Una
collaborazione internazionale senza precedenti permette di identificare a
tempo di record il nuovo agente patogeno.
Oggi,
l’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) ha annunciato che la causa della
Sindrome respiratoria acuta grave (Sars) è un nuovo agente patogeno, membro
della famiglia dei coronavirus, mai osservato prima nell’uomo. La
velocità a cui questo virus è stato identificato è il risultato della stretta
collaborazione internazionale di 13 laboratori di 10 paesi. Già nelle scorse
settimane erano emerse molte evidenze che avevano individuato una forte
associazione fra questo virus e la malattia, e oggi è arrivata la conferma
definitiva.
“La
velocità della ricerca sulla Sars è stata sorprendente”, ha spiegato David
Heymann, direttore esecutivo del programma dell’Oms sulle malattie
trasmissibili. “Grazie a una straordinaria collaborazione fra laboratori di
paesi di tutto il mondo, ora sappiamo con certezza quale sia la causa della
Sars”. Il successo nell’identificazione del coronavirus significa che
i ricercatori possono ora con fiducia dedicarsi ad altre domande aperte sulla
Sars. Per esempio, vari laboratori continuano a lavorare per mettere a fuoco
informazioni genetiche del virus della Sars e per confrontare le sequenze
ottenute con quelle di virus di diverse parti del mondo. Gli esperti si
raduneranno all’Oms questa settimana per delineare le tappe future del lavoro
sulla Sars.
“Oggi,
la collaborazione continua e laboratori di ricerca di primo piano devono
unirsi all’Oms per disegnare i nuovi passi, una strategia per trasformare
queste scoperte della ricerca di base in strumenti diagnostici che ci
aiuteranno a controllare con successo questa malattia”, ha spiegato Heymann.
Questa
collaborazione ha messo insieme competenze scientifiche di primo piano, e
dopo i comunicati dell’Oms è stata stabilita una allerta globale sulla Sars a
partire dal 12 marzo 2003. la priorità è stata quella di trovare la causa e
di sviluppare un test diagnostico. Di recente due laboratori in Cina si sono
uniti al network formato da laboratori in Canada, Francia, Germania, Hong
Kong, Giappone, Paesi Bassi, Singapore, Regno Unito e Usa.
“Oggi
la prima parte della missione del nostro network è stata soddisfatta, dal
momento che i ricercatori hanno identificato un virus fino ad ora sconosciuto
e hanno stabilito che fosse la causa della Sars. Il nuovo coronavirus
è stato così battezzato dall’Oms e dai vari laboratori come ‘Sars virus’, “
ha spiegato Albert Osterhaus, direttore di virologia all’Erasmus Medical
Center a Rotterdam. Il Centro Erasmus è stato quello che ha completato il
lavoro che ha portato alla prova definitiva che il nuovo coronavirus
causa la Sars.
Nelle
ultime tre settimane, a causa dell’urgenza per la minaccia mondiale per la
salute rappresentata dalla Sars e delle prima indicazioni che si trattasse di
un nuovo membro della famiglia dei coronavirus, la ricerca ha
proceduto sotto l’assunzione che la Sars fosse causata da un nuovo
coronavirus.
I 13
laboratori hanno lavorato per provare i postulati di Koch, necessari per
definire la causa della malattia. Questi postulati indicano che per essere
l’agente causale, un patogeno deve soddisfare 4 condizioni: deve essere
trovato in tutti i casi della malattia, deve essere isolato dal paziente e
cresciuto in coltura in vitro, deve riprodurre la malattia originale quando è
introdotto in un ospite suscettibile, e deve essere trovato nell’ospite così
infettato.
Il
merito della scoperta del coronavirus, che lo indica in modo
definitivo come causa della Sars, è attribuita a 13 laboratori, che lavorano
congiuntamente con l’Oms.
“Le
persone in questo network hanno messo da parte profitti e prestigio per
lavorare insieme per trovare la causa della nuova malattia e per identificare
nuove vie per contrastarla”, ha spiegato Klaus Stöhr, virologo dell’Oms e
coordinatore del network. “In questo mondo globalizzato, tale collaborazione
è la sola strada per combattere le nuove malattie che emergono”.
L’Oms e
il network di laboratori dedicano la scoperta e la caratterizzazione del
virus della Sars a Carlo Urbani, ricercatore dell’Oms che per primo ha
annunciato al mondo l’esistenza della Sars ad Hanoi, in Vietnam, e che è
morto a causa della malattia a Bangkok il 29 marzo scorso.