La situazione dello screening per il tumore del
colon-retto in Italia è piuttosto complessa: non è stato ancora
raggiunto, infatti, un consenso sul protocollo da adottare. I due test
principali, promossi in modo diverso a seconda delle realtà locali e
regionali, sono quelli del sangue occulto nelle feci e della colonscopia.
Come ricorda Nereo Segnan (Unità di epidemiologia - Cpo Piemonte) in un
commento ospitato da EpiCentro nel marzo 2005, in questo momento il
dibattito su quali strategie di screening al colon retto sia preferibile
adottare in Italia è molto vivace. Può quindi essere di aiuto per i
pianificatori regionali, in vista della definizione dei progetti per il
Piano nazionale di prevenzione 2005-2007, illustrare le strategie già
adottate da alcune Regioni italiane.
In breve, la
Toscana e l’
Emilia
Romagna promuovono l’offerta del test per il sangue occulto; nel
Veneto vige invece un doppio regime; in
Piemonte si è deciso di adottare un programma che offre alla
popolazione, al compimento del 58esimo anno di età, la sigmoidoscopia in
prima battuta. Chi però non accettasse di eseguirla, può optare per il
test del sangue occulto. La
Regione Lazio propone la ricerca di sangue occulto nelle feci per lo
screening della popolazione a rischio generico (50-74 anni), la
colonscopia per lo screening della popolazione ad alto rischio
(familiari dei portatori di neoplasia).
Consulta la
scheda sugli screening oncologici messa a punto su EpiCentro per i
pianificatori regionali.
Leggi anche il focus dedicato agli
screening oncologici.