Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

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resistenze agli antibiotici
Ultimi aggiornamenti

22/9/2016 - Antibiotici e ricerca: un nuovo documento dall’Osservatorio euorpeo sulle politiche e sui sistemi e politiche sanitarie

Dall’European Observatory on Health Systems and Policies un nuovo documento mira a fornire una serie di raccomandazioni di alto livello per i governi europei relative all’innovazione nel campo degli antibiotici. Il rapporto identifica, revisiona e valuta criticamente le iniziative volte a eliminare le barriere internazionali, europee e nazionali che ostacolano la ricerca in questo settore, sottolineando l’importanza di un approccio One Health–One Europe–One World. L’Osservatorio rappresenta una partnership ospitata dall’Ufficio regionale europeo dell’Oms che include: i governi di Austria, Belgio, Finlandia, Irlanda, Norvegia, Slovenia, Svezia e Regno Unito; la Regione Veneto (per l’Italia); la Commissione europea; la Banca mondiale; il French National Union of Health Insurance Funds; la London School of Economics and Political Science; la London School of Hygiene & Tropical Medicine. Per approfondire consulta il documento completo “Targeting innovation in antibiotic drug discovery and development: the need for a One Health–One Europe–One World Framework” (pdf 791 kb) e la presentazione sul sito dell’Oms Europa.

 

8/9/2016 - Consiglio Ue: l'approccio “one health” nella lotta alla resistenza agli antimicrobici

Il Consiglio dell’Unione europea a giugno 2016 ha pubblicato il documento “Council conclusions on the next steps under a One Health approach to combat antimicrobial resistance” nel quale, richiamando e accogliendo le già presenti direttive europee e internazionali sull’antibiotico resistenza, esprime preoccupazione per gli oltre 700 mila decessi annui che, secondo l’Ocse, la resistenza agli antibiotici potrebbe causare a livello globale. Il documento sottolinea che per progredire nel contrasto alla resistenza agli antibiotici, il nuovo Piano d'azione dell'Unione europea dovrebbe contenere obiettivi misurabili (dal punto di vista quantitativo o qualitativo), parametri comparativi e misure efficaci per raggiungere questi obiettivi. Inoltre, il Consiglio evidenzia che «il successo della lotta alla resistenza agli antimicrobici si basa per gran parte sull'impegno e la volontà dei governi di agire per assicurare l'attuazione delle iniziative dell'approccio “one health” coinvolgendo tutti i settori interessati e sulla volontà degli Stati membri dell'Ue di cooperare a livello di Ue e a livello internazionale». Il documento, di carattere politico e strategico, pur non avendo alcun valore vincolante, rappresenta la attuale posizione della Commissione europea su questo argomento, posizione che rafforza l'indirizzo della visione dell'approccio One Health e la necessità di un piano nazionale di contrasto all'antibiotico resistenza per tutti i Paesi, la collaborazione tra paesi e lo sviluppo di azioni di coordinamento tra le diverse nazioni. Per approfondire consulta il documento completo (in inglese e in italiano “Conclusioni del Consiglio sulle prossime tappe dell'approccio "one health" di lotta alla resistenza agli antimicrobici”, pdf 52 kb).

 

(23 giugno 2016) Antibiotico resistenze: il nuovo Risk Assessment Ecdc

A seguito della distribuzione globale del gene mcr-1, gene localizzato su plasmide che codifica per la resistenza all’antibiotico colistina, lo European Centre for Disease Prevention and Control (Ecdc) ha pubblicato un Rapid Risk Assessment che fa il punto sulle azioni necessarie per ridurne la diffusione. Tra queste: il miglioramento dei metodi per testare la resistenza alla colistina e per identificare la presenza del gene, il miglioramento delle attività di sorveglianza dell’antibiotico-resistenza, scelte di gestione clinica appropriata, e interventi mirati a prevenire la trasmissione in ambito nosocomiale e comunitario. Per maggiori informazioni scarica il documento “Plasmid-mediated colistin resistance in Enterobacteriaceae” (pdf 603 kb) del 13 giugno 2016 e leggi l’approfondimento “Antibiotici: la resistenza alla colistina arriva dai plasmidi”.

 

(16 giugno 2016) Affrontare le infezioni antibioticoresistenti a livello globale: le raccomandazioni della Review on Antimicrobial Resistance

Discutere il crescente problema della resistenza agli antibiotici e il perché della necessità di azioni volte a contrastarlo: questo l’obiettivo della revisione “Tackling Drug-Resistant Infections Globally: final report and recommendations” pubblicata a maggio 2016 dal gruppo di lavoro internazionale della Review on Antimicrobial Resistance. Il documento, commissionato dal governo inglese e da Wellcome Trust, fornisce una panoramica sulle soluzioni che dovrebbero essere implementate per limitare l’uso di questi medicinali e aumentare la fornitura di nuovi antibiotici. Tra i vari aspetti, la pubblicazione si sofferma sul ruolo delle compagne di sensibilizzazione verso la popolazione, sull’importanza di migliorare pulizia e igiene e sul bisogno di migliorare la sorveglianza globale. Infine il documento esamina come queste soluzioni possono essere finanziate e le modalità per costruirgli attorno consenso politico. Per approfondire consulta il documento completo “Tackling Drug-Resistant Infections Globally: final report and recommendations” (pdf 2,3 Mb).

 

(1 giugno 2016) Antibiotici: la resistenza alla colistina arriva dai plasmidi

Cerquetti Marina (Mipi-Iss), Paolo D’Ancona (Cnesps-Iss distaccato al ministero della Salute), Annalisa Pantosti (Mipi-Iss) e Stefania Iannazzo (ministero della Salute) fanno il punto sui casi di resistenza alla colistina, dovuta alla presenza del gene mcr-1 localizzato su un plasmide, osservati negli ultimi mesi. Leggi l’approfondimento.

 

(21 aprile 2016) Enterobatteri resistenti ai carbapenemi: la valutazione del rischio dell’Ecdc

La rapida diffusione degli enterobatteri resistenti ai carbapenemi (carbapenem-resistant Enterobacteriaceae, Cre) pone una seria minaccia ai pazienti dei sistemi sanitari dei Paesi Ue/Eea. Le infezioni da Cre sono, infatti, associate a una elevata mortalità, principalmente dovuta a ritardi nella somministrazione di trattamenti efficaci e alla limitata disponibilità di opzioni di trattamento. Il nuovo risk assessment, pubblicato dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) ad aprile 2016, sottolinea i possibili rischi per la sanità pubblica europea, la potenziale diffusione di queste infezioni nelle strutture sanitarie e all’interno della comunità e gli aspetti transfrontalieri da prendere in considerazione. Le opzioni per prevenire la trasmissione degli enterobatteri resistenti ai carbapenemi negli ospedali e in altre strutture sanitarie comprendono: indagini di laboratorio tempestive e appropriare al fine di evitare ritardi nella somministrazione di trattamenti efficaci; buone pratiche di controllo delle infezioni; screening dei pazienti considerati ad alto rischio di colonizzazione da Cre nel tratto digestivo, maggiori misure di controllo per i pazienti positivi a Cre nelle strutture sanitarie (precauzioni da contatto, isolamento del paziente o di coorti di pazienti, e assistenza infermieristica dedicata); sviluppo di programmi di stewardship per gli antibiotici. Per approfondire consulta il documento completo “Ecdc rapid risk assessment: Carbapenem-resistant Enterobacteriaceae. 8 April 2016” (pdf 1,6 Mb) e il comunicato stampa dell’Ecdc.

 

(18 febbraio 2016) Resistenze antibiotiche in batteri causanti zoonosi in Europa

L’uso di alcuni antibiotici ha portato all’insorgenza di fenomeni di resistenza batterica, su animali e persone, con dati di incidenza nazionali che riflettono i consumi di questi farmaci nei diversi Paesi europei. Il documento congiunto Ecdc/Efsa "The European Union summary report on antimicrobial resistance in zoonotic and indicator bacteria from humans, animals and food in 2014", pubblicato a febbraio 2016, analizza i dati del 2014 dei 28 Paesi dell’Unione europea su campioni umani, veterinari e cibo relativi ad alcuni patogeni responsabili di zoonosi. Per maggiori informazioni scarica il documento completo (pdf 11,5 Mb), leggi la notizia sul sito dell’Ecdc e il comunicato stampa in italiano sul sito dell'Efsa.

 

 


Ultimo aggiornamento giovedi 22 settembre 2016

 

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