Logo Iss
Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia
sorveglianza Passi
rapporto nazionale Passi
risultati 2007-2010
newsletter Passi-one
pubblicazioni
Passi-CometeS in Abruzzo
area riservata

UserID:


Password: 



Conferenza internazionale

Conferenza internazionale

passi
Cos’è il sistema di sorveglianza Passi?

L’evidence applicata alla prevenzione. Potrebbe essere questo il motto della sorveglianza Passi, la sperimentazione al via a gennaio 2007 con l’obiettivo di effettuare un monitoraggio a 360 gradi sullo stato di salute della popolazione adulta (18-69 anni) italiana, attraverso la rilevazione sistematica e continua delle abitudini, degli stili di vita e dello stato di attuazione dei programmi di intervento che il Paese sta realizzando per modificare i comportamenti a rischio.

 

Nella sua accezione classica, la sorveglianza di popolazione consiste in una raccolta continua e sistematica di dati la cui interpretazione viene messa a disposizione di coloro che devono progettare, realizzare e valutare interventi in salute pubblica. Un sistema di sorveglianza sui principali determinanti di salute e sull’adozione di misure di prevenzione dovrebbe:

  • essere rappresentativo della popolazione
  • fornire precise e tempestive conoscenze sull’evoluzione e le dinamiche dei fenomeni di interesse per la salute pubblica
  • consentire la messa a punto di efficaci azioni correttive nei programmi di salute
  • fornire un dettaglio di informazione a livello di Asl, che consenta il confronto fra le diverse Asl all’interno della stessa Regione

Attualmente, le fonti ufficiali forniscono informazioni sui principali determinanti di salute e sull’adozione di misure di prevenzione. Tuttavia, non sono disponibili dati sufficientemente tempestivi e con dettagli a livello di Asl e mancano informazioni su quanto la popolazione percepisca e recepisca rispetto a interventi di sanità pubblica, quali messaggi promozionali, attività di counselling, ecc. Obiettivo della sorveglianza Passi è costruire proprio una base di dati specifica per il livello aziendale, in continua crescita e aggiornamento, per monitorare l’andamento dei fattori di rischio comportamentali e degli interventi di prevenzione ad essi orientati. Questa stessa base di dati permetterebbe di confrontare le diverse realtà aziendali fra di loro, seguendone l’evoluzione nel tempo.

 

Il passaggio dalle indagini trasversali alla sorveglianza continua implica lo studio e la sperimentazione di modalità diverse di raccolta e utilizzo dei dati. Questi i principali vantaggi del sistema di raccolta continuo:

  • consente di aggiungere la dimensione temporale all’indagine e quindi di cogliere fenomeni altrimenti non percepibili (linee di tendenza o cambiamenti anche rapidi di alcune variabili in concomitanza con interventi di sanità pubblica, applicazione di normative, eventi naturali, ecc)
  • consente di cambiare in corso d’opera la velocità con cui vengono acquisiti i dati, aumentando (con un modesto impegno aggiuntivo) il numero di interviste fatte ogni mese e di conseguenza la precisione delle stime.

Con la sorveglianza continua assumono particolare rilevanza i problemi relativi all’operatività del sistema, che deve essere in grado di funzionare senza interruzioni: è richiesta pertanto una struttura organizzativa stabile, con adeguate dimensioni e risorse, con una regolare e assidua manutenzione.

 

Tra gli obiettivi non secondari della sorveglianza Passi (come già messo in luce dall'esperienza dei precedenti studi trasversali), quello di registrare l’opinione della popolazione sulla propria salute. L'indagine sancisce così l’idea che il progresso sanitario di un sistema di salute (anche quello aziendale) passa per una maggiore interazione fra domanda e offerta dei servizi, fra utenti ed erogatori di cure su quali siano le priorità di salute e sull’evoluzione degli interventi. Passi diventa così una vera e propria piattaforma di comunicazione che, se ben strutturata e utilizzata, può trasformasi in un’occasione reale di empowerment del sistema di salute aziendale, regionale e delle comunità stesse.

 

Il contesto politico e strategico

Passi si inserisce nel cuore delle attività politiche e sanitarie intraprese in Italia per promuovere la prevenzione: l’adozione di stili di vita non corretti rappresenta oggi una vera e propria emergenza sanitaria, che comporta l’aumento di rischio di malattie cardiovascolari, tumori e diabete, le principali cause di mortalità e morbilità nella popolazione adulta. Nel 2005, un rapporto dell’Organizzazione mondiale della sanità ha confermato che le patologie non trasmissibili (malattie cardiovascolari, tumori, diabete mellito, malattie respiratorie croniche, malattie muscolo-scheletriche e problemi di salute mentale) sono responsabili dell’86% dei decessi nella Regione Europa, con tendenza costante all’aumento anche dei relativi costi diretti e indiretti, che consumano in media il 77% del budget per la salute dei Paesi membri dell'Unione europea.

 

Lo Stato e le Regioni, nell’accordo del 6 aprile 2004, si sono impegnati a portare avanti la prevenzione attiva del rischio cardiovascolare, delle complicanze del diabete e delle neoplasie (attraverso programmi di screening). Il Piano nazionale della prevenzione 2005-2007, definito nell’Intesa Stato Regioni del 23 marzo 2005, ha incluso tra gli obiettivi di salute prioritari la prevenzione del rischio cardiovascolare, delle complicanze del diabete e degli incidenti stradali, lo sviluppo dei programmi di screening oncologici e delle vaccinazioni, e il contrasto all’obesità. L’accordo Stato-Regioni del 2002, individuando nei Dipartimenti di prevenzione una risorsa strategica delle Aziende sanitarie, indica la necessità di effettuare il monitoraggio degli obiettivi di salute. Il Piano sanitario nazionale 2006-2008 ribadisce che la prevenzione dei rischi per la salute si realizza anche attraverso la costruzione di reti di sorveglianza con nodi territoriali, regionali e nazionali all’interno del sistema sanitario. Più precisamente, sottolinea la necessità di rendere stabile una periodica sorveglianza dei fattori di rischio comportamentali. Il documento cita esplicitamente come importante esperienza a cui fare riferimento lo studio Passi, effettuato nel 2005 da Cnesps e Regioni, su incarico del Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie (Ccm).

 

Alla fine del 2004 il Ccm, insieme alle Regioni appartenenti alla Commissione “Mattoni” per il nuovo sistema sanitario, hanno dato l’incarico al Cnesps di testare in alcune Asl metodi e procedure per la sperimentazione di un sistema di sorveglianza di popolazione che coinvolgesse tutte le Regioni e le Asl del Paese, che consentisse di stimare l’evoluzione dei fattori comportamentali di rischio per la salute (fumo, alcol, sedentarietà, dieta, ecc) e la diffusione delle misure e interventi di prevenzione.

 

Stampa

Ultimo aggiornamento venerdi 1 aprile 2011