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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

resistenze agli antibiotici

Le iniziative della giornata europea degli antibiotici in Italia

Negli ultimi anni il fenomeno dell’antibioticoresistenza si è talmente diffuso, per l’aumento esponenziale del consumo di antibiotici, da suscitare preoccupazione in campo medico e scientifico. Poiché gli antibiotici sono una risorsa scarsamente rinnovabile, è importante che l’efficacia dei farmaci disponibili venga preservata il più a lungo possibile, limitandone l’assunzione alle situazioni in cui si rendono veramente necessari. Si inserisce in questa cornice l’istituzione della giornata europea degli antibiotici (vedi anche l’approfondimento su EpiCentro), per sensibilizzare la popolazione sull’uso consapevole di questi farmaci. La giornata si celebra contemporaneamente in tutti i Paesi europei.

 

In Italia, Agenzia italiana del farmaco, Istituto superiore di sanità e ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali hanno organizzato la campagna di comunicazione “Antibiotici sì, ma con cautela”, per informare i cittadini dell’importanza di ricorrere agli antibiotici solo in caso di necessità e comunque sempre sotto stretta sorveglianza medica, oltre al convegno “Prima giornata europea degli antibiotici. Per un uso consapevole degli antibiotici”, rivolto ai rappresentanti delle istituzioni, del mondo scientifico e professionale e alle organizzazioni dei consumatori e dei pazienti.

 

La giornata europea degli antibiotici si propone di promuovere una maggior cultura e informazione sull’importanza dell’uso appropriato degli antibiotici per garantire l’efficacia di questi farmaci nei confronti di patologie gravi e di ridurre il fenomeno dell’antibioticoresistenza. La conferenza stampa congiunta, organizzata per presentare la campagna di comunicazione italiana, è stata l’occasione per presentare i dati raccolti da Aifa e Iss con due diverse indagini sul consumo e sull’impiego di antibiotici in Italia e sul fenomeno dell’antibioticoresistenza.

 

Il consumo di antibiotici in Italia

Tra il 2000 e il 2007 il consumo di antibiotici in Italia è salito del 18%. Nel 2007 Lazio, Umbria, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Campania, Calabria e Sicilia hanno fatto registrare consumi al di sopra della media nazionale, evidenziando quindi l’assenza di un gradiente geografico nord-sud. Ogni giorno, in Italia un milione e mezzo di persone assume un antibiotico, ma circa la metà della popolazione lo fa in modo scorretto. Gli antibiotici sono al terzo posto nella classifica della spesa per farmaci a carico del n e al quinto se si considerano gli acquisti fatti direttamente dai cittadini.

 

È quanto emerge dai dati relativi al consumo degli antibiotici del Rapporto Osmed 2007 (pdf 2 Mb) analizzati dall’Agenzia italiana del farmaco. L’Italia è tra i Paesi europei con il più alto tasso di antibiotico resistenza e, rispetto agli altri Stati membri, si distingue per un uso più elevato di cefalosporine e chinoloni. Le infezioni delle vie respiratorie (60%), del sistema urinario (9%), dell’orecchio (6%), del cavo orale (6%), sono le cause più frequenti di prescrizione.

 

Dal 2000 al 2007 il consumo di alcune molecole è aumentato del 400% e la prescrizione di un certo numero di antibiotici ha subito un incremento esponenziale. Tra questi, la prescrizione di moxifloxacina (+398%), amoxicillina e acido clavulanico (+100%) e, azitromicina e claritromicina (macrolidi) salita, rispettivamente, del 23,9% e del 25,6%. Per quanto riguarda il consumo ospedaliero, si stima che nel 2007 siano state consumate circa 32 milioni di dosi di antibiotici e che circa 3-4 milioni di persone abbiano ricorso a una terapia antibiotica. Nel 50% dei casi si è trattato di penicilline e chinoloni.

 

La consapevolezza degli italiani

La metà degli italiani sa cosa sono gli antibiotici e a cosa servono, il 40% assume questi farmaci senza prescrizione medica e il 43% ignora il fenomeno della resistenza agli antibiotici.

 

Il 57% degli italiani, lo scorso anno, ha assunto antibiotici, ma per ben il 44% dei casi il farmaco non è stato prescritto dal medico. Sono alcuni dei risultati del sondaggio realizzato dal dipartimento malattie infettive dell’Iss sui comportamenti e il grado di consapevolezza degli italiani rispetto all’utilizzo dei farmaci antibiotici.

 

L’indagine, condotta su un campione rappresentativo di duemiladuecento persone di tutta Italia di diverse fasce di età e livello di istruzione, ha inoltre evidenziato che il 44% degli italiani ha utilizzato in modo scorretto l’antibiotico, utilizzandolo per curare l’influenza (29%) e per guarire dal raffreddore (14%) e interrompendo il ciclo della cura prima del tempo (40%).

Infine, secondo il sondaggio, tre medici su quattro informano il paziente sui motivi della prescrizione e sulla corretta gestione del farmaco e si registrano comportamenti più corretti e responsabili da parte dei minori di 15 anni.

 

La campagna “Antibiotici sì, ma con cautela”

La campagna “Antibiotici sì, ma con cautela” ha attivato diversi canali comunicativi per raggiungere il maggior numero di utenti possibile. Oltre agli strumenti a carattere pubblicitario, come la campagna stampa, la pubblicità dinamica urbana, gli spot radiofonici e gli spot cinematografici, sono anche stati attivati un sito internet e un numero verde dedicati.

 

Campagna stampa

È previsto il coinvolgimento di 30 testate di carta stampata e di 6 testate web, tra quotidiani a diffusione nazionale e locale, free press, settimanali, periodici e femminili, ed edizioni on line di quotidiani, settimanali e stampa gratuita dei principali gruppi editoriali.

 

Campagna radiofonica locale

È stato realizzato uno spot pubblicitario della durata di 30 secondi da mandare in onda 7 volte al giorno su 41 emittenti radiofoniche locali.

 

Campagna radiofonica nazionale

Per Radio Dimensione Suono è stato realizzato uno spot pubblicitario della durata di 30 secondi. Sono previsti 8 passaggi al giorno, nelle fasce orarie di maggior ascolto, per un periodo di 14 giorni.

 

Campagna sugli schermi cinematografici

Nei cinema multisala delle città appartenenti alle Regioni con il più alto consumo di antibiotici, è stata predisposta la proiezione di una locandina animata, in ciascuna delle 4 fasce giornaliere di programmazione per un periodo di 14 giorni.

 

Pubblicità dinamica sugli autobus della rete urbana

Sono stati messi a punto messaggi pubblicitari per gli autobus di 14 città appartenenti alle Regioni che, sulla base dei dati del Rapporto Osmed 2007 dell’Aifa, hanno registrato un consumo di antibiotici superiore alla media nazionale (Lazio, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria, Campania).

 

Numero verde "farmaci line"

L’Aifa ha attivato il numero verde 800-571661 per informare cittadini e operatori sanitari sui comportamenti da adottare per usare correttamente gli antibiotici e per contrastare lo sviluppo dell’antibioticoresistenza.

 

Organi di informazione dei Medici di medicina generale

Le informazioni sul corretto uso degli antibiotici vengono diffuse attraverso le riviste dei Medici di medicina generale e l’affissione di locandine negli studi medici.

 

 

Per maggiori approfondimenti sulla campagna di comunicazione, consulta il sito del’Aifa.

 

Risorse utili

Consulta gli interventi degli organizzatori della campagna “Antibiotici sì, ma con cautela”:

  • presentazione (pdf 714 kb) e intervento (pdf 835 kb) di Guido Rasi (direttore generale Aifa) sulla campagna di comunicazione
  • presentazione (pdf 448 kb) di Guido Rasi (direttore generale Aifa) sul consumo di antibiotici
  • presentazione (pdf 711 kb) di Enrico Garaci (presidente Iss) sulla campagna di comunicazione
  • intervento (pdf 17 kb) di Ferruccio Fazio (sottosegretario alla Salute del ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali) sull’antibioticoresistenza.

Consulta i materiali della campagna “Antibiotici sì, ma con cautela”:

Leggi i documenti presentati da Iss e Aifa in occasione della conferenza stampa congiunta:

I progetti Ar-Iss e Micronet

Dal 2001 l’Istituto superiore di sanità ha istituito il progetto di sorveglianza dell’antibiotico-resistenza Ar-Iss. La sorveglianza Ar-Iss ha caratteristiche uniche in Italia, in quanto non è finanziata dall’industria farmaceutica, coinvolge numerosi laboratori su tutto il territorio nazionale ed è continuativa nel tempo. Nell’ambito di Ar-Iss è stato deciso di prendere in esame i dati riguardanti l’antibiotico-resistenza in un selezionato gruppo di batteri isolati da infezioni invasive di sicura rilevanza clinica (batteriemie o meningiti diagnosticati da laboratori ospedalieri) e che rappresentano sia infezioni acquisite in ambito comunitario (Streptococcus pneumoniae) sia infezioni associate all’assistenza sanitaria (Staphylococcus aureus, Enterococcus faecium e E. faecalis, klebsiella pneumoniae e K. oxytoca, Pseudomonas aeruginosa, Escherichia coli). Per ogni microrganismo l’attenzione è posta prevalentemente su alcuni antibiotici o classi di antibiotici particolarmente significativi in terapia o per il monitoraggio dell’andamento dell’antibiotico-resistenza. Oltre all’iniziativa nazionale Ar-Iss, da segnalare che alcune Regioni (Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia) hanno istituito sistemi di sorveglianza regionali sul fenomeno dell’antibiotico resistenza.

 

Dal 1 marzo 2008, inoltre, il database del progetto Micronet è disponibile come nuova fonte informativa nel campo delle infezioni batteriche. Micronet è un progetto dell’Istituto superiore di sanità finanziato, dal 2006, dal Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie del ministero della Salute (Ccm). Nasce per creare una sorveglianza epidemiologica sentinella delle infezioni e malattie da agenti microbici basata sulla rilevazione e sulla trasmissione automatica dei risultati di accertamento eziologico infettivo e della loro resistenza agli antibiotici.

 

Micronet è stato disegnato per raccogliere informazioni in automatico e con elevata tempestività senza gravare sulle attività del microbiologo clinico generalmente legate alla diagnosi.