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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

tossicodipendenze

Evoluzione del fenomeno della droga in Europa: il rapporto Oedt

12 novembre 2009 - I decessi causati dall’uso di droga rappresentano il 4% di tutti i decessi di cittadini europei nella fascia di età compresa tra i 15 e i 39 anni. Nel corso dell’ultimo anno almeno 22,5 milioni di adulti europei hanno fatto uso di cannabis, 4 milioni di cocaina, 2,5 milioni di ecstasy e 2 milioni di anfetamine, mentre i consumatori problematici di oppiacei sono stati stimati tra 1,2 e 1,4 milioni. Per sviluppare una risposta politica al problema della droga, l’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (Oedt) ha pubblicato la relazione annuale 2009 “Evoluzione del fenomeno della droga in Europa” (pdf 2,97 Mb).

 

La relazione

Il 2009 è stato un anno importante in Europa per lo sviluppo delle politiche mirate alla lotta contro le droghe: si è assistito alla valutazione del Piano d’azione 2005-2008, il quinto dal 1990, ed è stato steso il Piano successivo, operativo per gli anni 2009-2012.

 

Il rapporto Oedt del 2009 si basa sulle informazioni relative al 2007, fornite sotto forma di relazioni nazionali dagli Stati membri dell’Ue, dai Paesi candidati Croazia e Turchia e dalla Norvegia e fornisce una valutazione dettagliata del fenomeno della droga in Europa. Il documento contribuisce allo sviluppo di un dibattito maturo e informato sul problema della droga e consente, attraverso uno stretto monitoraggio, la produzione di politiche più efficaci per contrastarne la diffusione.

 

Le misure politiche e le risposte

La prima sezione della relazione si concentra sulle risposte politiche e legislative al fenomeno della droga. Tra i temi trattati: il contenuto dei nuovi documenti strategici in materia di droga, il ruolo delle organizzazioni che rappresentano la società civile, la discussione sulle pene inflitte per il traffico di droga, la valutazione delle strategie nazionali sugli stupefacenti, della spesa pubblica connessa alle droghe e dello stato della ricerca in Europa.

 

Una descrizione generale delle risposte ai problemi della droga in Europa è presentata nel secondo capitolo, prendendo in considerazione in particolare le misure preventive, la riduzione del danno e il reinserimento sociale, considerate nell’insieme una strategia completa per la riduzione della domanda di stupefacenti.

 

La cannabis

Dopo i primi due capitoli, la relazione analizza singolarmente le questioni legate alle principali sostanze stupefacenti utilizzate in Europa. Il terzo capitolo è interamente dedicato alla cannabis, la droga in assoluto più diffusa in Europa. I dati riferiscono che in media il 31,1% dei giovani adulti europei (15-34 anni) ha fatto uso di cannabis almeno una volta nella vita, il 12,5% ne ha fatto uso nell’ultimo anno e il 6,8% nell’ultimo mese, percentuale che sale nei giovani tra i 15 e i 24 anni (15,9% nell’ultimo anno e 8,3% nell’ultimo mese). Particolarmente alto è il consumo in Italia, in cui il 20,9% dei giovani compresi tra i 15 e i 24 anni ha fatto uso di cannabis nel corso dell’ultimo anno e il 10,4% nel corso dell’ultimo mese.

 

Anfetamine, ecstasy e sostanze allucinogene

Dopo la cannabis, le sostanze più diffuse sono le anfetamine e l’ecstasy. Il 3,5% degli europei compresi tra i 15 e i 64 ha fatto uso di anfetamine almeno una volta nella vita, percentuale che sale al 5% nei giovani compresi tra i 15 e i 34 anni. Più diffusa è invece l’ecstasy, con percentuali pari a 3,1% per il consumo sporadico nella fascia di età tra i 15 e i 64 anni e pari a 5,6% tra i giovani adulti (15-34 anni). La diffusione di queste droghe varia molto di Paese in Paese e oscilla tra lo 0,6% una tantum dei giovani adulti di Grecia e Romania e il 14,6% di quelli della Repubblica Ceca. La relazione segnala un preoccupante aumento dell’interesse dei giovani per le sostanze allucinogene naturali (funghi allucinogeni).

 

Cocaina e crack

Nell’ultimo decennio all’interno dell’Ue è stato registrato un aumento del consumo e dei sequestri di cocaina. Circa il 3,9% degli europei tra i 15 e i 64 anni ha fatto uso di cocaina almeno una volta nella vita, percentuale che sale a 5,6% tra i giovani adulti. Molte elevate sono le differenze percentuali nei livelli di consumo, pari allo 0,2% nei giovani adulti rumeni per quanto riguarda l’assunzione sporadica e al 12% nel Regno Unito. Poco confortante la situazione in Italia, al terzo posto per la percentuale di consumatori assidui (almeno una volta nell’ultimo mese) in tutte e tre le fasce di età (dai 15 ai 64 anni, dai 15 ai 31 anni, dai 15 ai 24 anni).

 

Eroina

Nell’Ue l’eroina è ancora responsabile della maggior parte dei casi di morbidità e mortalità collegati al consumo di droga. Sebbene negli ultimi anni sia stato registrato un calo del consumo di questa sostanza, dati recenti suggeriscono che in alcuni Paesi questa tendenza potrebbe essersi invertita. Nei Paesi che hanno fornito i dati, la prevalenza media del consumo di oppiacei è stimata tra i 3,6 e i 4,6 casi ogni mille abitanti, su una popolazione tra i 15 e i 64 anni di età.

 

Malattie infettive e decessi correlati alla droga

Tra gli effetti più gravi delle droghe c’è anche la possibilità di contrarre malattie infettive. Anche se la prevalenza dell’Hiv nei Paesi in cui è diffuso l’uso di droghe per via parenterale è bassa, sono numerose le altre malattie che possono colpire i tossicodipendenti tra cui l’epatite A, B e C, le infezioni sessualmente trasmissibili, la tubercolosi, il tetano, il botulismo e il virus dei linfociti T. Dopo un picco raggiunto nel 2001-2002 determinato da epidemie scoppiate in Estonia, Lettonia e Lituania, il tasso di infezione legato al consumo di stupefacenti per via parenterale sta diminuendo. Tuttavia in Bulgaria e in Svezia un aumento dei nuovi casi di infezione riferiti suggerisce la potenzialità di continua diffusione dell’Hiv tra i tossicodipendenti.

 

Più in generale, il consumo di droghe è una delle principali cause di problemi di salute e di decesso tra i giovani europei e i dati Oedt riferiscono che in sette aree urbane europee una percentuale compresa tra il 10 e il 23% delle morti nella fascia tra i 15 e i 49 anni è attribuibile al consumo di oppiacei (causa diretta o indiretta).

 

Nuove droghe e tendenze emergenti

L’ultimo capitolo della relazione è interamente dedicato alla diffusione di nuove sostanze psicoattive e ai nuovi modelli di consumo delle droghe. L’individuazione delle nuove tendenze è fondamentale tanto dal punto di vista della prevenzione quanto da quello politico, ma è spesso difficile da realizzare a causa delle specificità locali e sociali di diffusione. Tra le sostanze emergenti segnalate negli ultimi anni sono soprattutto i derivati delle piperazine e del catinone e le miscele a base di erbe, stimolanti allucinogeni e medicinali. Nel 2008 le nuove sostanze notificate sono state 13 tra cui si segnalano, oltre alle nuove droghe sintetiche, due erbe: il kratom e la kava. Sempre nel 2008 è stato segnalato per la prima volta un cannabinoide sintetico (JWH-018). Da tenere sotto controllo è anche il ruolo di internet nella commercializzazione delle sostanze stupefacenti.

 

Risorse utili