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procreazione medicalmente assistita

Procreazione medicalmente assistita: i dati sull’attività del Registro per l’anno 2012

Giulia Scaravelli, Vincenzo Vigiliano - Registro nazionale Procreazione medicalmente assistita

 

17 luglio 2014 - Anche quest’anno il Registro nazionale Procreazione medicalmente assistita (Pma) dell’Istituto superiore di sanità ha registrato la copertura totale sull’attività di Pma svolta in Italia, ottenendo il 100% dei cicli di trattamento effettuati da tutti i centri italiani. È stato registrato un numero totale di 93.634 cicli di trattamento attraverso la raccolta di un totale di 732 variabili (155 riferite all’attività di inseminazione semplice e 577 per l’attività di secondo e terzo livello), descrivendo le procedure e i risultati conseguiti dai centri italiani e dettagliando l’analisi sia rispetto alle varie tecniche utilizzate, che all’età delle pazienti e ad altre caratteristiche (come il genere delle gravidanze ottenute).

 

Alcuni dati

L’applicazione delle tecniche di secondo e terzo livello, definite a fresco, ha rivelato un incremento graduale nelle percentuali di ottenimento di una gravidanza che, per il 2012, si attestano al 26,5% sui trasferimenti eseguiti, e un aumento della sicurezza facendo registrare un ulteriore diminuzione nella percentuale sia di gravidanze che di parti plurimi in particolare trigemini. Il trend costante dal 2009 ha visto i valori di tali percentuali scendere dal 2,7% all’1,8% per le gravidanze e dal 2,4% all’1,4% per i parti. L’età media delle donne che richiedono i trattamenti è in graduale aumento dal primo rilievo del 2005 che ci riportava una età media di 35,3 anni al 2012 dove l’età media rilevata è di 36,5. Con un 30,7% di donne trattate che ha almeno 40 anni di età.

 

Rispetto al numero di coppie che si sono rivolte ai centri per un trattamento, rileviamo sostanzialmente una stabilità con 72.543 coppie trattate e 93.634 cicli eseguiti.

 

Quando scendiamo nel dettaglio, si rileva una diminuzione dei cicli eseguiti, soprattutto nelle tecniche più semplici di primo livello, ossia l’inseminazione intrauterina, che passa dai 32.644 cicli del 2011 ai 29.427 cicli del 2012. Questa tecnica, sicuramente meno invasiva delle altre, offre però delle percentuali di ottenimento di gravidanza su ciclo iniziato piuttosto basse (10%), rimaste stabili negli anni. Su questa tecnica semplice non incidono infatti né la modifica della legislazione specifica sulla Pma del 2009 (che ha riguardato l’applicazione delle procedure di II e III livello), né lo sviluppo di migliori tecnologie per la coltura embrionaria e per le metodiche diagnostiche, che negli anni migliorano gli esiti dei trattamenti.

 

Questo dato è in parte spiegato dall‘aumento dell’età media delle donne trattate, che nel nostro Paese è una delle più elevate d’Europa (36,5 anni calcolato sulle classi di età delle pazienti trattate). L’efficienza delle tecniche di Pma, e in particolare dell’inseminazione intrauterina, è strettamente correlata all’età materna, su donne dai 40 anni in su otteniamo solo un 5,5% di gravidanze, con una percentuale di esiti negativi del 46,8%. Quindi un aumento graduale dell’età delle donne trattate porta a un inevitabile diminuzione del numero di gravidanze ottenute e di bambini nati. Da qui la scelta di optare per l’applicazione di tecniche di II e III livello in donne di età pari o superiore a 40 anni.

 

La comunicazione sulla Pma

Lo strumento operativo e divulgativo del Registro, il sito web, è stato implementato con le schede di profilo per singolo centro, dove gli utenti possono trovare maggiori informazioni, sulla tipologia di servizio offerto, sulla mole di attività svolta, sulle principali indicazioni al trattamento e l’età media delle donne trattate, per offrire a tutti gli operatori un valido strumento di confronto e a tutte le coppie e ai cittadini migliori informazioni per operare scelte consapevoli.

 

Modifiche legislative e nuove sfide

La recente sentenza della Corte Costituzionale numero 162 del 9 aprile 2014 ha abolito nella legge 40/2004, che disciplina le tecniche di riproduzione assistita, il divieto alla donazione di gameti sia maschili che femminili. Questa modifica legislativa, comporterà per il Registro nazionale della Pma una nuova sfida, dovendo implementare il proprio flusso dati con la raccolta di tutti i cicli di trattamento che verranno eseguiti con la donazione di gameti. Auspichiamo che con l’implementazione di questo nuovo flusso di dati venga anche rivista da parte del Garante della privacy la modalità di raccolta dati del registro, per arrivare a una raccolta dati su ciclo singolo di trattamento. Questa modalità ci darà maggiore approfondimento e maggiore capacità valutativa rispetto all’efficacia e alla sicurezza dell’applicazione delle tecniche di Pma.

 

Risorse utili