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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

resistenze agli antibiotici

La diffusione di batteri resistenti agli antibiotici: un problema di sanitÓ pubblica

Fortunato Paolo D’Ancona - reparto Epidemiologia delle malattie infettive (Cnesps - Iss)

 

20 settembre 2012 - Dopo le emergenze di Staphilococcus aureus resistente alla meticillina e alle beta-lattamasi a spettro esteso (Esbl) nei Gram negativi, negli ultimi anni si stanno diffondendo anche batteri Gram-negativi appartenenti soprattutto alla famiglia degli Enterobatteri e alla specie Klebsiella pneumoniae, resistenti ai carbapenemi, farmaci fondamentali per la cura delle infezioni gravi causate da batteri multi-resistenti. Si tratta di batteri generalmente presenti nell’intestino e nelle feci, trasmissibili da persona a persona o, meno frequentemente, attraverso contaminazione ambientale.

 

L’aumento della resistenza ai carbapenemi Ŕ in gran parte attribuibile all’emergenza e alla diffusione nelle Enterobacteriaceae delle carbapenemasi (Cpe), enzimi appartenenti al gruppo delle beta-lattamasi in grado di inattivare molti antibiotici beta-lattamici. Inoltre, i Cpe hanno spesso acquisito resistenze verso altri antibiotici non beta-lattamici, rimanendo sensibili solo a pochi farmaci come la colistina che per˛ presenta un rischio maggiore di tossicitÓ. La diffusione delle carbapenemasi tra i batteri Ŕ correlata alla disseminazione di elementi genetici mobili (come i trasposoni e i plasmidi) portatori dei geni di resistenza che codificano per questi enzimi. Questo fenomeno Ŕ stato descritto precedentemente in altre nazioni d’Europa, infatti alti tassi di Kpc sono stati osservati in Grecia dai primi anni 2000, a Cipro nel 2008 e un rapido incremento Ŕ stato rilevato anche in Italia e, in maniera minore, in Ungheria dal 2010.

 

Il sistema Micronet

Attraverso il sistema Micronet, il sistema sentinella di sorveglianza epidemiologica delle infezioni ospedaliere basata su una rete di laboratori italiani, Ŕ stato possibile analizzare l’andamento della percentuale di ceppi di Klebsiella pneumoniae non suscettibili ai carbapenemi in campioni biologici raccolti da 14 ospedali nel periodo compreso tra il 1 gennaio 2009 e il 30 aprile 2012.

 

Come mostrato nell’articolo “Carbapenem non-susceptible Klebsiella pneumoniae from Micronet network hospitals, Italy, 2009 to 2012” (Eurosurveillance, volume 17, issue 33, 16 August 2012), il trend temporale Ŕ aumentato in maniera improvvisa e significativa passando dal 2,2 % nel 2009 al 19,4% nel 2012. L’aumento Ŕ stato pi¨ ampio negli isolati del tratto respiratorio e nel sangue, tuttavia nei dati parziali del 2012 si osserva un aumento anche negli isolati delle urine, facendo supporre una circolazione in comunitÓ di questa resistenza. I risultati dimostrano il bisogno urgente di azioni coordinate a livello nazionale con un impatto locale attraverso strumenti quali: linee guida, programmi di uso corretto degli antibiotici e un monitoraggio continuo svolto dai sistemi di sorveglianza per identificare i cambiamenti precocemente.

 

Risorse utili

  • leggi l’articolo sul network Micronet pubblicato da Eurosurveillance.