Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

resistenze agli antibiotici

Giornata europea sull'uso consapevole degli antibiotici 2013

Revisione a cura di Fortunato Paolo D'Ancona (reparto di Epidemiologia delle malattie infettive, Cnesps-Iss), Annalisa Pantosti (Mipi-Iss)

 

21 novembre 2013 - Abuso e uso scorretto di antibiotici causano l'insorgenza dei fenomeni di resistenza: per questo motivo l'Ecdc lancia lo slogan “Cold? Flu? Take care, not antibiotics!” (Freddo? Influenza? Prenditi cura, non prendere gli antibiotici!). Un concetto espresso benissimo nel video pubblicato su YouTube in occasione del European Antibiotic Awareness Day (18 novembre).

 

L'Ecdc rende disponibile, come ogni anno, una sezione del suo sito dedicata a dati, materiali, iniziative e storie dedicate al tema della resistenza agli antibiotici. Nel database della sorveglianza Ears-net sono invece disponibili mappe, grafici e tabelle contenenti i dati nazionali aggiornati.

 

In occasione della giornata, l'Ecdc ha pubblicato il report annuale “Antimicrobial resistance in Europe 2012” proveniente dalla sorveglianza Ears-Net che delinea lo scenario sulla diffusione delle resistenze agli antibiotici nel 2012 e fornisce un quadro sulle tendenze osservate tra il 2009 e il 2012 in 30 Paesi dell’Unione europea (Ue) e dell’Area economica europea (Eea). Il panorama che emerge è poco confortante: nel giro di 4 anni è aumentata notevolmente la resistenza in due specie di batteri sotto sorveglianza, Escherichia coli e Klebsiella pneumoniae. Come sottolineato dal report “Carbapenemase-producing bacteria in Europe”, negli ultimi anni, tra le resistenze si è aggiunta quella ai carbapenemi, antibiotici di ultima risorsa, che può rendere l’infezione praticamente intrattabile. I dati indicano che l’antibiotico-resistenza non è uniforme nei Paesi dell’Ue: è maggiore nei Paesi del sud e dell’est Europa, tra cui l’Italia. Per maggiori informazioni consulta la pagina di EpiCentro sui dati epidemiologici europei.

 

La situazione in Italia

Nel nostro Paese l'antibiotico-resistenza è monitorata dal progetto Ar-Iss, una sorveglianza sentinella coordinata dall’Istituto superiore di sanità (che riversa i dati nella sorveglianza europea Eaer-Net). I dati italiani mostrano un'alta resistenza ai carbapenemi in Klebsiella pneumoniae; un'alta resistenza alle cefalosporine di terza generazione e ai fluorochinoloni per coli, anche combinata; alti livelli di resistenza ai carbapenemi in Acinetobacter; la persistenza di un'alta percentuale di Staphylococcus aureus resistente alla meticillina. Per maggiori informazioni consulta la pagina di EpiCentro sui dati epidemiologici italiani.

 

Il comunicato stampa diffuso dall'Istituto superiore di sanità, ricorda che per prevenire un aggravarsi dei fenomeni di resistenza sono necessari interventi multi-settoriali e strategie di controllo delle infezioni in tutti gli ambiti dell’assistenza sanitaria (ospedali, strutture per la lungodegenza, strutture territoriali e cure ambulatoriali).

 

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