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Newsletter 2-2017

Prepariamoci al World No Tobacco Day: la Giornata Mondiale di sensibilizzazione per il contrasto al tabacco, 31 Maggio 2017
La Giornata Mondiale contro il tabacco sarà dedicata quest’anno a demolire uno degli argomenti con cui le multinazionali del tabacco hanno costruito un mito diventato opinione comune, e cioé: d’accordo il fumo fa male alle persone, ma fa bene all’economia e, se non fa bene all’economia, se non altro fa bene alle casse dello stato. Riportiamo su Epicentro la presentazione della giornata.


Appello contro il fumo da parte di società scientifiche e istituzioni sanitarie
Le società scientifiche della sanità pubblica lanciano un appello al Governo per una politica di aumenti programmati e consistenti dei prezzi delle sigarette, realizzata attraverso l’incremento delle accise, capace di migliorare la salute e il gettito fiscale, senza deprimere l’economia: una tassa che allunga la vita. Perché non diffonderlo pubblicandolo ad esempio sul sito web della Asl? Le Regioni avrebbero un interesse diretto a spostare risorse dal tabacco al servizio sanitario e i manager di aziende Asl ed Ospedaliere potrebbero cominciare a chiedersi se non sia il tempo di spendersi un po’ per la prevenzione, per diminuire la domanda di servizi.


Economia del Tabacco: monografia OMS
Non farti sfuggire la monografia OMS sull’Economia del Tabacco una rassegna dei risultati degli studi scientifici sull’economia del tabacco, messa a punto da 90 esperti nei campi dell’economia e della sanità pubblica, in cui si dimostra che, se si considerano la perdita di salute e quella di produttività, il tabacco rappresenta non solo una minaccia per la salute ma anche per la crescita economica. Allo stesso tempo, l’aumento delle tasse sul tabacco e dei prezzi si conferma la migliore misura di controllo per ridurre la prevalenza di fumatori, proteggendo i gruppi più vulnerabili, senza compromettere, anzi migliorando le entrate fiscali dei governi. Leggi in italiano il sommario esteso e il quadro sinottico che puoi scaricare all’indirizzo http://www.tobaccoendgame.it, sotto l’appello.


Importanza dei dati sul fumo raccolti con Passi d’Argento
C’è una diffusa credenza che, se un fumatore ha più di 60 o 70 anni, non vale la pena tentare di farlo desistere. Quello che è fatto è fatto! Recentemente è stata pubblicata una metanalisi dei rischi del fumo e i benefici della cessazione sopra i 60-70 anni. Lo studio ha usato i dati di 22 studi prospettici su campioni di popolazione generale, da vari paesi europei e dagli USA, per un totale di 489.056 soggetti di età 60-79 anni, mostrando che, rispetto ai non fumatori, i fumatori avevano un rischio di morire 2,7 volte maggiore, gli ex-fumatori di 1,6 volte maggiore. L’anticipazione della morte, rispetto ai non fumatori, è di 8,7 anni per i fumatori e 4,2 anni per gli ex fumatori: un sessantenne che fuma ha lo stesso rischio di morire entro 5 anni di un 68enne che non fuma.
Il fumo rimane quindi un fattore di rischio cruciale anche dopo i 60 anni e gli sforzi per promuovere la cessazione tra gli anziani possono avere un grande impatto in termini di salute pubblica.


P_News è a cura di Paolo D’Argenio, Susanna Lana e del Gruppo Tecnico Passi e Passi d’Argento

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