Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

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piano nazionale della prevenzione
Aggiornamenti

22/9/2016 - Programma Ccm 2016

Sul sito del Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ccm) del ministero della Salute è disponibile il Programma annuale di attività per il 2016 del Ccm. Il documento, adottato con DM 03 agosto 2016 e registrato dalla Corte dei Conti il 13 settembre 2016, conferma anche per quest’anno la suddivisione in due ambiti operativi: area progettuale e azioni centrali. Nell’ambito del primo sono stati individuati tre ambiti di intervento (patologie trasmissibili, patologie non trasmissibili e azioni di sistema) per un totale di 11 linee di intervento coerenti con le disposizioni del Piano nazionale della prevenzione (Pnp) e con i recenti Piani nazionali approvati, o in procinto di approvazione, da parte della Conferenza Stato–Regioni e coordinati dal Ministero. La deadline per l’invio delle proposte di progetto, e la relativa nota di trasmissione, è fissata al prossimo 2 novembre 2016, non oltre le ore 14.00. Per maggiori informazioni consulta il sito del Ccm e scarica il programma Ccm 2016 (pdf 215 kb).

 

15/9/2016 - Vivere in buona salute e aumentare l’equità: la ricetta del Trentino

Il Piano della prevenzione della provincia di Trento 2015-2018 risponde a un duplice mandato, nazionale e provinciale. Da un lato è stato redatto in coerenza con le indicazioni del Piano nazionale della prevenzione (Pnp), dall’altro è collegato strettamente con la proposta del Piano per la salute del Trentino 2015-2025 di cui rappresenta una prima applicazione operativa. Il Piano provinciale della prevenzione concorre quindi operativamente al raggiungimento degli obiettivi a lungo termine, formulati nel Piano per la salute, di prolungare la vita vissuta in buona salute, di ridurre progressivamente le morti premature ed evitabili, di aumentare l’equità, il benessere sociale e il potere decisionale del singolo e della comunità per raggiungere il più elevato standard di salute possibile. Leggi la riflessione di Pirous Fateh-Moghadam e Mariagrazia Zuccali (Provincia autonoma di Trento).

 

21/7/2016 - Prevenzione life-course e intersettorialità: le parole d’ordine della Regione Liguria

Un approccio globale all’ambiente e alla salute incentrato sulla protezione e la prevenzione dei rischi, mettendo in atto azioni strategiche basate sulla collaborazione tra istituzioni e società civile: questa l’idea alla base del Piano regionale di prevenzione 2014-2018 (Prp) della Regione Liguria. Leggi la riflessione di Ilaria Cremonesi (Regione Liguria).

 

14/7/2016 - Prp 2014-2018: il piano della Regione Friuli Venezia Giulia

Clara Pinna (Regione Fvg) racconta come si è arrivati alla definizione del Piano, gli ambiti di intervento e la vision del documento.

 

30/6/2016 - Coordinamento e intersettorialità alla base di un quadro strategico di quinquennio

«Affermare il ruolo cruciale della promozione della salute e della prevenzione come fattori di sviluppo della società, e di sostenibilità del welfare, in particolare alla luce delle dinamiche demografiche che la caratterizzano» è uno degli elementi alla base della vision del Piano regionale della prevenzione 2014-2018 (Prp) del Lazio. Un piano che, per quanto riguarda i principi, prevede azioni che «si dipanino in un quadro strategico di quinquennio, prevedendo la possibilità di programmazione operativa frazionata e di periodica valutazione dello stato di realizzazione degli interventi». Leggi l’approfondimento a cura di Massimo Oddone Trinito (Gruppo di Coordinamento regionale Prp).

 

(23 giugno 2016) Prp: il piano della Regione Piemonte

Gianfranco Corgiat Loia (Regione Piemonte) racconta come si è arrivati alla definizione del Piano della prevenzione della Regione Piemonte (Prp) e fa luce sugli ambiti di intervento, le caratteristiche innovative e le criticità.

 

(16 giugno 2016) Prevenzione, tradurre gli obiettivi nazionali in azioni locali

Luoghi di lavoro, comunità, scuola e settore sanitario: questi i quattro ambiti di intervento intorno ai quali l’Emilia-Romagna ha impostato il proprio Piano regionale della prevenzione (Prp) 2015-2018, declinando così gli obiettivi centrali dell’attuale Piano nazionale. Con la riflessione di Adriana Giannini (Regione Emilia-Romagna) e quella di Alberto Perra (Iss) su EpiCentro comincia un percorso di pubblicazione dei Prp proponendo approfondimenti dedicati alle singole Regioni.

 

(25 febbraio 2016) Pnp 2014-2018: attuazione delle linee di supporto centrali

È stato pubblicato, sul sito del ministero della Salute, il “Documento di indirizzo per l’attuazione delle linee di supporto centrali al Piano nazionale della prevenzione 2014-2018” (pdf 340 kb) che affianca il Piano nazionale della prevenzione pubblicato il 14/11/2014 (pdf 6,8 Mb). Questo secondo documento si focalizza sulle “azioni centrali” definendone significato, contenuti e caratteristiche. Si tratta di azioni di supporto al Piano nazionale di prevenzione e in particolare ai Piani regionali. Operativamente ciascuna di esse è definita come “azione che è ritenuta, in sede di approvazione del Pnp, pertinente al livello di governo centrale; pertanto essa può, con differenti gradi di responsabilità operativa, riguardare: un’azione pertinente alle linee di azione ordinarie della Direzione della prevenzione e/o del ministero della Salute; un’azione pertinente al ruolo di steward del Ministero nei confronti di altri Ministeri, enti e stakeholder; un’azione pertinente alla responsabilità operativa congiunta Stato-Regioni e Province Autonome”. Per maggiori informazioni scarica il documento completo (pdf 340 kb).

 

(25 febbraio 2016) Indagine sull’adesione allo screening organizzato del cancro del collo dell’utero: presentati i risultati preliminari

In Sicilia sono oltre 160 le donne che annualmente contraggono il cancro e 45 quelle che ne muoiono. La realizzazione di un test salva-vita (come il Pap test), nell’ambito dello screening organizzato e offerto gratuitamente, non raggiunge che due terzi delle donne, così che sono oltre 500 mila le siciliane che non beneficiano di questo servizio nei tempi previsti (una volta negli ultimi 3 anni). Questa percentuale si riduce al 39% se si considerano solo le donne che hanno ricevuto la lettera d’invito all’esame e a un ulteriore 27% se si considerano le donne che hanno fatto l’esame in maniera totalmente gratuita. Sono alcuni dei dati presentati il 19 febbraio scorso a Caltanissetta presso il Centro per la formazione permanente e l’aggiornamento del personale del servizio sanitario (Cefpas) della Regione Siciliana. La giornata è stata dedicata alla comunicazione dei risultati preliminari della survey regionale “Salvate Eva: indagine sull’adesione allo screening organizzato del cancro del collo dell’utero” realizzata nell’ambito del Master Universitario biennale di II livello in “Promozione della Salute della Popolazione ed Epidemiologia applicata alla Prevenzione – Prospect”. Leggi la presentazione di Angela Giusti, e Alberto Perra (Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute, Cnesps – Iss).

 

(4 febbraio 2016) Indagine conoscitiva sui servizi per la prevenzione in Italia, 2012-2013

Far sì che le diverse strutture operino sistematicamente nell’ambito della prevenzione (ospedali con distretti socio-sanitari, medici convenzionati con il Servizio sanitario nazionale, Ssn) e implementare il ruolo di coordinamento e valutazione degli interventi, da parte delle strutture territoriali primariamente dedicate alla prevenzione nelle Aziende sanitarie locali (Asl): questi i principali aspetti emersi dall’indagine, promossa dal ministero della Salute e realizzata fra il 2012 e il 2013 dall’Istituto superiore di sanità (Iss) e dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas). Lo studio, i cui risultati sono ora disponibili nel rapporto Istisan 15/46, ha incluso 17 Regioni e Province autonome, descrivendo i principali aspetti del settore prevenzione nel nostro Ssn. L’indagine conoscitiva ha effettuato una revisione delle norme che codificano le attività, ha predisposto una raccolta degli organigrammi delle Asl e delle strutture di prevenzione in tutte le Regioni partecipanti, identificando le attività e gli attori per alcune aree di prevenzione significative inseriti o realizzati nei Piani di prevenzione regionale. Per maggiori dettagli consulta il rapporto Istisan 15/46 “Indagine conoscitiva sui servizi per la prevenzione in Italia, 2012-2013”.

 

(28 gennaio 2016) Dall’Iss un master per sostenere l’implementazione dei Prp

È stata avviata la terza edizione del master biennale di secondo livello in “Promozione della Salute della popolazione ed Epidemiologia Applicata alla Prevenzione (Prospect)” che nasce dalla partnership tra l’Università degli Studi di Palermo, l’Iss, il Cefpas di Caltanissetta e l’assessorato Salute della Regione siciliana. Il corso ha l’obiettivo di potenziare e mettere in rete le competenze dei professionisti impegnati nella realizzazione e valutazione del Piano regionale di prevenzione, nell’area della Promozione della salute e dell'epidemiologia applicata alla prevenzione. Il corso, già realizzato in Sardegna e Calabria, è frutto di un impegno ventennale del Cnesps-Iss sull’epidemiologia applicata alla salute pubblica. Per maggiori approfondimenti sulla storia e la metodologia usata leggi l’approfondimento.

 

(14 gennaio 2016) Politiche di prevenzione in Italia: la capacità regionale di pianificazione

Quali sono i punti di forza e quali le criticità delle capacità regionali di pianificazione relative alle attività di prevenzione? Per provare a rispondere a questa domanda, nel corso del 2015 un gruppo di lavoro, coordinato dal Dipartimento di Sanità pubblica e malattie infettive dell’Università “Sapienza” di Roma, ha finalizzato un’analisi critica del ciclo di programmazione della prevenzione svolto dalle Regioni italiane per il periodo 2010-2013. L’indagine, condotta nell’ambito di un progetto del ministero della Salute, ha valutato 19 Piani regionali di prevenzione (Prp) approvati nel ciclo precedente, e 702 progetti e programmi in contenuti in essi. Leggi la presentazione di Paolo Villari (Università “Sapienza”, Roma).

 


Ultimo aggiornamento giovedi 22 settembre 2016