Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

resistenze agli antibiotici

Ultimi aggiornamenti

3/8/2017 - Batteriemie da enterobatteri produttori di carbapenemasi: i dati della sorveglianza nazionale

In Italia, tra il 1 aprile 2013 e il 31 luglio 2016 sono state riportate 5331 batteriemie da enterobatteri resistenti ai carbapenemi e/o produttori di carbapenemasi (Carbapenemase Producing Enterobacteriaceae, Cpe). Il numero di segnalazioni e l’incidenza sono molto diverse nelle varie Regioni (si passa dalle 946 segnalazioni del Lazio allo 0 del Molise). In generale, le batteriemie hanno riguardato per il 62% soggetti di sesso maschile, con età media di 65,4 anni e nell’84% dei casi i pazienti si trovavano in ospedale al momento dell’insorgenza della batteriemia. Il 96,8% dei casi segnalati è stato causato da K. pneumoniae e il 3,2% da E. coli. Nella gran parte dei casi la carbapenemasi prodotta era di tipo Klebsiella pneumoniae carbapenemase (Kpc). È quanto emerge dal Rapporto Istisan 17/18 “Sorveglianza nazionale delle batteriemie da enterobatteri produttori di carbapenemasi. Rapporto 2013-2016”. Dal documento emerge, in generale, una progressiva aderenza delle Regioni alla sorveglianza ma anche una probabile sottonotifica da parte di strutture sanitarie e/o Regioni in alcune aree italiane. Per maggiori informazioni scarica il testo completo (pdf 1,4 Mb).

 

3/8/2017 - Resistenza antibiotica in Europa: i dati 2013-15

Un nuovo rapporto congiunto dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), dell’Agenzia europea dei medicinali (Ema) e del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) presenta i dati sul consumo di antibiotici in Europa e sui fenomeni di antibioticoresistenza nel periodo 2013-15. Il rapporto conferma il legame tra consumo di antibiotici e resistenza agli antibiotici, sia negli esseri umani sia negli animali destinati alla produzione alimentare. Inoltre evidenzia che esistono ancora differenze notevoli circa l’uso di antibiotici negli animali e nell’uomo e, in generale, l’uso è più frequente negli animali da produzione alimentare (tuttavia la situazione varia in base al Paese e al tipo di antibiotico). Il rapporto rileva che l’uso delle polimixine (classe di antibiotici che comprende la colistina) classificate dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) come antibiotici di “importanza critica” è elevato negli allevamenti e sta aumentando anche negli ospedali e l’uso dei chinoloni (anch’essi di importanza critica per l’Oms) negli animali aumenta le resistenze a questi farmaci in Salmonella e Campylobacter con maggior rischio di infezioni resistenti nell’uomo. L’uso di cefalosporine di terza e quarta generazione, per contro, è ridotto negli animali ma notevole nell’uomo, ed è connesso alla diffusione della resistenza a questi antibiotici in E. coli isolati dall’uomo. Per maggiori informazioni leggi la notizia sul sito dell’Efsa e scarica il documento completo.

 

6/7/2017 - Europa: un nuovo piano d’azione contro le resistenze antimicrobiche

La Commissione europea ha pubblicato “A European One Health Action Plan against Antimicrobial Resistance (AMR)” un nuovo action plan sull’antibcotico resistenza (antimicrobical resistance - Amr) attraverso cui si impegna a dare supporto ai Paesi dell’Unione europea (Ue) per fronteggiare l’Amr. Il documento, che utilizza un approccio “One Health”, è stato scritto sulla base del precedente piano (del 2011) e delle sua valutazioni. Tre i pilastri su cui si basa: supportare i singoli Paesi a implementare le loro politiche nazionali per il contrasto dell’antibiotico-resistenza così da rendere l’Unione europea un esempio di “best practices” e superare le attuali differenze nazionali; sostenere la ricerca, lo sviluppo e l’innovazione per promuovere politiche basate sui dati scientifici e colmare gli attuali gaps conoscitivi; intensificare l’impegno dell’Unione europea ad affrontare il problema a livello internazionale per limitare i rischi dell’antibiotico-resistenza nel mondo globalizzato. Per maggiori informazioni scarica il documento completo (pdf 340 kb).

 

8/6/2017 - Oms: aggiornata la lista dei farmaci essenziali

L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha aggiornato la “WHO Essential Medicines List” portando a 433 il numero delle medicine considerate essenziali per la salute pubblica. La revisione della lista ha riguardato anche la suddivisione degli antibiotici usati nel trattamento di 21 tra le infezioni generali più comuni in tre categorie (“access”, “watch” e “reserve”) e l’aggiunta di specifiche raccomandazioni sull’uso di ciascuna. Questo approccio, che in futuro potrebbe essere esteso anche alle altre infezioni, è stato adottato per favorire un uso corretto degli antibiotici e dovrebbe migliorare i risultati dei trattamenti farmacologici, ridurre lo sviluppo dei fenomeni di resistenza batterica e preservare l’efficacia degli antibiotici di ultima linea per il trattamento delle infezioni da patogeni multiresistenti. Per maggiori informazioni leggi la notizia sul sito dell’Oms.

 

4/5/2017 - Giornata mondiale per l’igiene delle mani

Ogni anno, nell’Unione europea, si stima che circa 3,2 milioni di pazienti si ammalano per infezioni contratte durante la permanenza in strutture ospedaliere. Di questi, circa 37 mila muoiono a causa di conseguenze correlate a tali infezioni. Il nuovo documento “Economic evaluations of interventions to prevent healthcare-associated infections – literature review”, pubblicato dall’Ecdc ad aprile 2017, mira supportare i decisori che si occupano di controllo e prevenzione delle infezioni correlate all’assistenza (Ica), identificando e riassumendo le principali valutazioni economiche e di costo-efficacia già esistenti sul tema su strategie di prevenzione quali igiene delle mani, equipaggiamento, screening, isolamento e disinfezione. Una pubblicazione che cade tempestivamente a ridosso dell’appuntamento annuale dedicato all’igiene delle mani: il World Hand Hygiene Day, che si celebra in tutto il mondo il 5 maggio. Con lo slogan “Fight antibiotic resistance… it’s in your hands” (Combattere l’antibiotico resistenza… è nelle tue mani) l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) punta a focalizzare l’attenzione degli operatori sanitari sull’importanza del lavaggio corretto delle mani per prevenire le infezioni correlate all’assistenza e, conseguentemente, per prevenire fenomeni di resistenza agli antibiotici. Per approfondire consulta: il documento completo “Economic evaluations of interventions to prevent healthcare-associated infections – literature review” e le pagine del sito Oms dedicate al World Hand Hygiene Day 2017.

 

9/3/2017 - Percezione pubblica sulla resistenza agli antimicrobici in Europa

L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) ha chiesto a circa 3000 consumatori di 12 Paesi dell’Unione europea che idea avessero dei rischi per la salute umana connessi all’antibiotico resistenza negli animali da produzione alimentare. Tra i risultati emerge che il 57% degli intervistati non sente di aver acquisito informazioni sulla resistenza agli antibiotici negli ultimi mesi. Inoltre, il 71% pensa che non si faccia abbastanza per controllare o prevenire l’abuso di antibiotici negli animali d’allevamento. L’indagine ha comunque messo in luce che i consumatori non sono informati del problema della resistenza gli antimicrobici, mentre veterinari e allevatori hanno una percezione di un calo nell'efficacia degli antibiotici in suini e pollame. Per maggiori informazioni leggi il comunicato stampa Efsa e scarica l’infografica (pdf 167 kb).

 

9/3/2017 - Dall’Oms la lista dei principali batteri resistenti agli antibiotici

L’Oms ha stilato una lista sui principali batteri antibiotico resistenti a livello globale. L’obiettivo è aiutare i Paesi a indirizzare le attività nazionali di sorveglianza, controllo, ricerca e sviluppo nazionali. I patogeni, prioritizzati per la necessità di nuovi antibiotici, sono stati divisi in tre gruppi: priorità 1 - critica (Acinetobacter baumannii, Pseudomonas aeruginosa, Enterobacteriaceae), priorità 2 – alta (Enterococcus faecium, Staphylococcus aureus, Helicobacter pylori, Campylobacter, Salmonella spp., Neisseria gonorrhoeae) priorità 3 – media (Streptococcus pneumoniae, Haemophilus influenzae, Shigella spp.). Sono esclusi dalla lista Mycobacteria (tra cui M. tuberculosis) in quanto è già considerato prioritario, e malaria e Hiv, in quanto non sono infezioni batteriche. Per maggiori informazioni scarica il documento Oms (pdf 483 kb).

 

2/2/2017 - Antibiotico resistenze: on line il report annuale Ecdc

Nei 30 Paesi dell’Unione europea e dello Spazio economico europeo, Escherichia coli e Klebsiella pneumoniae continuano a mostrare un aumento delle percentuali di resistenza alle cefalosporine di 3a generazione, ai fluorochinoloni e agli aminoglicosidi, con fenomeni spesso combinati tra loro a generare batteri multi-resistenti. Una situazione aggravata dal diffondersi delle resistenze ai carbapenemi (antibiotici di ultima risorsa per trattare infezioni da batteri multi resistenti), soprattutto in K. pneumoniae (nel 2015 la percentuale media dei ceppi resistenti è stata dell’8,1%). Per quanto riguarda i batteri gram-positivi, la Staphylococcus aureus resistente alla meticillina (Meticillin-resistant Staphylococcus aureus - Mrsa) rappresenta una priorità di salute pubblica nonostante la sua diffusione mostri un trend in diminuzione, passando dal 18,8% del 2012 al 16,8% del 2015. Sono alcuni dei dati del “Antimicrobial resistance surveillance in Europe 2015” (pdf 10 Mb), pubblicato dallo European Centre for Disease Prevention and Control (Ecdc) a gennaio 2017, che presenta i dati 2015 e il trend 2012-2015. Per maggiori informazioni consulta anche la pagina sulla diffusione delle antiobiotico resistenze in Europa.

 


 

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