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Convegno nazionale - Napoli, 24-25 settembre 2009
Castel Sant'Elmo

Castel Sant’Elmo è un castello medievale che si trova in cima al Vomero, a Napoli. Sorge nel luogo dove vi era, a partire dal X secolo, una chiesa dedicata a Sant'Erasmo (da cui Ermo e poi Elmo). Oltre che come museo permanente, oggi è anche sede di varie fiere e manifestazioni.

 

Il possente edificio trae origine da una torre d'osservazione normanna chiamata Belforte. Per la sua importanza strategica, il castello è sempre stato un possedimento molto ambito: dalla sua posizione si può controllare tutta la città, il golfo e le strade che dalle alture circostanti conducono alla città.

 

La storia

Le prime notizie storiche sul castello risalgono al 1329, anno in cui Roberto il Saggio ordinò al reggente della Vicaria, Giovanni de Haya, la costruzione di un palazzo, il Palatium castrum, sulla sommità della collina di Sant'Erasmo. i lavori furono ultimati nel 1343 sotto il regno di Giovanna I d'Angiò.

 

Nel 1587 un fulmine, caduto nella polveriera, fece saltare in aria buona parte della fortezza uccidendo 150 uomini ed arrecando danni al resto della città. Divenne poi un carcere nel quale furono prigionieri, tra gli altri, il filosofo Tommaso Campanella (dal 1604 al 1608). Nel 1647, durante la rivoluzione di Masaniello, vi si rifugiò il viceré duca d'Arcos mentre il popolo invano cercava di impadronirsene. Il forte bombardò la città e resistette agli assalti del popolo.

 

Durante i moti del 1799 fu preso dal popolo poi occupato dai repubblicani che, il 23 gennaio, vi innalzarono la bandiera della Repubblica Napoletana.

 

La struttura

Il castello rappresenta uno dei più significativi esempi di architettura militare cinquecentesca: con una pianta stellare a sei punte che sporgono di venti metri rispetto alla parte centrale e, al posto dei tiranti, enormi cannoniere aperte negli angoli rientranti, la struttura è risultata negli anni molto funzionale.

 

Per accedere all'interno del castello bisogna percorrere una rampa ripida e attraversare un ponticello schermato da mura laterali. Dopo il ponticello vi è la Grotta dell'Eremita, un antro che, secondo la tradizione, avrebbe ospitato in tempi antichissimi un anacoreta. Sul portale campeggia lo stemma imperiale di Carlo V, con l'aquila bicipite.

 

Sulla Piazza d'Armi si erge la Torre del Castellano: gli ambienti che la compongono rappresentano quanto rimane dell'alloggio del comandante e del personale del castello. La pavimentazione del piazzale è dell'epoca della costruzione.

 

Al di sotto del piazzale, due enormi cisterne assicuravano l'approvvigionamento di acqua al presidio in caso di assedio. Sulla sinistra della torre vi è una piccola rampa seguendo la quale si giunge ad una terrazza che dà sulla parte occidentale della città. Proseguendo, sulla sinistra, si continua con l'ingresso a quei locali che furono adibiti, fin dal 1915, a prigione militare.

 

 


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Ultimo aggiornamento giovedi 2 luglio 2009