsahariana si prevede che la riduzione della crescita economica causerà ai 390 milioni di persone che già oggi vivono in condizioni di povertà estrema, una perdita di 18 miliari di dollari, con un calo del 20% del reddito pro-capite.

 

La crisi come opportunità

L’Azione per la salute globale lancia un allarme: i Governi europei potrebbero usare la crisi economica come pretesto per venire meno ai loro impegni nei confronti dei Paesi in via di sviluppo. Il rapporto, tuttavia, evidenzia che, al contrario, la crisi può e deve rappresentare un’opportunità per rinnovare e potenziare le proprie promesse. La crisi infatti è un’occasione per rispondere meglio alla crisi sanitaria globale poiché richiede la ricerca di una maggiore efficacia degli investimenti, secondo il principio, espresso nel rapporto, “più aiuti meglio spesi”.

 

Se in tempo di crescita economica le risposte date ad Accra, New York e Doha sono state solamente una delusione, in tempo di crisi esse potrebbero rappresentare invece un vero e proprio disastro, capace di aggravare la già pesante crisi sanitaria globale. Gli impegni presi nel 2008 non possono essere accantonati e si deve al contrario mirare a maggiori e più urgenti risultati.

 

Come agire

Le cifre e la gestione degli aiuti per la salute devono essere migliorate, ma è necessario ricordare che per realizzare il diritto alla salute è indispensabile occuparsi anche di democrazia, uguaglianza di genere, sicurezza e riduzione della povertà. La necessità di agire non è mai stata tanto urgente e il rapporto “La salute al tempo della crisi” esorta a potenziare gli aiuti mediante:

  • una divisione dei compiti basata sui risultati
  • sistemi nazionali reattivi e partecipi
  • la prevedibilità degli aiuti per la salute
  • una responsabilità reciproca dei risultati.

L’Ue e gli Stati membri hanno un ruolo cruciale nel tentativo di risoluzione della crisi sanitaria globale, primo tra tutti il rispetto degli obblighi assunti e l’impiego delle risorse promesse nel 2008. La priorità deve essere data alla spesa per la salute ed è necessario che tutti i Paesi collaborino per l’eliminazione delle difficoltà economiche e strutturali che ostacolano il progresso verso i Millennium development goals.

 

Scarica il rapporto “La salute globale al tempo della crisi” (pdf 1,6 Mb).