Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

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Aggiornamenti

14/6/2018 - Allattamento e nutrizione dei bambini piccoli nelle emergenze

Il corso “Emergenze umanitarie e catastrofi naturali: come proteggere, promuovere e sostenere l’allattamento e l’alimentazione dei bambini piccoli” si è tenuto il 12-13 giugno presso il Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute (Cnapps) dell’Istituto superiore di sanità (Iss) ed è stato organizzato in collaborazione con Save The Children e Unicef Italia. Obiettivi dell’evento sono stati la promozione di una competenza diffusa sull’alimentazione dei bambini di 0-2 anni, allattati e non, e l’attivazione di reti di preparedness tra gli attori che, a diverso titolo, si occupano di promozione della salute delle donne e dei bambini nelle situazioni di catastrofi naturali e di emergenza umanitaria. Approfondisci sulla pagina dedicata di EpiCentro.

 

10/5/2018 - L’igiene delle mani può salvare la vita

La Giornata mondiale per l’igiene delle mani, che ricorre il 5 maggio di ogni anno, è l’occasione per richiamare gli operatori sanitari all’importanza di un gesto semplice quanto efficace come il lavaggio delle mani nei luoghi di cura per prevenire infezioni e sepsi. L’Oms ricorda che circa 30 milioni di persone ogni anno sono colpite da una sepsi e richiama all’azione le categorie più coinvolte nella promozione di comportamenti virtuosi (operatori sanitari, responsabili della prevenzione e del controllo delle infezioni, responsabili delle strutture sanitarie, dicasteri della salute e decisori politici, gruppi e associazioni dei pazienti) con altrettanti messaggi mirati. Mette inoltre a disposizione materiali divulgativi che, con una grafica di immediata comprensione, chiariscono la dimensione del problema delle infezioni e della sepsi a livello mondiale, le categorie di persone a maggiore rischio e le misure per il loro controllo, tra le quali quelle igieniche hanno un rapporto costi/benefici estremamente vantaggioso. Anche l’Ecdc ribadisce l’importanza dell’igiene delle mani e cita, a supporto, un dato eloquente: ogni giorno circa 80 mila pazienti ricoverati in un luogo di cura sul territorio europeo sviluppano un’infezione associata all’assistenza sanitaria, in parte dovuta alla carente igiene delle mani. Il rischio potenziale di sepsi, una condizione che può mettere a rischio la vita, è quindi elevato in assoluto, ma si può prevenire attraverso una singola azione efficace come il lavaggio delle mani da parte degli operatori sanitari. Consulta la pagina dell’Oms e la pagina dell’Ecdc dedicate all’igiene delle mani. Scarica dal sito Ecdc l’Annual Epidemiological Report on Healthcare-associated infections acquired in intensive care units (pdf 9,6 Mb) aggiornato ad aprile 2018.

 

1/9/2016 - Gestione delle emergenze: un intervento professionale e strutturato

Una buona risposta alle emergenze è frutto del lavoro fatto in preparazione al possibile evento, almeno in ugual misura di quello svolto durante e dopo: per questo motivo EpiCentro ha ascoltato numerose testimonianze che forniscono informazioni utili sul funzionamento della Protezione civile, sui siti accreditati a dare indicazioni sulle misure preventive da adottare in zone ad alta sismicità e sul ruolo dei Sistemi di sorveglianza nel monitoraggio della salute delle popolazioni colpite da un terremoto. Pubblichiamo inoltre un aggiornamento della pagina dedicata all’alimentazione infantile durante le emergenze. Per maggiori informazioni consulta gli articoli “Un intervento professionale e strutturato”, “Lo sguardo di insieme delle sorveglianze” e “L’alimentazione infantile nelle emergenze”.

 

30/6/2016 - Impatto del terremoto sulla salute della popolazione: lo studio Istmo

Come ha inciso il terremoto sulla salute delle persone che ha colpito l’Emilia-Romagna a maggio 2012? Quali sono gli effetti psicologici di un evento così traumatico? A queste domande ha provato a rispondere la ricerca Istmo (Impatto sulla salute del territorio in provincia di Modena), intervistando un campione di persone coinvolte dal sisma. I risultati, presentati a giugno 2016, descrivono una popolazione resiliente, in grado di far fronte in maniera positiva a eventi traumatici, che globalmente non mostra evidenti cambiamenti nello stato di salute percepito ma in cui una persona su due riferisce ancora un pensiero intrusivo, cioè ricorda gli eventi anche quando non vuole. Questo a testimonianza di come il sisma sia stato un evento pervasivo nei vissuti di molti cittadini, rappresentando uno spartiacque tra la vita prima e dopo il terremoto. In questo scenario, lo stato d'ansia e i sintomi di depressione sono molto più diffusi tra le persone che hanno riferito danni o disagi dal sisma; complessivamente però i sintomi depressivi riferiti si sono ridotti dopo il sisma. Allo stesso modo non tutti i fattori di rischio comportamentali hanno risentito di un impatto fortemente negativo: la prevalenza dei fumatori si è infatti ridotta (dal 31 al 27%), ma è diminuita anche la percentuale di coloro che praticano attività fisica (dal 35 al 29%) ed è leggermente aumentata la percentuale di persone con problemi di obesità (dal 10 al 15%). È rimasta stabile la copertura della vaccinazione antinfluenzale nelle persone con patologie croniche e il ricorso agli esami preventivi per la diagnosi precoce dei tumori. Per maggiori informazioni visita il sito della Ausl di Modena e consulta il documento completo.

 

(12 maggio 2016) La salute delle popolazioni colpite da catastrofi

Dotare l’Italia di un sistema di sorveglianza sulla salute delle popolazioni colpite da catastrofi (naturali e non) al fine di fornire un supporto concreto nella gestione delle emergenze: questo l’appello emerso da organizzatori e partecipanti al Congresso Aie (Associazione italiana di epidemiologia) che si è tenuto all’Aquila il 15 e il 16 aprile 2016. L’appello propone un sistema a rete, che vede l’Istituto superiore di sanità (Iss) nel ruolo di regia e l’Abruzzo come Regione ospitante un Osservatorio sulla salute delle popolazioni esposte a disastri. In Italia, infatti, un sistema di questo tipo non esiste, e gli esempi discussi e riportati nel numero monografico di Epidemiologia & Prevenzione di marzo-aprile 2016 evidenziano come la risposta ai danni e ai rischi per la salute prodotti dal disastro debba essere pianificata e organizzata molto prima dell’emergenza (preparedness). Per approfondire consulta: l’appello “L’Italia deve dotarsi di un sistema di sorveglianza della salute delle popolazioni colpite da catastrofi” (pdf 829 kb) dell’Associazione italiana di epidemiologia e il numero monografico di Epidemiologia & PrevenzioneL’Aquila: sorveglianza e ricerca dopo il terremoto 2009” (marzo-aprile 2016).

 

(30 aprile 2015) Terremoto in Nepal

Mentre continuano le ricerche e le operazioni di recupero in Nepal dopo il devastante terremoto di sabato 25 aprile (magnitudo 7,8 della scala Richter), l’Organizzazione mondiale della sanità sta coordinando i soccorsi medici per le comunità colpite. Attualmente sono oltre 5000 i morti e 8 milioni le persone coinvolte. Oltre ad assicurare supporto sanitario, l’Oms sta anche gestendo i team di medici stranieri arrivati sul luogo e sta prendendo tutte le misure necessarie per prevenire la diffusione di malattie infettive che possono svilupparsi in condizioni di sovraffollamento e di mancanza d’igiene. Per maggiori informazioni e per seguire gli aggiornamenti della situazione, consulta le pagine dedicate sul sito dell’Ufficio regionale Oms per l’Asia sud-orientale.

 

(18 settembre 2014) Terremoto in Emilia-Romagna ed effetti sulla salute

Indagare gli esiti del sisma del 2012 sulla salute delle persone residenti nei Comuni interessati dall’evento (stato di salute percepito, fisico e psicologico, presenza di sintomi depressivi, sedentarietà, consumo di tabacco e alcol): sono gli obiettivi del progetto di ricerca “Istmo: Impatto sulla salute del terremoto in provincia di Modena” i cui criteri scientifici sono stati definiti da un gruppo di lavoro che coinvolge esperti dell’Azienda Usl di Modena, dell’Agenzia sanitaria e sociale dell’Emilia-Romagna, dell’Istituto superiore di sanità e i medici di famiglia. L’elemento che rende innovativa la ricerca è l’utilizzo di un campione di popolazione già oggetto di indagine, dal 2007, dalla sorveglianza di popolazione Passi. Per saperne di più consulta SalutEr, il portale della Regione Emilia-Romagna dedicato alla salute.

 


 

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