(19 novembre 2009) Sicurezza dei lavoratori: gli effetti della crisi
Secondo un sondaggio dell’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (Eu-Osha), 6 europei su 10 pensano che la crisi economica deteriorerà le condizioni di lavoro, soprattutto per quanto riguarda la salute e la sicurezza. Malgrado il 57% degli europei pensi che la sicurezza e la salute sul lavoro siano migliorate negli ultimi 5 anni, il 75% di essi crede che la mancanza di benessere sia causata, almeno in parte, dal lavoro che le persone svolgono. Il sondaggio mette in luce come la crisi abbia modificato le priorità dei lavoratori nella scelta del loro impiego: la stabilità del posto dell’impiego e il compenso sono infatti diventati più importanti della sicurezza e della salubrità delle condizioni di lavoro. L’indagine ha messo in luce anche delle differenze di genere: se nella scelta dell’impiego gli uomini danno più importanza allo stipendio e alla sicurezza rispetto alle donne (61% degli uomini contro 53% delle donne per quanto riguarda lo stipendio e 55% contro 51% per quanto riguarda la sicurezza del lavoro) queste ultime prestano molta più attenzione alle ore di lavoro (26%) rispetto ai colleghi maschi (19%). Il sondaggio è stato realizzato su un campione rappresentativo di mille persone per ogni Stato membro. Per maggiori informazioni leggi il comunicato stampa dell’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro e visita la pagina del sito dell’Eu-Osha da cui scaricare il materiale in relativo ai singoli Stati membri e in particolare le relazioni su Italia (pdf 184 kb) ed Europa (pdf 176 kb).
(3 settembre 2009) Piemonte: le cause degli infortuni mortali nel biennio 2007-2008
I casi di decesso sul lavoro registrati tra il 2007 e il 2008, ricostruiti dai Servizi di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro (Presal) e inseriti nel database nazionale sono 82 e un terzo degli eventi riguarda il settore delle costruzioni. Lo riferisce il rapporto pubblicato dal Sistema di sorveglianza sugli infortuni mortali della Regione Piemonte. I lavoratori coinvolti in incidenti con esiti letali indagati dai Servizi di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro (Presal) sono 92, tutti uomini. Tra questi: 31 impiegati nel settore costruzioni, 25 nel settore agricolo, 10 nel settore legato alla produzione di metalli. In diminuzione gli incidenti mortali nelle piccole aziende in crescita quelli nelle imprese di media grandezza. I lavoratori italiani coinvolti sono stati 82, i rumeni 4, i marocchini 3 e gli albanesi, polacchi e indiani 1. Il 40% delle lesioni mortali sono avvenute per schiacciamento, il 28% per frattura, il 16% per ustione termica, il 7% per lesione da elettricità e per amputazione, il 2% per asfissia. Di questi incidenti il 25% è stato individuato come “probabilmente prevenibile”, il 60% come “probabilmente non prevenibile” e il 18% come “dubbio”. Leggi il documento completo (pdf, 1,6 Mb).
(9 luglio 2009) Ebp e lavoro: on line gli atti del convegno di Firenze
Gli atti del convegno "La prevenzione efficace dei rischi e dei danni da lavoro" che si è tenuto il 23-24 ottobre 2008 a Villa Montalto (Fi), già on line in forma di slide sul sito Ebp e lavoro, sono ora pubblicati, strutturati come articoli di letteratura scientifica, sulla rivista La medicina del lavoro. Dal sito è possibile avere accesso agli abstract e all’indice, per il full-text è necessario acquistare la copia cartacea. Per leggere gli abstract on line, cliccare sul tasto a destra “italiano” e poi cercare nel menu il volume 100, n. 4, luglio-agosto 2009.
(5 marzo 2009) La sicurezza dei cantieri e delle grandi opere in Piemonte
Valutare l’efficacia delle attività di vigilanza dei servizi di prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro delle Asl e delle direzioni provinciali del ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali della Regione Piemonte, nel comparto delle costruzioni. È l’obiettivo dell’indagine “Valutazione dell'efficacia delle attività di vigilanza”, realizzata nell’ambito del “Piano regionale di prevenzione: infortuni da lavoro, 2006-2008”. La frequenza degli infortuni in Piemonte nel comparto costruzioni è inferiore del 20% rispetto alla media italiana, con un trend in calo. Per quanto riguarda gli infortuni mortali, le cadute dall’alto sono una priorità assoluta, sulla quale occorre mantenere alta l’attenzione in futuro. Scarica il documento (zip 5,7 Mb) dal sito del Centro di documentazione per la promozione della salute (Dors).
(12 febbraio 2009) Umbria: malattie professionali e infortuni sul lavoro. I dati 2000-2006
Terzo rapporto dell’Osservatorio regionale sugli infortuni e sulle malattie professionali. Lo studio aggiorna i dati sugli infortuni sul lavoro avvenuti in Umbria nel 2006 e punta l’attenzione sul fenomeno delle malattie professionali. Il periodo di osservazione va dal 2000 al 2006, con un’analisi epidemiologica dettagliata per Regione e per Asl in relazione alla situazione nazionale. Il 90% delle malattie denunciate appartiene al settore industriale e ai servizi in cui si è registrato un incremento; nell’agricoltura invece si evidenzia una tendenza alla riduzione delle denunce. Un quarto delle malattie denunciate riguardano soggetti di età inferiore a 44 anni, il 35% soggetti fra i 45 e 54 anni e circa il 30% riguarda soggetti fra i 55 e i 64 anni. Tra le criticità emergono: la sottonotifica delle malattie lavorative, la sottostima delle patologie che comportano una difficoltà di riconoscimento del nesso di causa tra malattia ed esposizione lavorativa, la sovrastima di quelle in cui la connessione denuncia-riconoscimento-indennizzo è più evidente. Per maggiori informazioni scarica l’intero rapporto (pdf 5 Mb).
(29 gennaio 2009) L’efficacia degli interventi per la prevenzione degli infortuni sul lavoro
Il dossier “Ebp e Lavoro. L’efficacia degli interventi per la prevenzione degli infortuni sul lavoro” (pdf 2 Mb), a cura del gruppo Ebp Toscana, presenta i risultati di un lavoro di revisione sistematica della letteratura scientifica e grigia relativo all’efficacia degli interventi di prevenzione nei confronti degli infortuni sul lavoro. La ricerca ha riguardato l’intero spettro di interventi di prevenzione cercando di coprire tutte le aree coinvolte, come le discipline politecniche, biomediche, psico-sociali, econometriche e giuridiche. Leggi la presentazione di Alberto Baldasseroni (Centro regionale infortuni e malattie professionali) e Nadia Olimpi (dipartimento di Sanità pubblica dell’Università di Firenze, Ars Toscana) e scarica il dossier (pdf 2 Mb).
(6 novembre 2008) Ebp e lavoro: i materiali del convegno di Firenze
Sono on line i materiali de "La prevenzione efficace dei rischi e dei danni da lavoro", il convegno di chiusura del progetto del Ccm dedicato alla valutazione delle prove di efficacia nella prevenzione degli infortuni sul lavoro, tenutosi a Villa Montalto (Fi) il 23-24 ottobre 2008.
L’evento, al quale hanno partecipato complessivamente circa 200 operatori provenienti da quasi tutte le Regioni italiane, ha ospitato, tra gli altri, anche Hester Lipscomb della Duke University del North Caroline (Usa) e Henk van der Molen del Coronel Institute di Amsterdam.
Sul sito di Ebp e lavoro sono disponibili le presentazioni dei relatori, i poster, il commento di Alberto Baldasseroni (Cerimp Toscana) e le foto scattate durante il convegno.
(24 luglio 2008) Inail: l'andamento degli infortuni nel 2007
Secondo il rapporto Inail relativo al 2007, migliora nel nostro Paese il bilancio infortunistico, soprattutto per quel che riguarda gli infortuni mortali. Sono 912.615 le denunce di infortuni avvenuti nel 2007: cioè, 15.500 casi in meno rispetto al 2006 (-1,7%). Oltre il 60% degli infortuni si concentra al Nord. Aumentano gli infortuni tra i lavoratori parasubordinati (+5,7%) e interinali (+13,6%). Quanto alle "morti bianche", i dati provvisori indicano che nel 2007 ne sono state denunciate 1.170: il 12,8% in meno rispetto al 2006. Sul fronte delle malattie professionali, nel 2007 l’Inail ha registrato oltre 28 mila denunce, quasi 2000 in più rispetto al 2006 (+7%). Leggi l’approfondimento.
(24 aprile 2008) Ebp e lavoro: ora anche un sito web
È attivo il sito dedicato all’Ebp in tema di lavoro e salute, in ambito internazionale, nazionale e locale. Il nuovo spazio web è stato creato all’interno della cornice fornita dal Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ccm). Il sito, organizzato in diverse sezioni, raccoglie e rende disponibili per gli operatori sanitari materiali, documenti ed esperienze pratiche di riferimento. Interessante, per esempio, la distinzione tra letteratura scientifica e letteratura grigia.
(13 marzo 2008) Arriva il decreto attuativo della legge 123
Il 6 marzo 2008 il Consiglio dei ministri ha varato il decreto attuativo della legge 123/2007. Il provvedimento ridisegna la materia della salute e sicurezza sul lavoro. Il provvedimento garantisce l’uniformità della tutela delle lavoratrici e dei lavoratori nei luoghi di lavoro, compresi quelli a tempo determinato “flessibili”. Si applica in tutti i settori di attività pubblici e privati, a tutte le tipologie di rischio e a tutti i lavoratori: dipendenti, autonomi ed equiparati, a domicilio e a distanza (telelavoro) e di impresa familiare. Su questo schema di decreto dovranno esprimersi le commissioni parlamentari competenti e la Conferenza Stato-Regioni. Poi il provvedimento dovrà tornare in Consiglio dei ministri. Leggi la scheda, a cura del ministero della Salute.
(28 febbraio 2008) Formazione per gli operai della Tav in Piemonte
Il Centro regionale di documentazione per la promozione della salute (Dors) del Piemonte ha gestito un corso di formazione rivolto agli operai che lavorano al tratto piemontese della linea ferroviaria ad alta capacità Torino-Milano. La formazione base ha riguardato 2284 lavoratori, e il corso specifico 1212. Grazie a quest’iniziativa, la frequenza infortunistica ha avuto una riduzione compresa tra il 12% e il 14%. L’esperienza del corso è descritta nel documento “Valutare l’efficacia della formazione sui rischi da lavoro. L’esperienza dei cantieri della linea ferroviaria ad alta capacità Torino-Novara”. Scarica il documento (pdf 896 kb).
(13 settembre 2007) Inail: meno infortuni, ma più morti nel 2006
Il rapporto sull’andamento infortunistico nel 2006 dell’Inail presenta i dati definitivi sulla situazione della salute e della sicurezza dei lavoratori in Italia: rispetto al 2005, sono in calo gli infortuni, ma aumentano le morti bianche. Resta invece sostanzialmente invariato il numero delle malattie professionali. Leggi l’approfondimento.
(28 giugno
2007) Conferenza di Torino: risultati e prospettive
La prima conferenza del Servizio sanitario nazionale dedicata alla
promozione della salute nei luoghi di lavoro (“Lavorare in salute e
sicurezza”, tenuta a Torino il 25 e il 26 giugno 2007) fotografa il
quadro della situazione infortunistica nazionale sui luoghi di lavoro.
Dal 2001 al 2005, secondo l’Inail si sono verificati 1 milione di
infortuni sul lavoro, di cui circa 1.200 con esito mortale. I settori a
più alto rischio di infortunio sono le costruzioni e la lavorazione dei
metalli, dei minerali non metalliferi e del legno. Per gli infortuni
mortali, invece, l’incidenza è più alta nei settori dell’edilizia,
dell’industria manifatturiera e dei trasporti. Il ministro della Salute
Livia Turco ha ricordato le principali azioni del Governo e del
ministero, tra cui la messa a punto del
"Testo unico" (pdf 26 kb) per semplificare e migliorare la
normativa sulla sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, al momento al
vaglio delle Camere. L’approfondimento
sul convegno è a cura del sito del ministero della Salute.
(17 maggio 2007) Disuguaglianze sul lavoro: il rapporto dell’Ilo
L’Organizzazione internazionale del lavoro ha pubblicato il rapporto “Equality at work: tackling the challenges”, in cui vengono analizzate le discriminazioni sul mondo del lavoro e il loro effetto sulla salute. Accanto a quelle “storiche” (etniche, sessuali, religiose) stanno aumentando sempre di più quelle legate a questioni sanitarie e di stili di vita: sono discriminati i disabili, i sieropositivi e i fumatori. Negli ultimi tempi poi si è posto il problema delle discriminazioni in base a caratteristiche genetiche. Leggi la sintesi, a cura della redazione di EpiCentro.
(15 febbraio 2007) Conferenza nazionale salute e sicurezza sul lavoro
In occasione della seconda conferenza nazionale salute e sicurezza sul lavoro, che si è tenuta a Napoli il 25 e 26 gennaio scorsi, l’Associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro (Anmil) ha presentato gli ultimi dati sulle vittime di infortunio, incidenti e malattie professionali. Domenico Taddeo, presidente della Società nazionale degli operatori della prevenzione (Snop), propone un commento sul rapporto dell’Anmil e una riflessione generale sull’incontro. Guarda anche sul sito del ministero della Salute lo speciale sulla conferenza di Napoli.
(3 agosto 2006) Il rapporto Inail 2005
L’Inail ha presentato il rapporto annuale 2005 con i dati aggiornati sul fenomeno infortunistico in Italia. Su un totale di 940.000 casi (-2,8% rispetto al 2004), sono stati soprattutto i maschi a beneficiare del decremento degli infortuni e le fasce di lavoratori più giovani (entro i 34 anni). Il calo degli infortuni registrato tra il 2004 e il 2005 ha riguardato tutto il Centro-Nord, specialmente il Nord-Est (-3,9%). Fra i settori di attività, la diminuzione degli infortuni ha interessato, oltre all’agricoltura, soprattutto il settore delle costruzioni (-5,3%) e l’industria (-6,6%), mentre nel ramo dei servizi si è assistito a un aumento del totale degli infortuni (+0,7%) e dei casi mortali (3%), non spiegabile solo con il relativo incremento occupazionale.
Insieme ai decessi si sono ridotti anche i costi sociali ed economici: rispetto al panorama europeo, l’Italia si colloca sotto la media in termini di infortuni con assenza dal lavoro superiore a 3 giorni e infortuni indennizzati. Inoltre, nel nostro Paese si contano 2,8 infortuni mortali ogni 100.000 occupati, contro i 2,9 della media europea.
I lavoratori extracomunitari continuano a infortunarsi molto di più rispetto agli italiani e ai comunitari in genere (+50%). Fra i lavoratori atipici, invece, preoccupano soprattutto i lavoratori interinali, per i quali il tasso di infortunio risulta praticamente doppio rispetto al settore industria e servizi.
Le prime proiezioni per il 2006 fanno ipotizzare un incremento complessivo degli infortuni di circa il 2-3% rispetto al 2005. A conferma non solo del fatto che il calo degli infortuni non è un dato definitivo e ineluttabile, ma anche che ci sono categorie di lavoratori per cui servono un rilancio e una specializzazione delle politiche di sicurezza, fra cui stranieri, giovani, donne e lavoratori interinali.
Consulta sul sito dell’Inail il rapporto completo.
(11 maggio 2006) Ilo: il lavoro minorile è in calo in tutto il mondo
Per la prima volta il lavoro minorile è in calo in tutto il mondo: è quanto afferma il nuovo rapporto “La fine del lavoro minorile: verso il successo” pubblicato dall’Organizzazione mondiale del lavoro (Ilo). Il numero di lavoratori bambini è infatti calato dell’11% tra il 2000 e il 2004, passando da 246 milioni a 218 milioni. Secondo il rapporto, questa piaga sociale potrebbe essere eliminata, almeno nelle sue forme peggiori, nel giro di dieci anni. Leggi il comunicato dell’Ilo (traduzione in italiano a cura della redazione di EpiCentro) e scarica il rapporto completo (pdf 1,11 Mb).
(2 marzo 2006) Salute sul lavoro: il quadro delle Marche
La Regione Marche ha pubblicato i dati su infortuni e malattie professionali che si sono verificati dal 2000 al 2003. Incrociati con quelli dei flussi informativi Inail-Ispesl-Regioni, questi dati rappresentano un valido strumento per il miglioramento dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro nella Regione.
(23 febbraio 2006) L'uso dei dati Inail nella Asl 2 dell'Umbria
Sulla base dei nuovi flussi informativi Inail-Ispesl-Regioni, l'Asl 2 dell'Umbria ha analizzato il fenomeno infortunistico nella Regione nel triennio 2000-2002, per conoscere in modo più approfondito la realtà locale e definire le priorità nelle fasi di programmazione degli interventi preventivi e di vigilanza.
Da questa analisi sono emersi innanzitutto i settori più a rischio: oltre all'edilizia, anche la metalmeccanica e i settori caratterizzati da un uso frequente dei mezzi di trasporto. Gli incidenti stradali, sia in itinere che sul lavoro, sono infatti la causa del 30-40% degli infortuni mortali; il 13% degli infortuni indennizzati riguarda lavoratori stranieri, quota che sale al 30% nel caso degli infortuni mortali.
Inoltre, si è chiarito come mai in molte statistiche Inail l'Umbria si trovi ai vertici per quanto riguarda il numero degli infortuni. Negli archivi di un'area geografica di competenza di un determinato ufficio Inail sono registrate tutte le aziende, e i rispettivi dipendenti assicurati, che hanno sede legale nell'area e tutti gli infortuni che vi si sono verificati, a prescindere dalla collocazione dell'azienda. C'è quindi la possibilità di una dissociazione tra denominatore e numeratore che, in una Regione piccola e gravata da una prevalente “importazione” di lavoro proprio nel settore dell'edilizia, può distorcere in modo sensibile il calcolo dei tassi. Viceversa, Regioni in cui sono registrate molte imprese che svolgono prevalentemente attività in altre aree possono presentare tassi artificiosamente bassi.
La possibilità di elaborare periodicamente gli aggiornamenti dell'archivio Inail, costruendo una competenza crescente sulle sue potenzialità e limiti, costituisce una risorsa preziosa per sviluppare l'attività dei Servizi di prevenzione negli ambienti di lavoro sulla base di dati epidemiologici.
Scarica il rapporto (pdf, 1 Mb) “Gli infortuni lavorativi nella Asl 2 dell'Umbria nel triennio 2000-2002”, a cura del Servizio di epidemiologia del Dipartimento di prevenzione della Regione.
(2 febbraio 2006) Emilia Romagna, la salute nei cantieri delle grandi opere
È stato pubblicato l'ultimo rapporto Monitor (pdf 1,2 Mb), l'osservatorio che studia e verifica lo stato di salute delle persone che lavorano nei cantieri delle tratte ferroviarie "Alta capacità" Bologna-Firenze e Milano-Bologna, del nodo ferroviario di Bologna città e della variante di valico autostradale lungo il tratto appenninico dell'A1.
I dati, pubblicati sul
sito Infomonitor, riguardano lo stato dei lavori, l'attività di
sorveglianza sanitaria, gli infortuni sul lavoro per tipologia e
dinamica, il rispetto delle norme per la sicurezza e la salute dei
lavoratori, l'attività dei servizi di vigilanza (i Servizi di
prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro delle Aziende Usl di
Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna e Firenze).
Scarica il
rapporto Monitor (pdf 1,2 Mb).
(26 gennaio 2006) Gli indicatori dei flussi informativi Inail-Regioni-Ispesl
Il percorso verso una migliore qualità e capacità di descrivere gli effetti sulla salute delle recenti trasformazioni del mercato del lavoro è giunto a un momento di riflessione sulle potenzialità e i limiti degli indici, anche alla luce delle esperienze d'uso. Un gruppo di esperti formato da esponenti regionali appartenenti al Gruppo nazionale sui nuovi flussi informativi Inail-Regioni-Ispesl presenta un documento di riflessione, con l'auspicio che possa dare il via a un dibattito più allargato possibile, verso la costituzione di un rapporto completo sullo stato di salute dei lavoratori.
Le considerazioni si riferiscono ai dati disponibili a partire dal 2000 relativi a infortuni sul lavoro e malattie professionali segnalate ed eventualmente definite dall'ente assicuratore. Insieme a quanto già disponibile sul sito della Regione Toscana (report di un focus group sul significato e l'uso dei nuovi dati nelle realtà territoriali di base), il documento vuole contribuire a definire quei “ritorni” informativi giustamente sollecitati a valle di un impegno rilevante da parte dell'intero gruppo nazionale e in particolare dell'Inail.
Le attività di prevenzione dei rischi e dei danni legati al lavoro non possono prescindere da un adeguato sistema informativo: occorrono informazioni sistematiche almeno su dove sono situati e quali sono i luoghi di lavoro, quali sono i cicli lavorativi, le modalità di lavoro e i rischi a queste collegati, quali sono i conseguenti danni alla salute conosciuti. Si tratta di una soluzione progressiva, per alcuni aspetti incompleta, ma che già contiene una considerevole ricchezza di dati.
Scarica il documento (pdf), a cura di Antonella Bena, Alberto Baldasseroni, Roberto Agnesi e Osvaldo Pasqualini.
(4 agosto 2005) Piemonte e Marche: a rapporto su sicurezza
e incidenti sul lavoro
Monitorare gli infortuni e le malattie professionali che hanno luogo
durante la realizzazione della tratta ferroviaria ad alta velocità
Torino-Novara, con l'obiettivo di sorvegliare le attività, acquisire le
informazioni necessarie per programmare, coordinare e verificare i
risultati degli interventi attuati dai sistemi di prevenzione. Sulla
scorta della precedente esperienza condotta dalle Regioni Emilia Romagna
e Toscana per la tratta Firenze-Bologna, l'Osservatorio regionale
monitoraggio epidemiologico (Orme-Tav)
ha realizzato un sistema informativo che permette l'acquisizione,
l'elaborazione e la restituzione dei dati a tutti i soggetti coinvolti e
interessati. Leggi la
sintesi relativa al periodo luglio-dicembre 2004. Consultabili anche
l'anteprima
dei dati raccolti (aggiornati a dicembre 2004) e le informazioni sui
periodi precedenti.
Un
rapporto
(4,4 mb) curato da Regione Marche e Inail presenta i dati degli anni
2000 e 2001 e aggiorna il database degli infortuni, con l'inserimento di
quelli denunciati nel 2002. Lo scopo è contribuire, attraverso
interventi mirati (per esempio, quello del mercato del lavoro e della
sua evoluzione o quello del monitoraggio su infortuni e legge 626), alla
migliore conoscenza del mondo delle imprese e dei problemi organizzativi
e gestionali della sicurezza che inevitabilmente si ripercuotono
nell'incidenza di infortuni e malattie professionali.
I dati sugli infortuni denunciati nel triennio 2000-2002 mostrano che
gli uomini subiscono più infortuni (77,5%), mentre la fascia d'età più
colpita è 26-30 anni (14,6%) seguita da quella 31-35 anni (13,9%). Il
settore più colpito è quello della “costruzione dei mezzi di trasporto”,
seguito da quello della trasformazione e delle costruzioni. La qualifica
professionale più frequente è quella degli operatori (12,1%), poi del
meccanico (8,3%), del muratore (6,5%) e del falegname (4,1%).
L'andamento degli infortuni presenta picchi nei mesi di marzo, luglio e
ottobre. La maggior parte (97,8%) avviene nei giorni feriali,
principalmente nei primi giorni della settimana.
Scarica il
rapporto, disponibile anche sul
sito della Regione Marche. Leggi anche il rapporto sullo
stato di salute dei lavoratori nelle Marche 200-2001.
(5 maggio 2005) Incidenti sul lavoro e salute dei lavoratori stagionali: due commenti
I dati pubblicati da Oms- Ilo e da Inail
necessitano di una interpretazione con strumenti adeguati e consentono
di avviare una riflessione. Se infatti in Italia il trend degli
infortuni è in calo, l'attenzione va puntata sull'incongruenza tra la
dimensione di questa riduzione e l'attesa, dati gli strumenti normativi
e i presidi sanitari messi in campo negli ultimi anni. La fotografia
della situazione italiana consente infatti di evidenziare la compresenza
di una situazione di rischi lavorativi tradizionali con la nascita di
nuove tipologie di rischio. Se da un lato l'innovazione tecnologica e le
normative migliorano le condizioni di vita di alcune categorie di
lavoratori, si assiste a un trasferimento dei rischi verso nuove
categorie di lavoratori meno garantiti, non facilmente censibili.
Domenico Taddeo, presidente della
Società nazionale operatori della prevenzione (Snop),
commenta per EpiCentro le criticità dei rapporti sugli infortuni
Oms-Ilo e Inail.
Uno dei settori più difficilmente censibili è
quello dell'agricoltura, dove le tipologie lavorative sono ancora meno
classificabili e spesso più sommerse che non in altri ambiti lavorativi.
Medici senza frontiere ha svolto un'indagine di valutazione delle
condizioni sanitarie e di vita di quasi 800 immigrati irregolari che
lavorano come stagionali in agricoltura in cinque regioni del Sud
Italia. Il rapporto “I frutti dell'ipocrisia. Storie di chi
l'agricoltura la fa. Di nascosto” è disponibile in una
sintesi in pdf.
Salomè Gensini, responsabile medico del “progetto stagionali” di Medici
senza frontiere, commenta i risultati dell'indagine per EpiCentro.
(28 aprile 2005) Due milioni all'anno i morti sui luoghi di lavoroo
Continua a salire il numero delle vittime di incidenti e malattie sui
luoghi di lavoro. Gli ultimi dati presentati dall'Oms e
dall'Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo) in occasione della
giornata mondiale sulla sicurezza e la salute occupazionale parlano di
268 milioni di incidenti non mortali ogni anno e di 160 milioni di nuovi
casi di malattie legate al lavoro. Le regioni con i più forti tassi di crescita sono la Cina e
l'America Latina. Nel paese asiatico il numero di incidenti fatali è
cresciuto da 73.500 del 1998 a 90.500 nel 2001, mentre gli incidenti con
tre o più giorni di assenza dal lavoro sono aumentati da 56 milioni a 69
milioni. In America Latina l'aumento del numero di persone impiegate nel
settore edile (soprattutto in Messico e Brasile) ha innalzato il numero
di incidenti fatali da 29.500 a 39.500 nello stesso periodo di tempo.
Le malattie più comuni sul luogo di lavoro sono i tumori causati
dall'esposizione a sostanze pericolose, i disturbi muscolo-scheletrici,
quelli respiratori, la perdita dell'udito, le malattie circolatorie e le
malattie trasmissibili. Nel settore agricolo, che ancora impiega la metà
della forza lavoro mondiale, l'uso di pesticidi causa 70 mila morti per
avvelenamento l'anno e 7 milioni di casi di malattie acute o croniche.
In Italia i dati provvisori dell'Inail indicano che nel 2004 si sono
verificati quasi un milione di infortuni sui luoghi di lavoro, 1400 dei
quali mortali. Al momento attuale, i dati sembrano quindi indicare un
calo del 1,4% rispetto al 2003. La frequenza più elevata si registra in
Umbria (52,59 infortuni ogni 1000 lavoratori), in Friuli Venezia Giulia
(47,78) e in Emilia Romagna (47,05). Più bassa invece nel Lazio (22,82),
in Campania (23,27), ma anche in Lombardia (30,75), nonostante questa
regione sia al primo posto per numero assoluto di infortuni (più di 158
mila).
Leggi il
comunicato congiunto Oms-Ilo e il
rapporto globale dell'Ilo (traduzione in italiano a cura dell'Inail).
È
disponibile anche il
rapporto provvisorio messo a punto dall'Inail sulla situazione degli
infortuni in Italia, corredato di
schede e
diapositive.
Consulta il sito web dedicato alla
giornata mondiale sulla sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro e
il
programma Safe Work promosso dall'Ilo.