(25 febbraio 2010) I rapporti brevi dell’Ons: programmi di screening in Italia, 2009
Disponibili sul sito dell’Osservatorio nazionale screening (Ons) le tre pubblicazioni 2009 sui programmi di screening in Italia. Tutte e tre i documenti hanno l’obiettivo di rappresentare il sistema screening dando voce direttamente a molte delle figure che si misurano con l’organizzazione, la formazione, la ricerca, la valutazione, l’inserimento nella realtà circostante, i cambiamenti. Ogni pubblicazione, però, presenta la situazione per un programma di screening particolare: tumore del colon retto, tumore della mammella, tumore dell’utero. Scarica i rapporti brevi 2009 dal sito dell’Ons.
(10 dicembre 2009) Lo stato dell’arte dei programmi di screening in Umbria
Dall’Umbria, un documento che descrive il contesto epidemiologico di riferimento relativo ai programmi di screening attivati nella Regione, i principali indicatori di risultato e alcuni fattori condizionanti la partecipazione. Le fonti informative utilizzate comprendono: il registro tumori (per l’incidenza e la mortalità dei tumori analizzati), il sistema di sorveglianza Passi (in grado di fornire indicazioni sulle caratteristiche dell’adesione alle offerte di prevenzione), il sistema informativo aziendale della Usl 2 per un confronto e un’integrazione con questi importanti dati di servizio. Particolare attenzione è data alla partecipazione ai programmi di screening come fondamentale indicatore di risultato. È dunque stato ricostruito l’andamento di incidenza e mortalità per i tumori oggetto dei programmi di screening (collo dell’utero, mammella e colon retto) organizzati nel periodo 1994-2005. Vengono, inoltre, riportati anche i medesimi dati riferiti all’ultimo anno di elaborazione pubblicato, il 2006. Per informazioni più approfondite, leggi il documento originale (pdf 1 Mb).
(22 ottobre 2009) Tumore del collo dell’utero: Europa e Italia divise in due sulla prevenzione
Nell’Europa dell’Est la prevenzione dei tumori alla cervice uterina attraverso gli screening oncologici rivolti alle donne è ancora lontana dalle performance dell’Europa occidentale. Mentre a Ovest la mortalità per questi tumori diminuisce, a Est è stabile o addirittura aumenta. In Italia, esistono ancora importanti differenze tra Nord e Sud e tra le varie Regioni: i risultati sono migliori là dove esistono programmi di screening organizzati. I dati in un numero speciale dello European Journal of Cancer. Leggi l’approfondimento, a cura della redazione di EpiCentro.
(1 ottobre 2009) Tumori colorettali: il programma di screening dei Cdc
Nel 2005 nei soli Stati Uniti 27.259 donne e 26.782 uomini sono morti per tumori di origine colorettale. Questo tipo di tumore è il secondo più diffuso tra i cittadini americani e per sostenerne la prevenzione i Cdc di Atlanta hanno lanciato il Colorectal Cancer Control Program (Crccp). Il progetto prevede la distribuzione di fondi per la diagnosi precoce del cancro colorettale in soggetti compresi tra i 50 e i 64 anni d’età privi di un’assicurazione sanitaria adeguata. Leggi l’approfondimento.
(6 maggio 2009) I programmi di screening in Toscana: il rapporto 2007
Nel 2007, in Toscana, il numero complessivo di donne invitate a effettuare una mammografia di screening è pari a 216.868. Il valore medio regionale di adesione relativa a tutte le donne invitate è pari al 68,7%. Il programma di screening per il carcinoma della cervice uterina ha previsto l’invito di 319.444 donne di età compresa fra 25 e 64 anni: di queste 153.373 (pari al 51,3%) hanno risposto all’invito. Per quanto riguarda il programma di screening olorettale, hanno aderito all’invito 156.721 persone su 311.952, con una partecipazione aggiustata media regionale del 51,4% (superiore di circa il 3% rispetto al 2006). Per tutti e tre i programmi di screening, i punti di maggiore criticità sono i tempi di attesa tra l’esecuzione del test e l’invio dell’esito ai soggetti risultati negativi e dall’esecuzione del test risultato sospetto all’erogazione delle procedure diagnostiche di approfondimento. Leggi il rapporto “I programmi di screening della Regione Toscana” (pdf 2,7 Mb) e il resoconto del convegno di Firenze del 12 dicembre 2008.
(2 aprile 2009) I programmi di screening in Italia 2008: la survey dell’Ons
Una nuova pubblicazione dall’Osservatorio nazionale screening (Ons): è il rapporto sullo stato di attuazione dei programmi di screening in Italia nel 2008. Il documento si discosta dai tradizionali rapporti annuali dell’Osservatorio abbracciando un periodo di attività più ampio e cercando di proporre una riflessione più estesa sull’impatto dei programmi di screening oncologici nel nostro Paese. Se ben organizzati, questi programmi possono portare a un’effettiva riduzione della mortalità o dell’incidenza dei tumori. Le criticità si possono trovare non solo in quelle zone d’Italia in cui le prestazioni sanitarie sono in difficoltà in generale, ma anche nelle situazioni di efficienza che però non investono abbastanza nei programmi di screening. Per informazioni più dettagliate, leggi il documento completo (pdf 1,3 Mb).
(19 febbraio 2009) Commissione europea: lo stato dell’arte sugli screening in Ue
Il cancro è la seconda causa di morte più diffusa in Europa: ogni anno sono 3,2 milioni i cittadini europei a cui viene diagnosticato un tumore. Gli screening oncologici consentono di diagnosticare precocemente la malattia, aumentando notevolmente la speranza di vita dei pazienti ma, nonostante i progressi ottenuti, la prevenzione non è ancora sufficientemente diffusa tra le azioni di intervento dei Paesi membri. La Commissione europea ha pubblicato un rapporto sull’attuazione della raccomandazione del 2003 (pdf 92 kb), del Consiglio europeo, sugli screening oncologici. Leggi l’approfondimento.
(12 febbraio 2009) Pubblicato il settimo rapporto Ons
I programmi di screening oncologici in Italia sono in crescita, ma permangono profonde differenze geografiche, in particolare fra il Centro-Nord e il Sud. È una delle conclusioni del
settimo rapporto Ons sui programmi di screening oncologici in Italia, pubblicato sul sito dell’Osservatorio nazionale screening (Ons) e relativo al periodo 2003-2007. Il rapporto, che prende in considerazione gli screening oncologici previsti nei Lea (mammografico, cervicale e colorettale), sottolinea l’importanza dei programmi di screening organizzati e richiama l’attenzione sulle criticità ancora presenti in Italia, a partire dalle disuguaglianze geografiche. Vai alla pagina del sito dell’Ons da cui è possibile scaricare le varie sezioni del rapporto.
(11 dicembre 2008) L’efficacia dei programmi di screening del colon-retto
I programmi di screening del tumore del colon-retto, attraverso la ricerca del sangue occulto nelle feci, determinano un calo significativo della mortalità associata a questo carcinoma. È quanto emerge dallo studio condotto dai ricercatori dell’Ispo di Firenze sui tassi di mortalità e di incidenza del tumore del colon-retto in alcune zone delle Toscana tra il 1985 e il 2006. Leggi l’approfondimento.
(16 ottobre 2008) Screening e comunicazione: le linee guida Ons
Un manuale della comunicazione di qualità che si rivolge a chi ha ruoli di divulgazione nel Servizio sanitario nazionale e, in particolare, agli operatori impegnati nei programmi di screening: è “Scrivere di screening. Materiali informativi nello screening citologico” (pdf 797 kb). Realizzata dall’Osservatorio nazionale screening, con la collaborazione dell’associazione Gisci (Gruppo italiano screening del cervicocarcinoma), la pubblicazione è dedicata in prevalenza ai materiali informativi che devono essere preparati nel primo livello dei programmi di screening per la prevenzione dei tumori del collo dell’utero. Scarica il documento completo (pdf 797 kb).
(31 luglio 2008) L’efficacia dei programmi di screening mammografico
In Italia, l’introduzione dei programmi di screening mammografico ha portato a un effettivo beneficio per le donne che vi hanno partecipato, con una riduzione significativa della mortalità per tumore alla mammella. Lo dimostra uno studio realizzato nell’ambito del progetto Impatto, finanziato dalla Lega italiana per la lotta ai tumori (Lilt) e dal ministero della Salute, e coordinato presso l’Unità operativa di epidemiologia clinica e descrittiva dell’Istituto per lo studio e la prevenzione oncologica (Ispo) di Firenze. Lo sviluppo e la valutazione dei programmi di screening oncologici vengono realizzati dai Servizi sanitari regionali e monitorati dal Ccm attraverso l’Osservatorio nazionale screening. Leggi il comunicato dell’Ispo (pdf 105 kb) e consulta lo studio, pubblicato sul British Journal of Cancer.
(24 luglio 2008) Sardegna: via alla campagna di screening
La Sardegna ha adottato la campagna nazionale promossa dal ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali e dalla Lilt, attivando un programma regionale organizzato di screening. La popolazione di riferimento è:
Sul sito “Sardegna Salute” leggi l’approfondimento e scarica tutti i documenti di riferimento della campagna.
(3 luglio 2008) Tumori femminili
nel Lazio:
al via la campagna informativa
La Regione Lazio lancia una campagna informativa per la
prevenzione dei tumori femminili. I programmi di screening si rivolgono alle
donne tra i 50 e i 69 anni per i tumori alla mammella e tra i 25 e i 64 anni
per il tumore al collo dell’utero. La campagna di comunicazione, promossa da
Laziosanità-Asp, prevede l’invio a domicilio di 380 mila lettere alle donne
in fascia target, accompagnate da volantini informativi. Privilegiate le
donne già contattate che non hanno partecipato al programma di screening e
quelle che entrano per la prima volta nelle classi di età di riferimento.
L’iniziativa si inserisce all’interno della cornice dei programmi di
screening che, dal momento della loro attivazione, hanno già portato a
evidenziare 2700 tumori maligni alla mammella e 1000 lesioni pre-tumorali al
collo dell’utero. Il materiale informativo verrà divulgato attraverso la
collaborazione dei medici di medicina generale e dei farmacisti. Leggi e
scarica: la
presentazione della campagna, la
lettera di invito (pdf 120 kb), la
locandina (pdf 500 kb) e il
depliant (pdf 164 kb).
(8 maggio 2008) On line le nuove pagine Ccm dedicate agli screening
Sul sito del Ccm sono disponibili nuove pagine dedicate agli screening oncologici. I destinatari sono tutti coloro che partecipano a questo percorso e guidano gli operatori nella ricerca e nell’utilizzo degli strumenti validati disponibili, a livello locale, nazionale e internazionale. I temi trattati sono: advocacy, comunicazione e formazione, epidemiologia ed evidenze scientifiche, aspetti legislativi e normativi, organizzazione, progettazione, ricerca e sviluppo e gestione dei sistemi informativi. In ogni sezione è presentato lo stato dell’arte dei lavori e sono resi disponibili i documenti prodotti.
(30 aprile 2008) Mammografia e cancri intervallo: position paper del ministero
La direzione generale della Prevenzione del ministero della Salute presenta la seconda edizione del position paper sul tema screening mammografico e cancri intervallo. L’obiettivo è precisare alcuni aspetti del documento, in vista di un’appropriata comunicazione dei contenuti e per evitare possibili equivoci. Questa seconda edizione intende rispondere positivamente ai commenti già ospitati su EpiCentro. Scarica il documento (pdf 130 kb).
(17 aprile 2008) Linee guida Ue per gli screening del cancro della cervice
A più di dieci anni dalla prima edizione della linee guida, lo European Cervical Cancer Screening Network (Eccsn) ha aggiornato le raccomandazioni per i programmi di screening del cancro alla cervice uterina. Questa seconda edizione illustra gli approcci che nel corso degli anni sono stati adottati nei vari Paesi membri, mettendo in evidenza gli standard metodologici e altri aspetti fondamentali che permettono di minimizzare gli svantaggi e massimizzare i vantaggi di queste importante iniziative di prevenzione di massa. Leggi la presentazione (pdf 52 kb) in inglese e scarica le linee guida (pdf 8,63 Mb).
(17 aprile 2008) La comunicazione sulla vaccinazione contro il papilloma virus
All’interno del programma di vaccinazione contro il papilloma virus si inseriscono le diapositive intitolate “Oltre la confusione comunicativa, la corretta informazione e il counseling per la vaccinazione anti Hpv”. Le slide, curate da Barbara De Mei (Cnesps), con la consulenza di Marina Toschi (Asl 2 Perugia, Regione Umbria), sono uno strumento efficace per l’attività di formazione. Sono scaricabili e modificabili in base alle diverse esigenze. Scarica la presentazione (pdf 171 kb) e le diapositive (ppt 759 kb).
(28 febbraio 2008) Screening in Toscana: ottavo rapporto del Cspo
Presentato l’ottavo rapporto annuale del Cspo (Centro per lo studio e la prevenzione oncologica), con i risultati dei programmi di screening della Regione Toscana relativi al 2006. I programmi di screening sono entrati a pieno regime, con risultati al di sopra della media nazionale. Per quanto riguarda lo screening mammografico, nel 2006 sono state invitate più di 200 mila donne di età compresa fra i 50 e i 69 anni, pari all’83,6% della popolazione bersaglio. Per lo screening cervicale, sono state invitate più di 300 mila donne, un terzo della popolazione bersaglio. Passi avanti anche nello screening colo rettale: è stato invitato il 65% della popolazione bersaglio, con un aumento considerevole pari a 2,5 volte il numero di persone invitate nel 2005. Per informazioni più approfondite scarica l’intero rapporto.
(14 febbraio 2008) Ons: sesto rapporto e dissemination
Pubblicato e disponibile on line il sesto rapporto dell’Osservatorio nazionale screening (Ons). I programmi di screening vanno avanti: quello mammografico copre più del 78% del territorio italiano e lo screening cervicale il 70% circa. Rimane il gap con le Regioni meridionali, anche se la situazione è in movimento. Per quanto riguarda lo screening mammografico si ha una copertura del 45% nel Sud e nelle Isole mentre per quello cervicale si è arrivati ai due terzi. Anche il programma di screening colorettale è andato bene, raggiungendo il 50% (anche se principalmente al Centro-Nord).
Nell’ambito della dissemination svolta fino ad oggi, il prodotto più recente è un Vademecum che riassume i contenuti delle "Raccomandazioni per la pianificazione e l’esecuzione degli screening di popolazione per la prevenzione del cancro della mammella, del cancro della cervice uterina e del cancro del colon retto", edite nel 2006. Il documento è destinato in modo particolare agli operatori sanitari.
(10 gennaio 2008)
Trento: via al programma di diagnosi precoce del tumore
del colon
La
Provincia autonoma di Trento ha attivato un
programma di
screening per la diagnosi precoce del tumore del
colon retto. I residenti nei distretti delle valli
Giudicarie e di Rendena iscritti al servizio sanitario
provinciale, con un’età compresa tra i 50 e i 69 anni,
riceveranno una lettera di invito per effettuare
gratuitamente il test per la ricerca del sangue occulto
nelle feci (Sof). L’invito sarà ripetuto ogni due anni
e, presentando la lettera personalizzata, queste persone
potranno ritirare gratuitamente nelle farmacie o nei
punti di prelievo del distretto Giudicarie e Rendena un
contenitore per l’esecuzione del test.
Le persone con test positivo dovranno sottoporsi a
un ulteriore approfondimento diagnostico (colonscopia).
Per ulteriori informazioni, scarica l’opuscolo “Mettiamo le mani avanti”
(pdf 1,58 Mb) pubblicato dalla Provincia autonoma di Trento e
visita il sito dell’Osservatorio
nazionale screening.
(20 dicembre 2007) Comunicare sugli screening: la bibliografia ragionata dell’Ons
Il sito dell’Osservatorio nazionale screening (Ons) offre un’interessante bibliografia ragionata sulla comunicazione negli screening in cui le voci bibliografiche sono suddivise per sezioni di interesse e in cui vengono proposte utili chiavi di lettura. Tra queste: qualità dei materiali informativi, comunicare sul rischio e sull’incertezza, comunicare come relazione, comunicare il dolore, comunicare sugli screening oncologici, comunicare con tutti, ricerca qualitativa).
(6 dicembre 2007) Screening oncologici: lo stato dell’arte in Lombardia
La Regione Lombardia presenta i contributi relativi all’attività regionale nel settore della prevenzione oncologica. Si tratta di un report sullo stato di attuazione degli screening oncologici in Lombardia (pdf 565 kb) e del documento “Organizzazione dei programmi di screening oncologici in regione Lombardia. Raccomandazioni per la qualità” (pdf 365 kb), con la relativa delibera della Giunta regionale, che indica una serie di requisiti per il miglioramento della qualità dei programmi in atto. In particolare, riguardo al carcinoma della cervice uterina, con la delibera del 21 novembre 2007 (pdf 185 kb) la Giunta regionale ha attivato un percorso per definire gli interventi di prevenzione complessivi ed essenziali al contenimento di questa neoplasia (screening con Pap test e vaccinazione). Si è inoltre indicata la necessità di mettere a punto protocolli di qualità per l’offerta del vaccino al di fuori della coorte delle dodicenni.
(26 luglio 2007) Screening e il Mattone “Assistenza sanitaria collettiva”
L’11 luglio 2007 si è chiuso l’iter amministrativo dei progetti Mattoni. Il Mattone “Assistenza sanitaria collettiva” ha consegnato tutti i prodotti previsti dal piano di progetto. Tra questi, il documento sui contenuti informativi minimi (minimum data set) per la rilevazione delle prestazioni relative agli screening (pdf 245 kb).
(19 luglio 2007) Osservatorio nazionale screening: ecco le “cento domande”
Sul sito dell’Osservatorio nazionale screening sono state pubblicate le cento domande sull’Hpv e le cento domande sullo screening colorettale, serie di documenti informativi sotto forma di domande e risposte rivolti agli operatori e, in parte, anche agli utenti dei servizi. L’iniziativa, nata in seno al Gruppo di lavoro interscreening sulla comunicazione, vuole sviluppare un'informazione di qualità sugli screening oncologici.
Dal territorio, invece, arriva il rapporto 2005 sui programmi di screening in Veneto (pdf 1,98 Mb) presenta i risultati e le linee di lavoro 2006-2007 per ciascuno dei tre screening.
(17 maggio 2007) Screening oncologici: investire nella comunicazione
Per gli operatori che quotidianamente si occupano di screening oncologici la comunicazione è un elemento essenziale del proprio lavoro, ma non sempre il tempo e gli strumenti a disposizione sono sufficienti: il convegno “Comunicare con tutti”, giunto alla sua quarta edizione, è un’occasione importante per coinvolgere gli operatori nella riflessione sugli aspetti comunicativi dello screening e per fornire spunti, materiali e momenti di dibattito in proposito.
Leggi il commento di Marco Petrella, del gruppo di lavoro inter-screening sulla comunicazione, e consulta il programma e la scheda di iscrizione al convegno.
(15 febbraio 2007) L’adesione femminile ai programmi di screening in Emilia Romagna
Numeri incoraggianti dal rapporto sull’adesione alle campagne di screening femminili in Emilia Romagna, pubblicato a novembre 2006 dall’Agenzia regionale sanitaria dell’Emilia Romagna. Significative le differenze legate alle caratteristiche sociali e psicologiche delle donne. Qualche dato: per i tumori alla mammella, la risposta all’invito è del 70%, la mortalità è in diminuzione (-1,5% tra il 1995 e il 2002) e la sopravvivenza a 5 anni ha raggiunto l’87%. Per quanto riguarda la prevenzione per i tumori al collo dell’utero, l’adesione all’invito è invece del 58%: un tasso dei più alti in Italia. Per maggiori informazioni, consulta il sito dell’ Azienda sanitaria regionale dell’Emilia Romagna e scarica il rapporto completo (pdf 2,17 Mb).
(18 gennaio 2007) Dall’Osservatorio nazionale, il rapporto 2006
È stato pubblicato il quinto rapporto dell’Ons sulla situazione dei programmi di screening oncologico, presentato al recente convegno di Napoli (disponibili le presentazioni). I dati sono incoraggianti: la copertura dei programmi raggiunge il 76,4% per lo screening mammografico, il 66,7% per quello cervicale e quasi il 40% per il colorettale. Nonostante si registri un aumento positivo per tutti e tre gli screening, rimane però da sanare un forte gradiente fra Nord, Centro e Sud Italia. Si segnala anche la carenza nelle performance di alcuni programmi. Particolare attenzione viene data al tema delle diseguaglianze nell’accesso ai servizi e alla proficua collaborazione, dal punto di vista della produzione di pubblicazioni scientifiche, tra diversi programmi di screening. Avviato, infine, lo studio Impatto che vede la collaborazione tra Ons, Società degli screening e Associazione italiana dei registri tumori (Airt).
I risultati dell’indagine multiscopo “Condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari” dell’Istat, relativa al ricorso a Pap test e mammografia tra le donne italiane nel 2004-2005, fanno luce sui cambiamenti avvenuti durante gli ultimi cinque anni in cui si sono diffusi in Italia i programmi organizzati di screening. Marco Zappa, direttore dell’Osservatorio nazionale screening (Ons), commenta i dati recentemente presentati e lancia una proposta: mettere a confronto le fonti informative disponibili, per cercare di capire da dove nascono le eventuali incongruenze. Una strategia che potrebbe permettere di ottenere parametri affidabili ed eventualmente modificare gli strumenti di indagine.
Leggi il commento di Marco Zappa sui dati Istat e l’argomento di salute screening oncologici. Anche sul sito del Ccm è possibile trovare un approfondimento sugli screening, con sezioni tematiche specifiche dedicate a cervice, colon e mammella.
(24 novembre 2006) Al via la campagna nazionale per la promozione degli screening
“Si scrive screening, si legge prevenzione dei tumori”: è questo il titolo della campagna promossa a partire dal 20 novembre dal ministero della Salute, in collaborazione con la Lega italiana per la lotta ai tumori (Lilt) e l’Osservatorio nazionale screening, per promuovere lo screening per i tumori del seno, della cervice uterina e del colon retto. In Italia molte Regioni hanno già attivato o stanno avviando campagne di screening per la prevenzione secondaria di questi tre tumori, in accordo con le “Raccomandazioni per la pianificazione e l’esecuzione degli screening di popolazione per la prevenzione del cancro della mammella, del cancro della cervice uterina e del cancro del colon retto”, appena pubblicate dal ministero della Salute. Leggi l’approfondimento a cura della redazione di EpiCentro, scarica le raccomandazioni (pdf 1,1 Mb) e leggi il comunicato del ministero della Salute.
(4 maggio 2006) Emilia Romagna: un anno di screening del colon retto
A un anno dall’avvio, sono oltre 400 mila le
persone invitate in Emilia Romagna al programma per la prevenzione e la
diagnosi precoce dei tumori del colon retto, con una adesione del 43,7%.
Per il 6,1% di coloro che hanno effettuato il test (7,5% degli uomini e
5% delle donne) è stato necessario l’approfondimento diagnostico con
colonscopia. Identificati 313 tumori a uno stadio precoce (e dunque con
maggiori possibilità di cura) e, in 1.165 persone, la presenza di polipi
che, senza interventi, avrebbero potuto evolvere in tumore.
Tra il 21 marzo 2005, data di avvio del programma in tutta l’Emilia
Romagna, e il 20 marzo 2006 sono state invitate 413.813 persone.
Hanno eseguito il test 98.332 persone (44.268 uomini e 54.064
donne), con una adesione media del, in netta crescita rispetto alla
rilevazione precedente (43,7% contro il 38,6% del novembre 2005). La
percentuale di positività al test aumenta con l’età: da 3,8% nella
fascia 50-54 anni a 7,5% nella fascia 60-69 anni. A oltre la metà delle
persone che hanno eseguito la colonscopia è stata riscontrata una
lesione al colon retto: nel 27,3% dei casi è stata diagnostica la
presenza di polipi ad alto rischio di degenerazione, nel 7,3% la
presenza di carcinoma.
Consulta il
dettaglio dei dati sul sito della Regione Emilia Romagna.
(12 gennaio 2006) Screening: il ruolo chiave della comunicazione
La comunicazione è vitale in fatto di screening: dopo il convegno "Comunicare con tutti", che si è tenuto a Roma il 12 e 13 dicembre 2004, EpiCentro inaugura una nuova discussione sull'importanza della comunicazione nell'ambito dei programmi di screening, per favorire l'adesione e l'accettazione da parte degli utenti. Guarda le presentazioni dei partecipanti al convegno e leggi l'intervento di Marco Petrella, coordinatore del Gruppo inter-screening sulla comunicazione, che da anni lavora su questo tema.
(28 luglio 2005) Emilia Romagna: nuovo sito per
gli screening al colon retto
Avviato in tutte le
Ausl dell’Emilia Romagna il programma di screening per i tumori del
colon retto. Sul
sito web dedicato è possibile trovare tutte le notizie e i documenti
utili prodotti a livello regionale: linee guida, griglia per i progetti,
documenti di consenso per la diagnosi, corsi di formazione, campagne di
informazione e altro ancora. Su EpiCentro leggi anche il focus dedicato
al Piano di prevenzione 2005-2007.
(12 marzo 2005) Il punto sugli
screening oncologici in Italia
Entrati a pieno titolo tra le
priorità dell’Accordo
sul piano nazionale della prevenzione 2005-07, firmato dalla
conferenza Stato-Regioni il 23 marzo 2005, i programmi di
screening oncologici in Italia aderiscono alle linee guida stabilite
a livello europeo, con la raccomandazione Ue del 16 dicembre 2003, che
individua nei tre programmi di screening (mammella, utero e colon-retto)
le azioni più efficaci nel campo della prevenzione dei tumori. In
Italia, sono attivi da anni due gruppi operativi che danno indicazioni
ed effettuano una valutazione dei programmi di screening del tumore al
seno (Gisma) e all’utero (Gisci).
Sul fronte della prevenzione del tumore colon-retto, si è costituito nel
2004 il terzo gruppo operativo, il Giscor, che punta a promuovere un
confronto e una valutazione dei protocolli disponibili, sui quali non si
è raggiunto un consenso né a livello nazionale né internazionale.
Il 9-10 giugno 2005, Giscor si riunisce in un
convegno a Stra (Venezia) per discutere delle strategie adottate e
dei risultati raggiunti e per definire criteri di valutazione,
indicatori e standard comuni.
(3 marzo 2005) Uno studio multicentro di fattibilità sull’adesione e
sulla capacità diagnostica
È stato pubblicato il 2 marzo 2005 sul Journal of the National Cancer
Institute un lavoro a firma di Nereo Segnan e colleghi, dal titolo “Randomized
Trial of Different Screening Strategies for Colorectal Cancer: Patient
Response and Detection Rates”. Lo studio, svolto in cinque centri
italiani nel corso di quasi due anni (dal novembre 1999 al giugno 2001),
si pone l’obiettivo di confrontare le strategie di offerta degli
screening per il cancro al colon-retto, l’adesione a questa offerta e la
valenza diagnostica dei test disponibili.
Oggi i due test disponibili per effettuare una diagnosi precoce dei
tumori al colon-retto sono la sigmoidoscopia, una endoscopia parziale
che esplora il retto e il sigma fino al colon discendente, e il test per
la ricerca del sangue occulto fecale, un test che verifica la presenza
di tracce di sangue nelle feci. Nello studio di Segnan e colleghi i due
test proposti sono la sigmoidoscopia e il test immunologico per la
presenza del sangue occulto nelle feci. Lo studio ha coinvolto un
campione di oltre 26 mila persone, in cinque diversi centri. I risultati
della ricerca indicano che la percentuale di adesione è molto simile per
i due test, circa del 28%, a fronte di una valenza diagnostica
decisamente superiore per la sigmoidoscopia.
EpiCentro pubblica un commento di Nereo Segnan, autore del testo, che fa una valutazione dei risultati
ottenuti, commentandone il significato anche in un’ottica di utilizzo
per la programmazione sanitaria da parte delle Regioni che intendono
avviare programmi di screening sulla popolazione.