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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

polonio 210

L’indagine sul caso di contaminazione da polonio, che nel novembre 2006 ha provocato a Londra la morte dell’ex agente russo Alexander Litvinenko, solleva dubbi e interrogativi sui possibili rischi per la salute pubblica. Nel Regno Unito la Health Protection Agency (Agenzia per la tutela della salute, Hpa) prepara bollettini quotidiani con l’aggiornamento della situazione in corso, mentre l’Organizzazione mondiale della sanità e i Cdc americani propongono schede con informazioni tecniche sul polonio 210 (Po-210).

Informazioni generali

Il Po-210 è un materiale radioattivo presente in natura. Si trova in concentrazioni molto ridotte nell’ambiente, come parte della catena di decadimento dell’uranio e può essere ricavato (comunque non in quantità significative) da scorie che contengono piombo provenienti dalla raffinazione di uranio, vanadio e radio. È anche possibile produrlo artificialmente, utilizzando attrezzature alquanto sofisticate usate nell’industria nucleare.

 

Il Po-210 emette particelle alfa ed è cinquemila volte più radioattivo rispetto al radio. L’emivita (tempo necessario affinché la concentrazione dell’elemento radioattivo si dimezzi per decadimento) del Po-210 è di 138 giorni. Le radiazioni alfa forniscono una notevole quantità di energia alle cellule viventi e possono causare danni considerevoli, fino alla necrosi. Le particelle alfa perdono gran parte della propria energia al momento dell’impatto e non possono spostarsi oltre nella materia, per cui non riescono a penetrare alcuna superficie (per esempio: carta, pelle o abiti umani).

 

Il Po-210 è usato in alcune applicazioni industriali come gli eliminatori statici, strumenti progettati per eliminare l’elettricità statica in processi come laminatura di carta, produzione di plastica in fogli e filatura di fibre sintetiche. Infine, è usato per la produzione di armi nucleari, come fonte di energia per piccoli satelliti e nell’industria petrolifera.

 

La contaminazione da polonio 210

Il Po-210 costituisce un rischio solo se assunto dall’organismo per inalazione, ingestione o penetrazione diretta attraverso una lesione cutanea. Questa contaminazione “interna” può causare l’irraggiamento degli organi interni, che provoca a sua volta sintomi gravi o addirittura la morte.

 

Anche se la tossicità del Po-210 è di gran lunga superiore, per esempio, di quella del cianuro, il polonio non costituisce un rischio per la salute se rimane fuori dall’organismo. Le sue tracce possono essere quasi del tutto eliminate lavandosi accuratamente le mani e facendo la doccia, o attraverso la pulizia in lavatrice e lavastoviglie di abiti, piatti ecc.

 

Le persone che entrano in contatto con qualcuno che è stato contaminato dal Po-210 non saranno esposte alla radiazione (irradiate) semplicemente standogli vicino, a meno che non ingeriscano o inalino i liquidi biologici della persona contaminata. In generale, quindi, per evitare rischi per la salute, è sufficiente adottare le normali misure di igiene, come lavarsi accuratamente le mani e pulire frutta o verdura prima di mangiarla.

 

Leggi sul sito della Health Protection Agency l’aggiornamento della situazione (anche in italiano: 5 dicembre 2006 e 18 dicembre 2006).


 

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