Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

livelli essenziali di assistenza (Lea)

La prevenzione sui luoghi di lavoro nei nuovi Lea

Giuliano Tagliavento - dirigente sanità pubblica, servizio salute Regione Marche

 

 

In generale la differenza fra i nuovi Lea e quelli del 2001, oltre che in un aggiornamento di singole attività, si trova nell’impianto generale. Già il nuovo nome “Prevenzione collettiva e sanità pubblica” (pdf 56 kb), che sostituisce il vecchio “Assistenza sanitaria collettiva in ambienti di vita e lavoro”, mette in risalto l’importanza accordata alla prevenzione.

 

In precedenza le prestazioni erano semplicemente elencate; ora sono inquadrate in programmi strutturati, dei quali, e questo è un fattore importante di novità, sono indicati anche i componenti. Questo comporta un importante cambiamento di visuale: le prestazioni non sono più accorpate nell’ottica dell’organizzazione interna dei Servizi di prevenzione, ma in funzione dell’omogeneità dei programmi da sviluppare concretamente.

 

La sorveglianza epidemiologica

Le due sezioni che comprendono i programmi relativi alla prevenzione sui luoghi di lavoro si chiamano “Tutela della salute e della sicurezza degli ambienti aperti e confinati” e “Sorveglianza, prevenzione e tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro”. In questo secondo ambito, in particolare, si parla di sorveglianza epidemiologica, declinata sia rispetto alla prevenzione e al controllo dei rischi, sia rispetto ai danni, cioè agli infortuni e alle malattie professionali.

 

L’implicazione più importante e innovativa è che la sorveglianza epidemiologica non è più da interpretare solo come uno strumento “interno” ai servizi, ma appunto, più propriamente, è inclusa nei livelli essenziali di assistenza da erogare, con output specifici collegati alla diffusione delle informazioni.

 

Un’altra novità è rappresentata dall’utilizzo e aggiornamento dell’archivio delle aziende in base ai dati del sistema informativo Inail-Ispesl-Regioni con una declinazione del Lea molto più puntuale e articolata rispetto al precedente.

 

Anche gli elementi che riprendono quelli già presenti nei vecchi Lea, come i profili territoriali di rischio e la mappatura dei fattori di nocività e pericolosità, sono qui inquadrati più organicamente secondo lo schema che dall’identificazione del programma arriva all’output prestazionale attraverso la declinazione dei componenti.

 

Cittadini e lavoratori

Per quanto riguarda la tutela della salute e della sicurezza degli ambienti aperti e confinati, è evidente l’intenzione di considerare i programmi come orientati al doppio target di cittadini e lavoratori. Quest’impostazione, che rispecchia le evoluzioni in atto, forzerà necessariamente gli operatori che si occupano di tutela dei lavoratori e quelli di tutela dei cittadini a lavorare in sinergia: è un’ulteriore conferma dell’idea di orientare i Lea secondo i filoni di attività omogenee e non secondo la logica dell’organizzazione dei Servizi sanitari.

 

Fra gli ambiti in cui si sottolinea con più evidenza l’accento posto sul binomio cittadini- lavoratori ci sono la tutela delle condizioni igieniche negli edifici scolastici e nelle strutture sanitarie, la sicurezza nell’uso dei gas tossici e la tutela dei lavoratori a rischio amianto. Una novità importante riguarda l’applicazione del regolamento europeo Reach, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale europea il 30 dicembre 2006 e partito in Italia con il Decreto interministeriale del 22 novembre 2007: un accordo Stato-Regioni da definire entro qualche mese dovrà definire il ruolo che i Sistemi regionali (Ssr-Arpa) dovranno svolgere per rispondere nel concreto a quel Lea.

 

La novità della comunicazione

Infine, una prestazione fondamentale che fa la sua prima apparizione in questa nuova versione dei Lea e che compare in tutti gli output è la comunicazione, rivolta sia ai cittadini sia alle istituzioni: diventa così un diritto che l’utente può esigere, in teoria ovvio ma in pratica non specificato prima di ora.

 

L’importanza riconosciuta alla comunicazione come strumento efficace per la prevenzione è in accordo sia con la filosofia del Piano sanitario nazionale 2006-2008, sia, in generale, con l’orientamento dei regolamenti internazionali, Reach compreso, che indicano ormai sempre come necessarie le azioni di comunicazione delle informazioni.

 

L’accento sulla comunicazione è particolarmente forte in uno dei programmi, dedicato interamente alla comunicazione del rischio ai lavoratori e ai cittadini ed è notevole che nel titolo del programma si faccia “particolare riferimento ai lavoratori migranti e stranieri”: è la dimostrazione che i nuovi Lea sono attenti alle emergenze e alle categorie più vulnerabili nel momento storico in cui devono essere implementati, cioè ora e nei prossimi anni.

 

Manca la valutazione dei nuovi insediamenti produttivi

Nonostante il progresso generale dei nuovi Lea, sia in termini di principio sia nel merito, bisogna ammettere che non tutte le prestazioni utili sono state introdotte o mantenute. Manca, per esempio, un elemento che era già presente nei Lea del 2001 e che era stato inserito in una prima stesura tecnica anche di quelli nuovi: la valutazione dei progetti di insediamenti industriali e produttivi.

 

È uno strumento che storicamente è ritenuto ottimo per la prevenzione da chi si occupa di tutela della salute sui luoghi di lavoro, e ciò è testimoniato anche dalla riproposizione nel nuovo articolo 67 del Decreto legislativo 81/08 (il cosiddetto Testo unico) dei contenuti dello storico articolo 46 del Dpr 303/56. La sua esclusione, verosimilmente, dimostra la presenza di diverse valutazioni sulla sua efficacia e probabilmente indica che c’è ancora strada da fare per l’integrazione delle culture professionali di chi si occupa di prevenzione.